ELMORE LEONARD.
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Su nella stanza di Honey.
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Titolo originale: Up in Honey's Room.
Traduzione di: Luca Conti.
2009. Giulio Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Carl Webster, l'implacabile sceriffo dell'Oklahoma gi incontrato in Hot Kid e l'affascinante e disinibita Honey Deal, uno dei pi riusciti ritratti femminili di Lonard, al centro di un'avventura spionistica in cui il noir si tinge di una irresistibile vena comica.
Detroit, ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. La bella Honey Deal ottiene il divorzio dal marito, Walter Schoen, un macellaio che si spaccia per il fratello gemello di Heinrich Himmler, quando si rende conto della sua clamorosa e irrecuperabile stupidit. Sulla scena piomba l'Hot Kid Carl Webster, adesso sulle tracce di due gerarchi nazisti fuggiti da un campo di prigionia dell'Oklahoma, e sicuro della complicit di Schoen nell'evasione.
Per scoprire il nascondiglio dei nazisti Carl riesce a tirare dalla sua parte la biondissima Honey e i due si ritrovano ben presto coinvolti nelle attivit di una cellula spionistica tedesca... Dopo una serie di incontri e scontri, spesso di rara comicit, la movimentata resa dei conti avr luogo nell'appartamento di Honey, tra il divano del soggiorno e la camera da letto.
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L'AUTORE.
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Elmore John Leonard Jr. (New Orleans, 11 ottobre 1925  Detroit, 20 agosto 2013)  stato uno scrittore, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.
Nel 1934, dopo aver abitato in moltissime localit come Dallas, Oklahoma City e Memphis, la sua famiglia si trasfer a Detroit, citt in cui sarebbero stati ambientati moltissimi suoi romanzi e nei cui sobborghi Leonard risiedette. Di educazione cattolica (e singolari tematiche religiose sarebbero state da lui affrontate in alcuni romanzi come Imbroglio e Il tocco), nel 1943 si arruol in Marina e combatt nel Pacifico. Tornato in patria alla fine della guerra, approfitt delle agevolazioni universitarie per gli ex combattenti, e nel 1950 si laure in lettere e filosofia all'Universit di Detroit.
Leonard lavor per molti anni in un'agenzia pubblicitaria, alzandosi alle cinque di mattina per scrivere i propri racconti e romanzi prima di recarsi in ufficio.  Il grande successo di pubblico giunse solo nel 1985 con il romanzo Casino (Glitz), anche grazie a una calorosa recensione di Stephen King sul New York Times.
Leonard  sempre stato considerato un maestro del dialogo ed uno dei suoi tratti distintivi era difatti quello di portare avanti la trama dei suoi libri non tanto attraverso passaggi descrittivi, quanto per mezzo delle conversazioni tra i personaggi. Non a caso la quasi totalit dei suoi libri  scritta in terza persona. Per questo aspetto potenzialmente "cinematografico", infatti, numerosi sono i film tratti dai suoi crime novels (cos lo stesso Leonard amava definire le proprie opere).
Pubblica il suo primo romanzo, The Bounty Hunters, nel 1953, seguito nei dieci anni successivi da altri cinque romanzi western e una trentina di racconti. Dal 1967 si dedica a tempo pieno alla scrittura, decidendo per di abbandonare il genere western per affrontare il noir e la crime story. La consacrazione ad autore di bestseller arriva nell'85 con la pubblicazione di Glitz, cui fanno seguito molti altri successi, che ispirano film importanti. Tre titoli per tutti: Get Shorty, con John Travolta (1995); Jackie Brown, di Quentin Tarantino (1997), tratto da Rum Punch, del 1992); e Out of Sight, con George Clooney (1998). 
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Su nella stanza di Honey.
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CAPITOLO 1.
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Honey telefon a sua cognata Muriel, che viveva ancora nella Harlan County, Kentucky, per dirle che aveva mollato Walter Schoen, anzi Valter, e che era ormai a buon punto per trasformarsi di nuovo in Honey Deal. Sul serio, ero sicura di poterlo rivoltare come un calzino, ma quello si comporta ancora da nazista. Non c' stato verso di smuoverlo.
E tu l'hai piantato cos, in questo modo? disse Muriel.
In kvesto modo, disse Honey. Libera come un fringuello. E la sai una cosa? Almeno non devo pi riprendere il colore ogni due settimane. Pensa com'ero stupida.
Ho passato un anno intero a cercare di convincerlo che ero una bionda naturale.
E non poteva accorgersene in qualche altra maniera?
Quando gli prendeva la fregola, a Walter, prima di togliersi il pigiama spegneva sempre la luce. Da quanto era pelle e ossa si vergognava di quelle costole sporgenti, cos lo facevamo sempre al buio pi completo. Diceva che il cibo americano gli riempiva lo stomaco di gas. M' toccato imparare a cucinare alla tedesca, certi pranzi micidiali da quant'erano pesanti, sauerbraten con cavolo rosso, bratwrst. Per la prima volta in vita mia ho dovuto stare attenta alla linea, ma lui non ha messo su un etto.
Continuava a scoreggiare come un dannato, solo che adesso gli andava bene perch erano scoregge tedesche. Ogni volta che ne sparava una, mi puntava contro un dito, capisci, neanche fosse una pistola. E io a fingere che mi aveva colpito.
E magari anche cadere, eh?
Se ero nei pressi del divano, certo. O barcollare qua e l per la stanza, aggrappandomi a quel che c'era sottomano.
La prima volta  stata una mia idea, cos tanto per scherzare. Ma da allora, ogni volta che ne sparava una e io ero a tiro d'orecchio, mi toccava fingere in quel modo.
Bello spasso, col tuo maritino.
Solo che lui neanche sorrideva, figuriamoci mettersi a ridere. E quando mi prendeva di mira... Honey lasci la frase a mezz'aria. Dimmi un po' come se la passa mio fratello. Lavora?
Darcy? E tornato in galera. L'hanno coinvolto in una rissa che non  stato lui a cominciare. Giura e spergiura.
Comunque ha fracassato la mascella al suo caposquadra, e questo  bastato a togliergli la libert vigilata. Cos adesso deve scontare tutta quanta la vecchia pena, quella per distillazione clandestina, e in pi ha anche 'sta faccenda dell'aggressione. L'hanno messo nelle cucine a fare il macellaio e gli danno cinque centesimi l'ora, mentre a me tocca campare con le mance. Mise su una voce imbronciata.
Cosa mi tocca fare, ragazzi, per farvi ordinare un altro giro. E tutti 'sti fenomeni pieni di polvere di carbone che non fanno altro che dirmi: Ehi, bellezza, perch non ci mostri la mercanzia? Io spalanco gli occhi e cerco di fare la disinvolta, e mi becco pi o meno un dollaro e mezzo. Per, scusa, volevo sapere come te la passi tu. Com', Walter ti ha riempito di botte e ti sei finalmente decisa, o cosa? Quanto siete stati sposati, un anno?
Un anno esatto, proprio il giorno che me ne sono andata, disse Honey. Il 9 novembre. Gli porto un piatto di Limburger e un po' di cracker, visto che lui non lo tocca, il formaggio americano. Non  che ti sei ricordato che giorno  oggi?, gli dico. Lui  l che ascolta il notiziario alla radio, l'armata tedesca che sbaraglia la Polonia come un lassativo preso a stomaco vuoto. La prossima  la Francia, e l'Inghilterra  l che si prepara. Cos glielo chiedo di nuovo: Walter, non  che ti ricordi che anniversario cade il 9 novembre? Insomma, neanche gli avessi acceso una lampadina in testa. Quello del Blutzeuge, mi fa, razza di idiota. Il Giorno del Sangue. Si riferisce a quando Hitler ha tentato di prendere il potere nel 1923 e gli  andata buca, la volta che  finito in galera. Ma quel giorno, il 9 novembre,  diventato sacro per i nazisti. Per questo si era voluto sposare proprio allora. Il Giorno del Sangue.
Solo che lui l'aveva ribattezzata La Notte del Sangue, visto che era la prima volta che andavamo a letto assieme.
Io gli avevo fatto credere di essere ancora vergine, t'immagini, a venticinque anni. Lui mi era montato sopra, una vera e propria Blitzkrieg. Sar durata massimo un minuto, dall'inizio alla fine. Mi avesse almeno chiesto se stavo bene, o dato un'occhiata alle lenzuola. Era arrivato in fondo, e tanto bastava. Va be', comunque me ne sto l accanto alla radio, col suo piatto di formaggio e cracker, e gli faccio: Che sciocca che sono, a pensare che ti eri ricordato del nostro anniversario. Lui neanche alza la testa per guardarmi e mi fa un gesto con la mano come
a dirmi di togliermi dai piedi, di smetterla di rompergli le scatole. Ho colto la palla al balzo e l'ho piantato per sempre.
E neanche gliel'hai fracassato in testa, quel piatto? disse Muriel.
Ci ho pensato, s, ma poi sono salita di sopra e gli ho fregato milleduecento dollari, met dei soldi che teneva nascosti nello sgabuzzino della camera da letto. Mica lo sapeva che lo sapevo anch'io.
E ti sta cercando?
Perch mai? Perch gli manco? Perch ce la spassavamo alla grande?
Poi raccont a Muriel che adesso, visto che non doveva
pi mandare avanti la casa per il Kaiser, si era trovata
un appartamento a Highland Park ed era tornata da J. L.
Hudson a fare quello che definiva lavoro di tette, ovvero
sistemare i reggiseni delle donnone straniere che venivano
li a lavorare. Con certe di quelle bisogna trattenere
il respiro, da quanto puzzano, o si rischia di perdere
i sensi. Perch non vieni a Detroit a stare un po' da me,
disse a Muriel, a trovarti un lavoro come si deve mentre
Darcy finisce di scontare la sua pena? E doveva anche
chiederle di sua madre. Lei, invece, come se la passa a
casa?
Secondo me, neanche si rende conto di dove sta, -
disse Muriel. Quando entro e le d un bacio, mi guarda
con quest'aria attonita...  davvero triste, 'sta cosa. Mica
 cos vecchia, tua madre.
Sicura che non finge, che non sta li a piangersi addosso?
Ti ricordi di quando sono venuta a chiederle di trasferirsi
da me? Cos' che mi ha risposto? Figurati,  troppo
freddo lass al Nord. Aveva paura di scivolare sul
ghiaccio e magari rompersi un'anca.
L'altra sera, disse Muriel, hanno fatto vedere un
film con Errol Flynn e tua madre  andata tutta su di giri
perch l'ha scambiato per Darcy. Mut tono di voce,
adesso molto lento e placido, imitando la madre di Honey.
Cos' che ci fa, Darcy, sul cinematografo? Com' che
adesso si  fatto crescere i baffi? Ma ogni volta che lui veniva
a trovarla, l'unico suo figlio maschio ancora in vita,
tua madre non lo riconosceva neanche per sbaglio. Quando
gliel'ho raccontato, a Darcy, che l'aveva scambiato per
Errol Flynn, lui mi ha detto: S, e allora? Tipo: Sai
che novit. Gi ne era convinto prima, di essere il sosia
di Errol Flynn, a parte i baffi. Quanto ci scommetti che
adesso che  in galera se li sta facendo crescere, eh? Ma tu
ce la vedi una somiglianza, tra Darcy ed Errol Flynn?
Un po', forse, disse Honey, e le torn in mente che
Walter Schoen le aveva fatto la stessa domanda il primo
giorno che si erano incontrati, vale a dire se le ricordava
qualcuno. Mentre Muriel era gi passata a dirle che doveva
prepararsi per andare al lavoro, cotonarsi i capelli e imbottire
il reggiseno. Ci sentiamo presto, disse Honey.
Tutto questo nel novembre 1939.
Rimise a posto la cornetta pensando ancora al Walter
di un anno prima, che la aspettava davanti alla cattedrale
del Santissimo Sacramento. Lei che stava uscendo dalla
messa delle undici. Lui che acquistava Social Justice da
un ragazzino coi giornali in una sacca a tracolla, lui che si
voltava e la vedeva arrivare, che restava immobile tra la
gente che gli passava accanto, che si decideva a muoversi
per tagliarle la strada e lei che gli si fermava davanti. Si era
messo a fissarla, togliendosi finalmente il cappello.
Il suo nome  Honey Deal, si?
Gi... rispose lei, senza avere la minima idea di cosa
volesse quel tipo.
Lui le prese la mano e si present, Valter Schoen, con
quell'accento e un lievissimo inchino e, almeno cos parve
a Honey, sbattendo i tacchi, anche se non era proprio sicura.
Scorsa domenica, disse Walter, io la ho osservata
parlare con una donna che so essere di Germania e ho
chiesto a lei il suo nome. Mi ha risposto Honey Deal. Che
tipo di nome  Honey? le ho detto io. Potrebbe essere nordica,
con quei capelli biondi.
Sono di origine tedesca, disse Honey, ma nata e
cresciuta nella Harlan County, Kentucky.
Rimasero a guardarsi, Walter Schoen che portava degli
occhialetti rotondi a pince-nez, capelli rasati dalle parti e
pettinati piatti sul cocuzzolo. A Honey parve un taglio da
esercito tedesco, a giudicare dalle foto di Adolf Hitler e della
sua banda che aveva visto su Life. E Walter sembrava
proprio uno di quelli. Lui si rimise il cappello in testa, toccandone
la tesa con i palmi delle mani cos da inclinarla verso
l'alto da una parte e verso il basso dall'altra. Come vederlo
davanti a uno specchio, intento a scegliere il look migliore:
Walter Schoen in un completo a quattro bottoni,
quasi certamente di sartoria, nero e ben aderente al suo fisico
ossuto; lui che la guardava come a voler prendere una
decisione sul suo conto, col giornale che aveva appena comprato
dal ragazzo, Social Justice, piegato sottobraccio.
Devo confessare a lei, disse Walter, che ormai sono
settimane che ogni domenica passo tutta la messa a fissare
suoi capelli d'oro. Pareva serio, per come annuiva,
e lei stava quasi per dire I miei capelli? Ma lui le stava
gi raccontando che i capelli biondi non  che si vedono cos
spesso. Naturali, intendo, eccetto che nei Paesi nordici
e ovviamente in Germania. Honey si tocc il cappellino
che aveva in testa, tondo e piatto e a tesa rigida, che ancora
le copriva le radici scure, mentre Walter continuava:
Io conoscevo una famiglia dal nome Diehl, a Monaco.
d-i-e-l? disse Honey. E cos che mio nonno scriveva
il nostro cognome, ma a Ellis Island l'ufficio immigrazione
l'aveva fatto diventare d-e-a-l, ed  quello che ci
siamo tenuti.
Ma che peccato, disse Walter. Per rimane sempre
tedesco, vista la sua origine. Ero un ragazzino di quattordici
anni, quando mio padre ci port qui alla vigilia della
Grande Guerra. Lui apr una rivendita di carni e mi fece
imparare il mestiere. Si volt in direzione di Woodward
Avenue e guard a sud, verso il centro di Detroit, a quattro
miglia di distanza. La rivendita che ancora possiedo
 a solo qualche isolato da qui.
Cos lei fa il macellaio, disse Honey. Proprio non
sembrava. Anzi, aveva un che di carino, una certa aria misteriosa
da professore straniero, con quegli occhialetti tondi
e l'accento. Quanto lo mette, il macinato di manzo?
Abbiamo offerta speciale sulla spalla, questa settimana,
tre libbre un dollaro. Gestisco ancora io l'attivit, -
disse Walter, ma sto pensando di acquistare mattatoio
dalle parti dell'Eastern Market, dove gli agricoltori vengono
a vendere la loro merce. Le raccont che suo padre e
sua madre riposavano entrambi nel cimitero del Santo Sepolcro,
l a Detroit, e che sua sorella pi anziana di lui -
era una suora del Cuore Immacolato di Maria, suor Ludmilla,
che insegnava in quarta elementare al Santissimo
Sacramento, la scuola sulla Belmont proprio dietro la cattedrale.
 l'unica parente che adesso ho in America, disse
Walter, chiedendole notizie della sua famiglia, i Deal. E
suoi antenati sono tutti tedeschi?
Altro che, disse Honey, tacendo il fatto che la nonna
di suo padre veniva invece da chiss che posto in Ungheria,
una zingara che aveva messo via un sacco di soldi
e ne aveva lasciati abbastanza, a suo padre, da permettergli
di acquistare una miniera di carbone e andare in fallimento.
Altro che, disse Honey, i suoi antenati erano tutti
di pura stirpe teutonica, perch era questo che Walter
voleva sentire e perch non gliene fregava niente, a lei, se
era un macellaio. Lo faceva anche suo fratello Darcy, dietro
le sbarre. Le piaceva l'aria misteriosa di Walter, parecchio
diversa dal modo di fare dei suoi compaesani della
Harlan County. Anche a Detroit c'erano un sacco di ragazzi
del sud che lavoravano nelle fabbriche e si pavoneggiavano
un sacco. Se Walter aveva quattordici anni allo
scoppio della Grande Guerra, adesso doveva essere sui
trentotto.
Lui disse che si era arrabbiato moltissimo quando suo
padre aveva portato l la famiglia, solo qualche mese prima
dell'inizio della guerra mondiale. Ancora tre anni e avrebbe
potuto arruolarsi come granatiere nell'esercito tedesco.
Non vedeva l'ora di combattere gli americani? disse
Honey.
Io non pensavo a chi era nemico, io volevo solo servire
la Vaterland.
Voleva indossare una divisa, disse Honey, con
uno spunzone sull'elmetto. Ma avrebbe rischiato di essere
uno dei venti milioni che sono morti o rimasti feriti in
quella guerra.
Lui non rispose subito, ma continu a guardarla. Come
sa kvesto?
Sono una che legge, disse Honey. Leggo Life
e un sacco di altre riviste. E leggo romanzi, alcuni che parlano
di guerra come Over the Top di Arthur Guy Empey.
E mio padre mi ha raccontato come sono andate le cose,
da quelle parti. E stato gassato, lui, sul Fronte occidentale,
quando di cose nuove ce n'erano eccome. Parlava strano,
non aveva quasi pi voce. E comunque era un tipo
buffo. Tacque per un istante. Faceva il minatore. Una
volta si  inondato il pozzo in cui stava lavorando, ed  annegato.
Lei sa che altri venti milioni di persone sono morte
nell'anno dopo la fine della guerra? disse Walter.
Per via della Spagnola, disse Honey. Si  portata
via anche mia sorella e mio fratello minore. Il maggiore 
ancora a casa. Ha fatto il minatore pure lui, ma adesso ha
tutt'altri progetti. Non accenn al fatto che Darcy era
in galera.
Cos ci sono buoni modi di morire, disse Walter,
e altri molto meno desiderabili. Morire come eroe, oppure
d'asfissia in un letto d'ospedale.
Honey guard alle spalle di Walter in direzione della cattedrale,
dalla quale erano ormai usciti tutti i fedeli. Lui le
chiese se poteva accompagnarla a casa in macchina. Lei rispose
che abitava a pochi isolati di distanza, verso nord, a
Highland Park, e che le piaceva camminare. Aveva gi capito
che Walter non intendeva mollare la presa, e gi le faceva
notare che razza di vantaggio era l'essere nati nel 1900.
Puoi sapere con precisione quanti anni avevi quando
sono accaduti importanti fatti storici. Io so che avevo ventitr
anni quando Adolf Hitler  apparso sulla scena per la
prima volta. Se  lei una persona che legge, sapr anche
del famoso putsch della birreria di Monaco. E ne avevo io
venticinque quando  stato pubblicato Mein Kampf, e poco
pi tardi l'ho letto tutto quanto dall'inizio alla fine.
E le  piaciuto? disse Honey.
Questo lo colse di sorpresa. Se mi  piaciuto?
E tutti gli importanti fatti storici che lei si ricorda sono
quelli avvenuti in Germania?
Avevo io trentadue anni, quando Roosevelt  stato
eletto per la prima volta vostro presidente.
Non  anche il suo presidente?
Honey era convinta di potersela spassare, con Walter.
Le piaceva discutere, specialmente con la gente che prendeva
sul serio certe strane idee. Tipo quelli che leggevano
Social Justice, scritto da un sacerdote che le era capitato
di ascoltare alla radio, padre Charles Coughlin, un tipo
dalla voce di melassa che parlava sempre di un complotto
di banchieri o di comunisti atei sempre comunque ebrei
gi pronti a far scoppiare la rivoluzione.
S, purtroppo lui  il presidente, disse Walter con
l'aria di chi  pronto a sfoderare una tirata su Roosevelt, il
candidato che Honey aveva votato nelle elezioni del '36
contro quel barboso repubblicano di Alf Landon. Poi lei
consult l'orologio.
Mi spiace, Walter, ma devo filarmela. Vado a uno spettacolo
in centro con una mia amica. Figuriamoci se non
le piaceva tuffarsi in qualche discussione, ma un conto era
starsene in un bar con un whisky e soda e un pacchetto di
sigarette, un conto in piedi sul sagrato di una chiesa.
Aspetti, prego, disse Walter, posandole una mano
sul braccio nudo. Io devo chiedere a lei, c' qualcuno
che le viene in mente al quale io rassomiglio?
Neanche le leggesse nel pensiero.
Per come mi guarda, disse Walter, mi chiedo se
sta lei cercando di ricordare il suo nome.
Be', a dirla tutta  proprio cos, fece Honey. Un
pezzo grosso dei nazisti, credo uno dei capoccioni appena
sotto Hitler. Ho visto una sua foto su Life, saranno forse
due settimane.
E...? disse Walter.
In divisa e stivali, tutto in nero. Con degli occhiali
proprio come i suoi, alla radice del naso E la prima volta
che mi capita di vederne un paio cos da vicino. Fanno
male?
Certo che no, disse Walter.
Stava passando in rassegna un gruppo di giovanotti sull'attenti
che indossavano una sorta di calzoncini da bagno.
Walter annu e accenn un sorriso. Doveva averla vista
anche lui, quella foto.
E tutti quei giovanotti tiravano in dentro lo stomaco, -
disse Honey. Per sembrare in forma.
Sono tutti quanti in smagliante forma, il massimo
della forza fisica. La voce di Walter si era fatta gelida.
Conosce lei suo nome o no?
S che lo sapeva, ma non le veniva in mente, con Walter
che la fissava in quel modo cos serio. Heinrich... pens.
Himmler, disse infine.
La tensione si allent.
Se posso concordare con lei,  esatto, disse Walter.
 con lui che io vanto incredibile somiglianza. Heinrich
Himmler, Reichsfhrer, il pi alto grado nelle SS.
In effetti gli somigliava moltissimo, a Himmler, con quei
baffetti sottili, lo stesso naso dritto e gli occhiali tondi alla
radice del naso. Walter, giuro che da quanto gli somiglia,
a Himmler, potrebbe essere suo fratello gemello.
Lei mi lusinga, disse Walter, e parve sorridere. No,
gli stava solo passando qualcosa per la testa. Honey lo osserv
fluttuare con lo sguardo per poi riportare gli occhi
su di lei, la voce sommessa per non far sentire a nessuno
ci che le stava per dire.
Heinrich Himmler  nato il 7 ottobre del 1900. Che
 stesso giorno di mia nascita.
Sul serio?
In stesso ospedale di Monaco.
Wow, disse stavolta lei, colpita. E crede davvero
di poter essere, chiss, il gemello di Himmler?
Stesso ospedale, stesso giorno, stessa ora e, come anche
lei vede, stessi lineamenti. La domanda che io pongo
a me medesimo, disse Walter,  questa: se io e Heinrich
siamo sangue di stesso sangue e proveniamo da stesso
ventre materno, perch siamo stati noi separati alla nascita?
...
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CAPITOLO 2.
...
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...
Honey si stava preparando per andare al lavoro, quando
ronz il citofono. Salve, disse una voce maschile, sono
Kevin Dean, agente speciale del Federal Bureau of Investigation,
e vorrei parlare con lei a proposito di Walter
Schoen. Ma state tutti dietro a Walter, adesso? rispose
lei. Non lo vedo da cinque anni.
Kevin Dean disse che lo sapeva, ma che voleva comunque
scambiare qualche parola con lei. Honey: A quanto
ne so io, non ha mai combinato niente di sovversivo, all'epoca,
e dubito che abbia cominciato adesso. Walter mica
fa sul serio,  solo che finge di essere un nazista.
Comunque fece scattare la porta sulla strada e si infil
l'accappatoio di flanella su reggiseno e mutandine, calze
e giarrettiera. Poi ci ripens. Hmm, disse, togliendosi
reggiseno e accappatoio per passare a un kimono arancione
con bordature rosso e ocra. Pi comodo, quello.
Era una mattinata di fine ottobre 1944, con l'America
in guerra quasi da tre anni. E, proprio dal giorno prima,
di nuovo nelle Filippine.
Adesso Honey lavorava come buyer al reparto Better
Dresses di Hudson's, in una sorta di scalata sociale che l'aveva
portata dal vecchio appartamento di Highland Park
a un bilocale su Covington Drive, un isolato da Palmer
Park dove aveva imparato a pattinare sul ghiaccio, d'inverno,
e a giocare a tennis d'estate. La sera, da casa, udiva
il rumore dei tram che da Woodward Avenue giravano
attorno al piazzale della fiera per tornare indietro verso il
centro e il Detroit River, un tragitto di sei miglia.
Da quando aveva mollato Walter, nella Harlan County
c'era tornata una volta sola, verso la fine dell'anno precedente.
In pullman, per recarsi al funerale della madre, deceduta
per insufficienza respiratoria; e davanti alla bara
aveva provato una fitta di colpa, per essersene andata da
casa a vivere la propria vita, una sorta di figlia degenere
che aveva preferito la grande citt e la gente pi disparata
ai minatori e ai distillatori clandestini di liquore. Cos
aveva chiesto per l'ennesima volta a sua cognata di venirsene
da lei a Detroit e restarci quanto voleva, e Muriel -
come ogni volta le aveva risposto che s, ci avrebbe fatto
un pensierino.
Insomma, visto che in Kentucky c'era gi, tanto valeva
che saltasse su un autobus diretto a Eddyville per vedere
come se la cavava in galera suo fratello Darcy. Santo
cielo, sembrava essersi dato una bella calmata, e una volta
tanto pareva starla a sentire. Oppure dipendeva tutto
dall'averlo visto sobrio, dopo chiss quanti anni? Si era
iscritto a corsi di recupero per terminare il liceo, a trentadue
anni di et, e non faceva pi finta di essere sempre annoiato
o di sapere gi tutto lui. Ovviamente si era lasciato
crescere i baffi e somigliava davvero un po' a Errol
Flynn. In effetti... gli aveva detto lei. Ah, lo pensi
sul serio? era stata la risposta di Darcy. L'avrebbero rilasciato
tra non molto, ma lui non pensava neanche per sogno
di tornare a scavar carbone. Allora ti arruoleranno, -
aveva detto Honey, se prendono gli ex detenuti. Lui
si era messo a sorridere, proprio alla vecchia maniera, sicuro
di s, dicendole che aveva imparato a tagliare la carne
e che intendeva entrare in quel settore, tirare su un po'
di quattrini e tenersi alla larga dall'esercito. Con lei che
pensava: Mi sa che in fondo non  mica cambiato tanto.
Poi, l'agosto scorso, aveva ricevuto una telefonata imprevista,
Muriel che voleva sapere se avesse visto Darcy.
 qui a Detroit? aveva detto Honey.
Pi o meno da quelle parti. Gli ho dato il tuo numero.
Be', ancora non ha chiamato. Cosa ci fa, quaggi?
Lavora in fabbrica?
E che ne so, io? aveva detto Muriel. Sono soltanto
sua moglie.
Cristo, smettila di piangerti addosso. Muovi il culo e
vieni qui, se proprio vuoi trovarlo.
Muriel le aveva riappeso il telefono in faccia.
Tutto questo circa due mesi prima.
Kevin Dean entr gi col distintivo in mano, un giovanotto
di bell'aspetto e all'incirca della sua et (Honey
ne aveva trenta). Si disse lieto che l'avesse voluto ricevere,
con un lieve e familiare accento che Honey valut non
molto pi a ovest di dov'era cresciuta lei. Lo vide prendere
dal divano il giornale del mattino e iniziare a leggere
l'articolo d'apertura sull'invasione di Leyte, con l'impermeabile
sbottonato che sembrava troppo stretto per la
sua taglia. Kevin le dette l'impressione di un ragazzone
tutta salute e dal colorito luminoso, non troppo alto ma
di corporatura robusta.
Devo sistemarmi i capelli e vestirmi. Tra dieci minuti
esco per andare al lavoro, disse Honey.
Lui era immerso nella lettura del giornale e non le prestava
la minima attenzione.
Se dobbiamo parlare solo di Walter, disse Honey,
vediamo di sbrigarci. Va bene?
Siamo di nuovo nelle Filippine, ha letto? disse Kevin,
senza ancora alzare gli occhi dal quotidiano. Le
truppe anfibie della Terza e della Settima Flotta tutte
facenti parte della Sesta Armata sono sbarcate su Leyte,
vicino a Tacloban.
 cos che lo pronuncia? disse Honey. Tcloban,
accento sulla prima sillaba?
Questo lo spinse a guardarla, seduta com'era in una
poltrona dal rivestimento beige. L'ho letto stamattina
mentre prendevo il caff, quel pezzo, disse lei. Pensavo
si dicesse Taclban, accento sulla seconda. Magari mi
sbaglio, ma alle mie orecchie ha un suono migliore. Come
Tarawa, che secondo me suona meglio di Trawa, anche
se alla radio tutti i cronisti usano la seconda forma. Solo
una mia opinione, per.
Era riuscita a interessarlo.
Tra un po' arriver al punto in cui si parla del generale
MacArthur che sbarca qualche ora pi tardi e si rivolge
alla popolazione delle Filippine via radio. Sono tornato
perch  cos che aveva detto andandosene, tre anni fa:
Ritorner ed ecco che ha mantenuto la promessa. Ma
non crede che al momento di toccare terra avrebbe fatto
meglio a dire Siamo tornati? Visto che tutta la sua armata,
centomila veterani di guerra, era sbarcata prima di
lui?
Kevin Dean annuiva per mostrarsi d'accordo. Ha ragione, -
disse, per poi prendere un taccuino dall'impermeabile
e sfogliarne le pagine. Walter era abbastanza pi
vecchio di lei, giusto?
Honey lo guard affondare nel suo divano beige di velluto.
Mica sar bagnato, quell'impermeabile, eh?
No, una volta tanto fa bel tempo.
Ci ha gi parlato, con Walter?
Di tanto in tanto andiamo a fargli una visitina.
Lei si chiede perch l'abbia sposato, no?
Diciamo che mi  passato per la mente, s.
Aveva quattordici anni pi di me, disse Honey, -
ma questo non lo rendeva automaticamente un vecchio
barbogio. Ogni tanto mi faceva vedere una vignetta di satira
politica sulla sua rivista nazi, l'Illustrierter Beobachter,
che gli spedivano da Monaco e gli arrivava con un
mese di ritardo. Lui mi traduceva la battuta in inglese e ci
facevamo una bella risata.
Poi tacque, mentre Kevin decideva come prendere la
sua risposta.
Insomma, andavate d'accordo.
Mai conosciuto un uomo pi noioso di Walter Schoen, -
disse Honey. Cerchi almeno di rendersi conto di quando
sto scherzando. Non ci siamo sposati in chiesa, sa, ma
nell'ufficio di un giudice della Wayne County. Di mercoled.
Ha mai sentito di una coppia che decide di sposarsi
di mercoled? La cerimonia in chiesa me la sono tenuta per
quando mi sposer sul serio.
Lei  fidanzata?
Ancora no.
Ma vede qualcuno.
Non era venuto a parlare di Walter? E se glielo chiedessi
io, se lei  sposato?
Cos, per prendersi gioco di lui. Ma Kevin se n'era accorto
benissimo, si vedeva, e le rispose di no, non era sposato
n aveva in programma di farlo. Honey avrebbe voluto
chiamarlo per nome, ma nella sua mente Kevin si
associava a qualche ragazzone biondo con un sorriso a trentadue
denti. Questo Kevin, invece, Kevin Dean, aveva
una criniera di capelli castani che Honey sospettava si
pettinasse al mattino per poi scordarsene fino al giorno dopo.
Era armato, questo lo sapeva, ma non riusciva a capire
dove portasse la pistola. Si chiese allora se chiamarlo
Dean, e subito le saltarono in testa quei famosi versi It
was Din! Din! Din! You 'eathen, where the mischief 'ave you been?
NOTA: Da Gunga Din di Rudyard Kipling (1892). FINE NOTA.
Versi che aveva imparato a memoria, e mai pi dimenticato,
per una gara di dizione al primo anno di liceo.
E si accorse che Dean, sul divano, stava aspettando una
sua risposta.
Un tipo accomodante. Magari non corrispondeva alla
sua idea di un Kevin, ma tant'era. Da quanto tempo 
un G-man, disse, Kevin?
Per cercare di scoprire la sua et.
Ho concluso il corso di addestramento quest'estate.
Prima ero nell'esercito.
Da dove viene? disse Honey. C' qualcosa di leggermente
familiare, nel suo accento.
Accento? Pensavo di non averne.
Non proprio del Texas orientale, insomma, ma pi o
meno di quelle parti.
Tulsa, Oklahoma, le disse lui. Aveva studiato l, alla
University of Tulsa, si era laureato qualche mese dopo
Pearl Harbor ed era entrato in cavalleria.
Non poteva averne pi di venticinque, allora, quel bel
ragazzo dell'Oklahoma, almeno cinque anni meno di Honey.
Cavalleria? disse lei.
Ho fatto un corso di lingue per imparare il giapponese,
poi ho trascorso un anno nella Prima Divisione di cavalleria
tra Louisiana, Australia e Nuova Guinea per addestrarmi
al combattimento nella giungla, tipo quello che
c' stato a Guadalcanal. Mi hanno promosso sottotenente
e assegnato al Quinto Reggimento di cavalleria, quello
che era stato sotto il comando di J. E. B. Stuart poco prima
della Guerra Civile.  stato sempre un mito, Stuart,
per quanto mi riguarda, la ragione per cui ho scelto il Primo
Cav senza neanche sapere che ci avrebbero spedito a
combattere nel Pacifico. Ha presente lo Stuart di cui sto
parlando?
Me l'ha appena detto. Jeb Stuart.
Ucciso da un proiettile nei polmoni a Yellow Tavern,
a guerra quasi finita. Lei ce l'ha, un mito personale?
Jane Austen, disse Honey. E dove l'avevano spedita,
nel Pacifico?
A Los Negros, sulle Isole dell'Ammiragliato, duecento
miglia a nord della Nuova Guinea. Due gradi a sud dell'equatore.
Siamo stati trasportati fin laggi dalle cacciatorpediniere,
sbarcando il 29 febbraio scorso, con l'ordine
di aprire subito il fuoco e localizzare le postazioni nemiche.
Io ero aggregato a una pattuglia di ricognizione, e quindi 
toccato a noi scendere per primi. L'obiettivo era conquistare
una pista d'atterraggio di fortuna sulla piantagione di
Momote, a quasi un miglio dalla spiaggia, nascosta tra filari
di palme e un'incredibile quantit di noci di cocco.
Sar stato spaventato a morte, disse Honey, cos a
suo agio con Kevin da permettersi una battuta del genere.
Ci pu scommettere, ma ero pur sempre in compagnia
di tutti 'sti tipi che non facevano che affilare i loro
coltelli da trincea. Gente che faceva sul serio, quella. Sul
cacciatorpediniere, durante il trasferimento, non c'era altro
da fare che affilare i coltelli. Alcuni di quei tipi avevano
dei tatuaggi nuovi di zecca che recitavano meglio la
morte che il disonore. Cose del genere ti fanno riflettere.
Cominci a pensare: Un momento, ma io che ci faccio
qui? E l'ultima cosa che vuoi fare  metterti a vomitare
o pisciarti nei calzoni. I momenti prima dello sbarco sono
davvero tosti.
Be', comunque se l' sfangata.
Gi, ma a costo di un po' di schegge nella schiena. La
sera del secondo giorno un nippo mi ha lanciato una granata
proprio sotto il naso, ed  stata quella che ha messo
fine alla mia parte di guerra. Non sono mai riuscito ad andare
all'assalto con la cavalleria. Comunque mi sono beccato
una Purple Heart, un congedo con tanto di encomio
e una visita del Bureau. Sono venuti a trovarmi all'ospedale
militare e mi hanno chiesto se mi andava di diventare
un agente dell'FBI, visto che avevo finito il college, avevo
studiato contabilit e parlavo giapponese. Alla meno
peggio, va be'.
E adesso le fanno rincorrere le spie tedesche, disse
Honey. Senta, ma Walter abita ancora in quella casa
sulla Kenilworth? Al suo aspetto ci tiene eccome, ma quella
casa l'ha lasciata proprio andare a rotoli, non ci ha mai
speso un centesimo. Non faceva che risparmiare, lui, e non
so a che scopo.
Il piano sopra la macelleria l'ha trasformato in un miniappartamento.
Non si  risposato, eh?
Da quando l'ha lasciato lei? No. C' una donna che
potrebbe avere una storia con lui, una certa contessa Vera
Mezwa Radzykewycz. Kevin guard il suo taccuino.
Nata a Odessa, in Ucraina. Sostiene di essere stata la
moglie di un conte polacco rimasto ucciso mentre guidava
una carica di cavalleria contro i panzer tedeschi.
Lei e il conte, disse Honey. Ma che bella coppia
di cavalleggeri.
Kevin la vide sorridere e torn a consultare i suoi appunti.
Vera  arrivata qui nel 1943 e ha affittato una casa
su Boston Boulevard. Ha una sorta di cuoco e tuttofare
domestico, tale Bohdan Kravchenko, ucraino pure lui.
Se Vera abita in Boston Boulevard non le mancano i
quattrini. E Walter avrebbe una storia con lei?
Si frequentano, s.
E la contessa sale le scale di quel miniappartamento
sopra una rivendita di carni?
Il pi delle volte si vedono da lei.
E perch lei pensa che anche questa Vera sia una
spia? Solo perch si accompagna con Walter?
Non posso certo dirle tutto quel che abbiamo su di lei.
Per era sposata a un conte polacco, un eroe di guerra.
Che questo conte sia stato un ufficiale dell'esercito
polacco non risulta da nessuna parte.  solo una copertura
che hanno messo su per Vera. Crediamo che sia stata
addestrata dalla Gestapo, che abbia ricevuto dei soldi e
delle credenziali e sia arrivata in Canada via nave come
una rifugiata ucraina di alto livello. Poi Vera si  spostata
a Detroit, dove tiene conferenze in circoli femminili e racconta
quanto sia difficile vivere sotto il nazismo, senza
shampoo o creme detergenti. La teniamo sotto controllo
come una possibile spia nemica.
E cosa ci sarebbe venuta a fare, qui?
A raccogliere informazioni sulla nostra industria bellica.
Mica lo sanno, i tedeschi, che costruiamo bombardieri.
Non faccia la furba.
Le stavo solo chiedendo, disse Honey, se i tedeschi
possono farsene qualcosa, delle informazioni passate
da Vera. La sua opinione personale, beninteso.
Non ha importanza. Se agisce in qualit di spia tedesca,
la magistratura  comunque pronta a incriminarla e
sbatterla dentro. L'utilit delle informazioni ha poca rilevanza.
E Walter?
Lui  cittadino americano dall'et di quattordici anni.
Se  coinvolto in attivit sovversive, questo significa
alto tradimento. Rischia la forca.
Kevin consult il taccuino e ne sfogli qualche pagina.
Cosa mi dice di Joseph John Aubrey?
Honey scosse il capo.
Residente a Griffin, Georgia.
Ah, s, Joe Aubrey, disse Honey. Proprietario di
ristoranti. Era un pezzo grosso del German-American Bund,
all'epoca. Walter l'aveva conosciuto a quel grosso convegno
di New York.
Madison Square Garden, disse Kevin. 1939.
Walter aveva portato anche me, convinto che mi sarei
lasciata impressionare da tutti quei fan di Fritz Kuhn,
l'Hitler d'America.
Oltre ventimila, disse Kevin. Avevano riempito
il Garden. E l'ha incontrato, Joseph J. Aubrey? Gli ha parlato?
Con Joe Aubrey non si parla. O si ascoltano i suoi deliri
o ci si toglie dai piedi. Joe era un attivista del Bund e
un Gran Dragone del Klan. Alle riunioni del Bund veniva
fuori con certi discorsi... Ecco qualche altro sporco
trucco inventato dal giudaismo internazionale per diffondere
il commonismo. Cos lo chiamava, lui, commonismo.
Mentre ai raduni del Klan saltava fuori con storie del
genere: Ci toccher l'integrazione, ragazzini negri e i nostri
figli bianchi che vanno alla stessa scuola...
Sul suo cadavere, disse Kevin.
L'ha quasi azzeccata. Ma solo quando mi staccheranno
a forza le mani dal fucile ormai scarico e mi seppelliranno
nella nuda terra. Ecco cosa diceva, Joe. Ma non 
uno che riesce a stare zitto. Ha fatto un mucchio di soldi,
con quei ristoranti, perch si  specializzato in barbecue.
Ha un aereo, vero? Un Cessna.
Gi, ci veniva sempre con quello, a Detroit, e passava
qualche giorno, al Book Cadillac. Scendeva sempre in
quell'albergo. Raccontava che una volta, alla reception,
aveva alzato gli occhi ed era rimasto a bocca aperta. Avete
presente quel negro tutto azzimato, Count Basil? diceva.
Quello che gira sempre con quel berrettino da skipper,
neanche avesse uno yacht? Era l che si aggirava per
l'atrio dell'albergo, tutto impettito. E che ci faceva, l?
Mica poteva andarci, lui.
Chi  Count Basil? disse Kevin.
Intendeva Count Basie. Joe non sa distinguere One
O'Clock Jump da Turkey in the Straw.
Kevin guard la pagina del taccuino.
E ha mai conosciuto un certo dottor Michael George
Taylor?
Non credo.
Magari  spuntato fuori pi tardi, disse Kevin, controllando
di nuovo i suoi appunti. No, c'era anche lui a
quella manifestazione, a New York.  stato il dottor Taylor
a fornire a Vera l'amido-pirina. Lo sa cos'? Uno dei
componenti dell'inchiostro simpatico.
L'ufficiale tedesco, disse Honey, svolge il foglio
bianco, lo guarda e dice: Nostra Vera ha bella kalligrafia, no?
Non sto scherzando, disse Kevin. Questa gente
lavora per il Reich.
E come avete fatto a scoprire 'sta faccenda dell'inchiostro
simpatico? disse Honey, guardandolo.
Giuro, Kevin, non lo riveler a nessuno.
Abbiamo un infiltrato. Di pi non posso dire.
Se indovino chi , mi faccia s con la testa.
Andiamo... mica  un gioco, questo.
 il factotum di Vera? Com' che si chiama...?
Bohdan Kravchenko. Una mezza calzetta, ma ha un
non so che di losco.
Che tipo ?
Capelli biondi alla Buster Brown, che secondo noi sono
tinti.
Una checca?
Pu darsi.
Ve lo siete rigirato ben bene, eh? disse Honey.
L'avete trattenuto per interrogarlo e manganellato alla
grande, pur di farlo parlare. Vi sta spifferando roba utile?
Non picchiamo nessuno, noi, disse Kevin, durante
gli interrogatori. Quel che vorrei sapere  se Walter era
in rapporti stretti con Fritz Kuhn.
Ogni volta che Walter parlava di Fritz, gli brillavano
gli occhi. Quando siamo rientrati da quella manifestazione
a New York, ero pronta a piantarlo in asso. Ma poi
ha scoperto che Fritz si era intascato circa quindicimila
dollari dalla raccolta fondi del meeting, e da allora ha cambiato
atteggiamento. Per un po' se n' rimasto zitto e buono.
Secondo me non ci stava capendo pi niente.
E conosceva anche Max Stephan?
Cristo, Max Stephan, disse Honey. Per tutto il
tempo che il suo nome  stato sui giornali, tutti i giorni
per mesi e mesi, mi sono sempre chiesta se Walter sapesse
di quel pilota tedesco, com' che si chiamava, Krug?
Hans Peter Krug, disse Kevin. Ventidue anni, pilota
di bombardieri. Apr il taccuino. Abbattuto mentre
volava sulla foce del Tamigi. Spedito in un campo di
prigionia a Bowmanville, Ontario. Evaso. Arrivato a Detroit
il 18 aprile 1942. Rubato una barca e attraversato il
Detroit River usando un'asse al posto del remo.
Il nome di Walter non  mai apparso sul giornale, -
disse Honey. Cos ho sempre pensato che lui non c'entrasse
niente. Sappia comunque che quando  successa 'sta
cosa l'avevo gi lasciato da tre anni.
Per Max Stephan l'ha conosciuto?
Era un coglione, vanitoso e pieno di s proprio come
Walter, oltre che cafone. Ma si parla di prima che lo accusassero
di tradimento.
I dettagli li sapeva: come Krug, dopo l'evasione, era andato
a trovare Johanna Bertlemann, una simpatizzante nazista
che si serviva della Croce Rossa tedesca per mandare
cibo in scatola, dolciumi e vestiario ai prigionieri di
guerra di Bowmanville, come aveva copiato il suo indirizzo
da un pacco che la donna aveva fatto arrivare al campo,
come Johanna l'aveva presentato a Max, che a sua volta
gli aveva fatto fare il giro dei bar e dei circoli tedeschi
prima di spedirlo a Chicago. Ma, a causa di una soffiata,
Krug era stato beccato a San Antonio mentre stava gi per
passare in Messico, e Max era stato arrestato.
Agli agenti che lo stavano portando via, fece Kevin,
ha detto che gli americani gli facevano spavento, da
quanto sono stupidi. Che a nessuno era quasi mai venuto
in mente di fargli domande o chiedergli i documenti, e s
che ne aveva girate, di grandi citt: Chicago,
New York... Cose che invece sono all'ordine del giorno,
in Germania, disse Honey.
Ma per ottenere una condanna per tradimento, disse
Kevin, c'era bisogno di due testimoni oculari. O di
costringere Krug a svelare come aveva fatto, Max, ad aiutarlo.
E non era affatto semplice. L'unico suo obbligo era
dichiarare la propria identit.
Per ha tradito Max, o sbaglio?
In Procura riuscirono a infinocchiarlo con tutta una
serie di domande che l'hanno messo a suo agio, facendogli
allo stesso tempo fare bella figura. Tipo come era riuscito
a evadere da Bowmanville, o perch se n'era venuto
a Detroit. Il suo scopo, disse lui, era quello di riorganizzare
il proprio squadrone. Insomma, senza neanche rendersene
conto, aveva iniziato a parlare, e fin per raccontare
tutto. S, lo conosceva, Max Stephan. No, aveva rifiutato
la sua offerta di procurargli una prostituta. Descrisse ogni
minimo dettaglio, nell'arco di venticinque ore, e solo allora
si rese conto di aver incastrato Max. Meno male che era
stato lui a chiamarci stupidi. Max fu riconosciuto colpevole
e condannato a morte per impiccagione, con sentenza
da eseguirsi il 13 novembre 1942. Ma FDR commut
la pena nel carcere a vita. Adesso Max risiede nel penitenziario
federale di Atlanta.
E cosa  successo a quel pilota, Krug?
Se lo sono portato via le Giubbe Rosse, ed  ancora
rinchiuso a Bowmanville.
Ho letto qualcosa, su certi prigionieri di guerra tedeschi
che sono riusciti a scappare, disse Honey. Ma sono
quasi tutte storie che finiscono in farsa.
Tempo un paio di giorni, e li riacchiappano tutti, -
disse Kevin. Perch se ne vanno in giro con la scritta
PW, prigioniero di guerra, impressa sulle uniformi del campo, oppure gli viene
la nostalgia dei tre pasti quotidiani e garantiti e si consegnano alla polizia.
Quindi non  un problema.
Non fosse che mi ha chiamato un tizio, un U. S. Marshal...  disse Kevin lasciando la frase a mezz'aria.
Honey lo vide tirare fuori un pacchetto di Chesterfield e fare il gesto di offrirgliene una. Quell'agente di bell'aspetto
sembrava trovarsi proprio bene, sul suo divano. Honey prese una sigaretta e gli si accost per farsela accendere.
 proprio a suo agio, eh? gli disse. Occhio a non addormentarsi. Vicina com'era, Kevin cercava di non
affondare il naso in quel kimono multicolore. E anche lei
si sedette sul divano, lasciando vuoto il cuscino centrale.
L'ha chiamata un U. S. Marshal?
Dall'ufficio di Tulsa, gi. Chiedendo espressamente
di me, visto che ero stato io a rispondergli la prima volta
che aveva telefonato.
Vi eravate gi conosciuti a Tulsa?
In realt, disse Kevin, io vengo da Bixby, dall'altra
parte del fiume. Non lo conosco di persona, questo marshal,
ma avevo gi sentito parlare di lui e ho scoperto che
 uno famoso, rispettato da tutte le forze di polizia. Quindi
 giusto starlo a sentire. E poi  uno che dice tutto con
espressione impassibile, proprio come lei. Comunque, ha
chiesto all'ufficio dell'FBI di Tulsa di mandarci ulteriori
informazioni sui due prigionieri di guerra evasi. Sono fuggiti
da un campo nei pressi di Okmulgee e sono ufficiali
degli Afrika Korps. Uno  maggiore delle SS. Allegata a
queste informazioni c'era anche una dichiarazione in cui
il marshal di Tulsa afferma di conoscere bene uno degli
evasi per averci parlato a lungo e averlo tenuto sotto osservazione.
Quale sarebbe? disse Honey. Il maggiore delle SS?
No, l'altro. Kevin controll il taccuino e Honey allung
il braccio sullo schienale del divano. Lui alz lo
sguardo. Il marshal dice di conoscerlo, e sa per certo -
non  una semplice ipotesi che dopo la fuga i due sono
venuti qui.
A Detroit.
Kevin torn a guardare il taccuino. Il maggiore delle
SS si chiama Otto Penzler. L'altro  Jrgen Schrenk, pi
giovane, ventisei anni, capocarro con Rommel.
E adesso magari salter fuori che Jrgen ha abitato a
Detroit prima della guerra, disse Honey alla sua maniera.
Cosa faceva, suo padre?
Si lasci fissare da Kevin tirando una boccata dalla Chesterfield,
per poi alzare la testa e soffiare una sottile scia
di fumo. Altrimenti, perch sarebbe fuggito da un campo
di prigionia per venirsene qui? Evidentemente aveva
degli amici, in citt.
Se la sta proprio spassando, eh? disse Kevin. In
Germania, il padre di Jrgen era un responsabile di produzione
alla Ford. Quando si  trasferito negli Stati Uniti, assieme
alla moglie e al figlio,  perch gli avevano offerto un
posto di consulente per l'automazione della catena di montaggio
dell'azienda. Il vecchio Henry Ford era convinto che
Hitler stesse facendo un buon lavoro, stesse rimettendo in
piedi la Germania. La famiglia di Jrgen era andata ad abitare
all'Abington Apartment Hotel sulla Seward e credo
sia rimasta qui per due anni, a carico della Ford.
Quanti anni aveva, Jrgen? disse Honey.
Quando se ne sono andati? Kevin consult i suoi
appunti. Doveva essere sui...
Sui quattordici?
... quattordici, disse Kevin, e alz gli occhi.
Avete gi parlato con Walter a proposito di questi
evasi?
La scorsa settimana abbiamo parlato con quasi tutti i
nomi della lista dei simpatizzanti nazisti che teniamo sotto
controllo, compreso Walter. Dice che non ha mai sentito
parlare di Jrgen Schrenk. Com' che sapeva la sua et?
Ho tirato a indovinare. Perch anche Walter aveva
quattordici anni, quand' arrivato qui, disse Honey.
Oppure, come sosteneva lui, quando l'hanno trascinato
qui contro la sua volont. Sa, una volta che eravamo al
Dakota Inn a farci qualche bicchierino, Walter se n'era
uscito a dire che c'era gi stato, in quel locale, anni addietro,
per una festa d'addio a una famiglia che aveva vissuto
qui per qualche anno e se ne stava tornando in Germania.
Non ricordo quanto ci fosse stata, quella gente, n come
si chiamasse, e neanche che Walter abbia detto che il
padre lavorava alla Ford. Per se n'era uscito con un
Quattordici anni, e il ragazzo torna a casa in una nuova
Germania, nel momento pi glorioso della sua storia. Io,
a quattordici anni, sono stato portato qui per imparare a
tagliare la carne.
Ha detto proprio cos?
Parola per parola, pi o meno.
Era prima della guerra.
Credo che abbia conosciuto quel ragazzo verso il '35.
Se a Walter mancava cos tanto la Germania, cos'
che gli impediva di tornarci?
Lo sa quante volte gliel'ho chiesto? Mi rispondeva
sempre che il suo destino era starsene qui e che pertanto
non doveva lamentarsi.
E cosa intendeva, con questa storia del destino? Che
non poteva farci niente?
Che deve esserci qualcosa di importante in cui lui 
destinato a giocare una parte. Non vuoi passare alla storia
per le tue doti di macellaio? gli dicevo io.
Certo, se lo stuzzicava in questo modo, mi chiedo come
facesse, lui, a prenderla sul serio.
Mi dica chi le ricorda, Walter, disse Honey. Non
parlo di divi del cinema.
La prima volta che ho aperto il suo fascicolo, disse
Kevin, mi sono chiesto se stavo guardando la foto di
Walter Schoen o di Heinrich Himmler.
A dirgli che somiglia a Himmler, fece Honey, Walter
annuisce, abbassa il capo e ti ringrazia. Sapeva gi che
sono nati entrambi lo stesso anno, 1900, lo stesso giorno,
il 7 ottobre, e nello stesso ospedale di Monaco?
Kevin la fiss senza rispondere.
Walter  convinto di essere il fratello gemello di
Himmler e di esserne stato separato alla nascita.
E le ha mai detto perch?
Dice che lui e Himmler hanno ciascuno il proprio destino,
la propria missione nella vita. Quella di Himmler la
conosciamo bene, no? Sterminare tutti gli ebrei che riesce
a trovare. Ma Walter... non saprei... cinque anni fa
non aveva ancora capito cosa dovesse fare lui.
Non  certo uno sciocco, vero?
Sa mandare avanti un'attivit, questo s. La sua macelleria
ha sempre incassato bene. Ma questo prima del razionamento.
Non so come se la passi oggi.
La scorsa estate, disse Kevin, ha acquistato una
fattoria all'asta, quarantotto ettari con tanto di tasse arretrate,
una stalla, una casa e un frutteto. Dice che sta pensando
di mettere su una sorta di piccolo mattatoio a gestione
familiare e vendere le carni all'ingrosso.
Si  disfatto della macelleria?
No, ce l'ha ancora. Ma perch lanciarsi nel commercio
all'ingrosso?  un settore, quello della carne, in cui
non passa giorno che non si legga di qualche fallimento,
tra carenza di approvvigionamento, prezzi calmierati e l'esercito
che requisisce un terzo delle disponibilit.
Lo chieda a lui, disse Honey. Se sta vendendo il
suo Paese al nemico, intendo, oppure se spaccia la carne sul
mercato nero e accumula un mucchio di quattrini.
Poi si alz dal divano e si diresse in camera da letto.
Ci metto dieci minuti, Kev, disse all'agente speciale.
Se mi accompagna al lavoro in macchina, le dico perch
ho sposato Walter.
Kevin si accost alla libreria di Honey e si mise a guardare
i titoli dei volumi, quasi tutta roba che non aveva mai
sentito nominare, e vide Mein Kampf infilato tra Per chi
suona la campana e Una pistola in vendita. Tir fuori il libro
di Hitler e ne sfogli le pagine, un testo dall'aria densissima
e nero di parole. Poi si infil nel breve corridoio
che portava alla camera di Honey.
L'ha letto, Mein Kampf?
Silenzio.
Come, mi scusi?
Per non dover gridare, Kevin percorse il corridoio e
raggiunse la porta della camera da letto. Era aperta, e vide
Honey davanti alla toletta.
Le ho chiesto se aveva letto Mein Kampf.
Io no, e lo sa perch?
Si sporgeva verso lo specchio per mettersi il rossetto, il
kimono aperto lui lo vedeva riflesso che lasciava scorgere
un seno, un capezzolo, insomma ogni cosa.
Perch  una palla colossale, disse Honey. Ci ho
provato, qualche volta, ma non c' stato verso.
Kevin la vide guardarlo nello specchio, il rossetto appoggiato
alle labbra, e la vide anche spostare il kimono di
quel tanto che bastava a coprirsi il seno.
Non credo che le piacerebbe, disse lei.
Non mi piacerebbe cosa?
Quel libro. Mein Kampf.
...
.
...
CAPITOLO 3.
...
.
...
Da South Mile Road imboccarono Woodward Avenue
in direzione sud a bordo di una Olds berlina del '41 di propriet
dell'FBI, Honey che guardava le vetrine dei negozi,
Kevin in attesa. Com' andata, allora, con Walter? le
disse infine. Avete iniziato a vedervi e, senza neanche
accorgersene, lei si  innamorata alla follia?
Honey stava togliendo dalla borsetta di pelle nera un
pacchetto di Lucky e ne faceva uscire una, per poi accenderla
con un solo scatto dello Zippo.
Ecco com' andata, disse. Mi sono innamorata di
Walter perch  un tipo cos di classe, gentile e premuroso,
di compagnia. Porse la sigaretta a Kevin, una traccia
di rossetto all'estremit.
Adesso ne stava accendendo un'altra, con Kevin che le sbirciava il trench e il basco nero calato sui capelli biondi e messo appena di traverso, proprio come le ragazze nei film di spionaggio. Per lui, Honey era un'esperienza del tutto nuova.
Lo sa che da quando abbiamo iniziato a parlare non mi ha mai chiamato una volta per nome? Cos' che le crea problemi, Honey o miss Deal?
Lui se n'era accorto benissimo. Be', se la chiamassi Honey sembrerebbe quasi che avessimo una storia(3).
NOTA: Honey, alla lettera miele, ha anche il significato di tesoro mio. FINE NOTA.
I miei amici, al lavoro, mi chiamano Honey. E non
ho storie con nessuno di loro. Il giorno che sono nata, mio
padre mi ha preso in braccio e mi ha detto: Ecco il mio
piccolo tesoro, e da quanto mi voleva bene mi ha fatto
battezzare Honey. Non pu chiamarla cos, gli disse il prete,
mica esiste una santa con quel nome. Da adesso s, rispose
mio padre. O la battezza come Honey o diventiamo
battisti. E la sa una cosa? Walter non me l'ha mai chiesto,
il perch del mio nome.
E lei gliel'ha detto?
Siamo quasi al Santissimo Sacramento, disse Honey,
dove io e lui ci siamo incontrati per la prima volta.
S che gliel'ho detto, ma lui non ne ha fatto niente. Se
proprio mi chiamava in qualche modo, era Honig.
Come le  parso, incontrarsi davanti a una chiesa, un
buon segno?
Secondo me era l'unico motivo che spingeva Walter
ad andare alla messa. Trovare una ragazza coi capelli biondi,
intendo. E quando  riuscito a mettere le mani su di
me non si  pi fatto vedere neanche per sbaglio, mentre
io ho smesso di andarci perch vivevamo nel peccato e non
c'eravamo sposati in chiesa.
Davvero  convinta che vivevate nel peccato?
Be', non proprio. Era pi come vivere una vita di penitenza.
Comunque, se proprio lo vuol sapere, mi piaceva
il suo aspetto e il suo modo di vestire, mi piacevano i suoi
occhialetti appollaiati sul naso. Insomma, era cos diverso.
Non avevo mai conosciuto nessuno come Walter Schoen.
E magari, chiss, mi aveva anche fatto un po' pena. Sembrava
cos solo. Prendeva sempre tutto sul serio, e quando
finivamo a discutere vale a dire sempre io non mollavo
mai la presa, indipendentemente dall'argomento della
discussione, e questa cosa lo faceva uscire pazzo.
Proprio decisa a cambiarlo, eh? disse Kevin.
Honey si drizz sul sedile per guardare dal finestrino
di Kevin. Ecco il suo negozio, disse, e torn ad adagiarsi
contro lo schienale. C' qualcosa scritto sulla vetrina,
ma non sono riuscita a leggerlo.
Niente carne, oggi, disse Kevin. C'ero passato
davanti anche prima, venendo a casa sua. Insomma, credeva
davvero di riuscire a cambiarlo?
Volevo che la piantasse con quell'aria cos ingrugnata
e iniziasse a spassarsela un po'. Che ne so, magari farsi
due risate su Adolf Hitler, su come l'ha ritratto Charlie
Chaplin nel Grande Dittatore, con quei baffetti, la divisa...
Adenoid Hynckel, dittatore della Tomania. Ma quando 
uscito il film, io me n'ero gi andata.
E Walter l'ha visto, secondo lei?
Non riuscivo neanche a fargli ascoltare Jack Benny.
Tronfio ebreo, lo definiva. Guarda che  tutta una finta, -
gli dicevo io, non senti che sta recitando la parte dello
spilorcio. Davvero non ti fa ridere? No, e neanche Fred
Allen. Una volta che eravamo in non so che locale tedesco
a farci qualche drink, gli ho detto: Walter, ma ti  mai capitato
di raccontare una barzelletta? Una storiella buffa,
intendo, non la battuta di una vignetta di satira politica.
Lui mi ha guardato come se stessi dando i numeri. Forza,
allora, gli ho detto, provo a raccontarne una io e tu la
ripeti. Vediamo come te la cavi.
Kevin Dean guardava dritto davanti a s e sorrideva.
Eravate sposati?
Ja, ero Frau Schoen. Va be', allora gli racconto quella
dei tre tizi che arrivano contemporaneamente alle porte
del paradiso.  stata una giornataccia, lass, perch siamo
in periodo di guerra, e san Pietro fa: Guardate, oggi
ho tempo per farne entrare uno solo. Magari, che ne dite,
scelgo quello che gli  toccata la morte pi strana. La conosce?
Non mi pare.
Insomma, il primo dei tre dice che  tornato a casa
senza preavviso e ha trovato sua moglie nuda a letto. Allora
si mette a rovistare per tutta la casa alla ricerca dell'amante.
Esce di corsa sul balcone e trova 'sto tipo aggrappato
alla ringhiera e penzoloni nel vuoto, a venticinque
piani di altezza. Il marito si toglie una scarpa e
comincia a batterla sulle mani dell'amante della moglie,
che a un certo punto molla la presa e cade. Per va a finire
sulla chioma di un albero, pensi un po' che culo, e sopravvive.
Il marito d fuori di testa, torna in casa, trascina
il frigorifero sul balcone e lo spinge di sotto, proprio
in testa all'amante, che stavolta ci resta secco. Ma lo sforzo
 stato troppo forte, il marito si becca subito un bell'infarto
e muore anche lui. Mica male, dice san Pietro, e
si rivolge al secondo dei tre pretendenti al paradiso. Lui
risponde che stava facendo ginnastica sul balcone, che a
un certo punto ha perso l'equilibrio ed  volato di sotto.
Visto che ormai non aveva pi niente da perdere, ha provato
ad allungare un braccio ed  riuscito ad aggrapparsi
alla ringhiera del balcone sotto il suo. Ma a un certo punto
salta fuori un tizio che si leva una scarpa e comincia a
battergliela sulle mani finch non lo fa cadere. Per fortuna
pi in basso c'era un albero, che gli impedisce di sfracellarsi
sul marciapiede, per dopo qualche istante si vede
volare in testa un frigorifero e capisce che non c' pi niente
da fare. Yeah, dice san Pietro, questa mi piace.
Poi si gira verso il terzo aspirante e gli chiede: Qual  la
tua storia, amigo? E quello risponde: Ma che ne so, io.
Non ci ho mica capito nulla. Ero nudo come un verme, nascosto
in un frigorifero...
Honey tacque.
Kevin scoppi in una risata.
E gli era piaciuta, a Walter?
Non un sorriso, neanche una parola. Per forza, ci stava
pensando su. Alla fine mi ha chiesto quale dei tre era
stato fatto entrare in paradiso, e se agli altri due era toccato
aspettare nel limbo. Limbo? dico io. S, il limbo,
con tutti i neonati che muoiono prima del battesimo.
E cosa c' che non riusciva a capire?
Non ha mai capito un cazzo di niente, disse Honey.
Era capace solo di guardarsi su per il culo e non vedere
altro che svastiche.
Per. Senti che linguaggio, quel tesoro di ragazza. Con
lei c' sempre da aspettarsi il peggio, disse Kevin.
E ho anche provato a raccontargliene un'altra, a Walter, -
disse Honey. Quella del tizio che torna a casa ed
entra in cucina con una pecora in braccio. Sua moglie, che
 davanti all'acquaio, si gira a guardarlo e lui le fa: Ecco
la scrofa che mi porto a letto quando non sono con te. La
moglie risponde: Stupido, mica  una scrofa, e una pecora.
E il tizio: Guarda che non stavo parlando con te.
Kevin scoppi di nuovo a ridere e guard Honey che
aveva ripreso a fumare. Le piace raccontare barzellette?
A Walter, per cercare di scioglierlo un po'.
E almeno a questa ha riso?
Quel tipo non sta parlando alla moglie ma alla pecora?
mi ha chiesto. Gi, faccio io,  alla moglie che
d della scrofa. E lui: Ma come fa una pecora a capire
le sue parole? Ecco com' andata, disse Honey. Non
c'era proprio verso di cambiarlo, Walter. Era stata un'idea
balorda fin dall'inizio, una vera presunzione da parte
mia. Poi, a un certo punto, ho capito che se anche cambiava
un po' atteggiamento il nostro matrimonio era segnato.
Ma ci sar pure stato qualcosa che le piaceva, di lui, -
disse Kevin. Come persona, voglio dire.
Lei dice, eh? rispose Honey annuendo, il basco
sempre in testa. Qualcosa di pi del suo accento e di quegli
occhialetti a molla, ma va' a immaginarti cosa. Ero giovane,
e anche un po' tonta Continu a fumare e rimase
in silenzio per qualche tempo. Nell'anno che ho passato
con Walter, comunque, disse infine, ci sono stati
dei momenti che non dimenticher mai. Tipo quando mi
puntava contro un dito fingendo che fosse una pistola, e
ne sganciava una.
Vuol dire che le scoreggiava davanti?
Davanti, dietro...
Ma ormai stavano arrivando alla Seward, e Kevin fu
costretto a dirle: Ecco la strada in cui abitava Jrgen
Schrenk, negli anni Trenta, assieme ai genitori. Il residence
 al secondo isolato.
L'Abington, disse Honey. Ci ho mangiato, qualche
volta... hanno anche un ristorante. Conoscevo un tipo
che scendeva sempre l. Diceva sempre che gli bastava
farsi cinque isolati a piedi in direzione sud, per arrivare alla
sede della General Motors sul Boulevard, e tornarsene
con un contratto firmato.
Che tipo di contratto?
Ah, non lo so, mai riuscita a sapere che lavoro faceva.
Era argentino, e aveva qualcosa a che fare con i gran
premi automobilistici in Europa. Questo prima della guerra.
Non parlava mai di macchine, ma di autovetture.
All'Abington gli davano sempre un piccolo bilocale con
uso di cucina. Quando invece gli capitava una stanza con
letti separati apriva il divano letto in soggiorno. Era piccolo
di statura e molto magro, ma aveva la passione dei letti
grandi, disse Honey. Sa, ricordo di averne letto, della
fuga di Jrgen e del tizio delle SS. Era su tutti i giornali di Detroit.
Quest'ultima frase riport Kevin alla realt, facendogli
svanire dalla mente l'immagine di Honey e di un tizio
dall'aria melliflua, simile a un ballerino di tango.
Magari Jrgen  proprio il ragazzo di cui mi aveva
parlato Walter, disse lei, o forse no. In effetti, ha avuto
una corrispondenza con qualcuno che era andato in
guerra. Ricordo che ricevette una lettera col timbro della
Polonia, nel 1939, ma anche che non ne fece mai parola.
Ormai ci rivolgevamo a malapena la parola.
Prima di passare in Nord Africa Jrgen Schrenk era
stato in Polonia, a detta del marshal di Tulsa. D'altra parte,
secondo lui, Schrenk si nasconde ancora qui.
Quindi sarebbe famoso, 'sto marshal?
Ci hanno scritto un libro, su di lui, e articoli di rivista
a volont. Uno, molto lungo,  uscito su True Detective,
mentre il libro l'hanno pubblicato una decina di anni
fa. Si chiamava Carl Webster: The Hot Kid.
E lei l'ha letto?
S, me ne sono procurato una copia. Non male. Carl
ha vissuto delle esperienze davvero toste. Ho parlato con
certi agenti che lo conoscono, e dicono tutti che se c' un
vero marshal, quello  lui. Ha fatto fuori almeno una decina
tra ricercati e autentici farabutti come Emmett Long
e Jack Belmont. No, anzi, disse poi Kevin ripensandoci,
 stata sua moglie Louly ad ammazzare Jack Belmont.
E anche un altro rapinatore, ma non ricordo il nome.
Cio, lui d la caccia ai delinquenti e sua moglie lo
accompagna? disse Honey.
Erano situazioni strane. Louly era parente della moglie
di Pretty Boy Floyd, e per un po' tutti quanti l'hanno
presa per la pupa del gangster.
Prima che sposasse Carl Webster.
Esatto, e adesso  nelle Women Marines a insegnare
alle reclute come si usa una mitragliatrice dal sedile posteriore
di un bombardiere in picchiata, disse Kevin. Carl
Webster ha sempre usato la stessa pistola, una Colt '38 col
mirino limato. No, anzi, un tizio l'ha beccato con un Winchester,
da quattrocento metri di distanza, si corresse.
Di sera. Ma c' una cosa che non capisco. Quando scrivono
il suo nome sui giornali, o in quel libro,  sempre Carl
Webster. Ma quando  lui, a chiamarmi, si presenta sempre
come Carlos Webster.
 il suo vero nome?
Carlos Huntington Webster. Suo padre  stato a Cuba
nel '98 coi marines di Huntington, durante la guerra
con gli spagnoli. La madre di Carl era cubana, e la madre
di suo padre era in parte Cheyenne. Ma non ho capito se
preferisce farsi chiamare Carl o Carlos.
Quanti anni ha?
Con tutto quel che ha combinato, uno direbbe che
ha una certa et, e invece non ne ha ancora compiuti quaranta.
Vi siete gi incontrati?
Non ancora. Era pronto a venire a Detroit di sua iniziativa,
per aiutarci a cercare Jrgen e il tizio delle SS, Otto.
Ma il suo boss di Tulsa se n' andato in pensione da
non molto, e Carl si  ritrovato a dirigere temporaneamente
l'ufficio. Non l'ha presa bene, nient'affatto, perch a
sentir lui non  mai stato un tipo da scrivania n mai lo
sar. Cos a Washington, al comando generale, gli hanno
detto: Va bene, abbi un po' di pazienza che ti troviamo
un sostituto. E se noi non riusciamo a rintracciare Jrgen
prima dell'arrivo di questo nuovo responsabile, Webster
ha garantito che ci raggiunge non appena si presenta il suo
rimpiazzo. Kevin guard Honey. Gli piaceva osservarla
di profilo. Aveva proprio un bel nasino, come le ragazze
nella pubblicit dei costumi da bagno della Jantzen. Si
comportava come se ignorasse di essere uno schianto, ma
Kevin era certo che invece lo sapesse benissimo e che avesse
ormai imparato a usare il proprio bell'aspetto senza scoprirsi troppo.
Le va di incontrarlo, se arriva?
Be', perch no, disse Honey. Ma perch dovrebbe essere interessato a conoscermi?
Webster, dice? Vuole che ci sia anche lei, quando parler a Walter.
...
.
...
CAPITOLO 4.
...
.
...
Ogni volta che a Carl capitava di trovarsi nei paraggi
del Mayo gli veniva in mente il tizio che aveva cercato di
sparargli nella schiena mentre lui stava entrando nell'hotel.
Quello che faceva estorsioni per conto della Mano Nera,
dieci anni addietro. Con un nome italiano che non riusciva
mai a ricordarsi. Quel giorno, col portiere che gli teneva
aperto, Carl aveva varcato la soglia e il vetro dell'altro
battente, nonch quello della porta che gli si richiudeva
gi alle spalle, era saltato in aria per una fragorosa raffica
di proiettili di grosso calibro, seguita dall'urlo di pneumatici
sull'asfalto e da una Ford coup che spariva nel nulla
prima ancora che lui riuscisse a voltarsi, pistola in pugno.
E, dopo dieci anni, sulla soglia c'era ancora lo stesso
portiere, Marvin, un nero, che gli teneva aperto chiedendogli,
mentre lui si avvicinava all'entrata, come buttasse
quella mattina d'estate, per poi guardare alle sue spalle e
dire sottovoce: Attento. C' un uomo armato.
Carl si ferm, sentendosi chiamare per nome e ruotando
su se stesso per scorgere un giovanotto tutto vestito di
nero che teneva contro la gamba una grossa automatica
nichelata, molto d'effetto, e che indossava un abito dalle
spalle enormi, una sorta di zoot suit con i pantaloni strettissimi
sulle scarpe marrone chiaro. Eccolo l, la folta e
nerissima capigliatura fatta brillare dalle luci dell'hotel,
un giovane gangster, italiano o ebreo, pronto a uccidere
Carl Webster. Se era ebreo, ci stava che fosse parente dei
fratelli Tedesco, Tutti e Frankie Bones della Purple Gang.
Quella volta a Okmulgee che l'avevano affrontato pistole
in pugno, i Tedesco, a Carl era bastato sparare due colpi
per farli fuori entrambi.
Sei Carl Webster? disse il giovanotto in nero sul
marciapiede davanti all'hotel.
Sono io. Dimmi di chi sei parente.
Hai ammazzato mio fratello.
Gi il terzo che gli saltava fuori con un fratello morto.
Sarebbe quello che ti prendeva sempre a calci in culo
quando gli saltava il ghiribizzo? disse Carl. Chi era?
Luigi Tessa.
Cristo santo, Lou Tessa, specialista della revolverata
alle spalle. Carl scosse il capo. Sai che mi aveva teso un
agguato? Proprio qui, mentre entravo in questo stesso albergo?
Potevi prendermi alla schiena, ma preferisci farlo
faccia a faccia, eh? Be', figliolo, non tutto  perduto, allora.
Com' che ti chiami?
Perch lo vuoi sapere?
Perch quando racconter com' andata potr almeno
chiamarti col tuo nome di battesimo. Dire chi eri.
Carl slacci il bottone che gli teneva chiusa la giacca.
Un momento. Mica l'ho ucciso, tuo fratello. E finito
in galera.
Dove l'hanno fritto sulla sedia, disse il giovane
gangster. In pratica l'hai ucciso tu.
Ascolta, disse Carl, non  proprio il caso che cerchi
di spararmi. Tenne aperta la giacca con entrambe le
mani. Me la vedi, una pistola addosso? Poi lasci cadere
le braccia, la mano destra che scostava rapida la giacca
per estrarre la '38 che gli premeva sulla colonna vertebrale
e spianarla sul fratello di Lou Tessa. Adesso s che
la vedi. Posa la mano sinistra sul cannone e fa' uscire tutte
le cartucce. Svuotala ben bene. Se invece fai tanto di
esitare, disse Carl, penser che hai intenzione di uccidermi
e ti pianto una palla nel cuore.
Credevo tu preferissi la fondina a spalla, disse Virgil,
il padre di Carl.
Non certo quando devo guidare, rispose lui. Appena
salgo in macchina, la pistola finisce nel cassetto del
cruscotto. Sono uscito dall'ufficio e mi sono fermato al
Mayo per un drink. Ti ci dovresti trasferire, a Tulsa. Hanno
un bar, nel seminterrato, che va proprio forte.
Cosa ne hai fatto, di quel ragazzino che giocava al
gangster?
L'ho consegnato alla polizia locale. Controlleranno
loro se quel pistolone cromato  sporco o no. Vito Tessa?
Possono tenerselo. Io parto domattina alle sei e mezza.
Com' che sei tanto sicuro che quei due crucchi sono
a Detroit?
Carl e suo padre, quella sera, sedevano sulle poltroncine
di vimini in maniche di camicia, ma col feltro in
testa della veranda sul davanti del grosso bungalow di
Virgil in stile californiano piazzato proprio al centro dei
suoi quattrocento ettari di alberi di pecan.
Quel che ti interessa, in realt, disse Carl,  come
faccio a sapere che sono ancora a Detroit, cinque mesi
e mezzo dopo.
Si riferivano soprattutto a Jrgen Schrenk, un prigioniero
di guerra degli Afrika Korps, capitano dei carristi e
uno degli ufficiali di ricognizione di Rommel. Dopo ben
165 giorni dal giorno in cui Jrgen e Otto Penzler, il maggiore
delle SS, erano evasi dal campo di prigionia di Deep
Fork scappati a bordo di un furgone, due crucchi che indossavano
abiti ricavati da uniformi tedesche Carl era
finalmente libero di dar loro la caccia.
E quel giorno, in cui si era fatto le quaranta miglia in
direzione sud che separavano Tulsa da Okmulgee per andare
a trovare suo padre, era il 7 aprile 1945.
Carl e Virgil bevevano birra messicana fornita dalla
compagnia petrolifera, di gran lunga superiore a quella locale
a bassa gradazione. Faceva parte dell'accordo grazie
al quale la Texas Oil gestiva in leasing met delle terre di
Virgil, i pozzi in funzione ormai da una quarantina d'anni,
mentre lui stava dietro agli alberi di pecan e Carl, da
ragazzino, si era occupato di allevare i manzi che andava
poi a consegnare al mercato di Tulsa. La casa di Virgil era
a poche miglia da Okmulgee e sull'altra riva del Deep
Fork, a valle del campo di prigionia.
Jrgen  ancora a Detroit, disse Carl, perch non
 stato mai beccato, altrimenti l'avremmo saputo.  in
grado di cavarsela, visto che parla americano quasi senza
accento. Per accorgersi che  tedesco, bisogna fare caso a
certe parole ben precise. Te l'avevo detto che da ragazzino
aveva abitato a Detroit? E in grado di parlare come
uno yankee o farti credere che viene dall'Oklahoma, se
vuole.
M' capitato di vederlo, disse Virgil, quando veniva
qui a lavorare con una squadra di altri prigionieri del
campo. Sembravano tutti stranieri, a parte lui. Una volta
gli ho chiesto se per caso pensava di appiccare il fuoco ai
pozzi e alle cisterne, per capire se poteva commettere atti
di sabotaggio.
Dopo che gli hai detto di essere stato sulla Maine.
Esatto, come marine imbarcato sulla stessa nave da
guerra che gli spagnoli fecero saltare in aria nel porto dell'Avana,
anno 1898. Quella notte segn l'inizio della guerra
con la Spagna. E gli ho detto che poteva pensare a tutti
i sabotaggi che voleva, ma nessuno avrebbe mai retto il
confronto con l'esplosione della Maine.
Carl disse che lo faceva impazzire l'idea di Jrgen che
ogni due mesi sgattaiolava dal campo per farsi una scopata
con la sua ragazza, Shemane, e starsene un po' con lei.
Era un tipetto niente male, disse Virgil, che lavorava
in un bordello di Kansas City. Quando l'ho rivista,
stava passando di qui al volante di una Lincoln-Zephyr.
Alla ricerca di Jrgen, disse Carl. Che se la filava
per qualche giorno e poi rispuntava sempre fuori all'OK
Caf, con la sigla PW stampata sul dietro dei calzoni portava
sempre quei pantaloni corti degli Afrika Korps -
aspettando che la Polizia Militare lo venisse a prendere.
L'ultima volta che ha tagliato la corda, invece, dev'essere
stata proprio Shemane ad accompagnare lui e Otto a Fort
Smith e a comprare la macchina sulla quale sono scappati
definitivamente, una Studebaker del '41.
Pensi di arrestarla, prima o poi? disse Virgil.
Assieme a loro c'era anche la madre di Shemane, che
ha fatto un gran casino con gli agenti che riportavano indietro
lei e la figlia dall'Arkansas, dicendo che se ne stavano
andando a Hot Springs a passare le acque e che non
avevano mai fatto comunella con nessun tedesco, figuriamoci.
Cos io ho detto agli agenti di Tulsa che sarebbe stato
il caso di far credere a Shemane di essersela sfangata,
gli ho consigliato di vedere se mollava la madre per tornare
a Detroit. In questo caso, avrebbero beccato anche Jrgen.
Altrimenti voleva dire che quei due non erano cos
intimi come credevo. D'altronde, di cosa la potete accusare? -
ho detto a quelli della Procura, di essere andata
a letto col nemico? Davvero volete incriminare 'sta povera
ragazza, che si  fatta un bel po' dei pi importanti avvocati
difensori d'America?
Sul serio? disse Virgil.
Pi o meno. Per quanto mi riguarda, conto sul fatto
che Jrgen non molli la presa su Otto, che faccia il possibile
per tenerlo ben nascosto. Certi di quei pezzi grossi
delle SS hanno sempre rifiutato di imparare l'inglese. Ma
Otto, che pure fa parte delle SS,  un tipo astuto. Ho il
vago sospetto che con la nostra lingua se la cavi pi che
bene. Magari Jrgen avr qualche difficolt a non fargli
battere i tacchi in pubblico, a non farlo stare sempre impettito
e a convincerlo a usare frasi tipo Ehi, come butta?
A meno che non abbia un accento crucco cos esagerato
da impedirgli di aprire bocca in pubblico. Ma sono
convinto che il motivo principale della loro permanenza a
Detroit  il fatto che Jrgen ha ancora degli amici in citt,
gente disposta a dargli una mano.
A nasconderlo, disse Virgil.
Metti che gli abbiano procurato una nuova identit, un certificato di nascita, un modulo 4F(4).
NOTA: Vale a dire un foglio di congedo permanente per inabilit all'arruolamento. FINE NOTA.
Chiss, magari Jrgen si  inventato qualcosa che lo manda in brodo di
giuggiole, mentre  l che insegna a Otto a parlare all'americana.
Una volta  stato proprio lui Jrgen, intendo
a dirmi che il Comitato di Fuga, ovvero i nazisti incalliti
che spadroneggiavano tra i prigionieri del campo,
voleva a tutti i costi che studiasse il modo di far saltare in
aria una polveriera di cui avevano sentito parlare e che si
trova nelle campagne a sud di McAlester. E che sia stato
lui stesso a raccontarmelo fa capire molto bene cosa ne
pensasse, di quel Comitato. Anche se riuscissi a farla saltare
in aria, chi mai si accorgerebbe dell'esplosione, in
mezzo al nulla com'? mi disse. E, soprattutto, a che
scopo? Mettere in piedi un'azione di sabotaggio del genere,
per come sta andando la guerra, non ha alcun senso.
L'ultima vera offensiva tedesca  stata quella delle Ardenne,
quando hanno attaccato il 16 dicembre con mille
carri armati e il 20 gennaio si sono ritrovati con centomila
caduti e ottocento tank in meno. Pure noi abbiamo avuto
delle belle perdite, ma l'importante era respingere i
crucchi al punto di partenza.  stata la loro ultima offensiva,
ma anche a noi  costata cara.
Ma se la guerra finisce presto, da quelle parti, disse
Virgil, cosa capiter a Jrgen e Otto?
Li riporter al campo. Il Comitato ha fatto assassinare
dei prigionieri, quelli che nella sua ottica sembravano
pi deboli perch fingevano di essere fedeli al nazismo.
Gente impiccata nei cessi, cos da farlo sembrare un
suicidio. Jrgen ha lasciato scritto al comandante del campo
che lui e Otto sono dovuti fuggire perch rischiavano
di essere le prossime vittime. Nel frattempo i membri di
quel Comitato sono stati trasferiti ad Alva, nell'ovest dell'Oklahoma,
che  un campo di detenzione per i supernazisti, i pi pericolosi.
E a questo punto avrai gi dalla tua parte quell'agente
dell'FBI di Detroit, disse Virgil.
 un bravo ragazzo, Kevin, mi sta dando una mano.
E soprattutto  arrivato da poco, e non sa che non dovrebbe
parlare con gli sconosciuti, tipo i marshals.
Gliel'hai detto che esiste un libro su di te?
Gliel'ho fatto avere io, perch mi ha detto che in biblioteca non c'era.
Quante copie ne avevi all'inizio, un centinaio? E
quante te ne sono rimaste?
Ne ho ancora qualcuna. Ogni tanto lo chiamo, Kevin,
e gli chiedo se per caso non ha scovato i miei crucchi.
Sono cinque mesi che li stanno cercando, ma ancora
niente. Tentano di scoprire come funzionava 'sto giro di
spie tedesche, e hanno messo sotto sorveglianza diversa
gente. E dov' che andavano a pescarli, i segreti sul giornale?
gli ho chiesto. Secondo lui mi esprimo proprio come
una ragazza che ha incontrato qualche volta, una certa
Honey Deal, che per un anno  stata la moglie di uno
dei nazisti di Detroit. Ha divorziato nel '39. Dice Kevin
che 'sta Honey  single, sveglia e di bell'aspetto, e che si
tiene aggiornata sulla guerra questa cosa l'ha colpito
molto anche senza averci nessuno dentro. Sui due crucchi
Kevin sa tutto quel che sappiamo noi, per esempio che
Jrgen ha abitato a Detroit e che dovrebbe ancora avere
degli amici in citt. Aveva quattordici anni nel '35, dice
Kevin, quando  tornato in Germania. E dice anche,
che potevano benissimo conoscersi, Jrgen e l'ex marito
di Honey. Walter Schoen. Ci ha parlato, Kevin, con
questo Walter, e gli ha chiesto se erano amici, ma Schoen
si  limitato a scuotere la testa.
Immagino che vorrai parlarci direttamente tu, con
questo tipo, disse Virgil.
Stavo giusto pensando di vederlo, in effetti, e magari
incontrare anche la sua ex moglie. Ho chiesto a Kevin
se secondo lui questo Walter aveva un certo richiamo sulle
donne. E Heinrich Himmler, allora? mi ha risposto.
Sembrano due gocce d'acqua. Quel che mi interessava
sapere  perch una ragazza del Kentucky, di bell'aspetto
e pure sveglia, si fosse sposata un tipo del genere. Pensava
di poterlo cambiare, di rivoltarlo come un calzino,
mi ha detto Kevin. Ma  l'obiettivo di tutte le donne, ho
risposto. Dice Kevin che Honey vede quel matrimonio come
il pi grosso errore della sua vita. Fino a oggi. Insomma,
prima andr a parlare con lei, disse Carl, e poi con
Walter Schoen. Kevin ne ha discusso col suo capo, che a
sua volta si  messo in contatto con l'FBI di Tulsa, e tutti
quanti garantiscono per me. Quindi, in linea di massima, posso agire come mi pare.
Visto che il crucco era amico tuo.
Magari a guerra finita. Se nel frattempo non ci lascia la pelle.
...
.
...
CAPITOLO 5.
...
.
...
Narcissa Raincrow, da trentanove anni moglie di fatto
di Virgil, grid che la cena era pronta e serv in tavola -
quella rotonda, in fondo alla cucina pollo fritto, riso e sugo
di carne. Adesso cinquantaquattrenne, Narcissa viveva
in quella casa da quando ne aveva sedici, assunta all'epoca
per fare da balia a Carl perch la madre, Graciaplena, era
morta nel darlo alla luce. Questo nel 1906. Virgil aveva
sposato Grace, portandola via da Cuba, al termine della
guerra con la Spagna, mentre a Carl era stato dato il nome
del padre di Grace, Carlos. Il figlio di Narcissa che aveva
concepito senza essere sposata era invece nato morto,
cos la ragazza era pronta a offrire il proprio latte a un altro
neonato. Quando Carl aveva portato per la prima volta
a casa sua moglie Louly, le aveva raccontato che l'interesse
di Virgil per Narcissa si era manifestato al termine
dello svezzamento. All'inizio Narcissa era rimasta come governante
e cuoca, e col tempo aveva finito per diventare la
convivente di Virgil, secondo il quale la donna somigliava
a Dolores Del Rio con qualche chilo in pi.
Ho ricevuto una lettera da Louly, disse Narcissa a
Carl che aveva gi affrontato il pollo. Leggila pure, se
vuoi. Io le scrivo, e lei mi risponde sempre.
Carl disse che la sentiva al telefono tutte le settimane.
Virgil: L'hai detto, all'agente dell'FBI, che hai una
moglie nei marines?
Carl: Lo dico a tutti quelli che incontro. Louly 
istruttrice di artiglieria in una base aerea dei marines. Mostra
alle reclute come si fa a sparare con una mitragliatrice
Browning dal sedile posteriore di un bombardiere
Dauntless senza fargli saltar via la coda. Se c' una che si
diverte  proprio lei.
Virgil: Gli manca, la guerra, a Carl.
Narcissa: Se non gli sparavano, quella volta, era ancora
l. Poi, a Carl: T' andata bene, lo sai? Ah, ti ha
cercato il tipo dell'FBI. Te l'ha detto, tuo padre?
Ho provato a richiamarlo, ma se n'era gi andato, -
disse Carl, concentrato su pollo e riso. Lo vedr domani.
Com' che ha chiesto di Carlos Webster?
Carl si accorse che suo padre aveva smesso di mangiare
e lo guardava.
Ho detto a Kevin che mi chiamavo Carlos. Stavo pensando
di usarlo di nuovo, su a Detroit.
 da quando eri ragazzo che nessuno ti chiama cos, -
disse Virgil. O da quando sei entrato nei marshals e
hanno iniziato loro, a chiamarti Carl. E ogni volta tu gli
dicevi che era Carlos, ed eri sempre pronto a menare le mani,
per questa cosa, tanto che doveva sempre mettersi di
mezzo il tuo capo. Te lo ricordi, perch avevi questa fissazione
per Carlos?
Carl: Magari perch  il mio nome?
Narcissa: Sempre il solito furbacchione.
Virgil: Sembrava quasi che ti desse fastidio. E lo sai
perch?
S, lo so cosa stai per dire.
Perch un sacco di tempo fa quel coglione di Emmett
Long ti aveva preso il tuo cono gelato, dandoti poi di
mangiatortillas. Capace che non sa leggere n scrivere, ti avevo
detto poi io, per questo gli tocca rapinare banche.
Carl: Mi disse che ero in parte un mangiatortillas, per
via di mia madre. E io dissi che mia nonna era una cheyenne
del Nord, e gli chiesi se avere anche del sangue indiano
mi rendeva qualcos'altro, a parte un mangiatortillas.
Narcissa scosse il capo. Non ti viene voglia di abbracciarlo? -
E lui rispose che avere del sangue indiano ci rendeva
entrambi dei mezzosangue, io pi di te, disse Virgil. -
Poi gli hai sparato, sei anni dopo, a Emmett Long, quando
gi portavi la stella da marshal. Perch aveva offeso le
tue origini. E cos che la racconto ai soldati nel bar, quelli
del campo dove ci sono i crucchi. Poi, per, dico: Non
sar invece che l'hot kid dei marshals ha fatto secco quel
rapinatore con una taglia sulla testa perch gli aveva portato
via il cono gelato?
Cos i soldati continuano a offrirgli la birra locale, la
tre punto due, e bicchierini di whisky, disse Narcissa,
che brandiva due bottigliette di birra messicana ghiacciata,
una per mano. Virgil racconta una storia dopo l'altra
e torna a casa sbronzo.
Carl: Prima racconta dell'esplosione che l'ha fatto volare
via dalla Maine, poi di come  finito nel Morro con
l'accusa di spionaggio.
Virgil: E quando mi sono tolto dai piedi queste storie
passo alla volta che hai fatto saltare via dal cavallo
quel ladro di bestiame. Da duecento metri, con un Winchester.
Carl: E ti ricordi anche come si chiamava?
Wally Tarwater. Ho scritto i nomi di tutti quanti.
L'ho visto che portava via le mie vacche e gli ho gridato.
Avevi quindici anni, disse suo padre. I marshals
ti avrebbero arruolato su due piedi.
Mi ero accorto che riusciva a radunare le bestie senza
sfiancarsi.
Virgil: Pi tardi ti ho chiesto se l'avevi guardato,
quand'era a terra. E mi hai risposto che sei sceso dalla tua
cavalla e gli hai chiuso gli occhi. Ti ho chiesto se non avevi
provato neanche un po' di comprensione. Ricordi cosa
mi hai risposto?
Sono passati venticinque anni.
Che l'avevi avvertito di riportare indietro le bestie,
altrimenti gli sparavi. Figurarsi, a quel ladro di vacche non
sembravi altro che un ragazzino in sella a un cavallo. Mi
fosse stato a sentire, hai detto poi, a quest'ora non sarebbe
morto stecchito. E io pensai: Mio Dio, 'sto ragazzo
 davvero un tipo tosto.
Narcissa, che aveva allattato Carl nei primi mesi di vita,
pos sul tavolo le birre messicane e si chin a passargli
le braccia attorno alle spalle. Ma  anche un tesoruccio,
non  vero? disse, sfiorandogli i capelli. Proprio cos,
dolce come il miele.
Alla lunga il comando dei marshals sollev Carl Webster
dall'incarico di responsabile temporaneo del distretto
est dell'Oklahoma e mise al suo posto un veterano dell'Arkansas,
tale W. E. Hutchinson, detto Bill. I due si
erano trovati spesso a lavorare assieme, nel corso degli anni,
a dare la caccia ai delinquenti e a spartirsi fiasche di
whisky di contrabbando, guardandosi a vicenda le spalle.
Il giorno che Bill venne a prendere possesso del suo nuovo
ufficio fu la prima volta che Carl lo vide senza la consueta
presa di tabacco tra i denti, ben nascosta sotto i
baffoni da sbirro.
E Bill Hutchinson gli chiese se era proprio cos convinto
di andarsene a De-troit.
 ancora inverno, lass, sai. Ho sentito dire che nevica
anche a maggio.
Carl fiss il volto ossuto e angoloso di Bill, le profonde
rughe agli angoli degli occhi. Certi colleghi gli avevano
fatto notare una certa somiglianza col collega pi anziano,
proprio la stessa aria, a parte gli antiquati baffoni
che sfoggiava il marshal dell'Arkansas.
Ho intenzione di dargli la caccia, a quei crucchi, -
disse Carl. Se non mi lasci andare, mi metto in aspettativa
e lo faccio lo stesso, rinunciando allo stipendio. E se
mi ci vuoi mandare, fammi avere la Pontiac e un bel po'
di buoni benzina.  la macchina che usavo prima di passare
gli ultimi cinque mesi e mezzo seduto qua dentro, coi
piedi sulla scrivania.
E che altro ti serve?
Un fondo cassa.
Guarda che gli agenti su al Nord sono diversi da noi,
fanno le cose in tutt'altro modo e non si vestono certo
cos.
L'agente che devo incontrare viene da Bixby, Oklahoma,
se hai presente la zona. Proprio dall'altra parte del
fiume.
Ricordati del limite di velocit, mi raccomando. Trentacinque
miglia all'ora, disse Bill Hutchinson. Ci metterai
due, tre giorni, non di pi. Non  che sai gi dirmi
dove andrai a stare?
No, finch Kevin Dean non gli trovava un posto.
Mille miglia, da Tulsa a Detroit, passando per Saint
Louis, Indianapolis, Fort Wayne in direzione di Toledo,
sempre dietro a qualche macchina su statali a due corsie
alla deprimente velocit di trentacinque all'ora, una giornata
intera a morire dalla voglia di sorpassare ma costretto
a doversi trattenere fino a sera, quando finalmente pot
lanciare la Pontiac a settanta miglia all'ora lungo i campi
coltivati dell'indiana, nel baule una tanica da venti litri di
benzina perch non si sa mai. Era partito da Tulsa alle 6
e 40 di mattina, con la speranza di arrivare a destinazione
in ventiquattr'ore, ma soltanto alle otto del giorno successivo
tocc la periferia di Detroit ed erano quasi le nove
quando raggiunse il centro alla ricerca della West Lafayette.
In testa si era fatto una mappa delle strade del
centro, con su indicati gli edifici federali e qualche hotel,
casomai quel Kevin Dean di Bixby non avesse ancora imparato
a muoversi. Carl svolt sulla Lafayette e arriv al
Federal Building, che era proprio dove doveva essere. Poi
si mise ad aspettare Kevin.
Si lasci accompagnare nell'ufficio dell'FBI e presentare
a destra e a sinistra come il vice dell'Oklahoma
su cui era stato scritto quel libro dell'Hot Kid, scuotendo
la testa davanti alle esagerazioni di quel Kevin che sembrava
il suo ufficio stampa. E fu sorpreso che tutti quanti,
almeno in apparenza, gi sapessero di lui.
Furono costretti ad attendere qualche minuto prima di
incontrare John Bugas, l'agente speciale che dirigeva l'ufficio,
perch stava rilasciando un'intervista al Detroit
News. Quando usc, seguito da un fotografo, il giornalista
si avvicin a Carl in piedi nel corridoio e gli porse
la mano, presentandosi come Neal Rubin.
Sapeva che John Bugas  il suo pi grande ammiratore?
Vuol prendermi in giro? disse Carl.
Non vede l'ora di conoscerla. Gli ho chiesto se avesse
letto il libro che parla di lei, e Bugas mi ha risposto che
lo sa a memoria. Poi  stato lui a domandarmi se io, invece,
l'avevo letto. Guardi, John, gli ho detto, sono stato
proprio io a recensirlo per il News e a mandarle la mia
copia. E successo ormai dieci anni fa, e Bugas non ricordava
pi come se la fosse procurata. Cos gli ho chiesto cosa
c'era venuto a fare, l'Hot Kid, a Detroit. Per quel che
ne so, mi ha detto,  una semplice visita. Invece io
scommetto che lei  sulle tracce di qualche ricercato o, chiss,
di un evaso. Pu essere?
Non voglio rivelare nulla, disse Carl. C' il rischio
che il mio uomo si spaventi e tagli la corda.
Lo sa qual  il mio passaggio preferito? Quando ha
fatto fuori il tizio del Klan, Nestor Lott, quello che stava
gi tirando fuori le due automatiche '45. Che tipo originale, eh?
Era una serpe, disse Carl.
Neal Rubin consult l'orologio.
Bisogna che mi dia una mossa. Sono a pranzo con
Esther Williams alla Chop House e devo andare a cambiarmi
la camicia. Quella attuale sembrava comprata alle
Hawai. Dia un'occhiata al News, domani, disse,
nella mia rubrica c' qualcosa su di lei.
A Carl non pareva poi 'sta grande idea, ma il giornalista
e il fotografo si erano gi avviati lungo il corridoio.
Kevin disse a John Bugas che Carl era partito da Tulsa
la mattina del giorno prima, in macchina, e per prima
cosa era venuto da loro. Bugas non parve molto colpito, e
chiese subito a Carl perch pensava che i due prigionieri
di guerra evasi si trovassero ancora a Detroit, ammesso
che fosse stata quella la loro destinazione.
Carl gli rifil la risposta standard. Perch Jrgen
Schrenk ci ha abitato, un tempo, e a quanto mi risulta quei
due non sono ancora stati arrestati. Poi si compliment
con Bugas del buon lavoro fatto nel rintracciare Peter
Krug, il pilota nazista evaso a sua volta, cos come nell'aver
spedito il traditore Max Stephan ad Atlanta.
Niente male, disse Carl. Secondo me, comunque,
qualcuno della vostra lista di spie nemiche sta dando una
mano a Jrgen e Otto, senza per dare troppo nell'occhio,
a differenza di come Max faceva vedere in giro il tizio della
Luftwaffe. Penso che si siano trovati un bel nascondiglio
e stiano aspettando la fine della guerra.
Il giornalista aveva detto che Bugas non vedeva l'ora
di incontrarlo, ma Carl non ebbe questa sensazione, per
come il direttore della sezione dell'FBI era rimasto in piedi
dietro la sua scrivania dal primo momento in cui erano
entrati nel suo ufficio. Sembrava che non vedesse l'ora di
disfarsi di loro. John Bugas augur buona fortuna a Carl,
gli strinse la mano per la seconda volta e lo preg di riferirgli
subito qualunque eventuale notizia sull'ubicazione
dei due evasi, cos che l'FBI potesse decidere come agire.
Chiami pure Kevin,  la persona giusta.
Carl pens che il come agire l'avrebbe deciso per conto
proprio, ma non disse niente.
Magari non l'avr lasciato capire, disse Kevin in
corridoio, mentre si dirigevano verso l'atrio, ma era ansioso
di conoscerla. Ieri mi ha incaricato di trovarle un posto
allo Statler o al Book. Dobbiamo fargli vedere che lo
trattiamo con riguardo, mi ha detto.
Sul serio? disse Carl.
Quando abbiamo iniziato a sentirci al telefono, disse
Kevin, non sapevo che lei fosse cos famoso. Le ho prenotato
una stanza al Book Cadillac sul Washington Boulevard.
Basta attraversare la strada e farsi un paio di isolati
per trovare lo Stouffer's, per me la migliore tavola calda
del mondo, anche pi della Nelson's Buffeteria di Tulsa.
'sto ragazzo di Bixby se la sta cavando meglio del previsto,
pens Carl. Ma non hanno cotolette, li, eh? disse,
e continu a chiacchierare. Annunci a Kevin che intendeva
passare in albergo a farsi un paio d'ore di sonno. Chiama
pure Honey, dille che andremo a mangiare al ristorante
del suo grande magazzino e che ci farebbe piacere se venisse
anche lei. Cos non deve neanche infilarsi il cappotto.
E se non pu?
Perch no? disse Carl.
Se ha da fare, intendo.
Da fare cosa? Di' a Honey che l'aspettiamo l.
A che ora?
Verso le una e un quarto. E fatti dire dove ci possiamo
incontrare.
Kevin s'infil in un ufficio vuoto per telefonare a Honey.
Il fotografo del News stava immortalando il tabellone
che riportava gli avvisi di taglia dei pi grossi ricercati
dall'FBI. All'arrivo di Carl si fece da una parte, la grossa
Speed Graphic tra le mani. Aveva ormai passato la cinquantina.
Il marshal lo salut con un cenno del capo.
Ha ancora da fare, qui?
Ho tempo in abbondanza. Guardi pure, se crede.
Dalla prima all'ultima, le foto su quegli avvisi di taglia
ritraevano personaggi che Carl conosceva alla perfezione,
anche di nome. C'erano ovviamente Jrgen e Otto, prigioniero
di guerra evaso, come recitava l'intestazione
dei loro manifestini. Un bagliore colp il vetro che proteggeva
il tabellone, e Carl si gir verso il fotografo che stava
gi abbassando il suo banco ottico.
Se mi ritrovo la foto sul giornale, disse, lei finisce
nei guai.
L'ho presa di spalle, disse il fotografo. Una persona
qualunque, che guarda gli avvisi di taglia. Impossibile
riconoscerla.
Ha finito? disse Carl.
Credo di s, rispose il fotografo, e s'incammin verso
gli ascensori.
Dopo qualche minuto arriv Kevin.
Sono le stesse foto dei fascicoli al campo di prigionia, -
disse Carl. Una volta gliel'ho fatto notare, a Jrgen,
com'era venuto male. Sembrava in attesa della fine
del mondo. Secondo lui, il momento pi atroce della prigionia
era all'inizio. Atroce, us proprio questa parola. E
mi disse che l'unica via di salvezza  riuscire a sfruttare
al meglio tutto quel tempo libero. Studiare una lingua,
fare qualcosa di costruttivo. Tipo evadere e vedersi con
qualche ragazza? gli dissi io. No, rispose, imparare
un mestiere, per esempio riparare automobili, filarsela
dal campo e trovare lavoro in un'officina. Secondo
me, non siete riusciti a scovarlo proprio perch ha trovato
lavoro da qualche parte, un veterano appena tornato
dalla guerra. Chi gli chieder mai da che parte stava? Una
volta che Jrgen ha capito come infilarsi in un posto, riesce
a passare inosservato. Nessuno capir mai la sua origine
straniera. Carl continu a fissare la foto di Jrgen
dietro la lastra di vetro. Certo che non gli rende proprio
giustizia.
Sembra arrivato in fondo alla pista, disse Kevin.
Erano classici scatti da avviso di taglia, col soggetto nelle
peggiori condizioni possibili. Ma a guardar bene potrebbe
anche trattarsi di una brava persona.
Per essere un nazista.
 cos che lo vede?
 un dato di fatto.
Fu Kevin a rompere il silenzio. Ho beccato la ragazza.
Bisogna farsi passare il settimo piano, il reparto Better
Dresses. Per le donne che sanno scegliere ma non vogliono
rinunciare alla moda, come dice Honey. Anzi, sembra
che stia leggendo. Gliel'ho detto, avete qualcosa in comune.
Ci vediamo per pranzo nella Pine Room, all'una. Ci
raggiunge l senza problemi. Dice anche che se abbiamo un
po' di tempo possiamo salire all'auditorium, dodicesimo
piano, e guardarci la mostra dei souvenir di guerra.
Che razza di souvenir? disse Carl. Roba portata
qui dai soldati?
Solite cose, immagino. Spade giapponesi, Luger tedesche.
Dov'ero io, certi commilitoni gli compravano i denti,
alla gente del posto. Otturazioni fatte con l'acciaio.
Mai provata, una Luger, disse Carl. E mica c'
bisogno di andare all'estero, per trovare Croci di ferro e
braccioli con la svastica. Basta prenderli ai prigionieri di
guerra. Ma tu sei stato in guerra? domand a Kevin.
Non te l'ho mai chiesto.
Nel Pacifico, disse Kevin, fin quando non ho cercato
di scansare una granata dei gialli. L'ho vista arrivare,
ho deciso di prenderla e lanciarla indietro, solo che ho cambiato
idea perch non sapevo quanto tempo era rimasto,
e mi sono gettato in una buca.
Dov' stato?
Non troppo a nord della Nuova Guinea, in un posto
chiamato Los Negros. Una delle Isole dell'Ammiragliato.
Mai sentita nominare?
Carl fu colto di sorpresa.
Eri col Primo Cavalleria?
Tocc a Kevin mostrarsi stupito.
Ha letto di noi?
C'ero anch'io, disse Carl.
...
.
...
CAPITOLO 6.
...
.
...
Vuoi sapere cosa sei diventato? disse Jrgen a Otto.
Un gran rompicoglioni.
Perch voglio essere tedesco e parlare la nostra lingua
e anche sentirla?
Ti comporti come un bambino.
Con Walter, quando c'era, Otto parlava solo tedesco,
cos come in tedesco apostrofava l'anziana coppia che gli
teneva in ordine la casa e aveva paura di lui. Si limitavano
a rispondere alle domande, quei due vecchi, rifiutandosi
di imbarcarsi in una conversazione.
Jrgen e Otto erano seduti al tavolo bianco smaltato,
in cucina, e bevevano il primo caff del mattino.
Se Otto si rivolgeva a Jrgen in tedesco non riceveva
risposta.
Secondo Jrgen, se parlavano solo in inglese e tentavano
anche di pensare in quella lingua, le possibilit di essere
scoperti erano minime. Tu vuoi uscire di casa, diceva.
Pure io. Ma se parli tedesco di proposito e assumi
quell'atteggiamento, sfidando la gente a guardarti eccomi
qui, il distruttore dei tank inglesi nel deserto, o quel
che  finir che tutti ti guardano davvero. E se richiami
l'attenzione su te stesso, tempo cinque minuti e ti ritrovi
ancora una volta nel campo.
Vuoi che parliamo in inglese? disse Otto. Perch
non vai fankulo?
Vai a fare in culo, per la precisione, disse Jrgen.
Due anni nel campo dei prigionieri di guerra, e adesso
un altro genere di reclusione, mesi interi in una casa costruita
cent'anni prima, in mezzo a vecchi pini norvegesi,
su un terreno agricolo di propriet di Walter Schoen e
che comprendeva anche un frutteto, un pollaio e una stalla
trasformata in mattatoio, dove il bestiame veniva fatto
entrare per essere abbattuto da una fucilata '22 nella
testa. Otto neanche ci si avvicinava, alla stalla, ma Jrgen
non riusciva a tenersene lontano, affascinato da tutta
quella procedura, con tre macellai che tra di loro parlavano
tedesco e non facevano che squartare manzi e affilare
lame, riducendo in braciole e bistecche capi da mezza tonnellata.
Quel mattino Jrgen stava aspettando l'arrivo di Walter
a bordo della sua Ford modello 1941, una berlina grigia
a quattro porte che era sempre lucidissima in qualunque
circostanza. E a un certo punto la vide spuntare tra gli
alberi, lungo la stradina che girava sul retro della casa di legno
a due piani che, anni addietro, era stata dipinta di bianco.
Walter scese dalla macchina e Jrgen lo abbord all'istante.
Walter,  della massima importanza che tu accompagni
Otto in citt. Vuole vedere con i suoi occhi la distruzione
fatta dalla Luftwaffe. Mi ha detto che altrimenti
scapper da qui e andr a vederla da solo.
Walter si accigli. Era quel che faceva sempre, quando
gli si rivolgeva la parola: aggrottava la fronte.
Ma non ci sono stati raid aerei, qui.
Nel campo di prigionia, disse Jrgen, Otto ascoltava
i resoconti da Berlino sulle onde corte. Aprivano sempre
il programma con Der Blomberger Badenweiler-Marsch
e parlavano delle ultime incursioni dei bombardieri della
Luftwaffe sulle citt americane, comprese le installazioni
militari.
 possibile, una cosa del genere? disse Walter.
no, a meno che i nostri bombardieri non siano in grado
di trasvolare l'Atlantico e tornare indietro senza bisogno
di rifornimento, disse Jrgen. Ma Otto ci crede.
E tu sai che se si allontana da qui verr beccato in men che
non si dica. E capacissimo di dire alla polizia che  un
membro delle SS e di esigere un trattamento adeguato al
suo rango. Sai bene che Otto non ha familiarit col modo
di comportarsi degli americani. Tempo cinque minuti, diventa
arrogante e racconta a tutti che  evaso da un campo
di prigionia, vantandosi pure di come sia stato semplice,
e che ci vuole? E figuriamoci se non tira in ballo anche
il sostegno di certi suoi amici tedeschi. Walter, Otto
finir per tradirti, proprio come quel pilota della Luftwaffe
ha messo nei guai l'uomo che l'aveva aiutato, quel
Max Stephan che si  ritrovato addosso una condanna per
tradimento. A incastrarti, Otto non ci mette niente, e senza
neanche rendersene conto.
Walter Schoen, pi devoto al Reich di quanto potesse
mai esserlo Jrgen: Il tuo camerata  un membro delle
SS, uno degli uomini d'onore di Himmler e di pura stirpe
ariana le cui origini risalgono indietro nei secoli. Non
c' neanche una lontanissima possibilit che il maggiore
Penzler possa tradire un soldato tedesco. E consentimi
anche di dirti che hai preso un modo di parlare molto americano.
Molto pi di me, che pure sono costretto a vivere
qui da oltre trent'anni.
Jrgen: E bene che ti chiarisca un po' le idee su Otto.
Si  arruolato nelle SS perch all'epoca gli sembrava
un onore, perch gli conferiva una certa posizione. Non
perch intendeva diventare un guardiano della purezza
razziale, o per guidare una crociata contro i bolscevichi.
Queste cose le diceva ai suoi commilitoni delle SS. In
realt, pi di una volta gli  scappato detto di non aver mai
preso troppo sul serio il suo indottrinamento politico. E
io ci credo. E riuscito ad agganciare Rommel, ed  possibile
che sia stato l'unico membro delle Waffen-SS nel Nord
Africa. Tutto il tempo che  stato in Oklahoma, non si 
mai atteggiato, n dato delle arie. In guerra, comandava
divisioni di panzer ed era noto come lo Scharfrichter, il giustiziere
dei tank britannici. Dammi retta, Walter: l'unica
cosa che a Otto interessa in questo momento,  recuperare
il gusto della guerra. E nato per combattere, lui. Vuol
tornare a vivere l'entusiasmo, l'eccitazione di quando
schiacciavamo la Polonia. Vuol vedere gli edifici distrutti
dalla Luftwaffe durante i raid aerei. Digli pure che ancora
non  successo, che stai ancora aspettando l'arrivo dei bombardieri.
Cosa vuoi che ne sappia io, magari ha solo bisogno
di ammazzare di botte qualche povero disgraziato, di
fargli perdere i sensi a forza di pedate. E c' anche il caso
che lo faccia, perch da quanto  frustrato rischia di andare
fuori di testa. Poi, per, se lo arrestano sta' pure sicuro
che attacca a parlare. Magari un viaggetto a Detroit gli scarica
la tensione, gli fa vedere com' che vivono gli americani
e capire che non sono poi tanto diversi da noi.
Walter Schoen aveva ripreso a strizzare gli occhi, confuso.
E tu ci credi davvero?
Negli ultimi sei mesi era successo qualcosa di strano:
gente che continuava a rivolgersi a Walter per ottenere
aiuto.
Dapprima Rudi e Madi, settantacinque anni a testa,
buoni tedeschi ma ormai con le pezze al culo, rimasti senza
arte n parte da quando la loro casa era stata rasa al suolo
da un incendio. Era successo nel Black Bottom, il quartiere
nero di Detroit. Secondo Rudi erano stati proprio
quei negri ad appiccare il fuoco alla casa per costringere
lui e Madi ad andarsene. Secondo Madi, invece, era stata
tutta colpa di Rudi, che aveva bevuto chiss quanti whisky
e fumato come un turco fino a perdere conoscenza.
Walter non aveva avuto scelta: quei due erano persone di
famiglia, visto che Madi era una delle sorelle di suo padre.
Li aveva portati in macchina nella sua propriet, in fondo
alla Grand Ri ver; terreni agricoli che si era procurato all'asta
e che aveva quindi affidato alla gestione dei suoi parenti,
a patto che si guadagnassero da vivere allevando pollame,
coltivando l'orto, prendendosi cura del frutteto e
vendendone le mele al momento giusto. E che aspettava
solo di dare avvio alla sua nuova attivit di macellazione
in proprio per trasferirsi anche lui in campagna e dirigere
le operazioni.
Stava lavorando alla stalla, installando nastri trasportatori
e ganci per trasformarla in mattatoio, canali di scolo e
pavimento a mattonelle, quando ne era apparso un altro:
il fratello di Honey, dio santo, che era entrato nella macelleria
di Walter porgendogli la mano sopra il bancone e presentandosi
come Darcy Deal.
 da tanto che ti volevo conoscere, Walter, ma quell'imbranata
di mia sorella ti ha piantato prima e cos non
ho fatto in tempo. Ho pratica nel settore, Walter, e quando
mi hanno fatto uscire di galera m' venuta un'idea per
fare soldi e ho deciso di venire a parlarne con te. A fare il
macellaio ho imparato dietro le sbarre, anche se ero dentro
per distillazione clandestina. Sei pronto? Insomma, io
posso farti avere tutta la carne che credi di riuscire a vendere,
e non voglio anticipi. Quant' che la paghi, al momento?
Diciamo sette dollari al quintale? Quella che ti
porto io non ti costa nulla. Sono in grado di procurarti
manzi giovani, gi scuoiati e dissanguati, ben tenuti nel
ghiaccio. Tu devi solo farne bistecche e venderle, e poi dividiamo
l'incasso a met.
Walter: Dove  che trovi questa carne che faresti avere
gratis?
La rubo sui pascoli.
Walter aveva chiesto al fratello di Honey se fosse a conoscenza
delle leggi e delle norme imposte dal governo sulla
vendita di carne, dell'impossibilit di venderla senza un
controllo ufficiale e la successiva approvazione con tanto
di marchio.
Darcy: Cristo, ma non capisci cos' che ti sto offrendo?
Fanculo al governo. Io ti faccio avere tutta la carne
che puoi vendere al prezzo stabilito da te, non certo dal
governo. E i tuoi clienti non devono usare la tessera annonaria.
Non hai degli amici tedeschi che vorrebbero mettere
in tavola un bell'arrosto tutte le domeniche? Non sei
stufo di sentirti dire dallo Stato come devi mandare avanti
la tua attivit? Di passare giornate intere senza avere
un solo pezzo di carne da vendere?
Walter: Stai violando la legge.
'sti cazzi.
Puoi finire in galera.
Abbiamo gi dato. La vuoi 'sta carne, o no?
Come uccidi il bestiame?
Gli sparo in mezzo agli occhi con una '45. Quelli ti
guardano strano, schizzano la testa verso l'alto e vanno gi.
Dici sul serio?
Perch, si possono scuoiare anche da vivi?
Walter: Posso farti vedere il modo di non rovinargli
il cervello.
Questo significa che siamo d'accordo?
La tentazione c'era. Non solo di far soldi, ma di poter
badare alle necessit di Vera Mezwa e del dottor Taylor.
Mandare qualche doppio controfiletto a Joe Aubrey.
Walter: Ma io non ti conosco.
Darcy: Ma che cazzo dici? Eravamo cognati, cristo.
Io mi sono fidato di te, a lasciarti mia sorella, no? Se solo ti azzardavi a metterle le mani addosso, venivo qui a
spaccarti la faccia. No, io e te non dobbiamo preoccuparci
di niente, siamo soci. L'unica differenza  che tu sei
crucco e io americano.
Walter: Be'... e chiese a Darcy se aveva visto o sentito
sua sorella, di recente; curioso di sapere cosa stava
combinando Honey, come se la passava.
Darcy: Non ancora, n vista n sentita. Prima o poi
vado a trovarla, le faccio una sorpresa.
Walter: Ah, tu sai dove abita?
E adesso quelli che avevano pi bisogno del suo aiuto,
ma che si facevano vivi nel momento sbagliato. O magari
era quello giusto, se costoro dovevano giocare una parte
nel suo destino?
Quando gli ufficiali degli Afrika Korps erano entrati
nel suo negozio, aveva riconosciuto all'istante Jrgen (che
non vedeva dal 1935): ancora d'aspetto giovanile, ancora
sorridente, lo stesso bel ragazzo di dieci anni addietro. E
avrebbe voluto abbracciarlo... be', almeno afferrarlo per
le spalle in maniera virile, battergli una pacca sulla schiena.
Chiedergli perch avesse smesso di scrivergli dopo la
Polonia. Ah, e quell'Otto Penzler, Waffen-SS, il reparto
scelto che aveva preferito menare le mani in battaglia invece
di ammassare gli ebrei sui vagoni ferroviari. Maggiore,
aveva detto a Otto, il suo atteggiamento svela
la sua vera identit. Appena ha varcato la soglia ho capito
subito che lei era delle Schutz-Staffeln, pronto a disfarsi
dei suoi indumenti brutalmente ricavati da una divisa.
E l si era fermato. Non voleva certo sembrare critico,
nei confronti di quel vestito che indicava una condizione
di prigionia. Quindi: Anche se devo ammettere che servono
benissimo al loro scopo, ovvero farla arrivare sin qui
senza essere riconosciuto. Giusto?
Non poteva certo nasconderli nelle stanze al piano superiore.
No, quel giorno d'ottobre in cui erano entrati nel
suo negozio gi sapeva che li avrebbe accompagnati alla
fattoria per nasconderli fino a nuovo ordine.
A meno che non fosse stato il destino in persona, a mandarli
da lui, e non in cerca di aiuto. Al contrario, per offrire
aiuto allo stesso Walter Schoen. Perch no?
Poteva benissimo spiegare chi era e cosa aveva intenzione
di fare, senza scoprirsi pi di tanto. Far loro notare
il suo misterioso legame con Heinrich Himmler e il loro
ruolo comune nella storia del Reich, i loro destini. Quello di Himmler gi lo sapevano: dopo aver liberato l'Europa
da quasi tutti i suoi ebrei, sarebbe stato lui il logico successore
di Hitler. Walter, aggrottando come di consueto
la fronte davanti al proprio destino, sapeva che non sarebbe
toccato a lui risolvere il problema degli ebrei. La stampa
americana dipingeva Himmler come l'uomo pi odiato
sulla faccia della Terra. Anche certi conoscenti di Walter,
che a parole manifestavano tutto il loro antisemitismo,
non si facevano scrupolo nel dire che sarebbe stato un gran
sollievo se gli ebrei si fossero semplicemente limitati a trasferirsi
da qualche altra parte. Si parlava di spedirli tutti
quanti in Madagascar. Mica si pu sterminare un'intera
razza. Siamo cristiani, noi, e gli ebrei sono una croce che
ci tocca sopportare. Sono arrivisti, insolenti, pensano di
essere pi furbi degli altri, parcheggiano in doppia fila davanti
alle loro botteghe di Delicatessen sulla Twelfth ma
anche sulla Linwood e noi cos' che facciamo? Nulla. Li
prendiamo in giro. Be', diceva qualcuno, ma sono pur sempre
loro che realizzano i film che andiamo a vederci al cinema.
Non certo Walter. L'ultimo film che aveva visto
era Via col vento. Gli era piaciuto Clark Gable quando cercava
di forzare il blocco, ma il resto della pellicola gli era
parso tempo sprecato. Aveva ben altro da fare, lui, impegnarsi
per diventare famoso come Himmler, fors'anche un
vero e proprio santo nazista. E alla fine aveva deciso di
svelare a Jrgen e Otto le proprie intenzioni. Erano ufficiali
degli Afrika Korps, quei due, degli eroi in carne e ossa.
E dir loro che nessun altro al mondo avrebbe saputo in
anticipo cosa stava per accadere.
Nessun altro a parte Joe Aubrey gi in Georgia, il suo
amico nel settore della ristorazione che possedeva una catena
di Mr Joe's Rib Joints, locali molto popolari da quelle
parti. Anche se negli ultimi tempi i soldati negri del
Nord, come diceva Joe, stavano alzando la cresta, entravano
e pretendevano di essere serviti, tanto che lui gi
pensava di vendere tutta quanta la baracca. Joe possedeva
un aeroplano, un monomotore Cessna con cui se ne veniva
fino a Detroit a prendere Walter per dargli lezioni di
volo. Ormai Walter lo considerava il suo migliore amico,
quel Joe Aubrey, un americano che non aveva mai smesso
di mostrarsi favorevole alla causa nazista. Veniva fino a
Detroit, lui, prendeva a bordo Walter e sorvolava la citt,
passava sotto l'Ambassador Bridge e ne usciva passando
sopra il Canada, e Walter diceva al suo amico Joe Aubrey:
Che peccato che non fai parte della Luftwaffe, a quest'ora
saresti un vero asso. Joe Aubrey era ormai convinto
di sapere cosa stesse architettando Walter, ma non aveva
la minima idea di come avrebbe fatto a realizzare il suo
piano. Comunque, la sola eventualit bastava a mandarlo
su di giri.
Porca puttana, Walter, non vedo l'ora.
Che giorno era, quello? L'8 aprile. Ancora dodici.
...
.
...
CAPITOLO 7.
...
.
...
Uscirono dalla porta laterale della cucina. Jrgen: Gli
ho detto che eri pronto a scappare, se non ti faceva uscire
di casa.
Essere rinchiusi qua dentro  peggio che stare nel
campo, disse Otto. Walter ha una paura matta che
qualcuno ci riconosca, ma io non vedo proprio come possano
farlo, basandosi sulle foto negli uffici postali.
Gli ho detto che volevi vedere cos'hanno combinato
i nostri bombardieri.
Quel che voglio a tutti i costi, disse Otto,  andarmene
da questo posto e trovarmi un lavoretto fino al
termine della guerra. E mi piacerebbe anche parlare tedesco,
cosa che tu rifiuti di fare. Certo che sei diventato proprio
americano.
Ma se parli con Madi e Rudi.
Gi, di pollame.
Mettiti sul sedile anteriore accanto a Walter, lui il tedesco
lo parla.
Walter non fa conversazione, tiene comizi. Dice che
la pi grande offensiva nella storia della guerra moderna,
la battaglia delle Ardenne,  stata bloccata. Vero, siamo
stati respinti, ma questo non significa certo sconfitta.
Non fino a quando in noi brucer il fuoco del nazionalsocialismo, -
disse Jrgen, cogliendo la palla al balzo.
Brucer nei nostri petti, secondo Walter.
Secondo lui potrebbe piacerci la mostra dei cimeli di
guerra allo Hudson's, un grande magazzino gi in centro.
Armi e spade da samurai?
La solita roba che gli americani si portano a casa per
far vedere che sono stati in guerra. O che hanno comprato
da qualcuno, se non ci sono stati. Elmetti con fori di
proiettile. Magari c' anche la Croce di ferro che ti hanno
rubato gli yankee. Dice Walter che ci pu lasciare l e
passare a riprenderci dopo un paio d'ore. Avrai gi capito, -
disse Jrgen, che Walter  un codardo. La sua pretesa
di diventare famoso  che assomiglia a Himmler.
E si prende pure sul serio, disse Otto. Quando
inforca quel pince-nez sembra proprio il fratello gemello di
quel folle. Walter  pazzo come Heinrich, ma molto meno
malvagio. Vuole diventare un vero nazista, con tutte le
sue forze, e io non posso aiutarlo Jrgen, devo proprio andarmene
da qui.
Si diressero sul retro della casa, Otto col suo nuovo doppiopetto
grigio e la lobbia portata in maniera molto tradizionale,
tutti regali di Walter. Jrgen indossava una giacca
di tweed che Walter aveva pagato trentanove dollari e
un feltro costato sei e cinquanta.
Ed eccolo, Walter, accanto alla macchina color grigio
bronzo che ribolliva al sole, una Ford sempre tirata a lucido.
Nell'avvicinarsi all'auto, Jrgen si chiedeva come fare
a procurarsi un duplicato della chiavetta d'accensione.
Anche se, in caso di assoluta necessit, poteva sempre armeggiare
coi fili elettrici.
Da Farmington, nel tipico traffico di paese del sabato,
Walter svolt sulla Grand River Avenue, annunciando a
Jrgen e Otto, in tedesco, che quella strada collegava in
linea retta i sobborghi a sud-est di Detroit al centro citt,
ventidue miglia fino a Woodward Avenue e alla J. L. Hudson
Company. Dal sedile posteriore, Jrgen non vedeva
che distese di terreni agricoli, pascoli e campi gi seminati
ma ancora non pronti per il raccolto, con la Ford che
viaggiava a trentacinque miglia l'ora. Pian piano il panorama
cambi, tra stazioni di servizio e qualche emporio, e
nell'incrociare Eight Mile Road, il confine cittadino, apparvero
i primi piazzali di auto usate, mentre Walter spiegava
a Otto, sempre in tedesco, le norme sul razionamento
della carne.
Se Otto insisteva a filarsela, stava pensando Jrgen,
avrebbe dovuto andare con lui per tenerlo fuori dai guai,
ammesso che fosse possibile. Oppure poteva lasciarlo andare
da solo e smetterla di preoccuparsi di lui. Senza rinunciare
comunque a convincerlo che quello era sempre il
posto migliore per attendere la fine della guerra. Quando
smise di pensare, gli salt all'orecchio quel che Walter stava
raccontando a Otto e si mise ad ascoltare a sua volta.
Vale a dire: come gli Stati Uniti producevano circa dodicimila
tonnellate di carne ogni anno, quattromila delle
quali erano riservate agli Alleati Gran Bretagna e Russia
e il resto a sfamare i 121 milioni di carnivori americani.
In sintesi, poco pi di un chilo di carne pr capite la
settimana, valutando i bambini e gli ammalati come met
di un consumatore standard. E il motto dei macellai, a
questo punto,  diventato O la vendi o l'annusi. La carne
va a male. Metti che la tieni da parte per i clienti affezionati.
E se poi quelli non vengono? Ti tocca gettarla via.
Chi prima arriva meglio alloggia, quindi. Ma se  vero che
c' disponibilit di oltre un chilo settimanale a testa, perch
c' carenza di carne? Perch quando gli U-boat tedeschi
silurano e affondano le navi adibite al trasporto di carne,
decine e decine di tonnellate per volta che stanno viaggiando
verso il fronte in Europa, gli Stati Uniti debbono
inviarne altra. E dove se la procurano? Dalle ottomila destinate
alle macellerie americane, diceva Walter, e la conseguenza
 che a me tocca esporre il cartello oggi niente
carne. Il governo non dir mai che la mancanza di carne
 provocata dagli U-boat tedeschi, si tratta di un segreto
militare. E per i consumatori questo resta un mistero.
Perch non c' pi carne? si lagnano. Perch dobbiamo
darla ai russi?
Prova ad andare in un ristorante di classe o in un locale
notturno, disse a Otto, e ordinare una bistecca.
Non svenire, per, quando te la fanno pagare sette dollari.
Riesci a credere che ci sia qualcuno disposto a pagare questa
cifra per una bistecca di manzo? E invece s, perch un
sacco di gente fa un mucchio di quattrini lavorando nelle
fabbriche di armi. Certuni mangiano anche tre volte al giorno.
E al mercato nero la carne la trovi dappertutto. Un arrosto
di spalla che in negozio pu costare al massimo sessantotto
centesimi al chilo, se proprio lo vuoi a tutti i costi
sei disposto a pagarlo anche un dollaro e sessanta. E in questo
modo non devi neanche usare la tessera annonaria. La
gente pensa che comprare la carne al mercato nero non sia
sbagliato. Proprio come succedeva durante il proibizionismo:
tutti consumavano alcolici illegali perch quel che uno
beveva non era considerato affare del governo.
E cosa ti succede se vieni beccato a vendere carne al
mercato nero? disse Jrgen.
Il governo ti sospende la licenza per un certo periodo,
dai trenta ai sessanta giorni. Ma se vuole pu anche
chiuderti l'attivit fino al termine della guerra.
A Otto, Walter parlava in tedesco; a Jrgen, in inglese.
Fece loro percorrere tutta Grand River Avenue, fermandosi
al semaforo della Woodward in prossimit del
centro: una folla che attraversava la strada in ogni direzione,
gente sui marciapiedi in attesa degli autobus, sugli spartitraffico
in attesa dei taxi. Walter, in inglese: Quella
laggi  la J. L. Hudson Company, a quanto so il secondo
emporio pi grande del mondo. Vedete? Prende un intero
isolato. Quando scatta il verde vi lascio l sull'angolo.
Da quel punto potete scorgere il grosso orologio sopra l'entrata
di Kerns, un altro grande magazzino che per non 
paragonabile a Hudson's. Tra due ore esatte vengo a prendervi.
Per cortesia, fatevi trovare nello stesso punto, sotto
l'orologio. Quando entrate da Hudson's, disse a Jrgen,
chiedi tu dove si trova la mostra dei cimeli di guerra.
Tu, per cortesia, non Otto. Va bene?
Si aggirarono tra banchi di prodotti di bellezza e di profumi,
calze e bigiotteria, guanti e cinture da donna, per
raggiungere poi il reparto ombrelli che stava di fronte alle
cravatte e alle bretelle, e l Jrgen si ferm. Guarda, -
disse, alzando gli occhi sul manifesto appeso alla colonna
bianca e quadrata che spuntava dal banco delle cravatte.
E Otto guard.
NON PERDETE LA
MOSTRA DEI SOUVENIR DI GUERRA
OFFERTA DAL DETROIT NEWS E DA J. L. HUDSON'S
presso l'auditorium al dodicesimo piano!
Certo che se la tirano proprio, disse Otto in tedesco.
Mettere in mostra gli oggetti strappati ai nostri camerati
defunti!
Jrgen gir la testa e vide che una commessa del reparto
guanti e cinture si era messa a guardarli. Non poteva
aver sentito, ma se Otto continuava a blaterare in tedesco
prima o poi qualcuno se ne sarebbe accorto.
Sai cosa significa rompicoglioni? disse Jrgen. Ecco,
 cos che ti stai comportando. Se non t'importa niente
di quei cimeli di guerra, dimmelo in inglese. Di vederli,
a me non pu fregare di meno.
Mi andrebbe un whisky, e bello grosso, disse Otto.
E mangiare in un buon ristorante. Ho delle esigenze
molto terra terra.
Non muoverti di qui, disse Jrgen, e si accost al
banco della ragazza che vendeva guanti e cinture.
Otto vide Jrgen che le rivolgeva la parola, vide la ragazza
con gli occhi spalancati per mostrare che stava ascoltando
e che avrebbe senz'altro risposto, Otto che pensava
che una ragazza del genere non gli avrebbe fatto certo
schifo, anzi; una ragazza che gli sorrideva e gli sfiorava il
viso con la mano poteva essergli di gran conforto, una che
gli diceva che per lui avrebbe fatto qualsiasi cosa, tutto ma
proprio tutto. Erano due anni che non andava con una
donna, dai tempi di quella italiana a Bengasi.
Jrgen stava tornando. Otto non si era mosso. I saloni
ristorante sono al tredicesimo piano, si sent dire. -
Il Georgian, l'Early American, la Pine Room. Scegli tu.
...
.
...
CAPITOLO 8.
...
.
...
Honey non riusciva a credere come quei due continuassero
a parlare tra loro senza prestarle la minima attenzione:
Kevin Dean l'agente dell'FBI e Carl Webster il vice
U. S. Marshal, pi anziano ma non troppo, seduti a tavola
l'uno di fronte all'altro a blaterare di un'isola nel Pacifico
meridionale, Los Negros, dove avevano scoperto di aver
entrambi combattuto (anche se non nello stesso periodo):
Kevin col Primo Cavalleria, e sbarcato solo da due giorni
prima di essere gravemente ferito da una granata giapponese;
Carl nel Genio della Marina, compagnia 585 del battaglione
Costruzioni, ferito due volte da colpi di arma da
fuoco e pronto a dare la colpa a Kevin per aver lasciato in
vita due nippo nascosti nella boscaglia.
Honey sedeva di fronte all'ingresso della Pine Room
dello Hudson's, piena di clienti del grande magazzino in
pausa pranzo. Per un po', mentre quelli erano immersi nella
loro conversazione, aveva continuato a spostare la testa
dall'uno all'altro. Adesso si era concentrata su Carl, ormai
un veterano dalla faccia affilata, anche se non aveva ancora quarant'anni.
Kevin: Non capisco com' che ti sei fatto sparare, con
l'isola in sicurezza.
Carl: Lo sai cos' un Duck? Non certo una cosa che
si mangia, eh, ma un aereo anfibio capace di atterrare
sull'acqua, lungo una decina di metri e simile a un mezzo da
sbarco con le ruote. Insomma, siamo l che ce ne torniamo
dal magazzino vettovagliamento sull'isola principale,
che era Manus, con un bel po' di provviste e centocinquanta
casse di birra. Scendiamo in mare col Duck, per una
quarantina di metri, e tocchiamo terra a Los Negros. Tempo
un minuto, e parte una scarica di fucileria, quattro colpi
che arrivano dalla boscaglia e uno che mi becca al fianco.
Proprio qui, nella parte molle, la prima volta in assoluto
che mi capita una cosa del genere. I due che erano con
me vanno a terra. Uno si chiamava George Klein e si era
innamorato perso di Lauren Bacall giusto la sera prima,
quando aveva guardato Acque del Sud su un proiettore sedici
millimetri.  quel film dove la Bacall dice a Bogart:
Tu sai fischiare, vero, Harry? Per capire se lui la vuole,
insomma. Basta che tu unisca le labbra e soffi. L'altro
che era sul Duck, un certo Elmer Whaley di non so dove,
comunque in Arkansas, insomma io e lui non avevamo
fatto altro che masticare del tabacco Beech-Nut per tutto
il viaggio, e quando mi beccano sto quasi per ingoiarmi
tutto il pezzo che avevo in bocca. Ricordo che ho detto:
Ragazzi, certo che quello  proprio un bel macchione. Ci
tocca aspettare che i nippo ci vengano addosso.
Kevin: Ma eravate armati?
Avevamo le carabine.
Per timore dei giapponesi?
I tuoi ci avevano detto che l'isola era in sicurezza e
noi ci avevamo creduto. No, le carabine ce l'eravamo portate
per spassarcela un po', sparare qualche colpo. L'unico
guaio era che le avevamo lasciate a prua, e non c'era
verso di andarle a prendere senza uscire allo scoperto. Ma
per fortuna mi ero portato dietro la mia '38, la stessa che
usavo in servizio da diciassette anni.
La '38 montata su un telaio da '45, disse Kevin, -
col mirino limato.
E proprio per questo sparava come unta.
C'era scritto nel libro.
La stessa arma, disse Kevin, con cui tua moglie
ha sparato a Jack Belmont la volta che ti stava braccando.
Ricorda che gliene avevo parlato? disse a Honey.
Mi pare di s, rispose lei, non molto convinta.
Ho controllato, disse Kevin. Nel 1934 Jack Belmont
era nella lista dei maggiori ricercati dall'FBI. Poi,
a Carl: Era quello col padre miliardario?
Oris Belmont, disse Carl, aveva fatto quattrini
tirando su petrolio nel Glenn Pool, a sud di Tulsa. Altro
che miliardario. Molto di pi. Suo figlio Jack era una testa
calda fin dalla nascita, e aveva provato a ricattare Oris
perch quest'ultimo aveva un'amante. Visto che non era
riuscito a estorcergli niente, aveva dato fuoco a una delle
cisterne, e il padre l'aveva fatto sbattere in galera. Uscito
da McAlester, Jack si era messo a rapinare banche per mostrare
al padre che sapeva cavarsela da solo. Perch ce l'avesse
con me  una cosa che non sono mai riuscito a capire,
ma per farmi fuori  venuto fino alle terre di mio padre
nei pressi di Okmulgee. Ed  arrivato fino a puntarmi
contro una '45, mentre io stavo guardando da un'altra parte,
e Louly, sia benedetta, gli ha sparato tre volte.
A Honey torn in mente che Kevin gliel' aveva raccontata,
'sta faccenda, ma senza entrare in dettaglio, tipo perch
Louly aveva il revolver di Carl. E girava anche qualcosa
su Louly che era stata la ragazza di Pretty Boy Floyd?
Forse avrebbe proprio dovuto leggerselo, quel libro su
Carl.
E ha sparato anche a un altro tizio, Louly, giusto? -
stava dicendo Kevin. Un altro rapinatore di banche?
Quello era Joe Young, soprannominato Booger, disse
Carl, che aveva raccontato a Louly di far parte della
gang di Pretty Boy Floyd, ma mica era vero. E Louly si
era ritrovata in un motel assieme a 'sto Joe Young, la volta
che siamo andati ad arrestarlo.
Un attimo, pens subito Honey. Si era ritrovata
laggi con Booger?
Carl: Cos lui attacca a spararci addosso, ovvio che
mica voleva tornare in galera. Noi abbiamo risposto, e c'
stato un bello scontro a fuoco. Louly era l dentro assieme
a lui, e in tutta quella faccenda non c'entrava un bel
niente. Quando ha visto che rischiava di lasciarci le penne,
per come le pallottole stavano fracassando la porta e
le finestre, ha tirato fuori un revolver dalla sua borsa all'uncinetto
e ha fatto secco Joe Young, dandogli il colpo
di grazia. Tutto questo mentre io cercavo di far cessare il
fuoco agli agenti della polizia locale.
Kevin: Cos', girava armata?
Gliel'aveva dato Joe, quel revolver, perch a sentir
lui voleva fare vedere come si rapina una banca.
Ma ti rendi conto? pensava Honey.
A cose fatte, le ho detto che l'Oklahoma Bankers Association
era pronta a corrisponderle una ricompensa di cinquecento
dollari per aver fatto fuori il suo amico. Lei mi
risponde che col piffero che Joe era suo amico, ammettendo
per di essersi presa una cotta per Pretty Boy Floyd.
L'aveva incontrato, dice, che era ancora una ragazzina, il
giorno che si era sposato con sua cugina Ruby. Poi, quando
lui era finito in galera a Jeff City si era messa a scrivergli
delle lettere. Cos vedo che si inventa una storia, ovvero
che Joe Young aveva rubato la Model A del suo patrigno
e l'aveva costretta ad andare con lui in quel motel. Non
cambiare versione, le dico, e sta' sicura che in galera non
ci vai. Ma i giornali ci si sono buttati a pesce, su questa vicenda,
con dei titoli come ragazza di sallisaw uccide il
suo rapitore, e i reporter hanno cominciato a intervistarla
per sapere la sua storia, e tempo cinque minuti i titoli
erano gi diventati amichetta di pretty boy fa secco pericoloso
criminale. Dopo un po' se ne  fatta una ragione,
di tutta quella gente che non faceva che romperle le scatole
convinta che fosse davvero l'amichetta di Floyd.
Kevin: E tu l'hai sposata.
Non subito, dopo qualche anno. Adesso  nei marines
e insegna alle reclute come si spara con una mitragliatrice
Browning.
Kevin: Eri rimasto a quando te ne stavi ancora sul
Duck.
Carl: Insomma, sento i nippo che avanzano nella boscaglia,
e a un certo punto scorgo una faccia orientale con
un berrettino sudicio che spunta da sopra la murata. Lui
fa per alzare il fucile e io gli sparo. L per l abbiamo pensato
che magari era da solo, ma dopo un attimo eccotene
un altro che mi punta addosso il fucile, la guancia schiacciata
contro il calcio. Gli sparo un istante prima che mi
spari lui, e lo faccio volare in aria. Il suo colpo mi prende
alla gamba e non in mezzo agli occhi.
Cos ti hanno rispedito a casa?
A quel punto avevo gi servito il mio Paese, con tanto
di tatuaggio e una Purple Heart. L'avranno data anche
a te, immagino, disse Carl a Kevin.
Sissignore, ce l'ho anch'io. Dopo di che, mi hanno
invitato a seguire i corsi di addestramento dell'FBI.
Tutto qui? Neanche una medaglia?
E per cosa? Per essere finito in un ospedale militare?
Io ho avuto una Navy Cross, disse Carl, per aver
fatto secchi quei due nippo. Presumo perch all'epoca su
quell'isola non succedeva niente, visto che era in sicurezza.
Come continui a dirmi tu.
A Carl, che si era gi rivolto a Honey Deal, sfugg lo
sguardo disperato di Kevin.
Non vedo l'ora di sentire cos'ha da dire su Walter.
A Honey piacquero i suoi occhi e il modo in cui la guardava,
tutto diverso da Walter. Se avete finito di raccontarvi
storie di guerra, disse, perch non ordiniamo?
Tra un po' devo trasformarmi di nuovo in commessa, appiccicarmi
in faccia un bel sorriso.
Carl: Speravo ci fosse tempo per parlare.
Honey: Magari possiamo incontrarci dopo il lavoro
per un drink, e vide un bagliore nei suoi occhi castano
chiaro.
Carl: Mi dica quand' che ha visto Walter per l'ultima
volta.
Il giorno che l'ho piantato, il 9 novembre del 1939.
Ci pensa mai, a lui?
Ma neanche per sogno.
Vuole accompagnarmi, quando andr a trovarlo?
Questo la colse di sorpresa. Gi si vedeva Walter a bocca
aperta, che apriva la porta per trovare di nuovo Honey
nella sua vita. Stupefatto. Be', diciamo confuso.
Sul serio? disse, tentata di sorridere. Ma si trattenne.
E cosa dovrei fare, presentarla?
Innervosirlo, magari, disse Carl. Io cerco di farlo parlare, lo riempio di domande. Lei sta a guardare, s'infila
nel discorso quando le sembra che stia mentendo.
Kevin: Dovrei esserci anch'io, immagino.
Carl: L'unico guaio, se vieni anche tu,  che Walter
ti ha gi detto di non aver mai visto Jrgen e Otto, e in
questo caso non cambier mai versione perch capisce che
 questo il motivo della mia visita. La mia idea  prenderla
larga, con la storia dei due crucchi, e coglierlo di sorpresa
costringendolo a fare delle ammissioni prima che lui se
ne renda conto, con Honey che se ne sta li a fissarlo e lo
rende nervoso. Per, nel frattempo, potresti cercare di scoprire
se Walter  alla macelleria o in campagna.
Honey guard quel poveretto di Kevin, che non sapeva
se mettersi a piangere o mostrare zero emozioni, come
un bravo agente dell'FBI. Infatti Kevin resse la parte, dicendo
a Carl: Guarda che non ti sai mica muovere, qui
in citt.
Honey: Lo so io, dov' la macelleria. Datemi l'indirizzo
della fattoria e ce lo faccio arrivare io, Carl, laggi.
Va bene, allora, disse Kevin, guardando Carl, se
 cos che vuoi agire.
Si comportava da uomo, pens Honey, guardando
Carl con la voglia di dire: Certo che lavoriamo proprio
bene, tutti quanti, eh? ma ripiegando su un: Allora,
ordiniamo o no?
Carl prese il tortino di pollo.
Kevin chiese alla cameriera se poteva avere la crema di
formaggio alla canadese e, vediamo, un toast al prosciutto
senza maionese?
Honey aveva fame, ma si limit a una insalata Maurice.
NOTA: Famosa insalata americana, specialit dei grandi magazzini Hudson's. FINE NOTA.
Gi si vedeva assieme a Carl, fin quando non fosse tornato in Oklahoma.
...
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...
CAPITOLO 9.
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...
Salendo, l'ascensore si ferm due volte per lasciar entrare
una gran folla, e quando raggiunsero il tredicesimo
piano Jrgen e Otto erano ormai schiacciati sul fondo della
cabina. Otto rimase ad aspettare che la calca si disperdesse,
tutta gente che sapeva dove andare, a parte le due
anziane signore che si era ritrovato proprio davanti e che
non sapevano decidersi. Vide cos la porta spalancata di
un salone ristorante, avventori seduti a file di tavoli che
si spingevano fin sotto le vetrate da cui filtravano raggi
di sole, e pens che sarebbe piaciuto anche a lui accomodarsi
laggi cos da poter guardare la citt, i tram, la massa
di gente ferma e in movimento, tra cui qualcuno in divisa
(non troppi, per la verit). L'Arsenale della Democrazia,
era soprannominata quella citt. Sul serio? Niente
di ci che vedeva era indice di uno stato di guerra. Anche
Jrgen era uscito dalla cabina, per rivolgersi subito al
maitre di sala, una donna. Le due anziane signore uscirono
a loro volta e si fermarono subito, costringendo Otto
a una brusca frenata. Vide Jrgen che passava in rassegna
la sala con lo sguardo, mentre la donna gli indicava un tavolo
puntando la penna, una donna piacente dai capelli
ben pettinati... Lo vide voltarsi in direzione dell'ascensore,
per poi alzare la mano come a indicargli Halt e scuotere
il capo. Otto fece retromarcia ed entr di nuovo nell'ascensore.
Jrgen aveva senz'altro visto qualcuno che
non si aspettava di incontrare, che non voleva incontrare.
Caso chiuso. E adesso stava arrivando anche lui, l'espressione
impenetrabile, e si ritrovava la strada sbarrata
dalle due anziane signore, Otto costretto a guardarlo
dall'interno mentre le porte si richiudevano e la ragazza
negra ai comandi ruotava la leva di comando e diceva, all'avviarsi
della cabina: Quattordicesimo piano. Saloni
di bellezza, Hudson's Americana Salon ed Executive Barbershop.
Direzione del personale, tavola calda del personale,
infermeria a uso interno.
Dove stanno i libri? le disse Otto.
Al mezzanino: banchi e banchi di libri, quasi tutti di autori
americani. Questo, Otto poteva accettarlo: era convinto
che gli scrittori americani producessero la pi ampia variet
di libri (leggibili, beninteso) al mondo, romanzi d'ogni
genere firmati da autori che sapevano come farti voltare
pagina. Uno dei suoi preferiti aveva inventato un personaggio,
un gentiluomo sicuro di s, che apostrofava il suo
amico con vecchio mio. E gli piaceva anche quel tale che
scriveva in maniera secca ed essenziale, che ambientava le
sue storie in Spagna e in Africa, nell'Africa orientale,
per, non in quella del Nord, con quell'americano alto e
di bell'aspetto impegnato in un safari con la moglie e che
era schizzato via come un coniglio quando si era visto
affrontare da un grosso leone ferito. L'avevano letto entrambi,
quel libro, lui e Jrgen, nel campo di prigionia in
Oklahoma. A Jrgen non tornava il fatto che la moglie dell'americano
si fosse rivoltata contro il marito, insultandolo senza problemi. Perch si  dimostrato codardo, era
stato il commento di Otto. E Jrgen: Guarda che ammazzare
leoni non era certo il suo mestiere. Otto si ricordava
ancora la sua risposta: E cosa gli ha detto il cacciatore
bianco dai gelidi occhi azzurri? In Africa nessuna
donna ha mai mancato un leone, e nessun bianco  mai
scappato. La donna si serviva della vigliaccheria del marito
come scusa per andare a letto col cacciatore bianco,
Robert Wilson (che nei safari si portava dietro una branda
a due piazze, ben conoscendo il singolare comportamento
delle donne americane), e questa cosa a Otto non
dispiaceva affatto. E poi c'erano le armi, e i proiettili di
grosso calibro del cacciatore bianco, i '505 Gibbs, e il
Mannlicher 6.5 che la donna aveva finito per usare sul marito
non appena quest'ultimo aveva dato buona prova di
s, facendole capire di averlo ormai perduto. Cos lei aveva
sparato a Francis Macomber a cinque centimetri dalla
base del cranio, un po' su una parte. Margot, si chiamava.
E Otto gi si vedeva a farsi un drink, con questa
Margot, sorridendo, levando il bicchiere in un brindisi.
Giunse a un banco stracarico di copie di un solo libro,
Forever Amber, tutte in verde e oro, alcune disposte in verticale,
con la donna in copertina che lo guardava mostrandogli
spalle nude ma ben poca scollatura. Poi si rese conto
che, dall'altra parte del banco, una seconda donna ma
in carne e ossa stava fissando le sue occhiate curiose alla
donna sulla copertina, che doveva essere Amber anche
se i riccioli biondi le davano un'aria cos innocente...
Amber Saint Clare, disse la donna dietro il banco,
passando subito a recitare a memoria, si serve di astuzia,
bellezza e coraggio per... Be', diventare la favorita dell'allegro
monarca Carlo II.
Otto alz gli occhi sulla ragazza in completo pantalone
nero, ben pi interessante della tipa in copertina. Questa
s che aveva qualcosa in testa.
 una buona storia? disse Otto.
Il suo accento non la fece esitare.
Cos', non l'ha letto perch l'hanno vietato a Boston?
NOTA: Banned in Boston, questo l'originale, si riferisce agli ampi margini di censura che l'amministrazione della citt del Massachusetts, di forte tradizione puritana, esercitava sulla produzione culturale e non solo. FINE NOTA.
No, rispose Otto, e le sorrise. Non riusc a trattenersi,
per come si sentiva a suo agio.
La ragazza portava lenti rotonde su una sottile montatura
nera, rossetto acceso, niente gioielli e nessuna camicetta
sotto il leggero, anzi leggerissimo completo nero dall'evidente
aria costosa. Era alta, molto giovane senza essere
pi una ragazzina, capelli scuri e lucenti che le arrivavano
alle spalle. Semplicit e raffinatezza, in questa ragazza che
di sicuro aveva qualcosa per la testa.
Le piace Vicki Baum? disse lei. Ne  appena uscito
uno nuovo, Once in 'Vienna...
Non credo di aver mai letto un libro scritto da una
donna chiamata Vicki.
La guard scostarsi i capelli dal volto con le dita dalle
unghie laccate di rosso vivo, poi gettarli da una parte, e
gli piacque molto come lo faceva, anche se non era altro
che un gesto. La guard voltarsi a prendere un volume dal
banco retrostante e uscire da li dietro per andargli vicino
e dirgli: Re-educating Germany, di Werner Richter. Lo
conosce?
Richter? Era dell'epoca di Weimar, prima del nazismo.
Vecchi tempi. Mi dica il suo nome.
Mi chiamo Aviva Friedman, disse lei.
Davvero? Giudea?
E lei  crucco? Nazista?
Sono un agente delle SS, disse Otto, che moriva
dalla voglia di sorridere.
Per la miseria, disse Aviva.
E a quel punto s, lui le sorrise, perch l'idea di poter
parlare con questa donna che aveva chiss cosa per la testa
lo ringalluzziva.
Otto: Mi ricorda una donna che ho conosciuto a Bengasi.
Era italiana. Sorrise di nuovo e si tolse la lobbia,
posandola su due copie di Forever Amber. Ero innamorato
di lei.
Per forza, disse Aviva. Sono dalla vostra parte,
loro. Gli italiani.
Per quel che ci servono.
Aviva: Sembra molto pi giovane, senza il cappello.
Sono giovane, e anche libero... rispose Otto, sbirciando
l'orologio, per i prossimi novanta minuti. Poi verranno
a prendermi, impedendomi di uscire di nuovo.
Lei continu a fissarlo.
Prigioniero di guerra tedesco.
E se lo racconta a qualcuno, disse Otto, le scateno
contro la Gestapo. Sono delle SS, ha capito?
Ha mai spedito qualcuno nei campi di sterminio?
Sono stato nell'Africa del Nord con Rommel. Comandavo
una divisione corazzata.
E questa ragazza italiana che somiglierebbe a me era
laggi?
S, in Libia. Faceva l'infermiera nell'ospedale. Mi ha
applicato un unguento sul torace, per curarmi un'ustione,
e mi sono innamorato di lei.
Come quel tizio, non ricordo il nome, di Addio alle
armi.
Frederic Henry, disse Otto. Sicura di non essere
italiana?
Sa che in realt quell'infermiera mica era inglese come
nel libro? disse Aviva.
No, doveva essere polacca, disse Otto.
Scommetto che questo le piace, disse Aviva. Leave
Her to Heaven. Ma cambi subito idea. No, girandosi
verso il banco alle sue spalle e prendendo un libro. The
Prisoner, di Ernst Lothar Si mise a leggere dalla quarta
di copertina. Dalla testa di ponte in Normandia a un
campo di prigionia del Colorado, ecco come scende di rango
un nazista. Cosa gliene pare?
Otto: Mi dica cosa le passa per la testa.
Aviva, noncurante: Sono curiosa di sapere cos' che
legge.
Per quale motivo?
Avevo capito che era tedesco. Anzi, per la precisione,
che non era americano. Sta' a vedere che  crucco, mi
sono detta.
Non mi piace questo termine.
Neanche a me piace giudea. Cos' lei, luterano?
Un tempo s.
E se le dessi di anabattista?
Colpito e affondato, disse Otto. Ma perch le interessa
quel che leggo?
Prima mi dica il suo nome.
Otto Penzler.
Otto, facevo solo conversazione, ecco tutto. Lei aveva
un'aria interessante. Poi ho sentito il suo accento e ho
pensato: Capperi, devo proprio conoscerlo.
Perch non sembro americano, secondo lei?
Non saprei. Forse per il suo modo di fare. Non  certo
quello di un americano.
Ma perch voleva proprio conoscermi?
La ragazza parve costretta a pensarci su.
Non vivo qui, rispose poi. Ma quando vengo a Detroit
mi fermo sempre da Hudson's. Mi piace un sacco, questo
grande magazzino, soprattutto il reparto libri, banchi
su banchi di esposizione. Oggi ero venuta a comprare il dattiloscritto
di un'opera teatrale di Bertolt Brecht.
E quale?
Conosce Brecht?
Il drammaturgo comunista.
Be', con Marx ci va a nozze, disse Aviva, ma non
ha mai avuto la tessera del Partito. Insomma, conosce i
suoi lavori?
Mutter Courage und ihre Kinder. Ho visto quello che
aveva messo su con Kurt Weill prima che bruciassero i suoi
libri e lo sbattessero fuori dalla Germania. Die Dreigroschenoper,
ha presente? L'opera da tre soldi, se le capita di vederlo.
Cos' che combina, adesso?
Sta a Hollywood e scrive per il cinema, disse Aviva.
Anche i boia muoiono, con Brian Donlevy. Parla dell'assassinio
di Reinhard Heydrich, Valter ego di Himmler.
Brecht ha scritto il soggetto, non la sceneggiatura. Con le
sceneggiature, c' sempre qualcun altro che ti dice cos' che
devi scrivere, e lui non  capace di lavorare sotto dettatura.
Ma in questo momento sta soprattutto dietro a una cosa,
ovvero a montare un nuovo lavoro teatrale. Tacque,
e si accost all'estremit del banco dei Forever Amber per
mettersi pi vicina a Otto. Posso fidarmi di lei? disse.
Aviva, disse Otto, e dovette per forza sorriderle,
se lei pu fidarsi di me? Pu fare di me ci che vuole.
Basta che non chiami la polizia e non mi costringa a
sguinzagliarle addosso la Gestapo.
Insomma, disse Aviva, le hanno dato il pomeriggio
libero. Non mi dica che  evaso, eh? Se davvero posso
fidarmi, Otto, avrei un lavoretto per lei. Tradurre il testo
di Brecht in inglese.
Com' che l'ha chiamato?
Il cerchio di gesso del Caucaso.
Der kaukasische Kreidekreis, disse Otto, smozzicando
le parole. E di che parla?
Non ne ho idea. Pare sia basato su un lavoro teatrale
cinese di cinque o seicento anni fa, Il cerchio di gesso.
 amico suo, Brecht?
No, ma il tipo con cui sto lavorando  nell'esercito, si
 ritrovato a Hollywood senza niente da fare e ha conosciuto
Brecht. Credo gli abbia venduto qualcosa. Insomma, sono
andati a farsi qualche drink a casa di Brecht, doveva esserci
una festicciola. Sul tavolino del salotto c'era una copia
di questo lavoro teatrale. A un certo punto Brecht si 
sbronzato ben bene ed  andato a letto.
Ah s? disse Otto, gi iniziando a sorridere.
Pete non aveva mai staccato gli occhi da quel pacco
di fogli. Se li  ficcati sotto la giacca, ha tagliato la corda
e mi ha chiamato dal suo albergo per chiedermi se mi interessava
comprarli.
E perch le ha fatto questa domanda?
Abbiamo un piccolo business, io e lui. Pete  un mafioso
di Detroit che ha finito per farsi arruolare nell'esercito,
non si sa come. L'hanno destinato ai trasporti militari.
Da un anno mi vende quadri e oggetti d'arte che lui
e i suoi compari hanno fatto uscire di straforo dalla Francia.
Tutta roba fregata dai nazisti, ma che Pete  riuscito
a sgraffignare a sua volta.
Anche opere importanti?
Alcune si, ma tutte pi che vendibili.
Ed  questo il suo lavoro? Ricettazione di merce rubata?
Ho realizzato un catalogo. A certi collezionisti basta
guardarlo per farselo venire duro. Tratto con gente che vive
a New York e a Palm Beach, gli vendo a prezzo scontato
certi quadri che prima stavano al Louvre. Tiro pur
sempre su un fracco di soldi, e quei collezionisti sono felici
come una pasqua.
Come ha fatto a infilarsi in questo business?
L'ha iniziato mio padre. Era un capitano della Marina
mercantile, adesso  in pensione e ha quasi settantanni.
L'ho chiamato per chiedergli se era il caso di acquistare
un lavoro teatrale di Brecht che nessuno al mondo ancora
conosce. Pap mi ha detto che avrebbe sentito un po'
di collezionisti di libri per capire se c'era interesse. Comunque
l'idea lo stuzzicava, questo l'ho capito subito.
Offrigli cinquecento dollari, a Pete, mi ha detto, ma
non superare il testone.
E l'ha avuto per...
Due e cinquanta. Dicendo a Pete che gli avremmo riconosciuto
una percentuale se saltava fuori un eventuale
acquirente. Con un tipo del genere bisogna giocare pulito.
Se ha intenzione di venderlo, disse Otto, perch
le serve una traduzione?
Mi piacerebbe sapere di cosa tratta.
Rischia di finire in galera.
Tutto quel che vendo arriva dall'Europa. Vogliono
provare a rintracciarne le origini? Buona fortuna. Sono i
ragazzi di Pete, a far entrare quella roba in America, non
certo io.
E adesso va a casa?
Stavo pensando, disse Aviva, che lei dovrebbe
venire con me. Magari pu iniziare a tradurlo in barca.
Che barca? disse Otto. Gi la amava, quella ragazza.
Un Chris-Craft di dodici metri. E ormeggiato allo
yacht club di Belle Isle.
Ha un equipaggio?
Sono io lo skipper, disse Aviva. Ho un muso giallo...
mi scusi, un ragazzo filippino che sta dietro agli ormeggi
e serve da bere in giacca bianca. Scendiamo il Detroit
River passando davanti alla fabbrica della Ford Rouge
e alle acciaierie, entriamo nel lago Erie e siamo quasi a
casa. Mai stato a Cleveland? chiese infine a Otto che le
sorrideva.
Appena Jrgen si fu accomodato sul sedile del passeggero,
Walter gli chiese dov'era Otto. Era ansioso, cercava
con lo sguardo la sua lobbia nella calca sul marciapiede
in attesa del verde. Le auto alle loro spalle avevano gi iniziato
a strombazzare. Walter non si mosse. Continu a
guardare nello specchietto. Zitti! disse. Poi, per, innest
la marcia e prese a muoversi lentamente lungo l'intero
isolato su cui si stendeva Hudson's.
Ci siamo persi di vista, disse Jrgen.
E com' potuto succedere? Ti sei distratto?
 salito in ascensore senza di me, disse Jrgen.
Vi eravate messi a discutere?
Le porte si sono richiuse senza lasciarmi il tempo di
entrare. Non c' niente di cui preoccuparsi, Walter, vedrai
che adesso arriva. Fa' il giro dell'isolato, sono sicuro
che lo becchiamo.
Ero sicuro che sarebbe finita cos, disse Walter. -
Ecco perch ero contrario a farvi mischiare alla gente, con
tutte quelle foto negli uffici postali.
Vero, ma davvero ti sembra che gli assomigliamo, a
quei due sciagurati? Spero proprio di no.
Gli ci vollero dieci minuti, a Walter, prima di trovare
una strada che gli consentisse di girare e, infine, spuntare
di nuovo dietro l'angolo, allungando il collo nel tentativo
di scorgere Otto tra la folla.
Lo vedi? No, perch non c'. L'hai perso di vista e
adesso  sparito. Vedrai cosa ci toccher leggere sul giornale.
POLIZIA ARRESTA PRIGIONIERO DI GUERRA EVASO.
Se lo acchiappano, sta' sicuro che non ti tradisce. Sappiamo
che stai architettando qualcosa, con la bella Vera e
quel dottor Taylor che non apre mai bocca. Perch non ci
dici niente?
A te posso dirlo, rispose Walter, ma non in presenza
di Otto. Ho paura che stia perdendo il controllo.
 sempre stato fuori di testa, disse Jrgen. Per
questo si  beccato una Croce di ferro, nell'Africa del
Nord. Con un po' di fortuna, secondo me, riesce a cavarsela
anche qui. Jrgen era convinto di poter dire a Walter
qualunque cosa. Be', quasi. Otto ha un certo fascino,
se proprio vuole. Certo, deve esserne convinto. Non
intendo preoccuparmi di lui.
Non certo con Carl Webster in citt.
L'implacabile Carl, che non solo sapeva della sua presenza
a Detroit, ma era addirittura finito a mangiare nello
stesso salone ristorante in cui stavano entrando lui e Otto.
Non il Georgian o l'Early American, n la tavola calda nel
seminterrato di cui gli aveva parlato l'addetta all'ascensore.
No, proprio nella Pine Room.
Carl, che stringeva sempre pi il cerchio.
Come diamine aveva fatto?
Buffo, tra l'altro, perch Jrgen non si era affatto stupito
di trovarlo l dentro. Sconcertato s, per un istante,
ma stupito non era il termine esatto. Sapeva che Carl,
prima o poi, si sarebbe lanciato sulle sue tracce.
Gi si vedeva seduto a parlare con lui, a rinnovare la
loro conoscenza. Un bar non sarebbe stato male, tipo quel
Brass Rail cui erano passati davanti nell'andare da Hud-
son's. O un locale notturno pubblicizzato sul giornale, il
Frank Barbaro's Bowery. Offriva intrattenimento, un baritono
dal repertorio romantico e cena a partire da un dollaro
e cinquanta. Che altro? Locale refrigerato per il vostro comfort.
A guerra finita, una volta o l'altra.
Adesso, invece, doveva stare sul chi vive, chiedendosi dove l'avrebbe incocciato di nuovo.
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
Quando pass a prenderla, a Carl piacque il modo in
cui Honey gli offr da bere, dicendogli di scegliere senza
problemi, a patto che fosse whisky. E gli piacque anche lei,
in maglioncino e gonna neri, pi uno spacco che le mise in
mostra le gambe quando se ne and in cucina. Poi la vide
tornare con i drink e offrirgli una Lucky, dicendogli in tono
semiserio: Mi spiace, ma devo aver finito il Beech-Nut.
Carl sorrise, apprezzando l'impegno e ancor pi la
sua memoria. Era una che stava ad ascoltare.
Adesso erano alle estremit opposte del morbido divano,
con highballs e sigarette, entrambi seduti a gambe accavallate:
Carl che sfoggiava uno stivale da cowboy, vecchio
ma lucido, Honey un semplice dcollet nero che faceva
dondolare dalla punta del piede, esibendo il delicato
arco plantare. Lei gli chiese se portasse sempre stivali da cowboy.
Pi o meno da tutta la vita, rispose lui.
Perch vive in Oklahoma?
Sono queste le mie calzature, disse Carl, e le chiese
se l'idea di rivedere Walter la rendeva nervosa.
Non vedo l'ora disse Honey di vedere come lo
tratter lei...
Si  mai comportato male nei suoi confronti, ha mai
perso il controllo?
Non mi ha mai picchiato, se  questo che intende.
Possiede un'arma?
Aveva una doppietta che gli serviva per sparare agli
uccelli in Georgia.
L'ha mai accompagnato?
Ci andava per vedere il suo amico Joe Aubrey.
Quello che gestisce una catena di ristoranti, disse
Carl. Ho letto l'informativa dell'FBI, su di lui. Ha anche
un aereo?
Un Cessna. Ci veniva in volo dalla Georgia, disse
Honey, a prendere Walter e portarlo in giro per insegnargli
a manovrare i comandi. Parlo del '39. Non so cosa
sia successo, da allora.
Viene ancora a trovare Walter, un paio di volte l'anno.
Oppure  Walter che prende un pullman fino a Griffin,
a sud di Atlanta. Per risparmiare le gomme dell'auto.
L'ha conosciuto, Joe?
Me ne sono tenuta alla larga, disse Honey. M'
sempre parso un buzzurro dello stesso stampo di Fritz
Kuhn. Ho sempre pensato che morisse dalla voglia di sparare
a qualcuno.
E perch mai?
Odia la gente di colore. Avr di sicuro partecipato a
qualche linciaggio. Mi stupirei del contrario.
Non  mai stato arrestato.
Odia anche gli ebrei e quelli che lui chiama commonisti.
E cosa mi dice di Vera Mezwa?
 spuntata fuori quando non stavo pi con Walter.
Lei e 'sto dottor Michael George Taylor. Mai visti n conosciuti.
Li crede agenti tedeschi?
Kevin pensa di s, e lui ne sa molto pi di me, sul loro
conto. Credo che siano molto convinti dell'idea di lavorare
per i nazisti. Gli piace spararsi in faccia tutti quei
Sieg Heil! e organizzare riunioni clandestine. Ma come fanno
a procurarsi informazioni sulle fabbriche di materiale
bellico?
Forse dai giornali? disse Carl.
Lo penso anch'io. Spediscono rapporti scritti con l'inchiostro
invisibile, e questo gi li rende delle spie. Secondo
me l'FBI continua a fargli la posta sperando che combinino
alla svelta qualcosa di veramente sovversivo, prima
che finisca la guerra.
E Kevin le ha anche parlato di quei tipi degli Afrika
Korps.
Quelli che secondo lei sono per forza in citt, disse
Honey. Quelli di cui lei non vuol chiedere direttamente
a Walter, ma preferisce prenderla larga e tentare di coglierlo
di sorpresa, magari cos si tradisce.
Per, si ricordava anche quel che lui aveva detto a pranzo,
tipo il voler prenderla larga. E disposta a guardarlo
fisso negli occhi?
Anche a soffiargli del fumo sul viso. Se poi vuole anche
torturarlo, disse Honey, per me non c' problema.
Anzi, le dar una mano.
A strappargli le unghie?
Non credo, visto che se le mangia fino all'osso, se le
rosicchia come uno scoiattolo. Difficile farci presa. Ce l'ha
una pistola, no? Gli infili la canna in bocca e gli chieda
quel che vuole sapere. Non le capiter mai pi di trovare
una persona che prende tutto sul serio come Walter. Gli
dica le cose pi assurde con aria impassibile. Vedr come
abbocca.
Mi dice Kevin che lei gli ha raccontato un paio di barzellette,
a Walter, senza neanche strappargli un sorriso.
Le barzellette, Walter le spacca in quattro. Ma non ha
la minima fantasia, quindi non riesce mai a capire le battute.
Tipo quella della cavalletta che entra in un bar e chiede
un drink. O quella del tizio che s'innamora di una pecora.
Ma una che gli ho raccontato s, questa cosa dev'essermi
scappata di mente, con Kevin insomma, ce n' una che lo
ha fatto ridere. Pi o meno. Mi ha colto di sorpresa.
Carl lanci un'occhiata verso la finestra, mentre Honey
proseguiva. Quella del tipo che dice a un suo amico
che ha un terribile dolore di chiappe.
Me la racconti in macchina, disse Carl. Voglio vedere
dov' che sta Walter prima che faccia buio.
Adesso erano sulla Ten Mile, una strada stretta e dal
disperato bisogno di asfalto, fiancheggiata da campi su entrambi
i lati, la Pontiac che andava incontro al sole. Allora,
disse Carl, c' un tipo che ha un terribile dolore
di chiappe e ne parla a un suo amico.
E l'amico, disse Honey, gli fa capire che ha le
emorroidi, e gli indica anche che pomata usare. Il tipo la
usa davvero, ma il dolore non accenna a passargli. Allora
trova un altro amico e racconta tutto anche a lui. Questo
amico gli dice che no, guarda, le pomate non servono a
niente. Bevi una tazza di t, dice, poi prendi le foglie e
facci un cataplasma. Il tipo obbedisce, comincia a bere una
tazza di t al giorno e a ficcarsi le foglie su per il culo. Ma
il dolore  sempre l, quindi alla fine decide di andare dal
medico. Il medico gli ordina di calarsi le brache e di piegarsi
in avanti. Poi gli guarda tra le chiappe e fa: S, vedo
che ha le emorroidi. E vedo anche che sta per partire
per un lungo viaggio.
Honey sorrise alla vista di Carl che scoppiava in una risata,
che poi le sorrideva a sua volta e riportava gli occhi
sulla strada senza smettere di sorridere, dicendo che gi se
lo immaginava, quel piccolo dottore con la lucetta in mano,
chino sul tipo piegato sul lettino.
Lo so, disse Honey. Come si fa a non immaginarselo,
quel medico? Anch'io lo vedo proprio cos, un ometto.
Quando l'ho raccontata a Walter ci sono rimasta di sasso
a vederlo sorridere. E poi a ridere sul serio... Be', no,
non esageriamo, pi di ridacchiare non era possibile. Comunque
m' toccato chiedergli se l'aveva capita. Se ho
capito che il dottore leggeva nei fondi del t? Mi ha risposto
lui. Ma certo.
Magari  andato da qualche indovino, disse Carl.
Oppure ha le emorroidi, disse Honey.
Lasciarono la Ten Mile per immettersi su Farmington
Road. Dev'essere quella casa laggi, disse Carl.
Un pickup con agganciato un rimorchio da bestiame,
vuoto, sfrecci su un campo sollevando un gran polverone,
dritto verso di loro e dal lato di Honey. Carl fren,
scalando marcia. Il pickup si ferm sul bordo della strada
che stavano percorrendo loro, e Honey disse, mentre proseguivano
la marcia: Santo cielo, mi sa che al volante c'era
mio fratello.
Poi anche il pickup s'infil su Farmington Road, con
Carl che lo teneva d'occhio nello specchietto vedendolo
infine svoltare su Ten Mile.
Quand' che  uscito da Eddyville?
Honey, di traverso sul sedile per guardare dal lunotto
posteriore, si volt in direzione di Carl.
Cosa sa di Darcy?
Meno di quel che vorrei. Al Bureau, i vostri fascicoli sono l'uno accanto all'altro.
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
Walter entr dalla porta laterale che dava in cucina e
si diresse all'acquaio pensando a Otto, un'idea che non
gli era pi uscita dalla testa da quando aveva vanamente
tentato di scorgere la sua lobbia nella calca gi in centro.
Jrgen era andato ad aiutare Darcy a far scendere dal rimorchio
le tre mucche e una giovenca e a introdurle nel
recinto attiguo alla stalla, cio al mattatoio. I due erano
rimasti a parlare per qualche minuto, e alla fine Darcy
era ripartito a bordo del pickup. Adesso Jrgen doveva
ancora essere nella stalla: il vero problema era Otto, non certo lui.
Al loro ritorno, erano stati apostrofati da Madi, in inglese.
Dov' il nazista? Per la vecchia erano Jrgen e il
nazista, con quest'ultimo che pretendeva sempre che lei e
Rudi gli parlassero in tedesco e li riempiva di un fuoco di
fila di domande, come un funzionario dell'ufficio immigrazione,
pur di non farli mai stare zitti. A Rudi non seccava
farci conversazione, seduto con Otto al tavolo di cucina
con una bottiglia di whisky a parlare della guerra, il
nazista che gli raccontava dell'Africa del Nord e delle donne italiane.
Dov' quello, il nazista? aveva chiesto Madi a Walter.
Nel suo sguardo, not Walter, c'era un bagliore di speranza.
Cos le disse cercando di mostrarsi ragionevole,
visto che era sua zia che non restava che aspettare, per
capire se Otto ce l'avrebbe fatta a tornare a casa dal centro.
Se dice alla polizia che si  perso, fece Madi, cos',
lo sbattono in galera? Dovresti appuntargli una spilla
sul cappotto, con tanto di indirizzo.
Questo, poco prima.
Sul fornello spento, in una pentola piena d'acqua, delle
patate senza buccia attendevano l'intervento di Madi.
Dal forno giungeva il profumo dell'arrosto di maiale. Walter
riemp un bicchiere, apr lo sportello del forno e vers
l'acqua sull'arrosto. Madi entr dal soggiorno, dove aveva
apparecchiato la tavola, e lo colse sul fatto. Non era la
prima volta, e sempre gli chiedeva in inglese perch
dovesse bagnare l'arrosto. Perch stava bruciando, era
la tipica risposta di Walter. Ma cosa credi, diceva Madi,
che lo voglio far bruciare di proposito? Pi di cinquantanni,
ormai, che cucinava ogni santo giorno e non
ne aveva mai bruciato uno.
Vuoi che cucini per te buoni pranzetti? Sta' fuori da
mia cucina. Va' incontro a tuoi ospiti.
Walter si stava asciugando le mani con uno strofinaccio
da piatti.
Che ospiti?
La macchina arrivata mentre che tu getti acqua su arrosto.
Walter usc dalla cucina con lo strofinaccio in mano,
gir attorno alla tavola apparecchiata per due, lui e Jrgen,
e and a piazzarsi su un lato della finestra della sala
da pranzo. Scost le veneziane e vide la Pontiac ferma nel
vialetto, vuota.
Suonarono alla porta.
Nel passare in soggiorno Walter si disse che quella visita
doveva riguardare Otto. L'hanno trovato. Vogliono sapere
se abita qui. Qui? No,  per informarlo questa va
gi meglio che gli hanno intimato di fermarsi, ma lui ha
continuato a scappare e sono stati costretti a sparargli. E
adesso tocca a lui identificare il cadavere. L'FBI. Gi gliel'avevano
chiesto in precedenza, se conosceva Otto, e non
certo una volta sola. Magari adesso intendevano prenderlo in castagna. Bene, avrebbe risposto Chi? come al solito,
e scosso il capo. Mai sentito nominare.
Walter gir la chiave nella serratura, pensando che non
doveva ammettere di conoscerlo neanche se gli avessero
chiesto di andare a vedere il cadavere. Era l'unico modo
di risolvere il problema e non pensarci mai pi.
Apr la porta.
Otto non c'entrava niente.
No: perch quella che aveva davanti agli occhi, a poco
pi di un metro di distanza, era Honig che gli sorrideva.
Ciao, Walter L'uomo in sua compagnia disse il proprio
nome e tir fuori una custodia di cuoio non dell'FBI -
con un distintivo all'interno, una stella racchiusa in un
cerchio. Il nome, Carl chiss cosa, non gli diceva un bel
niente. Cristo santo, proprio no. Stava guardando Honig,
per la prima volta in cinque anni.
Carl le lanci un'occhiata. Avevi ragione, le disse,
e torn a guardare Walter. Mai visti due tipi cos somiglianti.
Mister Schoen, lei  l'immagine sputata di Heinrich
Himmler Prese dalla tasca del soprabito la copia
piegata di una copertina di Time. La apr, osserv il ritratto
di Himmler e la porse a Walter. Roba di due mesi
fa. Adesso gi le somiglia di meno. Direi che sembra pi
un cadavere. Secondo me non hanno neanche dovuto mettergli
le tibie incrociate sotto il mento.
Walter non disse una parola, ma guard l'illustrazione
per poi piegare di nuovo la pagina.
Incredibile, disse Carl, che si era accorto di come
le mani di Walter piegavano la copertina in un quadrato
sempre pi piccolo. Me l'aveva detto, Honey, che lei era
il fratello gemello di Himmler. Ora che la guardo, mister
Schoen, mi tocca crederci sul serio.
Walter annu, una sola volta.  vero, disse, e torn
a guardare Honig. Io e Heinrich siamo nati a Monaco
nello stesso ospedale, nello stesso giorno e alla stessa ora,
e ci hanno separato alla nascita per ragioni che non sono
in grado di spiegare.
Figli della stessa madre, allora, disse Carl. Cio,
se siete gemelli.
S, anche Heinrich dev'essere per forza nato da mia
madre.
E cosa mi dice di sua madre?
Della donna che si spaccia per sua madre, vorr dire.
Una volta Heinrich disse che le avrebbe pure sparato, se
il Fhrer gliel'avesse chiesto come gesto di lealt incondizionata.
Perch no, d'altra parte? Quella donna mica  la
sua vera madre. Walter guard Honig. Ricordi che ne
abbiamo parlato, che ci siamo fatti delle domande su quella
donna?
Eccome, disse Honey.
Carl: E lei ha cercato di rintracciarla?
Ho scritto diverse volte a quell'ospedale di Monaco,
per chiedere se avevano documentazione della nascita di
Heinrich Himmler. Non mi hanno mai risposto.
Carl: E vostra madre non vi ha portato entrambi a
casa, quand' uscita dall'ospedale?
Come faccio a saperlo?
Non gliel'ha mai domandato?
Quando sono diventato abbastanza grande per sapere
la versione ufficiale della nascita di Heinrich, lei era gi
morta.
E a suo padre, non l'ha chiesto?
Certo che s. Ma sei impazzito? mi ha detto.
Non ricorda di averci mai giocato a nascondino, con
Himmler, da bambini?
Guardi, disse Walter, a certe domande non posso
rispondere. Siamo identici, siamo nati lo stesso giorno
alla stessa ora...  prova sufficiente.
Ma di lui non si ricorda.
Non l'ho mai visto.
Carl: Walter, se lei  il gemello di Himmler, per quanto
mi riguarda non rappresenta un problema. Invece, guardando
le sue terre, mi chiedevo solo se aveva intenzione
di far aumentare di peso quella giovenca nel recinto. Quanto
sar, adesso, sui tre quintali e ottanta? Le dia sei chili
di mais al giorno, mischiati con tre chili di fieno di medica
macinato, e vedr che a fine estate avr messo su un altro
quintale. So che certe famiglie dell'Oklahoma mandano
avanti dei mattatoi artigianali e se la cavano bene.
Carl spost il peso del corpo sull'altro piede e si chin
quanto bastava per stringersi la coscia sinistra.
Le spiace se ci sediamo da qualche parte? Cos le racconto
di quando allevavo vacche, da ragazzo.  un guaio,
ma 'sta ferita di guerra mi d un gran fastidio, se sto troppo
in piedi. Mi hanno sparato due volte, ma alla fine l'ho
beccato, quello stronzo.
Walter lo stava guardando a occhi stretti e aria confusa.
Carl era soddisfatto di come si erano messe le cose.
Tranquillo, Walter, disse, mica ho sparato a un
crucco. Era un nippo, quello che cercava di farmi secco.
Honey si tenne fuori dalla schermaglia fin quando non
si furono accomodati nel soggiorno, su poltrone e divani
foderati di un antiquato velluto rosso che le faceva venire
la depressione. Walter non aveva smesso un istante di
guardarla. Perch non accendi qualche lampada? gli
disse lei. Cos riusciamo almeno a guardarci in faccia. Se
no, tira su quelle veneziane.
Ma certo, disse Walter, accendendo una lampada
e poi una seconda, entrambe da 25 watt. Non ne usava
mai di pi forti, tirchio com'era, si ricord Honey. E si rese
anche conto di quanto si sentisse a suo agio, con Carl.
Le piacevano, quelle rese dei conti in cui c'era anche da
divertirsi, come quando il marshal aveva tirato fuori la storia
del cecchino giapponese. Lei e Carl si misero a sedere
su un divanetto di fronte a Walter, che si era sistemato
nella sua poltrona dotata di cuscino supplementare e di
schienale torreggiante e intagliato. Lo scranno del giudizio,
insomma. Molto pi grosso della poltrona che Walter
usava quando stavano ancora insieme e si ingobbiva davanti
alla radio. Ecco come se lo sarebbe ritrovato, a non
andarsene di casa: con lo stesso pullover di lana grigia, ben
abbottonato, lo stesso taglio di capelli da nazista che lei
definiva da picchiatello, gli stessi no, adesso portava
occhiali senza montatura, non un pince-nez e, a lasciarselo
venire troppo vicino, quasi certamente lo stesso alito
cattivo. Ma non pi lo stesso sbattitore di tacchi che aveva
conosciuto sul sagrato della chiesa.
Come sta tua sorella? gli disse Honey. Sempre
una suora?
Suor Ludmilla, disse Walter. Adesso  nelle Monache
Cistercensi della Stretta Osservanza. Quelle che
non parlano mai.
Non era del Cuore Immacolato di Maria? Cos', non
insegna pi a Detroit?
Insegna ancora, certo, ma ha lasciato quell'Ordine
per una vita assai diversa, per diventare una trappista. Mi
sono felicitato con lei, per questa scelta di preghiera e di
silenzio.
Le volte che l'ho vista, disse Honey, mi sembrava
una persona normale. Cos', Walter, l'hai spinta tu a fare
questo passo? Almeno ti sei tolto il pensiero e puoi fare
a meno di rivolgerle la parola. Ricordo che ti diceva che
nella tua vita Ges dovrebbe essere pi importante di
Hitler.
Gli chieda di suo fratello, le disse Carl.
Lei stava ancora guardando Walter, che aveva udito le
parole di Carl ma senza mutare espressione. Honey: Abbiamo
visto Darcy che usciva dalla tua propriet con un
rimorchio per bestiame.
Certo che s, disse Walter. Darcy Deal  tuo fratello.
 venuto nel mio negozio, si  presentato e mi ha offerto
una fornitura di manzi per il mattatoio. Tuo fratello non ha proprio peli sulla lingua, eh?
 un ex galeotto, fece Honey. Questo te l'ha
detto?
Certo che s. Mi ha chiesto se potevo dargli l'opportunit
di lavorare in maniera onesta.
Carl: E dove li trova, i manzi?
Walter fece spallucce. Nei mercati del bestiame. E
dove, se no? Mi fa sempre vedere le bolle di acquisto.
Carl: Immagino che gli ispettori governativi la facciano
diventare matto, piombando qui senza preavviso.
Walter alz di nuovo le spalle. Vero, ma la carne deve
essere controllata.  la legge, quindi bisogna farci l'abitudine.
Quelle spallucce, pens Honey, volevano dire che Walter
non era preoccupato, che gli potevano chiedere qualunque
cosa.
'sto tipo che conoscevo, che aveva un mattatoio artigianale,
aveva gi ripreso Carl, lavorava qualche capo
tra una visita degli ispettori e l'altra, e poi spediva la
carne in fretta e furia agli alberghi di Tulsa.
Walter: Lei  un rappresentante della legge, o sbaglio?
Vice U. S. Marshal, Wally. Non sono dell'FBI.
Ma potrebbe arrestarla, quella persona, volendo?
Non  il mio settore d'indagine.
Per  venuto qui a farmi delle domande, giusto? A
scoprire se per caso non vendo carne sul mercato nero.
No di certo. Sto indagando sulle lotterie clandestine
nelle fabbriche di materiale bellico. La Ford a Highland
Park, la Dodge Main a Hamtramck, la Briggs Body. Quelli
del crimine organizzato mandano i loro scagnozzi nelle
fabbriche a raccogliere le scommesse e a vendere libri per
giocare al lotto interpretando i sogni. Mi sono ricordato
che Honey abitava da queste parti, cos l'ho chiamata.
Honey strinse il braccio di Carl con entrambe le mani
e sorrise a Walter. Ci siamo conosciuti in treno.
Carl:  stata Honey a informarmi che suo fratello lavorava
per lei, e io mi sono detto che magari potevo dare
un'occhiata alla sua attivit. A suo tempo, anch'io mi sono
occupato di manzi. Mio padre ha quattrocento ettari di alberi di pecan.
Walter: Non sta indagando su di me?
Carl: L'unica cosa che mi interessa  vedere come funziona
la sua catena di produzione. Non dico adesso, eh,
che magari lei sta per andare a cena, ma quando potr dedicarmi un'ora.
Walter continuava a fissarlo.
In qualit di marshal, Walter, non ho alcun interesse
nei suoi confronti, disse Carl. Cristo, il settanta per
cento della gente, che so, le massaie, compra quasi sempre
carne priva del bollo governativo e la paga quel che
chiede il macellaio. Dei prezzi fissati dall'OPA, se ne frega alla grande.
NOTA: Office of Price Administration, organismo istituito nel 1941 sotto la presidenza Roosevelt per calmierare i prezzi in tempo di guerra. L'ente fu poi abolito nel 1947. FINE NOTA.
Walter, Carl se la prendeva comoda, adesso, al suo posto io farei ingrassare ben bene la mia
mandria per un annetto, poi ne selezionerei una parte e
la porterei a Tulsa col carro bestiame. E magari, sulla via
del ritorno, mi fermerei anche a prendere un gelato. La
propriet di mio padre non  molto lontana da un campo
di prigionia dove erano detenuti certi tipi degli Afrika
Korps. Gente che si  arresa, dice, solo perch aveva finito
la benzina. Gli fece anche un bel sorriso. Ma l
dentro non sembravano passarsela poi tanto male, quelli.
Se volevano lavorare, il governo era disposto ad assumerli
come braccianti agricoli, chiedendo addirittura a mio
padre di prenderne un po' lui. Cos erano finiti a far cadere
le noci di pecan dagli alberi con le canne da pesca,
quelle di bamb, ha presente? Arrivavano dal campo con
tanto di pranzo al sacco e andavano a mangiarsi salsicce e
cetriolini proprio sotto gli alberi, oppure panini al bratwrst freddo. Ogni tanto mi fermavo anch'io, a fare quattro
chiacchiere. Com' che non cercate neanche di scappare?
gli dicevo. Cosa vi trattiene? Quando le guardie
si addormentano... E la cosa assurda  che se magari
tagliate la corda, siete capaci di tornare il giorno dopo, in
tempo per il pranzo. Insomma, gli dicevo, con tutti i tedeschi
che vivono negli Stati Uniti, possibile che non avete
neanche un parente in grado di nascondervi?
Cio, lei li spingeva a scappare, cos poi era autorizzato
a sparargli? disse Walter.
Andiamo, vecchio mio, li prendevo solo un po' in giro,
cercavo di capire com' che la prendevano, quella situazione.
Quando li vedi in mensa tre volte al giorno, che
mangiano come lupi, allora s che capisci quant' importante
il cibo.  proprio per questo che non si allontanano
pi di qualche miglio, tutte le volte che scappano. A un
certo punto voltano il culo e tornano indietro.
Dev'esserci qualcuno, disse Walter, e Honey ebbe
l'impressione che stesse scegliendo con cura le parole,
che non volesse esporsi pi di tanto, che scappa con
l'idea di tornare in Germania, se magari vede l'opportunit.
So che nel '42 c' stato un pilota tedesco che  quasi
riuscito a raggiungere il Messico, disse Carl. L'unico
che mi viene in mente.
Walter: Sul giornale ho letto di due ufficiali fuggiti
da un campo. Ancora cauto. Quattro o cinque mesi fa,
pu essere?
Carl: Lo scorso ottobre. Vero, ma poi sono stati ripresi.
Walter ci rimase di sasso. Honey se ne accorse subito.
Sicuro?
Erano evasi da Deep Fork, vicino alle terre di mio
padre.
Quindi in Oklahoma?
Gi. Deep Fork, si chiama quel campo, per via di un
torrente che lo taglia in due. La ragazza di uno di quegli
ufficiali viveva in zona, cos ogni tanto lui sgattaiolava dal
campo per andare a trovarla s, insomma, per farsi una
bella scopata ed era sicuro che quella tipa li avrebbe nascosti
tutti e due. Infatti  andata cos, ma solo per un paio
di giorni. Poi la ragazza si dev'essere innervosita e li ha
fatti scoprire, ha spifferato tutto quanto.
Allora mi sa che stiamo parlando di persone diverse, -
disse Walter. Sul giornale c'era scritto che a quei due
stavano dando la caccia per tutti gli Stati Uniti.
Solo per vendere pi copie, disse Carl. No, sono
proprio gli stessi. Hanno rappezzato le uniformi per farsi
degli abiti borghesi, non che potessero infinocchiare qualcuno,
eh, e sono scappati dal campo a bordo del furgoncino
che consegnava i film.
Be', disse Walter, e Honey ebbe la netta impressione
della resa. Ma lo ud subito prendere un tono noncurante.
Non  che sa come si chiamano?
 passato un po' di tempo, disse Carl. La ragazza
aveva un nome strano, mai sentito prima, ma non ricordo
neanche quello.
Walter: Perch non ho mai letto che quei due ufficiali
sono stati catturati?
Nessuna intenzione di arrendersi, se proprio poteva evitarlo.
Honey era curiosa di udire l'eventuale spiegazione
di Carl.
Credo che il problema stesse tutto nella possibilit
di incriminare la ragazza, disse Carl, per aver dato ricetto
al nemico, non so se mi spiego. Poi, visto che comunque
era stata lei a consegnarli alle autorit, la procura
ha deciso di non farne niente, per evitare reazioni da
parte dei suoi vicini. Che so, tipo bombardarla di uova
marce, tagliarle i capelli a zero. A lei andava benissimo
che nessuno sapesse niente della cattura, e dopo un po' i
giornali hanno smesso di far domande su quei tipi.
Quelli che sarebbero stati catturati, disse Walter.
E adesso dove sono?
Di nuovo al campo. Uno di loro  un Waffen-SS. Dovrebbe
trattarsi del ramo militare delle SS. Il reparto pi
comune, invece,  quello che gestisce i campi di sterminio,
che spinge la gente nelle camere a gas. Dico bene, Wally?
Deve proprio chiamarmi cos?
Come? Wally?
Il mio nome  Walter.
E non ha mai usato Walt?
 Walter, ripeto.
La volta che ho provato a chiamarlo Walt, disse
Honey, gli  preso un colpo.
Niente soprannomi? disse Carl. Com' che la
chiamava, sua madre, da ragazzino?
Honey lo sapeva, ma attese la risposta di Walter, che
scosse il capo. Lo chiamava Tellino, disse allora lei.
E per via di cosa?
Ha presente sua sorella, disse Honey, quella che
ha smesso di parlare? Ecco, Walter era il fratello minore.
Lei stava ancora imparando l'inglese e non riusciva a pronunciare
fratellino. Ma suo padre l'ha sempre e soltanto chiamato Valter.
Carl: Com' che mi ha chiesto se conoscevo i nomi dei due evasi?
Walter esit. S...?
Com' che si chiamano i tizi che aveva in mente lei?
Honey strinse il braccio di Carl, che si stava gi sollevando
per poi scivolare in una tasca della giacca.
Era sicura che Walter avrebbe preso tempo, soffiandosi
il naso o attaccando a tossire. A schiarirsi la voce, quantomeno.
Ma non fu cos. Ho esitato perch  passato un mucchio
di tempo da quando ho letto la notizia sul giornale.
Pensavo che a sentire i loro nomi magari mi si rinfrescava
la memoria. Ma lei non mi ha aiutato.
Honey lo vide alzare le spalle, poi lo sguardo, mentre Carl si muoveva verso di lui con un biglietto da visita in mano.
Questi numeri sono dell'Oklahoma, ma adesso le scrivo anche il recapito dell'FBI qui a Detroit. Casomai le tornassero in mente i nomi di quei ragazzi. Ho vissuto da queste parti, sa. Li conoscevo molto bene.
...
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...
CAPITOLO 12.
...
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...
Erano di nuovo su Ten Mile Road ma in direzione opposta,
per tornare da Honey. Alle loro spalle, gli avanzi di
un cielo rosso. Carl accese i fari. Honey, a proprio agio e
a gambe incrociate, accese una sigaretta e la pass a Carl,
una lieve traccia di rossetto all'estremit.
Non adesso, grazie, disse lui, e si volt a guardarla.
Buffo, eh, quando gli ha detto di sua sorella.
Suor Sorella, disse Honey. Mi pare che ce la siamo
cavata bene. Apr il deflettore e scosse la cenere dalla
sigaretta. Fantastico, quando Walter le ha chiesto se
conosceva i loro nomi.
Doveva chiederlo per forza, non crede?
E lei che ha risposto di non ricordarselo, ma che comunque
li hanno riacchiappati dopo un paio di giorni. Non
ci ha capito pi niente. Allora stiamo parlando di persone diverse.
Carl: Speravo che mi chiedesse se erano proprio Jrgen e Otto. Aspettavo solo di sentire quei nomi per ammanettarlo
a quell'orribile sedia e dare una bella occhiata l
attorno. Non  un brutto posto per nascondersi, quello.
Adesso Honey sorrideva. L'ha proprio spiazzato, a
chiedergli se lo sapeva lui, come si chiamavano. Un vero
spettacolo, sembrava cos naturale. Ma  riuscito a cavarsela,
e a quel punto ha anche smesso di preoccuparsi.
Pensava di averla fatta franca. Si era fregato da solo,
con quella domanda sui nomi. Voleva solo sembrare curioso.
Ero quasi sicura che lei glieli avrebbe detti, invece.
Che andasse dritto al sodo. Invece no.
Non serviva a niente. Mi avrebbe risposto di non
averli mai sentiti. Comunque, quanta gente sar mai evasa
da un campo di prigionia dell'Oklahoma lo scorso ottobre?
Honey: Questo non vuol dire che siano finiti da Walter.
Se non li nasconde in casa, di sicuro sa dove si trovano.
L'FBI non ci mette niente a procurarsi un mandato per
presunte attivit sovversive, tanto per dire. Lo mettiamo
sulla graticola, Walter, e lo stuzzichiamo ben bene chiedendogli
di questo giro di spionaggio.
Honey: A lei interessano solo Jrgen e Otto, giusto?
Secondo il Bureau  possibile che stiano aiutando le
spie vere e proprie. Per quanto mi riguarda, nessun problema.
Appena li troviamo, prendo e li riporto dritti in
Oklahoma.
Poi le lanci un'occhiata. Ha visto come la stava guardando,
Walter?
 ancora innamorato di me.
Certo, potevo anche lasciarvi un po' soli, a ricordare
il vostro passato.
E che dovevo fare? Raccontargli una barzelletta?
Chiedergli come se la passa, se il culo gli d ancora
fastidio. Mi sa che  per questo che la storiella delle emorroidi
l'aveva fatto ridere. Insomma,  capitato anche a lui
di calarsi le mutande in qualche ambulatorio, conosce gi
la procedura.
Walter non  cambiato di un millimetro.  nato vecchio
e tale  rimasto.
Le andrebbe di rivederlo?
Per che fare?
Forse ha bisogno di una spalla amica, qualcuno che
sta a sentire i suoi pensieri pi nascosti.
Tentare di fargli vuotare il sacco?
Visto che  ancora innamorato di lei, potrebbe dirgli
che le spiace di averlo piantato in quel modo. Ma senza
sbilanciarsi pi di tanto, senza dargli spiegazioni. Insomma,
dare la colpa al fatto che era ancora una ragazzina,
non abbastanza matura.
E mi tocca anche baciarlo, se gli prendono i cinque
minuti?
Mica devo dirglielo io come comportarsi, quando restate
da soli. Lo riempia di chiacchiere, il resto verr da
solo.
E tutto questo dove dovrebbe succedere, nel suo negozio?
Cerchi di scoprire quando non ha gente tra i piedi e
faccia finta di capitare li per caso. Non deve certo chiedergli
un appuntamento. Carl si mise a guardare la luce
dei fari sulla strada vicinale. Potremmo andare a cena,
se non ha impegni. Magari chiedere a Kevin se vuole
unirsi a noi.
Honey: Cos', ha paura di restare da solo con me?
Lui le lanci un'occhiata. Honey stava sfilando una sigaretta
dal pacchetto. Vuole proprio che glielo dica senza
tante storie?
Ma certo, rispose lei, e fece scattare l'accendino.
Non mi pare una buona idea, cominciare a frequentarci.
Lei richiuse il coperchietto dell'accendino e tir una
boccata. Poi: Se  cos che la pensa, va bene. Chiamiamo
Kevin.
Il silenzio dur un paio di minuti. Honey era l che
aspettava una risposta di Carl. Toccava a lui, adesso.
E Carl la colse di sorpresa.
Quando ha detto a Walter che c'eravamo conosciuti
in treno...
Mi  venuta cos, su due piedi.
Le  capitato davvero, in qualche occasione?
La volta che siamo andati a New York per il meeting
del Bund, con Walter che era rimasto nello scompartimento
a farsi una dormita, mi sono messa a sedere nel vagone
bar. Lui  capacissimo di addormentarsi seduto, tutto intirizzito
neanche fosse sull'attenti. Insomma, mi sono fatta
un cocktail e ho cominciato a pensare a me stessa come
a una donna del mistero, all'idea che si potevano fare di me
gli uomini che erano l attorno. Avevo gli occhiali da sole
e una cloche proprio carina, ben calata sulla fronte. Be', dovevo
per forza essere qualcuno. Un paio di quei tipi vengono
a offrirmi un drink e io rispondo No, grazie. Sto leggendo
Newsweek. Alla fine un tale, un personaggio davvero
interessante, mi si siede accanto.  sulla quarantina,
di aspetto niente male, e indossa un gessato dall'aria costosa.
Attacca a raccontarmi che si occupa di investimenti immobiliari
a New York e per un paio d'ore continua a offrirmi
un whisky sour dopo l'altro, sempre cercando di indovinare
cosa faccio io e perch me ne sto andando laggi.
E lei glielo ha detto?
Avrebbe voluto rivedermi. Gli ho detto che se si fermava
al Garden per il meeting della German-American
Bund poteva ascoltare Fritz Kuhn e i suoi discorsi sugli
ebrei e i comunisti.
Cos'era, quel tizio, ebreo?
Gi. Cos mi  toccato dirgli di Walter e del perch
me l'ero sposato.
E lui?
Non ha cambiato idea, cos ci siamo rivisti per un
drink e quattro chiacchiere. Voleva che lasciassi Walter e
restassi con lui a New York.
Sposato?
Divorziato.
Si fidava di lui?
Diceva che gli avevo dato una bella scrollata, che si
era sentito di nuovo vivo.
Immagino, disse Carl, e attese il resto. Honey se la
stava prendendo comoda.
Poi sono tornata al Garden giusto in tempo per beccare
Walter che sieg-heil-ava. Fritz Kuhn, e mi sono detta:
Ma cosa ho che non va? Sono giovane e stupida, bene, e
a parte questo?
Tacquero di nuovo.
Lei: Ormai Kevin avr gi cenato.
Probabile, rispose Carl, gli occhi fissi sulla strada.
Insomma, mi porta a cena o mi accompagna a casa?
Ci fermiamo da qualche parte.
Glielo chiedo perch mi sembra che non le interessi
spassarsela con una donna che non  sua moglie.
Se posso evitarlo, disse Carl.
...
.
...
CAPITOLO 13.
...
.
...
Jrgen rimase a guardare la Pontiac che passava lenta
davanti alla casa, una quattro porte verde che a un certo
punto usc per qualche istante dal suo campo visivo per
riapparire all'estremit pi lontana dell'edificio, spuntando
tra gli alberi del giardino, e infilarsi sul viottolo che
aveva aperto Darcy tra i campi a forza di passarci sopra
col rimorchio del bestiame. Poi la vide attraversare lo
spiazzo di fronte alla stalla e superare sempre a velocit
ridotta il recinto, infine fermarsi e fare retromarcia. Per
consentire forse agli occupanti di dare una bella occhiata
alle vacche? Vide abbassarsi il finestrino dal lato del passeggero,
vide il volto di una giovane donna, un visetto
niente male, che fumava una sigaretta. Ma non riusciva a
distinguere l'uomo al volante. Soltanto il cappello.
Gli torn in mente di aver notato una Pontiac simile a
quella verde, quattro porte al campo in Oklahoma. Di
aver sbirciato da dietro la palizzata per vedere chi ci fosse
dentro. Proprio come stava facendo in quell'istante, appostato
sulla porta della stalla, quella da cui entrava il bestiame,
lo scivolo sul quale, in serata, le mucche e la giovenca
sarebbero state spinte all'interno per rimetterci la
pelle, la testa, gli zoccoli e, per finire, tutto il resto.
Osserv la Pontiac che faceva un giro largo e usciva dal
cortile per attraversare di nuovo il campo sui solchi lasciati
da Darcy, immettersi sulla strada principale e tornare
verso di lui, passando di nuovo davanti alla casa e sparendogli
ancora alla vista. Questa volta, per, non riapparve.
Doveva aver imboccato il vialetto che girava attorno all'edificio.
Niente. Questo stava a significare che, dopo aver
esaminato le mucche di Walter, quei tipi erano pronti a
fare una visita al padrone di casa.
Ed era molto improbabile che fossero suoi amici.
Walter ne aveva solo tre, a dar retta alle sue parole: Vera
Mezwa, la contessa ucraina, e il suo factotum Bohdan,
Michael George Taylor, il medico che la riforniva di inchiostro
simpatico, e Joe Aubrey, il dignitario del Ku Klux
Klan che possedeva ristoranti e un velivolo leggero. Mesi
addietro, Jrgen aveva chiesto a Walter se gli fosse mai capitato
di parlare di lui e Otto ai suoi amici.
Walter: Sai bene cos' successo a Max Stephan e al
pilota della Luftwaffe.
Turgen: Le lingue lunghe fanno affondare le navi.
Walter: Cosa?
La ragazza dell'auto sembrava troppo giovane per essere
Vera Mezwa. Del tizio al volante, seminascosto da quella
bella figliola, si scorgeva solo il cappello, ma c'era qualcosa
di familiare nel suo modo di portarlo quanti ce ne potevano
essere, di calcarsene uno in testa? che gli fece
venire in mente il marshal, Carlos Huntington Webster,
lo stesso Carl che aveva visto seduto a uno dei tavoli del
ristorante nel grande magazzino con un altro tizio e una
ragazza che poteva, ma si che poteva, essere benissimo la
stessa che fumava adesso in macchina. Le piaceva, il suo
basco. E se la ragazza era la stessa, il tipo al volante poteva
allo stesso modo essere Carl, che si faceva sotto ogni
giorno di pi. Proprio come si era detto qualche tempo prima:
Dove lo incoccer la prossima volta?
Dove? Proprio li, sulla porta del mattatoio di Walter,
accanto all'imbocco dello scivolo. Jrgen entr nella stalla.
I macellai di Walter sarebbero arrivati al calar delle tenebre
per attaccare subito a lavorare sulle vacche e sulla
giovenca, cos da avere prima dell'alba dei bei quarti gi
appesi ai ganci. Poi sarebbe apparso Darcy, a bordo del
suo tozzo furgone frigorifero comprato all'asta, per togliere
di mezzo i suddetti quarti prima dell'eventuale visita
degli ispettori governativi con tanto di apposito timbro.
Darcy avrebbe trasportato la carne nel negozio di Walter,
destinata a restare appesa a maturare per ventiquattr'ore
prima che lo stesso Walter ci mettesse le mani. Nella cella
frigorifera del mattatoio c'erano sempre appesi altri
quarti di bue, regolarmente acquistati al mercato del bestiame
e tenuti li a beneficio degli ispettori che spuntavano
fuori senza preavviso.
 cos che fanno, diceva Darcy. Arrivano di soppiatto,
mentre tu cerchi di guadagnarti da vivere.
Jrgen non aveva mai conosciuto nessuno come Darcy
Deal, un ex detenuto be', almeno quello era un tratto
comune che adesso faceva il ladro di bestiame con un abbigliamento
del tutto calato nella parte: cappello da cowboy,
unto e bisunto, e stivali scalcagnati con tanto di speroni.
Darcy aveva un fisico asciutto e segaligno, e sembrava
godersi un sacco quell'apparenza da duro. La prima
volta che si erano parlati, Jrgen aveva mostrato un po' di
timore.
Va a cavallo?
Intendi se so cavalcare?
Quando ruba il bestiame.
Lavoro a piedi, io. Vedo una mucca, le lego una corda
al collo, le ficco sotto il naso un sacco pieno di mangime
e la porto fino al camioncino, se non ho il rimorchio.
Allora perch ha quegli speroni?
Quando entro in un bar, chi li sente tintinnare sa subito
chi sono. Darcy sorrise, il volto nero di barba non
fatta da tre, quattro giorni. 'sti stivali sono quasi andati,
ormai, ma quegli apriscatole non li ho mai tolti.
Jrgen: Mi piace, quel suono, quel... ching, ching a
ogni passo.
Se lo senti, disse Darcy, occhio alla penna. C'
un cowboy che sta entrando nel bar.
Jrgen sorrise. Per mettere un po' di paura in corpo
agli avventori, eh?
Suppergi.
Jrgen: Lei lo sa chi sono io?
Sei uno dei prigionieri crucchi evasi da chiss dove.
Dice Walter che avete rubato un camioncino e siete filati
via dalla porta principale. Io, a scappare, non ci ho neanche
mai pensato. M'interessava soltanto uscire dopo due
anni ed  cos che  andata, rilasciato sulla parola, ma poi
ho spaccato il grugno al mio caposquadra lavoravo gi
in miniera e lui mi ha detto qualcosa di storto e allora
mi hanno sbattuto di nuovo dentro per farmela scontare
tutta quanta, 'sta prigione  in cima a una collina, un paio
di chilometri dal Cumberland River, se mai ti capitasse di
ritrovarti l dentro. Eddyville, dal nome di un generale
della Guerra Civile.
Il generale Eddie Vill? stava pensando Jrgen.
Il generale H. B. Lyon, disse Darcy. Eddyville 
da dove veniva lui.
Jrgen: Be', sappiamo entrambi cosa vuol dire starsene
in prigione, giusto?
Darcy: Certo che non hai quasi accento, tu.
Cerco di migliorare il mio inglese.
Cos' che hai combinato, in guerra?
Ero capocarro nel deserto del Nord Africa, me ne stavo
nella torretta col binocolo da campo e orientavo l'armamento.
Il nostro cannone da sessanta millimetri era in
grado di distruggere uno Stuart dell'esercito inglese a pi
di mille metri. Certe volte pilotavo anche un monomotore
da ricognizione, un aereo, intendo, alla ricerca di quei
carri che gli inglesi cercavano di nascondere sotto le tende
dei beduini.
Sul serio? disse Darcy con aria interessata, anche
se Jrgen dubitava che quel cowboy avesse la minima idea
sull'argomento.
Darcy: Certo che ne avrai fatta fuori, di gente.
Jrgen: Be', quando beccavamo un carro nemico quello si incendiava quasi sempre. Certe volte uno o due membri
dell'equipaggio riuscivano a mettersi in salvo. Tacque
per un istante, e riprese: Ma li spazzavamo via a raffiche
di mitragliatrice. Tacque di nuovo. Non sempre, eh.
Anche a me mi hanno sparato, disse Darcy. Una
volta che muovevo il culo da un pascolo. Porto via i manzi
a quegli allevatori che tengono il prezzo troppo alto, e li
rivendo alla gente che non gliene frega niente di pagarlo.
Jrgen dovette pensarci su. Il macellaio  obbligato a
vendere una libbra di carne a un certo prezzo. Invece l'allevatore,
o quel che , pu chiedere lui quel che vuole?
 cos che funziona.
Non suona mica tanto giusto.
Lascia perdere.  proprio per questo che tiriamo su
dei bei soldi, noi, con questa storia del mercato nero.
Non lo facevo cos coraggioso, Walter.
Vuoi scherzare? Walter lo sta mettendo in culo al
governo degli Stati Uniti, infrange la legge nel nome di
A-dolf Hitler, visto che  crucco al cento per cento.
E non le d fastidio che  un vostro nemico?
Chi, Walter? Il nemico  al di l dell'oceano. Walter
 il mio socio.
Quindi le va bene violare la legge.
Darcy parve stupito.  il mio mestiere. E cos che
campo. Raduno le vacche a notte fonda. Cazzo c'entro,
io, col governo? Mica mi sto vendicando perch mi hanno
sbattuto in galera. Amico, sono un fuorilegge, io. Ho
cominciato da ragazzino. Ho rubato macchine, venduto
benza distillata nella vasca da bagno, preso a randellate
questo o quello e il giudice le chiamava lesioni personali aggravate.
E che cazzo, se uno mi prende a male parole, che
devo fare, starmene zitto e muto?
Jrgen si era messo ad annuire. S, certo, lei  un fuorilegge.
Non le serve certo una ragione per rubare bestiame
a notte fonda, se non quella di fare quattrini.
Cos posso mangiare, disse Darcy. Ascolta, andiamo
a farci un giro sul camioncino. Ti mostro come si fa
a sistemare una vacca, con la corda, e a metterla sul rimorchio.
Ti faccio vedere cosa bisogna dirle, altrimenti ti comincia
a muggire. Sei l che tieni d'occhio la casa, che c'
una luce alla finestra del piano di sopra. Mica sei nervoso,
no, ma ti chiedi cosa cazzo stanno combinando, quelli, visto
che non sono a dormire.
O magari sono proprio a letto, disse Jrgen, e se
la spassano con la luce accesa.
Sai dov' che me la scopavo proprio volentieri, Muriel? -
disse Darcy. Sul dondolo che c'era in veranda, a
casa di sua madre. E come cigolava. Mica eravamo ancora
sposati. L'hai conosciuta, Honey?
Jrgen scosse il capo.
Dovresti. Mai conosciuta, una tipa pi sveglia. Ed 
pure mia sorella. No, anzi, era la pi sveglia di tutte, ma
prima di sposare Walter. Lui non ti ha raccontato niente?
Jrgen scosse di nuovo la testa. Lei  sposato?
Pi o meno. Non la vedo quasi mai, Muriel.
Bambini?
Ascolta, ho passato un anno intero a cercare di ingravidarla,
Muriel. Tutte le sante sere. Dev'essere una di
quelle cose da donne, di quelle che non pu avere figli. Ma
se vuoi venire con me, una notte, per diventare il primo
ladro di bestiame crucco sulla faccia della terra, non hai
che da dirmelo.
Mi manca il cappello da cowboy, disse Jrgen.
Sapessi quanti ne ho io, socio, disse Darcy. Che
taglia?
Darcy si ferm a un bar di Farmington a spararsi qualche
bicchierino con birra al seguito e pensare a sua sorella,
curioso di sapere perch diamine fosse andata a trovare
Walter. E chi era il tizio che si era portata dietro. Non
l'aveva mai chiamata, da quando era arrivato l, non era
ancora riuscito a decidersi. Cazzo, si disse, vacci, presentati
e cerca di scoprire se quel tale  uno sbirro.
Era buio, quando usc dal bar e pass davanti alla casa
trascinandosi dietro il rimorchio.
La macchina su cui aveva visto Honey non era pi nel
vialetto. Tagli per il campo e raggiunse la stalla. Le uniche
auto, l, erano quelle dei macellai crucchi di Walter.
Merda. Certo, poteva dirgli: E venuta a trovarti mia sorella,
eh? Vedere di cavargli di bocca cosa stava succedendo.
Prima, per, ci stava bene una pisciata e una visitina
alla stalla, per dare un'occhiata ai macellai e cazzeggiare
un po'. Quei vecchietti e quelle lame da quindici
centimetri che non facevano altro che affilare, erano capaci
di sfilare la pelle a una mucca, cristo, neanche fosse
un soprabito. C'era solo un particolare, della loro procedura,
su cui non era affatto d'accordo. Il modo di ammazzare
quelle bestie.
Jrgen stava osservando il tizio che quella sera fungeva
da storditore e reggeva con una sola mano un fucile '22
puntato contro la fronte della mucca, a pochi centimetri
di distanza, e a ogni colpo la mucca di turno crollava sullo scivolo, non ancora morta ma stordita, presa in contropiede.
Darcy gli arriv alle spalle. La vedi, la mucca che alza
la testa a guardare lo storditore? Che cazzo ci fai con un
'22? pensa. Usa un'arma da uomini. Vuoi proprio ammazzarmi?
E ammazzami, cristo. Forza, che aspetti?
Senza smettere di parlare, gli and a fianco.
La Protezione Animali dice che le devi stordire, cos
non sentono niente quando le appendi a testa in gi e
gli fai a fette le arterie e veloce! fai un salto all'indietro.
Non te lo sei neanche messo, il grembiule di gomma, tanto
il sangue viene gi a pioggia. E poi la tagli in due, dal
buco del culo fino alla punta di petto, le togli le budella,
la vescica, i reni. Le spingi l'esofago su per il diaframma,
cos da sganciare tutti gli organi che gli stanno attaccati.
Togli anche tutte le varie schifezze...
Gli scarti, disse Jrgen.
Esatto, tutta roba che tanto lei avrebbe cagato di li
a poco. Cazzo, disse Darcy, con tutto il tempo che passi
qua dentro a guardare, scommetto che stai gi pensando
di metterti a fare il macellaio, quando sarai libero.
Sono gi libero, disse Jrgen. E quel che voglio
fare  andarmene nel West e diventare un cowboy.
Walter entr mentre stavano discutendo sull'eventualit
di provarci in una notte buia, di scendere su quella che
Darcy chiamava la pista del gufo, mentre un serissimo
Jrgen s'informava se fosse possibile andarci a cavallo, proprio
come si faceva nel West. Serio, si, ma con l'aria di chi
stava scherzando.
Fu lui ad accorgersi di Walter che per una volta tanto
sembrava gasato che diceva: E venuta Honig.
Jrgen: La ragazza della macchina, e poi, a Walter:
La tua ex moglie?
Walter: S. Honig, e, a Darcy: Tu l'hai vista?
Lungo la strada, ma non cos bene da scommettere
che era proprio lei.
Jrgen, come se avesse di nuovo la Pontiac davanti agli
occhi: Sono passati dal retro e hanno fatto il giro.
Darcy: La mia sorellina. Ti avevo parlato di lei, di miss
Sunshine? Era la donna di Walter. E, a Walter: Cos'
che voleva? Capire se finalmente eri diventato americano?
Il tipo che era con lei, mica l'ho riconosciuto.
Walter: E un agente federale, ma non con l'FBI. Poi
ficc la mano in tasca e si rivolse a Jrgen. Sta cercando
proprio te e Otto.
Ti ha detto il suo nome?
La mano di Walter usc dalla tasca stringendo il biglietto
da visita di Carl, quello con la stella dorata in rilievo.
Jrgen lo prese, vi fece scorrere le dita e vide la scritta
VICE U. S. MARSHAL CARLOS HUNTINGTON WEBSTER, pensando:
Mi hai trovato.
Quindi l'avrebbe rivisto, Carl. L'idea di parlare di nuovo
con lui gli piaceva, cos come quella di sorridere alle sue
battute, ma di certo non aveva alcuna intenzione di tornarsene
in Oklahoma, non prima che finisse la guerra e
che potesse rintracciare quel marshal che aveva cavalcato
i tori nel rodeo prima di diventare un marshal. E passare
magari un po' di tempo con personaggi del genere, Carl
Webster incluso. Starli a guardare, imparare come si sputa.
Masticare tabacco si portava dietro un bel po' di sputi.
E non ha voluto passare in rassegna la casa, i terreni?
Era quasi l'ora di cena, disse Walter. E aveva fame,
cos se n' andato... con Honig.
Jrgen si era quasi aspettato di sentirlo dire: Con la
mia Honig.
Ma torner.
Per forza, disse Walter. Ti conosce. Devi avergli
detto che un tempo hai abitato da queste parti e che
hai degli amici in zona.
Jrgen annu.
Certo che torner. Meglio se parlo con Helmut, disse
Walter, guardando i tre macellai, che affilavano i coltelli
accanto alla mucca ormai appesa a testa in gi. Helmut,
Reinhard e Arthur, uomini in gamba. Dir a Helmut
che ti porti via con s.
Jrgen: Mi trasferisco a casa sua?
No, andrai a stare dalla contessa Vera, Vera Mezwa.
Ti ci accompagner lui. Io, nel frattempo, vado a Farmington
a darle un colpo di telefono per avvertirla del tuo arrivo.
Non credo che avr problemi a occuparsi di te, a fare
qualcosa per la Germania in un momento cos deprimente.
Qualcosa che possa tirarla su di morale.
Cosa sono diventato, un regalo che le stai facendo?
Per rallegrarla? Gli parve di scorgere un sorriso, sul volto
di Walter, ma non ne era sicuro. Davvero  una contessa?
 ucraina. Ha sposato un conte polacco.
Caduto in guerra.
Gi, un eroe. E hanno spedito qui sua moglie, dopo averla addestrata nello spionaggio militare. Vera Mezwa  il pi importante agente segreto tedesco in America.
Quanti anni ha?
Non lo so. Pi di te.
 di bell'aspetto?
Che differenza fa? Deve soltanto nasconderti.
Jrgen era convinto che nessuna donna di nome Vera Mezwa, oltretutto una spia tedesca, potesse essere noiosa come Walter. Nessun problema, quindi, ad andarsene.
...
.
...
CAPITOLO 14.
...
.
...
Gli occhi di Vera Mezwa e Jrgen si incrociarono alla
stessa altezza. Lei gli prese la mano, fece un passo avanti e
lo baci prima su una guancia e poi sull'altra. Jrgen sent
le labbra della donna sfregargli la pelle, e di nuovo si guardarono
negli occhi. A lei faceva piacere averlo l, anche se
non voleva farla troppo lunga; Jrgen lo cap dal modo in
cui si sent prendere per il braccio e dire: Forza, mettiamoci
comodi, in un inglese dal lieve accento slovacco.
Certi ucraini che gli era capitato di conoscere a Hamtramck,
un sobborgo di Detroit, parlavano inglese sforzandosi
di sembrare americani. Mi dica cosa le va di bere.
Un atteggiamento sicuro di s, da vero boss di una rete
spionistica, ma con un fantastico aroma che sembrava
ammorbidirne il carattere. Gi se la vedeva sdraiata nuda
su un letto, Jrgen, immaginandosi una solida muscolatura
celata sotto le curve ma coi seni di una culturista,
e gi si era accorto che la donna si tingeva i capelli orientandosi
su una cruda colorazione all'henn e su un rossetto
molto scuro, in forte contrasto con la carnagione pallida
e incipriata. Era una bella donna, secondo i canoni dell'Europa
centrale, e Jrgen ne fu attratto all'istante.
Quel che prende lei, rispose, certo che si sarebbe
trattato di qualcosa di alcolico.
Coi tacchi, la contessa riusciva a guardarlo dritto negli
occhi. Doveva essere sulla quarantina scarsa, o forse gi
raggiunta, ma la sua et non aveva la minima importanza
per nessuno dei due. Il soggiorno era ammobiliato in maniera
formale e anonima. Ci sta che l'abbia trovato cos
quando si  trasferita, pens lui. Si servirono di sigarette
da un piattino d'argento, Vera che le accendeva entrambe
col proprio Ronson, Vera che si sedeva accanto a lui sul
divano, Vera che si girava a guardarlo, le gambe tirate su
e coperte da una gonna di lana in una sfumatura di rosa
che faceva pendant coll'ampio pullover sotto cui non indossava
niente se non una collana di perle che spiccava sull'ampia
scollatura. Poi sollev la testa per guardare alle
spalle di Jrgen.
Lui si volt quanto bastava per scorgere un giovanotto
in grembiule bianco sopra una T-shirt e, al collo, un fazzoletto
rosso, che era entrato nella stanza e, in piedi, attendeva
ordini, le mani sui fianchi, le spalle un po' accasciate,
un giovanotto magro e rilassato, in attesa.
Vera: Bo, la vodka nel frigorifero, per favore.
Jrgen lo vide girarsi senza dire una parola e andarsene,
passando per la sala da pranzo. Con quella chioma
bionda e fluente, con tanto di frangetta e che gli copriva
anche le orecchie, doveva proprio ispirarsi a Buster Brown,
il vecchio personaggio dei fumetti.
Bo manda avanti la casa, disse Vera. Bohdan
Kravchenko. Era lo steward di mio marito Fadey, quando
la nave su cui viaggiavano tent di forzare il blocco durante
l'assedio di Odessa, dal giugno all'ottobre del 1941.
Forse gi sa che la nave di Fadey fu affondata, con lui a
bordo. Bo era al mio servizio, quando Odessa cadde nelle
mani delle truppe rumene che voi tedeschi avevate mandato
in avanscoperta. Un Einsatzgruppen, una delle vostre
squadre della morte, riusc a trovarlo e lo sped in un campo
di lavoro assieme agli ebrei, ai comunisti e ai rom, bollandolo
con un triangolo rosa che lo indicava come omosessuale.
Il colore degli ebrei era il giallo.
Ed  fuggito? disse Jrgen.
Alla fine, disse Vera. Ma prima ha dato tutto il
suo cibo, per dieci giorni consecutivi, a un suo compagno
di prigionia che era riuscito a entrare in possesso di un
coltello da burro e non sapeva cosa farsene. Bo, invece,
ne ha affilato la lama su un sasso, il pi possibile. Poi ha
tagliato la gola a una guardia, un gorilla delle SS che l'aveva
fatto inginocchiare e aprire la bocca, per cercare di
pisciarci dentro da due metri di distanza. E entrato di nascosto
nei baraccamenti, ha trovato quel tizio che dormiva
e gli ha tagliato la gola, e gi che c'era l'ha tagliata anche
ad altri due, tutto senza il minimo rumore. Tanto, l'avrebbero
fucilato comunque, che li avesse ammazzati o no,
quelli. Fucilavano tutti quanti. Poi siamo scappati da Odessa.
Bo  venuto con me fino a Budapest, travestito da donna,
e infine siamo arrivati in America come parte dell'accordo
che avevo stipulato coi servizi segreti tedeschi.
Vera spense la sigaretta e ne accese un'altra.
Senta un po' questa. Una sera al Brass Rail, gi in
centro, si sta sbronzando con certe checche e a un certo
punto salta fuori col fatto che lavora per una spia tedesca.
Questa cosa arriva alle orecchie dell'FBI, che chiede a
Bohdan se  interessato a lavorare per loro, a diventare un
agente segreto degli Stati Uniti e fare la spia nei miei confronti.
L'alternativa  finire in galera come infiltrato del
nemico e vedersi rispedire in Ucraina alla fine della guerra.
Bo spera sempre di diventare prima o poi un cittadino
americano, e quindi dice S, d'accordo, e domanda quanto
sono disposti a pagarlo. Loro gli chiedono quanto valuta,
lui, la sua libert. E quello, il suo compenso. Lui viene
a raccontarmi tutto, che dovr riferire all'FBI le mie
mosse. Cos' che ti danno, una medaglia? gli faccio io.
No, un bel niente. Allora, dico, perch non fai il doppio
gioco e vieni a riferire a me quel che combinano loro?
In fin dei conti, non ce la siamo spassata, assieme? Non
ti ho forse lasciato indossare i miei gioielli? Tutta bigiotteria,
eh. Cos ci inventiamo tutta una serie di cose che
sembrano vere e che lui va a spifferare all'FBI, per restare
al loro servizio. Ma quelli gi sapevano un mucchio di
cose, sul mio conto. Che ero stata arruolata da miss Gestapo
in persona, Sally D'Handt, una famosa spia tedesca.
Che sono stata addestrata a Budapest e poi arruolata
nella Prima Divisione dell'Abwehr, il servizio segreto.
Com' che faceva, l'FBI, a sapere tutte queste cose su di
me? Ci sono rimasta a bocca aperta.
Riapparve Bohdan, con una bottiglia di Smirnoff ghiacciata
e tre calici da aperitivo che reggeva verticali tra le dita.
Bo, sto raccontando a Jrgen cos' che fai per i federali.
Bo sistem i bicchieri sul tavolino da cocktail.
Ci piace un sacco, inventarci delle storie per loro conto.
Tipo che ho sentito Vera avere una conversazione telefonica
a proposito di certi sabotatori che vogliono far saltare il tunnel col Canada.
E l'Ambassador Bridge, disse lei.
Bo riemp i bicchieri e si sedette dalla parte opposta del
tavolino, di fronte a Jrgen e Vera. Prese una vodka, la
scol d'un fiato e se ne vers un'altra.
Vera: Racconta un po' a Jrgen cosa faresti tu, nei panni di Walter.
Se dovessi passare la vita a essere scambiato per
Himmler? Mi taglierei la gola. Con un coltello da burro che
ho ancora come ricordo. E fece l'occhiolino a Jrgen.
Comportati bene, disse Vera. Al capitano Schrenk
bisogna portare rispetto. Poi, a Jrgen: Se Bo alza il
volume della musica e le chiede di ballare, lo ringrazi ma
si neghi. Certe volte pu essere un tipo impulsivo.
Ma proprio con quegli impulsi che piacciono a lei, disse Bo.
Jrgen guard Vera che scolava un bicchierino di
vodka, riempiva il bicchiere e si voltava nella sua direzione.
Cosa sta aspettando?
Lui sollev il bicchiere, ingoll il liquore e si lasci servire di nuovo.
Siete stati voi, a radere al suolo Odessa.
Io non ci ho mai messo piede, disse Jrgen.
Mi ha capito benissimo. Casa nostra  stata risparmiata
dagli Stuka perch si trovava a tre chilometri dal
porto, verso est. Avete mandato avanti quei rumeni del
cazzo, la Quarta Armata, a fare il lavoro sporco, e cos'
che avete trovato? Niente. Quegli stronzi di russi se l'erano
filata, portandosi via tutto il possibile. Come fanno
sempre, da bravi razziatori. Quando lasciavano un albergo,
si ficcavano in valigia gli asciugamani e addirittura i
quadri, se riuscivano a staccarli dalla parete. I rumeni, invece,
sono tutta un'altra faccenda. Appena arrivati a Odessa
hanno iniziato a fare strage di ebrei. Gli sparavano, li
impiccavano ai lampioni delle strade principali. Li radunavano
nei magazzini vuoti, interi palazzi, ci ficcavano
dentro anche ventimila persone, sbarravano le porte e li
mitragliavano dai buchi che avevano aperto nei muri. Poi
incendiavano tutto quanto e ci lanciavano dentro anche
delle bombe a mano. Ci crede? Metta che qualche ebreo sia riuscito a cavarsela.
Bo: Le dica delle Squadre della Morte.
Vera: Le SS. Quando la guerra ha raggiunto Odessa,
la mia vita  cambiata. Prima godevo di un certo agio, poi
 diventata tutta apparenza. Si mise a gesticolare. Questa
casa. Mio marito si occupava di trasporti marittimi, di
mercantili che navigavano sottocosta e servivano i porti
del Mar Nero. Con i sovietici, Fadey riusciva ad andare
d'accordo, anche se a denti stretti, allungando bustarelle
quando le sue stronzate non bastavano pi. Per Stalin non
aveva altro che parole di elogio, per quel nano butterato.
Lo sa, quant' alto? Un metro e sessantotto, dicono i russi.
Ma davvero? Ha i rialzi nelle scarpe, quello, altrimenti
non sarebbe pi di un metro e mezzo di sterco di cavallo.
Per questo ha massacrato dieci milioni dei suoi. Sua
madre l'aveva mandato in seminario per farlo diventare
un prete, ma Dio l'ha cacciato via.
Continu a parlare, Jrgen in ascolto.
Le ho gi detto che l'assedio ha avuto inizio nel giugno
del 1941? Mio marito Fadey ha iniziato a forzare il
blocco navale, come faceva Rhett Butler. Sgattaiolava da
Odessa, filava in Turchia che all'epoca era neutrale e
tornava carico di armi e scorte di cibo. Anche con del vino
turco, che io proprio non riuscivo a bere. Fadey era assieme
a certe imbarcazioni della flotta sovietica. C' stata
un'incursione di Stuka e due cacciatorpediniere sono andate
a fondo, la Bezuprechnyy e la Besposhachadnyy, pi un
rimorchiatore e la nave di Fadey. E finito in mare e non
l'ho rivisto mai pi, mio marito, sottratto alla mia vita.
Prima di parlare, Jrgen attese qualche momento.
Sono stati i tedeschi a uccidere suo marito?
O  stata una cannoniera sovietica, ad affondarlo?
Mi avevano detto che suo marito era un ufficiale della
cavalleria polacca, caduto in battaglia.
 la storia che hanno inventato per me. Insomma, me
ne arrivo a Detroit come la vedova di un conte polacco,
nientemeno, che ha trovato una fine eroica scagliandosi a
cavallo contro i carri armati. Mi presento con una certa
posizione sociale, di sicuro pi accettabile che non dichiararsi
la vedova di un trafficante d'armi del Mar Nero. Al
centro d'addestramento, ho chiesto se il conte sapeva cosa
stava facendo. Nessuna risposta. Ho chiesto se una persona
del genere esisteva davvero. Anche qui, nessuna risposta.
Sul passaporto c' scritto che mi chiamo Vera
Mezwa Radzykewycz, contessa. Ce l'ho, un aspetto nobiliare?
Senza dubbio, disse Jrgen. Ma dichiararsi la vedova
di un contrabbandiere d'armi non era poi cos male.
Poteva fornirle degli appoggi, questa storia.
Le ho gi detto che a Budapest sono stata contattata
da Sally D'Handt, una voltagabbana belga che  diventata
una spia tedesca. Adesso si occupa di arruolare agenti segreti,
raduna anime perse e le fa entrare nell'Abwehr. Ha mai
sentito parlare di lei?  famosa. Jrgen scosse la testa,
mentre Vera riattaccava. Capelli biondi come Veronica
Lake, molto teatrale. Mi ha detto, con grande solennit,
che era stata una cannoniera sovietica ad affondare la nave
di mio marito. Che l'ordine era venuto direttamente da
Josip Stalin, poich lui non si fidava di nessuno.
E lei le ha creduto?
Ce li avevamo sempre addosso, i sovietici. Sally mi
ha chiesto se ero mai stata in America. S, da ragazzina.
E mi sarebbe piaciuto tornarci adesso, in tempo di guerra?
Altro che, ho risposto io. Allora quella troia di una
voltagabbana belga si  fatta letteralmente venire le lacrime
agli occhi, da quanto era commossa. Stava quasi per
piangere, e allo stesso tempo sorrideva dalla gioia per la
mia risposta. Ha presente? Lo stesso sguardo che Joan Fontaine
rifila a Cary Grant nel Sospetto, quando si rende conto
che lui la ama davvero. Oppure lo stesso sguardo che fa
capire alla perfezione che, appena la macchina da presa
smette di girare, lei e Cary filano in camerino a scopare come
ricci. Insomma, miss Gestapo aveva proprio quello
sguardo, in viso, e mi fa: Vera, lei  la persona giusta per
procurarci informazioni segrete dritte dall'arsenale del nostro
nemico, ovvero la citt di Detroit. Oppure l'ha chiamata
Il cosiddetto Arsenale della Democrazia? Boh, non sono
mica sicura.
Alz le spalle coperte dall'ampio pullover, poi decise di
accendersi un'altra sigaretta.
Da Budapest, arrivai a Detroit passando dal Canada.
Presi il posto di un'agente che aveva tradito la propria
rete di spionaggio non appena l'FBI si era messa a
punzecchiarla, Grace Buchanan-Dineen. Si faceva chiamare
Grahs, lei, ed  l'unica spia di mia conoscenza, a parte
Ernest Frederick Lehmitz, che abbia usato l'inchiostro
simpatico per comunicare coi suoi affiliati. Lehmitz agiva
sulle navi che salpavano da New York dirette in Europa.
Poi l'hanno beccato e sbattuto in galera.
Jrgen: Non  che questa era la casa di Grahs?
Vera sorrise. Sarebbe proprio buffo, eh? Il centro dello spionaggio tedesco. No, Grahs viveva in centro, sul fiume.
Questa casa mi  stata concessa in affitto, fino al prossimo giugno...
Quindi le restano soltanto due mesi?
Un attimo. Mi hanno anche aperto un conto corrente
dotato di cinquemila dollari, e ricevo mille dollari al mese come rimborso.
Abbastanza generosi, direi.
Lo scorso anno il rimborso  stato abbassato a cinquecento.
Dall'inizio di quest'anno, vale a dire da febbraio,
non mi arriva pi niente.
Jrgen prese una sigaretta dal piattino. Vera si sporse
in avanti e fece scattare l'accendino.
 rimasta a secco?
Non si preoccupi.
E cosa intende fare?
Lei guard Bohdan. Ne parliamo.
Dalla mattina alla sera, disse Bohdan, versandosi
una vodka. Sto cercando di convincere Vera a diventare
la concubina di qualche riccone, mentre io posso fare
l'eunuco.
Lei non  tedesca, disse Jrgen. Perch lavora per
i nostri servizi segreti?
Perch odia i russi, disse Bo.
Mi stanno antipatici. L'unico aspetto di questa guerra
che non mi crea problemi, disse Vera a Jrgen, 
quando vi fate fuori a vicenda, voi e quei russi del cazzo.
Adesso le dico una cosa. Nel 1940-'41, tutti i giovani granatieri
che vedevo al cinegiornale mi sembravano sexy.
Eravate affascinanti, orgogliosi, saldi nei vostri ideali. Vi
vedevo cantare, marciare, cantare marciando. Certo, sembrava
di essere in un'operetta di quart'ordine, ricordo bene
di averlo pensato. Ma c'era un entusiasmo intrigante.
Mi piaceva la sua purezza, l'idea di una nuova Germania
piena di gagliardi giovani di entrambi i sessi, dai tratti
nordici e i capelli biondissimi. In quella marea umana, ero
certa che sarei spiccata come una stella del cinema. Ma
davvero volevo lasciare uno Stato di polizia, quella di Stalin,
per entrare in un altro? Per stare attenta a ogni minima
parola? Come facevo a guardare quei supernazisti
che marciavano in strada col passo dell'oca senza considerarli
ridicoli? Insomma, pensai, il popolo tedesco  forte
e caparbio, e non tollerer troppo a lungo Adolf e la
sua ghenga, con in pi la Gestapo a ficcare il naso nella
vita di tutti quanti. A guerra finita, torner tutto come prima.
E come l'ha preso, la gente, disse Jrgen, il massacro degli ebrei?
Guarda dall'altra parte.
Ma sa bene che esistono i campi di sterminio.
Deve solo aspettare che la Germania sia sconfitta e
Adolf finisca davanti a una corte internazionale. Tutti
sanno che la fine  vicina. Non possiamo vincere, lo sento
in giro. Dovremmo chiedere l'armistizio, adesso, e magari
riprovarci tra dieci anni. Sento anche dire che l'America
chieder una resa senza condizioni. La Germania
dovr restituire le terre di cui si  appropriata, interi Paesi.
Cedere ogni cosa, se non vuole ritrovarsi addosso tutta la Russia.
Jrgen scuoteva il capo. Non ci lasceranno scelta.
Io cerco di essere razionale, disse Vera. Come posso
lavorare per questo guerrafondaio di Fhrer, che ha in
testa solo lo sterminio degli ebrei? Vedo un pezzo su
Henry Ford, e vengo a sapere che anche lui ha un'opinione
critica, nei loro confronti. Che mette in guardia la gente
sul pericolo di un complotto internazionale ordito dagli
ebrei, che secondo me  solo un modo mascherato di
riferirsi al comunismo, che altro. Sappiamo bene che ha
delle idee tutte particolari, Henry Ford. Che  convinto
che lo zucchero sul pompelmo faccia venire l'artrite. Ma
sul lavoro, nella sua fabbrica,  un genio. Perch dev'essere
cos tanto contrario agli ebrei, come razza? Secondo
me ce l'ha con loro perch di carattere sono gente sveglia.
E sa bene che certi ebrei, tipo Albert Einstein, sono anche
pi intelligenti di lui. Per non lo vuole ammettere, e
allora fa di ogni erba un fascio e se la prende con l'intera razza.
Jrgen: Ho letto qualcosa su Ford, prima della guerra,
e ne sono rimasto sorpreso.
Vera: Intendevo dire che contro gli ebrei c' un bell'assortimento
di pregiudizi. Quando l'America era ancora
neutrale, Henry Ford faceva il pacifista. Si era rifiutato
di costruire motori d'aeroplano per gli inglesi. Due anni
fa, poi, eccotelo a produrre dalla mattina alla sera un
quadrimotore come il Liberator. E quel che stanno facendo
a Willow Run, assemblano oltre centomila parti di quel
bombardiere. Per costruire una berlina Ford ne servono
soltanto quindicimila. Sono queste le informazioni che ficco
nel mio povero cervello. La fabbrica di Willow Run 
lunga pi di mezzo miglio, e per tirarla su hanno impiegato
pi di venticinquemila tonnellate di acciaio strutturale.
D lavoro a novantamila persone. Alla Chrysler, all'estremit
opposta di Detroit, costruiscono carri armati a
migliaia. La Packard e la Studebaker fabbricano motori
aeronautici, e la Hudson si  specializzata in armi contraeree.
Alla Nash toccano i motori e le eliche, mentre la General
Motors fa un po' di tutto il resto, beninteso sempre
a scopi bellici.  in grado di produrre tre milioni di elmetti
in acciaio, Vera schiocc le dita, come nulla fosse,
al costo di sette centesimi l'uno.
 ormai il momento di ammettere, disse Jrgen,
che non siamo stati capaci di valutare bene le loro capacit,
in caso di guerra. Anzi, neanche ci siamo andati vicini.
Il vostro Fhrer era troppo impegnato a pavoneggiarsi
davanti al mondo intero, per accorgersene, disse Vera.
Vuol sapere cos' che ho fatto io, cosa mi chiedevano
i miei datori di lavoro? Volevano i nomi e l'ubicazione
delle fabbriche produttrici di leghe leggere. Se riuscivamo
a distruggere tutte le fabbriche di alluminio degli Stati Uniti,
pensavano quelli, gli americani non avrebbero pi potuto
costruire bombardieri. Volevano che fossi io a impedire
agli Alleati di bombardare la Germania. Stanno diventando
pazzi, con quelle bombe che gli cadono sulla testa
due volte al giorno. La Abwehr II  la sezione destinata
al sabotaggio, ed  stata lei a sentirsi dire: Per l'amor del
cielo, cercate di togliergli le fonti di energia, a quelle fabbriche.
Lasciatele al buio, e alla svelta.
E qualcuno c' riuscito?
L'avrebbe letto da qualche parte.
Nessun grosso risultato, tipo il furto dei progetti del
sistema di puntamento Norden?
Quello  successo nel 1938, l'anno che io e Fadey ci
siamo messi assieme. Adesso, invece, gli ho detto di un
nuovo e rapido procedimento di saldatura adottato alla
Fisher Body. L'arsenale della Chrysler  capace di ridurre
il tempo di finitura, sulle armi contraeree, da quattrocento
ore a quindici minuti. Ho chiesto se volevano ulteriori
dettagli e non ho mai ricevuto risposta. Sono gi tutti nei rifugi antiaerei.
Com' che comunica?
Voglio dire a quella gente di abbonarsi a Time. A
febbraio c'era di nuovo Himmler, in copertina, la terza
volta dal 24 aprile 1939. E ogni volta Walter la mette in
cornice, la appende al muro. Himmler ne ordina un migliaio
di copie, anche se l'articolo gli fa schifo... Insomma,
diciamo che devo passare delle informazioni su dove hanno
aperto una nuova fabbrica dell'Alcoa. Chiamo un certo
numero e, dopo un po', un uomo si presenta qui. Gli
dico quel che c' da dire, lui va non so dove e trasmette
un messaggio in codice a una compagnia tedesca di trasporti
marittimi che ha sede a Valparaiso, Cile. Da l, il
messaggio viene rimbalzato ad Amburgo.
Com' che si ricorda quella data? Il 24 aprile 1939?
Vera ha una memoria fantastica, disse Bohdan, -
ma solo se le cifre o le parole sono messe per iscritto.
Se lei mi comunica qualcosa che devo ricordarmi, allora
me lo scrivo, disse Vera. Cos ho qualcosa da guardare,
quando voglio farmelo tornare in mente.
Per qualche istante vi fu silenzio. Jrgen ud, quasi in
un sussurro, Glenn Miller che suonava String of Pearls sulla
radio della cucina. C' un agente federale che mi sta
dietro, disse poi. Un marshal di nome Carl Webster.
S, l'ho letto nella rubrica di Neal Rubin, disse Vera.
E sta proprio addosso a lei?
Jrgen: Pensavo che Walter gliene avesse parlato.
Walter vive in un mondo tutto suo.
Se Carl sa di Walter, allora sa anche di lei.
Lei e questo poliziotto vi chiamate per nome?
Ci conosciamo.
E lei pensa che verr qui a cercarla. Cos', sarebbe
disposto ad arrendersi, visto che la guerra sta per finire?
No di certo.
Non posso fargliene una colpa. Ma se il suo amico
vuole perquisire la mia casa, cosa dobbiamo farne, di lei?
Me ne andr, disse Jrgen.
Vera se la prese comoda. Mi ci faccia pensare, disse.
Cadde di nuovo il silenzio, minacciando di durare a lungo,
e fu rotto da Bohdan. Be',  quasi l'ora del t.
Abbiamo la vodka, facciamo con quella, disse Vera,
guardando Jrgen. Perch non sale a riposarsi? Ho
messo delle riviste, nella sua stanza, che Walter non ha di
certo o che neanche sa che esistono. Si faccia un sonnellino,
scenda alle sei per un cocktail e la cena che ci preparer
Bo. Poi si rivolse al suo factotum. Hai gi qualcosa
in mente, o dev'essere una sorpresa?
Jrgen si era messo a guardare Bo, la cui espressione lasci
capire per un istante quanto fosse stufo di quella manfrina
da famigliola felice. Dopo qualche momento parve
rinvenire, pronto a dare una risposta.
Come faccio a sorprenderla, contessa? E sempre in
cucina ad annusare. Ma vediamo se riesco a stuzzicare l'appetito di Jrgen.
Spero di non aver dato l'impressione sbagliata, disse
Bo, adesso sul divano accanto a Vera, le dita di lei che
frugavano nella sua chioma alla Buster Brown per poi spazzolargli
la spalla. Di voler flirtare, intendo.
Mi sa che hai la forfora.
Quando mi metto in testa di giocare al goluboy, ogni cosa che dico sembra una provocazione.
NOTA: goluboy: Termine gergale russo per gay. FINE NOTA.
Sei molto credibile, disse Vera, ricordandosi di quel
pomeriggio che Fadey era tornato a casa in anticipo e li
aveva quasi beccati nudi in camera da letto. Vera? l'aveva
chiamata dal pianterreno. E, quand'era salito di sopra,
Bo aveva gi fatto in tempo a trasformarsi in una drag
queen infilandosi uno degli abiti di lei e rimirandosi allo
specchio con le mani sui fianchi. Vera, adesso in gonna e
pullover, era uscita dallo sgabuzzino giusto in tempo per
vedere il marito che lo fissava esterrefatto.
Adesso, invece, gli disse: Ti ricordi cos' che mi sono inventata?
Bo sorrise. Che avevo la mania di vestirmi da donna,
ma che ero pur sempre il miglior cuoco di Odessa, e che
cazzo. Avrei voluto baciarti. E Fadey ha abboccato come un pesce.
Tanto non gliene fregava un accidente.
Non so ancora come hai fatto a saltar fuori con quella
battuta. L'hai sentito in fondo alle scale e tempo un
istante mi avevi gi trasformato in un diverso.
Sai una cosa? disse Vera. In certi momenti hai
proprio un tono da ragazzina. Ma poi hai cominciato a costruirci sopra...
Era uno spasso.
S, fin quando la gente non se n' accorta, magari i
tuoi compagni di bordo. Non che ci sia voluto molto. Tenevi
la mano nel verso sbagliato, per guardarti le unghie.
Lo cinse col braccio, tirando a s quel corpo snello, quelle
costole che amava sentirsi addosso. Poi arriva la squadra
della morte, e qualcuno sul ponte ti segna a dito. E
lui. Tu cerchi di spiegare che hai le tue buone ragioni per
comportarti in quel modo, per non farti sparare dal marito
di un'altra. E loro ti pisciano addosso. Vera si mise
ad accarezzarlo, sfiorandogli il volto, passandogli la mano
sui capelli. Povero tesoruccio, sapessi quanto mi spiace.
Potrei anche smetterla, di fare la checca.
Ancora no. Sei la mia arma segreta.
Non pensavo che Jrgen si sarebbe rivelato un problema.
Invece s.
Non ho intenzione di preoccuparmi. Se proprio devo
tradirlo, ci metto cinque minuti. Walter, proprio non
capisco,  uno che non si sbottona pi di tanto. Ma adesso
ha qualcosa da farci sapere. Quel che sta architettando
per il compleanno di Hitler, il venti di questo mese.
E sarebbe?
Ancora non si sa. Pare che voglia dircelo domani sera,
proprio qui. Porter anche quel boccalone della Georgia,
se riesce ad arrivare in aereo. Ho chiamato il dottor
Taylor, per avvertirlo che forse  il caso che venga anche
lui. Cos, tanto per tenersi aggiornato.
Spero che Joe Aubrey non ce la faccia, disse Bo. -
Il maltempo magari lo blocca. No, tanto lui decolla lo stesso.
Fanculo al maltempo, quell'ometto  una vera iena e
non si far certo fermare da una tempesta. Ma se parte,
spero solo che si schianti e crepi tra le fiamme. Non sarebbe
carino?
Solo che stavolta viene in treno, disse Vera. Stavo
pensando al dottor Taylor.
Che non apre mai bocca, disse Bo, e non fa che
passarci in rassegna con lo sguardo, senza perdere un'espressione.
S, non  uno che parla pi di tanto, ai meeting. Ma
potrebbe farlo, con i federali, disse Vera. Se lo mettono
alle strette, sono convinta che il dottore spiffera tutto
quanto, pur di non finire in prigione. O a patto di farsi ridurre
la condanna.
E cosa dovrei fare, io?
Te lo dico domani sera, dopo che ho osservato ben
bene tutta 'sta gente. Vediamo un po' che impressione mi
fanno.
Vediamo un po' chi aprir il portafoglio, disse Bo.
Il boccalone ne ha, di quattrini, e lo sappiamo bene. Potresti
provare a sedurlo, a saltar fuori con una delle tue
storie.
No di certo. Quell'acqua di colonia mi fa venire le lacrime
agli occhi.
Anche a me. Eppure pensavo che fosse il suo alito.
Insomma, cercare di farti dare un bell'assegno al portatore
per il German Relief, per gli affamati di Berlino. Bo
attacc a dimenarsi addosso a Vera, e le pos la guancia
sul seno. Dimmelo, quando hai finito i soldi. Posso sempre
chiedere l'elemosina su un cantone.
Non parlare in questo modo. Ti prego.
Tra la Six Mile e Woodward Avenue, a met del primo
isolato. Beccare il passaggio dei pendolari coi quattrini,
quelli che tornano a casa nei sobborghi. E laggi che
stanno i soldi.
Vera gli afferr la mascella con una mano e lo costrinse
a girarsi verso di lei, a leggerle nello sguardo.
Non dirmi mai e poi mai quel che potresti fare quando
non sei con me. Non voglio neanche sentirlo. Capito?
Neppure per scherzo, altrimenti ti sbatto fuori. Continu
a guardarlo, il volto accostato al suo, e lo baci sulla
bocca, adesso di nuovo gentile, la voce dolce. Capito?
Tu sei il mio amore. Voglio sentire che appartieni a me e
a nessun altro. Comportati bene, disse, e ti far contento.
Domani sera ti faccio indossare il mio vestito nero,
quello coi lustrini.
Bo si sciolse dalla stretta per mettersi seduto.
Vuoi dire alla riunione della tua rete di spie?
Decidi tu, disse Vera.
Quello nero coi lustrini?
...
.
...
CAPITOLO 15.
...
.
...
Tutte le settimane, pur di non comunicare per lettera,
Carl telefonava a Louly presso la base dei marines di
Cherry Point, North Carolina. E la ascoltava sproloquiare
su argomenti tipo le marce, su come i marines ci andassero
pazzi e avessero un modo tutto loro, scattante, di segnare
il passo, pi suoni che parole, il tutto privo di senso.
Perch sar cos importante, 'sta cosa? diceva lei.
Da recluta, non fai altro che marciare. Anche adesso,
quando arrivano pezzi grossi da Washington, che so, deputati
al Congresso, siamo tutti l in formazione da parata
a farci passare in rassegna, ci muoviamo obliqui a destra
e a sinistra, dietro front, marsch, tutto per far vedere
ai nostri ospiti, cribbio, che siamo dei marines.
Insomma, sembrava un jarhead1 fatto e finito, anche lei.
Anche noi marciavamo un sacco, diceva Carl, riferendosi
ai Seabees. Basta che sei un militare, non importa
in che arma, e ti rompono il culo a forza di marce. Secondo
me  per spingerti a eseguire gli ordini senza neanche
starci a pensare. Sei in battaglia, ti ordinano di muoverti,
tu mica ti metti a riflettere, ti muovi e basta.
Cos da convincere sua moglie che era Semper F proprio come lei.
NOTA: Termine gergale per indicare un soldato dei marine, cos come il successivo gyrine. FINE NOTA.
Ma ti tieni lontano dai guai? diceva sempre Louly in chiusura di conversazione.
E Carl: Non ho neanche il tempo di ficcarmi nei casini.
Tu, invece?
In caserma, fuori servizio, si gioca a carte o si legge.
In libera uscita, andiamo a farci qualche birra e stiamo a
sentire i gyrines che ci riempiono la testa di chiacchiere.
Gli ufficiali che sono stati in battaglia pensano di essere
chiss chi e fanno gli annoiati. Io gli dico che mio marito
ha fatto fuori pi gente che lo voleva ammazzare, lui, di
tutti loro, e senza neanche bisogno di muoversi dall'Oklahoma.
E i due nippo che ho beccato in guerra? Su un'isola
che doveva essere in sicurezza?
Quella volta, Louly disse: Non preoccuparti. Glielo far sapere.
Dopo averle parlato, Carl si sentiva sempre bene. Il periodo
di ferma di Louly terminava in estate, e lui le ripeteva
di non vedere l'ora che il suo tesoro tornasse a casa.
Che avrebbe iniziato a cercare un appartamento a Tulsa.
Adesso, al telefono con Carl in trasferta a Detroit, lei
gli disse: Ma ti tieni lontano dai guai?
Carl le dette la solita risposta, di non avere neanche il
tempo per ficcarsi nei casini, ma con l'immagine di Honey
Deal che gli balenava in testa, Honey col suo basco nero,
in macchina e a cena, Honey che continuava a guardarlo sorseggiando un martini secco.
Louly, al telefono: Ti amo, Carl. E lui: Ti amo anch'io, tesoro, ricordandosi giusto in tempo di non chiamarla honey.
Nel martini di Honey c'erano due olive farcite all'acciuga.
Honey: Ne prendo una in bocca, cos, la rompo coi denti e bevo un sorso di martini ghiacciato. Eccolo, il vero Silver Bullet. Mmmmm.
Carl: Un effetto fantastico, vero? In un istante. Altro che.
Se non ci stai attento.
Ma anche se ci stai, con lo sguardo che le sorrideva.
Dopo cena, Carl riaccompagn Honey a casa. Nel ringraziarlo,
lei gli disse che sperava di rivederlo, una volta
o l'altra. Ma non gli chiese se voleva salire.
Visto?
Era una persona pi che gradevole, per passarci una serata,
ecco tutto. Flirtava un po' con lo sguardo e lasciava
cadere qualche doppio senso, ma per Carl questo non implicava
affatto un invito a provarci. Aveva una bella moglie,
lui, che a suo tempo era stata capace di far secchi due
uomini e adesso insegnava a milleduecento reclute l'amore
per la propria mitragliatrice Browning '30. Louly era
proprio la ragazza che lui aveva sempre desiderato, giurandole
oltretutto fedelt eterna. Non aveva la minima intenzione
di commettere adulterio con Honey. Ammesso
che lei fosse disposta a starci, anche se i segnali non erano
certo negativi. Honey era quel che si poteva definire
uno spirito libero, con l'occhio languido e il labbro inferiore
pronto a essere morso, proprio come se per lei nel
sesso occasionale non ci fosse niente di cui vergognarsi.
Carl si disse che no, proprio non si sarebbe spinto cos
lontano. Neanche per sogno. Anche se gli sarebbe toccato
vederla un bel po', da l in avanti, diciamo tutti i giorni,
ora che la sua guida di Detroit non era pi disponibile,
quel Kevin Dean adesso spedito a indagare su certi bar
che qualcuno faceva saltare in aria.
Cos telefon a Honey dall'ufficio dell'FBI in cui aveva
passato quasi tutta la giornata. Lei sembrava indaffarata ma calma, rispondendo contemporaneamente a lui e
alle domande che le ponevano le commesse, come se fosse
lei la responsabile del reparto Taglie Forti di Hudson's;
e lui non riusc a dirle altro se non che i suoi piani erano
cambiati e che aveva bisogno di parlarle per illustrare le
loro prossime mosse. Poteva anche darle un passaggio fino
a casa, al termine del lavoro, risparmiandole di prendere il tram.
Honey: Carl, lei  il mio eroe.
Merda, disse lui, a comunicazione chiusa.
Prese una copia del Detroit News alla rivendita tabacchi
dell'albergo e la pass in rassegna fino a trovare la
rubrica di Neal Rubin. Alla vista del titolo, prima ancora
di leggere di se stesso, gli scapp detto un cristo! ad alta voce.
PERCH  VENUTO A DETROIT IL RE DELLA CACCIA ALL'UOMO?
Chiss, magari vi sar anche capitato di sentir parlare di Carl
Webster come del Ragazzo Prodigio del Marshals Service. Un vero
Hot Kid, insomma. Era questo il titolo del volume che noi stessi
abbiamo recensito per il News ormai dieci anni fa. E ci era
pure piaciuto, quel libro, ma ci venisse un colpo se oggi riusciamo
a ricordarci perch diamine avevano preso a chiamarlo in quel modo.
Il punto, adesso,  un altro. Cos' venuto a fare, Carl, a Detroit?
La sua base operativa  a Tulsa, Oklahoma. L'anno scorso,
se ricordate, abbiamo dedicato una puntata di questa rubrica, intitolandola
Il pi famoso poliziotto d'America, a illustrare l'attuale
specializzazione del nostro Carl: rincorrere quei prigionieri di
guerra tedeschi, evasi dai campi di lavoro, che sono attualmente
uccel di bosco. Carl  un vero maestro dell'inseguimento, il Re della Caccia all'Uomo.
E adesso potete vederlo in tutto il suo splendore, l'U. S. Marshal
Carl Webster, nella foto scattata presso gli uffici cittadini dell'FBI,
impegnato a passare in rassegna gli avvisi di taglia sulla testa
degli evasi pi pericolosi.  un vero peccato che il riflesso della
luce sul vetro ci impedisca di dare un nome a tutti quei malfattori.
Per saremmo pronti a scommettere che Carl Webster sta braccando
proprio uno di loro. Magari anche due. Jawoohl!
Il resto della rubrica, Neal Rubin l'aveva riempito parlando del suo pranzo con Esther Williams alla London Chop House. Solo il nuotarci assieme poteva essere meglio, l'aveva definito.
L'ha letto, il pezzo di Neal Rubin? disse Honey salendo
sulla Pontiac. Mi piace un sacco come scrive, ha
uno stile cos... colloquiale, ecco. Non fa finta di saper tutto
lui, come invece capita a tanti suoi colleghi che vogliono
sembrare inseriti chiss dove. Ha visto che parlava soprattutto
di lei? Insomma, Carl, ha messo in secondo piano
Esther Williams.
Ho visto, disse Carl.
Le manda a gambe all'aria la sua copertura?
Neanche ce l'avevo.
L'ho capito, sa, che era lei quello della foto.
E come ha fatto? Mi ha preso di spalle.
Per come porta il cappello, disse Honey, e continu
a cantargli la canzone a bassa voce: No, no, they can't take that away from me.
NOTA: La canzone , appunto, They Can't Take That away from Me, una delle ultime scritte da George e Ira Gershwin (1937) e resa famosa da Fred Astaire. The way you wear your hat  il primo verso della strofa. FINE NOTA.
Allora, questi nuovi piani?
Il problema  Kevin. L'hanno assegnato a una nuova
indagine. Districandosi dal traffico della Woodward, le raccont tutto.
Se il padrone di un bar si rifiuta di fare affari con i
tipi che forniscono i jukebox, tutta gente della mafia, quelli cercano di intimidirlo mettendogli una bomba nel locale.
Non che se la cavino tanto bene, con la dinamite, eh,
quindi lasciano un mucchio di tracce. La mafia cerca anche
di vendergli del whisky canadese di contrabbando. 
un reato federale, questo, perch le bottiglie sono senza il
contrassegno di Stato e, di conseguenza, l'indagine spetta
all'FBI. Ecco cosa sta facendo Kevin: ficca il naso nei
bar fatti saltare in aria, dove c' puzza di bruciato.
Non  che andiamo a pranzo assieme? disse Honey.
Certo, se le va.
Prima facciamo un salto a casa mia, per un drink e quattro chiacchiere.
...
.
...
CAPITOLO 16.
...
.
...
Honey prepar degli highballs, whisky e ginger ale, in
bicchieri alti, mentre Carl apriva una scatoletta di noccioline
e le raccontava di aver passato quasi tutta la giornata
negli uffici dell'FBI. Adesso stava per arrivare alla parte pi rognosa.
Va be', mi hanno fatto accomodare per poi dirmi che
al momento dovevo togliermi dalla testa Jrgen Schrenk.
Sono quasi certi che la cellula spionistica di Detroit stia
architettando qualcosa, tanto da avere in programma un
meeting per questa sera a casa di Vera Mezwa. Cos ho
chiesto cosa c'entrasse Jrgen in questa faccenda. Adesso
sta l da Vera, fanno loro. E c' anche Otto? ho domandato.
Insomma, sembrava che di 'sto Otto, il maggiore
delle SS, se ne fossero completamente dimenticati.
Sar ancora da Walter, mi hanno risposto.
L'incontrerei volentieri, 'sta Vera, disse Honey.
Kevin mi ha fatto vedere certe foto di quando tiene le
sue conferenze. E un tipo attraente, ha un certo stile, sa
come mettersi tutta in tiro, scrive lettere con l'inchiostro
invisibile. E conosce anche Jrgen, allora?
Carl: Il Bureau  convinto che Jrgen sia coinvolto
negli stessi inghippi di Vera. Per questo adesso  finito a
casa sua. Ma che razza di incarico potranno mai affidare,
a un prigioniero di guerra evaso? Mettiamo che non conoscano
la sua storia, quelli, ho detto io. Di lui Walter
non ha mai fatto parola, perch sa bene cos' capitato a
Max Stephan quando ha messo in bella mostra quel pilota
nazista. Cos l'ha nascosto ben bene, il nostro Jrgen.
Eppure adesso convoca un meeting per presentarlo al resto della banda.
E perch? disse Honey.
Me l'hanno chiesto. Se Walter  stato cos attento a
nascondere l'esistenza di Jrgen, fino a ora, perch adesso
ha deciso di tirarlo fuori? Ho risposto che non lo sapevo,
ma che l'altra sera avevo parlato con Walter.
Ci sono rimasti di sasso.
La loro reazione  stata: Ah, davvero? Cos gli ho
detto che Walter era a conoscenza della mia missione. Di
sicuro teme che io sia andato alla fattoria proprio per cercare
Jrgen e Otto.
E lei come fa a saperlo?
Perch ci siamo andati? Se Walter ha deciso di liberarsi
di Jrgen e mandarlo a nascondersi a casa di Vera,
ho detto, dev'essere per causa mia.
Pensa che quella donna sappia di lei?
Se  in gamba, s. Ma se non ha ancora capito che io
sto per chiudere il cerchio, sar senz'altro Jrgen a farglielo
notare. E a questo punto toccher a lei decidere se nasconderlo
ancora meglio o buttarlo fuori. Cosa se ne fa, di
un nazista evaso da un campo di prigionia?
E l'ha detto ai federali?
Ho detto che Vera si aspettava senz'altro una loro visita,
e che in questo caso sa benissimo di poter dire addio
alla sua attivit di spionaggio. Ma ho anche detto che se
Jrgen si accorge che quella donna d segni di nervosismo
non ci mette neanche cinque minuti a tagliare la corda e
sparire nel nulla. Quelli dell'FBI hanno insistito per sapere
come facevo a essere cos sicuro di tutte 'ste cose, e io
ho risposto che Jrgen preferisce doversela cavare da solo
piuttosto di dover contare sull'aiuto di sconosciuti. So altrettanto
bene che non si fida tanto neanche di Walter,
che era spaventato a morte all'idea di avercelo tra i piedi.
E loro le hanno chiesto come faceva a saperlo?
Cristo, ho detto, guardate che con Walter ci ho parlato.
So bene che tipo . Me ne sono fatto pi che un'idea,
come mi capita sempre quando d la caccia a qualcuno.
Ho detto che la cosa da fare, prima che Jrgen svanisca
per sempre,  far irruzione in quella casa e portarlo via
con le manette ai polsi. Anche Vera. Carl si ferm un
istante, per darle il tempo di assimilare il tutto, ma Honey
fu lesta a prendere la parola.
E le hanno chiesto cos' che ne sa, di spionaggio, un
tipo che va in giro con gli stivali da cowboy?
Carl: Solo che l'hanno messa un po' diversa. Ovvero:
Perch non aspettiamo ancora un po' a spaventarli
ben bene, non lasciamo evolvere la situazione?
Che situazione?
Quel che secondo loro sta per succedere.
Come fanno a sapere che Jrgen si  trasferito da
Vera?
Bohdan Kravchenko. Lavora per i federali, lui, fin
da quando Vera ha messo piede in citt.
Giusto, me ne ha parlato Kevin. Vera lo chiama Bo.
Kevin dice anche che quell'ucraino non fa che blaterare
di faccende di spionaggio, con l'FBI, senza per dire
niente di sostanzioso. Stasera c' questo meeting, ma Bo
non  stato in grado di rivelare l'ordine del giorno. I federali
ammettono che s, magari Bo li sta prendendo un po'
per il naso, ma che in fin dei conti lui  l'unica loro risorsa.
Come ho gi detto prima, credo che stasera Walter intenda
presentare Jrgen al resto della banda.
Ma non sa il perch, visto che fino a oggi l'ha tenuto
ben nascosto.
O ha un valido motivo, oppure vuole soltanto pavoneggiarsi.
Della serie: Ehi, ragazzi, guardate che grosso
nazistone vi ho portato stasera.
Honey: Se lei  convinto che entro domani Jrgen
possa sparire nel nulla...
 proprio questo il mio dilemma. Decidere il da farsi.
Non hanno messo degli agenti a tenere d'occhio la
casa?
Proprio per questo mica posso piombarci io, l dentro.
Devo presumere, disse Honey, che i federali sappiano
quel che fanno.
Certo che s, solo che i loro obiettivi sono ben diversi
dai miei.
E se Jrgen riesce a scappar loro di mano, disse Honey,
a lei tocca cominciare tutto da capo.  questo che la
preoccupa, immagino. Che tipo ?
Jrgen? Una brava persona. Sveglio, e pure simpatico.
Riesce a parlare con un sacco di accenti diversi.
Quanti anni ha?
Ventisei, credo.
Me lo descriva.
Capelli biondo scuro, occhi azzurri, un metro e settantacinque
per sessantasei chili, sempre abbronzato, anche
le gambe, perch gira sempre in calzoni corti.
Di bell'aspetto?
Alle ragazze piace, lo trovano carino. Le ho viste, sa,
quelle che lavoravano in amministrazione, appena fuori
dal campo, guardarlo da dietro la recinzione. Una, addirittura,
che si tirava il davanti della camicetta neanche stesse
soffocando. All'epoca, Jrgen aveva una ragazza, una
tipa nient'affatto male, e spesso tagliava la corda per andarla
a trovare.
Riusciva a evadere? E che diamine faceva, 'sta bomba
di figliola?
L'ho conosciuta, disse Carl, e ne valeva proprio
la pena. E passata dritta dal ballo delle debuttanti a un
bordello di Kansas City,  diventata una squillo d'alto bordo
e ha fatto un mucchio di soldi, soprattutto perch ha
saputo metterli da parte e non bruciarli tutti nell'oppio.
Dice che vuol scrivere un libro, con tutte le cose incredibili
che le sono capitate, roba da non credere. Quando 
entrata in quel bordello avr avuto sedici anni, penso. E
ti lanciava certi sguardi di traverso, Shemane... Carl sorrise.
Poi, tornato serio: Rossa di capelli.
Insomma, le piaceva, disse Honey.
Ce l'ho gi, una rossa.
Ma ha sbavato dietro a quest'altra. Era parecchio conosciuta?
A Kansas City.
E far nomi e cognomi, in quel suo libro?
Le ho detto di non mettere nei guai i bravi ragazzi,
ecco tutto.
Honey: Insomma, mi dica cosa intende fare.
Parliamo di Jrgen?
Parliamo di adesso. Cos' che vuol fare?
Seduti sul divano o meglio, sprofondati nei cuscini,
che si erano subito adattati alle loro forme bevvero i loro
drink e fumarono qualche sigaretta, abbastanza vicini
da allungare un braccio e potersi toccare.
Carl disse che aveva bisogno di una guida, visto che Kevin
non sarebbe stato disponibile per qualche tempo. Se
Honey era disposta a dargli una mano, avrebbe scritto una
lettera alla direzione del personale di Hudson's per chiedere
di sollevarla dal lavoro per qualche giorno, offrendosi
di pagarla di tasca propria. Altrimenti poteva farla scrivere
da qualcuno dell'FBI.
Nessun problema, disse Honey. Posso mettermi
in malattia. S, certo, mi piacerebbe portarla un po' in giro.
C' un amico che mi lascia usare la sua macchina, quando
se ne va a Benning a saltar gi dagli aerei. Fa l'istruttore
in aeronautica. E una coup Model A del 1940. Solo che
non ho neanche un buono benzina. E lui, comunque,  solo un amico.
Carl disse che glieli avrebbe procurati lui, ma che per
le loro ricognizioni e per l'eventuale attivit di sorveglianza
potevano prendere la Pontiac. Aveva delle cartine stradali
che le avrebbe fatto vedere.
Wow, disse Honey. Pensavo che se vogliamo mangiare
qualcosa ci basta attraversare la strada. Proprio di
fronte c' il Paradiso, secondo me il miglior ristorante di
Detroit. A parte la Chop House. E italiano, ma non ci va
gi pesante con la salsa di pomodoro. Scaloppine alla toscana,
davvero buone, una fantastica insalata della casa, e
un cavolo riccio come te lo farebbe la mamma. Gli ho detto
che l'unica cosa che manca nel menu  la polenta d'avena.
Ogni volta che cucino il fegato di vitello col bacon, io,
preparo sempre un po' di salsa da mettere sulla polenta.
Carl: Io, invece, il bacon ce lo sbriciolo dentro.
Honey: Cos', ha fame?
Non ho mica fretta.
Il guaio  che se ha fame e vuol mangiare subito, e
magari decidere dopo cos' che vuol fare, o lasciare che le
cose vadano a loro modo, ci sono certe cose che, insomma,
uno poi magari  troppo pieno per mettersi a farle.
Certe cose, disse Carl.
Ho passato un anno intero a uscire con un tipo che
veniva dall'Argentina, sa, proprio dopo quell'anno che ho
vissuto con Walter. Come la notte e il giorno, quei due.
Arturo cos si chiamava l'argentino sapeva ordinare un
pranzo in cinque lingue e scegliere sempre il vino giusto.
Secondo lui c'era solo un ristorante, in tutta Detroit, che
aveva una carta dei vini passabile, ovvero la London Chop
House, e quindi andavamo sempre l. Poi tornavamo nella
sua stanza all'Abington, facevamo volar via le scarpe e
ci davamo dentro col cognac e il caff. L'Abington ce l'aveva,
un salone ristorante, ma lo usavamo solo quando eravamo
troppo stanchi per uscire. Ed era proprio in quei momenti
che ad Art gli saltava fuori il sangue latino e si metteva
a fare il seduttore, tutto serio, dopo una bella cena e
tre diversi tipi di vino.
Vi sparavate tre bottiglie?
Ogni tanto le finivamo tutte e tre. La prima volta che
siamo usciti insieme mi disse che veniva a Detroit sei volte
l'anno per certe riunioni alla GM.
Com' che vi siete conosciuti?
Avevamo attaccato discorso. Una tipa di Grosse
Pointe, giovane, come potrei definirla, s, tutta in tiro, era
venuta da Hudson's a provarsi dei vestiti e se l'era portato
dietro. Cos io e lui ci siamo messi a chiacchierare, che
so, per un quarto d'ora, e a un certo punto Art mi ha invitato
a uscire con lui.  la sua ragazza? faccio io. 
mia madre, mi ha risposto senza battere ciglio, ed  cos che  iniziata.
E poi gliel'ha comprato almeno un vestito, a quella donna?
Ce n'erano due, che le piacevano. Vedrai che le dice
di prenderli entrambi, mi sono detta, per fare bella
figura. Invece no,  venuto fuori che a lui non gliene
piaceva nessuno. Comunque la donna tutta in tiro se l'
cavata con una certa disinvoltura. Okay, ha risposto, solo un po' freddina.
E non si sono rivisti pi.
Non saprei. Mica gliel'ho mai domandato, e neanche
cosa ci faceva, lui, alla General Motors.
Le ha detto che veniva a Detroit sei volte l'anno.
Non si fermava mai pi di una settimana, e voleva
vedermi ogni volta. Come sarebbe, gli dicevo, dovrei
starmene qui ad aspettare che squilli il telefono? Mi chiamava
tutti i giorni da Buenos Aires. Honey bevve un
sorso. Insomma, alla fine abbiamo trovato un accordo.
Mi piaceva, era un tipo buffo, premuroso. Cos ha iniziato
a venire cinque giorni al mese, riunioni alla GM o no.
Un gesto molto sensibile, da parte sua.
Cos', voleva sposarla perch sua moglie non lo capiva?
S, doveva essere sposato e anche con bambini, ma
non  mai saltato fuori niente. Era un vero latino, ma allo
stesso tempo un autentico spasso. Lo chiamavo Art, o anche Latin from Manhattan.
NOTA: Titolo di una popolarissima canzone di Harry Warren, che ebbe enorme successo nel 1935. I can tell by her-Man-ya-na  il secondo verso del ritornello. FINE NOTA.
Gi, diceva lui, You can tell by my banana. Era un ballerino coi fiocchi. Honey
tacque per un istante. Aveva qualcosa a che fare con le
auto da corsa. Una volta, quell'anno, mi port alla Indy
500. Gli bastava fare due passi ai box, la zona che chiamano
Gasoline Alley, e lo riconoscevano tutti, erano tutti
contenti di vederlo. Quell'anno, era il '41, vinse Mauri Rose,
partito in pole position dopo essersi qualificato
alla media di 195 chilometri all'ora. Su duecento giri di
gara,  rimasto in testa per trentanove. Dopo Pearl Harbor,
vale a dire in dicembre, Art  sparito e non ne ho saputo pi niente.
Honey disse a Carl che voleva cambiarsi, togliersi il completo
che aveva portato tutto il giorno, ormai pieno di lanugine,
e mettersi un vestito. Il giornale  l, disse. Poi:
Decida se vuole andare a cena, lanciandogli una certa
occhiata. O forse no, Carl non ne era mica sicuro. Honey:
La lascio da solo per, be', diciamo un quarto d'ora.
A Carl torn in mente quella volta, diciotto anni prima,
che Crystal Davidson se n'era andata in camera da
letto mentre lui stava l ad aspettare il ritorno di Emmett
Long, dicendogli di non fare tanto il ficcanaso ma lasciando
la porta aperta. Tempo neanche un minuto ed era gi
in bella vista con addosso un pagliaccetto rosa che le stava
grande all'inguine, tra quelle cosce cos bianche. L'aveva
preso per un giornalista. Miss, le aveva detto lui,
sono un vice marshal degli Stati Uniti venuto a mettere
Emmett Long in stato di arresto oppure, a scelta, sotto un
metro di terra. Battuta, questa, che si era preparato per l'occasione.
Adesso stava passando in rassegna la prima pagina del
Free Press. Gli torn in mente un'altra cosa che aveva
detto a Crystal. Stia bene attenta, quando arriva Emmett
Long, cos pi tardi potr raccontare tutto quel che  successo.
Vedr che le mettono il nome sui giornali, come testimone
oculare. E Crystal: Dice sul serio?
Carl riprese a sfogliare il giornale, soffermandosi su un
paio di pezzi che gli parvero divertenti. Si alz dal divano
e inizi a leggere ad alta voce, muovendosi verso il corridoio:
la camera da letto di Honey sulla sinistra, il bagno
sulla destra. Una donna  stata uccisa a revolverate nella
sua lussuosa dimora dell'East Side da uno spasimante
geloso. Il presunto omicida dichiara di averlo fatto perch
la donna si faceva beffe dei suoi sentimenti. Secondo lei,
ha davvero usato queste parole? disse, guardando adesso
la porta spalancata della camera da letto.
Honey indossava ancora la gonna del completo, ma per
il resto era nuda, coi seni che puntavano dritti su Carl.
Figuriamoci, disse, neanche se lo sento con le mie orecchie.
Carl torn a fissare il giornale cristo e lesse un'altra
notizia. Barbara Ann Baylis  stata uccisa a colpi di padella
per friggere nella sua casa di Redford. Dopo uno stringente
interrogatorio, durato svariati giorni, Elvin il figlio
sedicenne ha confessato di aver commesso il delitto a causa
di un rimprovero di troppo Carl alz gli occhi.
Honey non si era mossa.
Non  fantastico, come scrivono? disse. Il ragazzo
perde la trebisonda, comincia a urlare contro la madre
e l'ammazza a padellate. Per via di un rimprovero?
Carl: Gi mi vedo la scena, e richiuse il giornale.
Quel ragazzo che d fuori di testa.
Honey: Hai deciso cos' che vuoi fare?
Carl: Pensavo di andare prima a cena e poi da Vera
Mezwa a dare un'occhiata alle macchine di chi partecipa
al meeting. Magari segnarci i numeri di targa.
Honey: Tutto qui? Segnare i numeri di targa?
...
.
...
CAPITOLO 17.
...
.
...
Bohdan entr in cucina col bicchiere del dottor Taylor,
in cui erano rimasti solo una ciliegia al maraschino, una scorza
d'arancia e qualche frammento di ghiaccio ormai sciolto.
Poi gett il tutto nell'acquaio.
Il dottore sta diventando un bel chiacchierone, disse
a Vera, intenta a preparare un piatto di formaggi. -
Mai sentito parlare cos tanto tutto in una volta. Se ne sta
nel salottino a leggere Collier's, senza nessuno tra i piedi,
e si lecca il pollice per girare una pagina. Concentrato
al massimo. Poi mi porge il bicchiere vuoto e mi fa: L'avr
detto un centinaio di volte, a Vera, che le ciliegie sotto
spirito mi danno fastidio.
Me n'ero scordata, disse lei, come faccio sempre,
dopo un istante, ogni volta che mi dice qualcosa. Gliel'avr
detto un centinaio di volte, che le ciliegie sotto spirito
mi danno fastidio. Quante parole saranno? Quindici?
Be',  nella media, salvo quando attacca a blaterare delle
cospirazioni giudaiche.
Hai lasciato fuori: A Vera. Fanno diciassette, con
queste, ma ancora non hai sentito il meglio. Davvero, mi
sa che oggi non riesce a stare zitto. Gli prendo il bicchiere
e faccio: Dottore, il prossimo sar lieto di prepararglielo
io. Lui mi guarda e l per l non capisce, da quanto
 a scoppio ritardato. Quando mi volto per andarmene lo
sento dire Bohdan? con quell'accento fasullo che certe
volte mette su per sembrare inglese. Che bell'aspetto che
ha, questa sera. Ha fatto qualcosa di speciale ai suoi capelli?
No, rispondo io, sono sempre i soliti, e scuoto
la testa per farli rimbalzare qua e l. Poi gli faccio: Come
mi sta, questa mise? Puro cashmere, sa. Lui: Ah, ma
sta indossando una gonna. Io: S. Le piace? Lui: Molto
chic, soprattutto coi sandali. Poi mi chiede di girarmi,
ma sul mio didietro non fa neanche un commento.
Allora il Dilaudid gli sta gi facendo effetto, disse
Vera. Ti avevo detto che lo prende, no? Il farmacista,
quello che fa il galletto con me, dice che  pi potente della
morfina. Lo usa perch soffre di calcoli. Vera stava tagliando
schegge di formaggi duri e morbidi, da disporre
sul piatto assieme ai cracker. Vedrai quante storie far,
Walter, perch non c' il Re Ludwig o il Tilsit.
In frigo c', il Tilsit.
Quello  mio, e guai a chi lo tocca, disse Vera. -
Cos', non ti andava il vestito nero?
Mi fa impazzire, ma non mi dona. Con quelle spalle
imbottite... Sembro un giocatore di football travestito.
Cos, invece, sembri sempre un travestito, per ragazzino.
Il filo di perle non ci starebbe male.
Sto cercando di abituare i nostri amici a vedermi pi
spesso in queste condizioni. Ah, Jrgen  gi sceso. Giacca
sportiva, ma niente cravatta. Certo che una sciarpetta
non gli avrebbe stonato, magari una delle mie bandane.
L'ho presentato a Taylor, e il dottore si  alzato in piedi
per fargli il saluto.
Quello nazista?
Bello scattante. Poi, per, sembrava in imbarazzo,
quasi dispiaciuto di averci provato. Jrgen ha fatto di s
con la testa, molto disponibile. Vuole un whisky e ghiaccio,
senza ginger ale. Al dottore ci penso io.
Aspetto solo che ti veda Joe Aubrey, disse Vera. -
Ha chiamato Walter. Stavolta Joe ha preso il treno, e il
suo fedele camerata Walter Schoen gli  andato incontro
alla stazione. Quest'amicizia proprio non riesco a capirla.
Joe  cos trucido.
Per  quello che ha i soldi.
Vera chiuse gli occhi e li riapr. T'immagini, doverlo
baciare? Soltanto l'idea...
Ma se ti serve ad avere quel che vuoi... Via, fa' uno
sforzo, mica ti succede niente. Togliti il vestito e chiedigli
di firmare un bell'assegno a favore di qualcosa di tedesco,
che so, Dachau. Anche loro hanno bisogno di soldi,
sai, per riparare le camere a gas, ristrutturarle un po'.
Di quanto?
Una centomila, va'. Per almeno dieci anni possiamo
fare i signori.
Roba del genere  troppo legata all'impulso del momento.
Vera, tu sfilati le mutande e tira fuori l'inchiostro
simpatico. La camera da letto  in penombra. Lui scrive il
cazzo di importo che vuole, con quell'inchiostro, e pi tardi
noi ci scriviamo sopra quel che ci pare. Scusa, perch
non provi a sedurlo stasera?
Per cortesia...
Viene qui, a casa tua. Altrimenti, quando riparte,
com' che ci arrivi, tu, a Griffin, Georgia? Chiedigli di
fermarsi, perch gli vuoi parlare di qualche affare che hai
in mente, che so, parrucche, roba costosa fatta con capelli
veri. Gi me la vedo, la ragazzina orientale di turno che
piange quando le tagliano la splendida chioma. Di' a mister
Aubrey che lo riaccompagno io, da Walter, dopo. E
dopo significa dopo che l'hai sistemato ben bene. La notte
qui non ce la passer, no, sapendo benissimo che poi rischia
di beccarsi la scena muta da parte di Walter, uno che
non dice mai una parola ma che in questo caso si farebbe
tagliare le palle pur di sapere quel che  successo. Insomma,
quando hai finito di scoparti mister Aubrey, fammelo sapere.
Per cortesia, smetti di usare quella parola. Non mi
piace.
A me, invece, piace quando fai la pudica. Quella parola
non la vuoi dire, ma a farlo ci prendi un gran gusto.
Jrgen era in piedi, col drink in mano, in attesa che arrivasse
Walter a dire quel che voleva dire, a esporre il suo
piano, qualunque fosse, a una congrega di spie fasulle. L'unica
autentica era Vera, un agente segreto (a libro paga,
almeno un tempo) dell'Abwehr, anche se non lo faceva certo
con passione. Non posso fare un tubo, per la sua gente, -
gli aveva detto la sera prima, ormai  tardi. E a voler
essere sincera. Mi sarei trovata meglio a lavorare per
gli inglesi qualche anno fa, nel '38 o nel '39, quando la
Germania ha iniziato a prendersi tutto quel che le capitava
sottomano. Ho dovuto pensarci parecchio, farmene una
ragione, prima di inviare informazioni ad Amburgo allo
scopo di aiutare la causa del vostro Fhrer. Poi, va be', ho
messo a tacere la mia coscienza. Resta il fatto che non voglio
farla arrestare. Lei  qui perch Walter ha un piano
da mandare avanti e non pu starle dietro pi di tanto. Almeno,
cos mi ha detto lui.
Pu bastare, disse Jrgen. Ma quando avr incontrato
i suoi affiliati dovr per forza andarmene.  tutta
gente che non conosco.
Cos lei gli aveva parlato del dottor Michael George
Taylor, un ostetrico che per lavoro si era occupato di un
bel po' di donne tedesche. Tiene conferenze nei loro circoli,
spiega l'incredibile impulso che i nazisti hanno impresso
alla storia dell'umanit. Ma di quel che hanno fatto
a favore delle donne non parla mai, figuriamoci. Lui
ama la Germania solo perch odia gli ebrei. Inutile che gli
chieda il perch, a meno che non voglia sentire la sua solita
pappardella sul complotto giudaico a livello mondiale.
Secondo me i suoi discorsi hanno pi valore di sedizione
che di tradimento, anche se una volta almeno un anno
fa qualche informazione me l'ha passata, in particolare
su un'industria chimica di Sandusky che produce nitrato.
Lui  di quelle parti, dell'Ohio. Alla fine degli anni Trenta
andava in questi circoli femminili a tenere conferenze
sul Mein Kampf. S'immagini le facce attonite di quelle donne
Jrgen sorrise, e Vera riprese: Gi, ma il dottor
Taylor mica cerca di mostrarsi simpatico. Fa sul serio, lui,
 un tipo pieno di paure e di angosce. Se lo arrestano, sono
pronta a scommettere che ci sputtana tutti. Poi: E
lei, l'ha letto il Mein Kampf?
Non l'ho mai creduto necessario.
L'estate scorsa, qui in cortile, il dottore ha pisciato
sulla bandiera americana. Anzi, prima le ha dato fuoco. Ci
ha pisciato dopo.
Per spegnere le fiamme.
Macch, disse Vera. Si erano gi spente da sole.
 che gli scappava.
A Jrgen piaceva Vera, come persona, e gli piaceva anche
starci assieme, per come si mostrava espansiva nei suoi
confronti. Sapeva benissimo che se fosse rimasto l prima
o poi lei lo avrebbe trascinato a letto. A meno che gi non
fosse Bohdan a rifornirla di affetto, diciamo pure di sesso.
Ora come ora, Bo gli stava simpatico e trovava gradevole
il suo concetto di eleganza, gonna e maglioncino, una
sorta di passo infantile nella decadenza vera e propria, se
era cos che doveva andare. Comunque non aveva ancora
capito bene il suo ruolo, i suoi compiti, i suoi propositi.
Non che gliene fregasse poi molto, visto che tanto non sarebbe
rimasto l a scoprirlo.
Dare una mano a Vera, per, non gli sarebbe dispiaciuto.
Chiss, magari poteva proporle un futuro pi ragionevole,
una soluzione per impiegare meglio la sua personalit
al termine della guerra. Se non la sbattevano in
galera. Bo aveva giurato, baciando addirittura la medaglietta
della Madonna Nera che aveva al collo, di non aver
mai detto ai G-men parole compromettenti nei confronti
della contessa. Ma Jrgen era quasi sicuro del contrario:
come vederlo, di tanto in tanto, spifferare qualche
fatterello di cui era stato testimone. I veri bugiardi dicevano
sempre mezze verit.
Poi arriv Walter assieme a Joe Aubrey, filando subito
da Jrgen. Aubrey si ciment in un saluto intirizzito e
militaresco, esprimendo il suo orgoglio nel poter incontrare
un personaggio del genere. Non vedeva l'ora di raccontarlo
ai nipotini.
Ah,  gi nonno? disse Jrgen.
Aubrey: La mia prima moglie era sterile, la seconda
frigida e la terza finir che la cambio, se non mi sforna
qualcosa per la fine dell'anno.
Jrgen: Potrebbe far visita a uno specialista. Mica 
detto che la colpa sia di sua moglie.
Aubrey: L'unica visita che devo fare, quando torno
a Griffin,  a una bellezza high yella col culo ritto, mezza
georgiana e mezza hawaiana, che ha un bambino di
pelle chiara chiara, il ritratto sputato del sottoscritto alla
sua et.
Jrgen dovette fermarsi a riflettere. Mica era sicuro di
aver capito bene.
Lei  il padre.
Abbassi la voce.
E lo mantiene?
Venti dollari al mese. Tu bada che si comporti bene,
ho detto a sua madre. Quando sar il momento, lo
mando a quel college da negri che c' ad Atlanta, com'
che si chiama? Il Morehouse.
Joe Aubrey guard altrove, voltandosi poi a osservare
Bo che parlava col dottor Taylor.
Cristo santo, guarda che ben di dio, quel Bo-Bo. Finalmente
si  deciso a venire allo scoperto. Perdiana, ha
anche la tipica posa da ragazza, una di quelle che paiono
nate stanche.
E attravers il tappeto orientale piazzato al centro del
salotto per raggiungere Bo e il dottore. Ehi, Bo-Bo, ti
manca solo un bel paio di zinne per sembrare una gnocca
mica male, eh?
Il dottore stava gi dicendo ad Aubrey di lasciare Bohdan
in pace. Perch deve sempre essere cos grezzo? Cos'
che le ha fatto di male, 'sto povero figlio?
Adesso Joe Aubrey se lo mangia vivo, pens Jrgen, e
vide subito avverarsi la sua ipotesi. Ehi, Doc, ha cominciato
a pendere anche lei dall'altra parte? S' stufato di
buttare le giornate a perlustrare passere con lo sguardo?
Siamo alla ricerca di un'alternativa? Ecco qui: un giovanotto
che veste da donna, assomiglia a una donna, si comporta
da donna... Doc, sbaglio o lei ha una moglie che si
chiama Rosemary? Cos', adesso, si divide tra i due canali?
Il dottor Taylor aveva gi attaccato a dire qualcosa sulla
moglie, ma Jrgen era troppo lontano. Poi avvert qualcuno
al suo fianco. Vera.
Che razza di cafone, disse lei.
Uno che disprezza i negri, disse Jrgen, ma ha
avuto un figlio da una donna di colore.
Cos' che non le torna?
L'ha definita high yellow, quella donna. Se yella sta
per yellow.
Ha presente cos' un mulatto? O un quarterone?
Ah, capisco.
Vera fece per allontanarsi, e lui le sfior il braccio.
Ha per caso paura che Joe Aubrey la possa tradire?
Joe parla senza neanche starsi a sentire. Sarebbe capace
di tradirmi senza neanche accorgersene. E il dottor
Taylor... Il dottor Taylor  un tossico.
Jrgen la ascoltava, ma ormai si era distratto. Mi faccia
parlare coi suoi ospiti, disse, e attravers la stanza
per unirsi alle spie di Vera: Bohdan, col palmo della mano
davanti alla bocca, e Walter ingrugnito come non mai.
Ingrugnito anche quando disse che l'aveva mandato da Vera
per potersi meglio concentrare sulla sua iniziativa a favore
del Fhrer. Ancora ingrugnito quando confess che
s, Carl Webster era andato a trovarlo e gli aveva raccontato
un sacco di balle, dicendogli che lui e Otto erano stati
arrestati e rispediti al campo di prigionia. Ma non riusciva
a capire perch. Per confonderti le idee, disse
Jrgen. Per spingerti a dire: No, sono ancora liberi
Quasi lo sentiva, Jrgen, il rumore dei passi di Carl, sempre
pi vicini in quegli stivali da cowboy, Carl che gli aveva
detto a suo tempo: Mi piace sentirmi camminare,
Carl che se ne usciva sempre con battute inaspettate. Un
po' gli mancava, far conversazione con Carl, cos come la
sua compagnia, quel marshal dell'Oklahoma che considerava
Will Rogers il pi grande americano della storia perch
nessuno era mai stato cos americano come Will Rogers,
capace di essere spiritoso ma allo stesso tempo implacabile
quando lanciava frecciatine al governo, senza mai
scordarsi di essere un cowboy. Carl: Che era un tipo autentico
si capiva soltanto a guardare quei trenta metri di
lazo che si portava dietro e i giochetti che ci faceva, ti bastava
segnargli a dito un punto qualsiasi e lui, zac! te lo
acchiappava col cappio, certi lanci cos puliti che non c'era
mai da districare niente, dopo. Se mai mi capitasse
di rivedere Carl Webster, stava pensando Jrgen, devo
ricordarmi di chiedergli come si fa a diventare un cowboy.
Anche se mi ha appena arrestato.
Ud Joe Aubrey che continuava ad apostrofare il dottore.
Lo sa perch lei tiene quasi sempre la bocca chiusa
su qualunque argomento, a parte gli ebrei?  perch sembra
di sentir parlare una donna, con tutti quei termini tipo
delizioso e carino che gli uomini non usano neanche per
sogno. Oppure  per colpa di tutte quelle droghe che tiene
in ambulatorio. A vederla, c' quasi da aver paura.
Jrgen li raggiunse.
Signori, disse, Walter Schoen  pronto a tenere
il suo intervento, a raccontarvi di tutte le donne che si 
scopato negli ultimi cinque anni o su per gi, con tanto di
nomi e cognomi. Tra un istante, Vera lo presenter a tutti.
Dottor Taylor, la prego, si accomodi. Bohdan, pu cortesemente
girare queste sedie? E lei, mister Aubrey, venga
con me. Voglio proprio vedere com' che si prepara un
mint julep.
Col whisky? Ma sta scherzando? disse Joe Aubrey.
E senza menta? Parola mia, mai conosciuta una riccastra
pi taccagna di Vera.
Vera inizi citando una frase di colei che l'aveva preceduta
come responsabile della cellula di Detroit, Grace
Buchanan-Dineen.
Ricorderete che quando il ministero della Giustizia
minacci Grahs di accusarla di alto tradimento, lei fu costretta
a cedere, autorizzando l'installazione di un registratore
nel suo appartamento. A rigor di logica, disse, -
facevo parte di una cerchia di spie, vero, ma non mi sono
mai considerata colpevole dal punto di vista morale.
Era una dichiarazione che per Vera non aveva mai avuto
senso. Tradire la propria cellula non era un atto immorale?
Ah, no? Era una facile scappatoia, altro che: preferire
dodici anni di galera a una corda al collo. Comunque,
quella citazione l'aveva usata lo stesso. Si costrinse a dire
al gruppetto riunito nel suo salotto che non c'era ragione
di sentirsi moralmente in colpa a combattere una giusta
battaglia, a lavorare per la causa del nazionalsocialismo. E
che purtroppo, con la guerra che si avviava alla conclusione,
tutti i loro sforzi rischiavano di dimostrarsi, be', insufficienti,
malgrado l'ispirazione che giungeva dal Fhrer in
persona. Questo, in effetti, lo disse mordendosi la lingua.
Anche i nostri coraggiosi sabotatori, dopo due mesi dal
loro sbarco, portati a riva dagli U-boat, sono stati processati
e condannati da una corte marziale. A sei dei nostri
agenti  toccata l'impiccagione, mentre gli altri due i superstiti
languono in carcere. Fu costretta a fermarsi e a
riflettere, prima di annunciare che l'incriminazione dei
trenta accusati di attivit sovversiva, giusto un anno prima,
si era conclusa con pene detentive. Ci garantiscono, a parole,
la libert di espressione, ma quando sosteniamo, invochiamo
la verit, quando diciamo che sono i comunisti ad
avere in pugno il governo degli Stati Uniti, che quello storpio
di Franklin Roosevelt si prostra a baciare il culo di quel
nanerottolo di Josip Stalin, allora ci sbattono in galera.
Mi ricordo uno degli imputati in quel processo, disse
Joe Aubrey, che si era inventato un randello soprannominato
stroncaebrei, un aggeggio tozzo e stondato che
esisteva in due misure, una fatta apposta per le donne.
Magari sarebbe riuscita a fargli compilare quell'assegno
e basta, pens Vera, senza doverlo baciare o fare chiss cosa.
Questo, riprese la contessa, potrebbe essere il nostro
ultimo incontro. In casa mia non esistono registratori,
cos come nessuno di noi tradir mai i suoi colleghi, malgrado
gli implacabili sforzi del ministero della Giustizia.
Riempiamo i bicchieri, allora, e brindiamo al nostro futuro,
guardando Walter, e passiamo all'ascolto di ci che
il nostro Heinrich Himmler di Detroit ha desiderio di comunicarci.
Walter?
Avevano lasciato la Woodward e procedevano a bassa
velocit su Boston Boulevard, una strada separata al centro
da uno spartitraffico alberato e fiancheggiata su ambo
i lati da case grandi e confortevoli.
Honey: Non riesco a leggere i numeri civici.
Carl: E quella con le due macchine parcheggiate davanti.
La Ford, che appartiene a Walter, e una Buick.
Le auto brillavano sotto i lampioni.
Honey: Tutto qui? E quell'altra, pi avanti? Un'altra
Ford, tre case dopo quella di Vera, sullo stesso lato della
strada.
 la sorveglianza dell'FBI.
E tu come lo sai?
Per tenere d'occhio quella casa, devi per forza metterti l.
La superarono, senza accelerare, Honey che si drizzava
sul sedile per guardare meglio la berlina nera a quattro
porte.
Ma se non c' nessuno.
Scommettiamo una cinque che la casa  sotto sorveglianza?
Okay. Fa' inversione, che torniamo indietro.
Adesso era lei a dirgli cosa fare. Al Paradiso il ristorante
non aveva smesso un attimo di indicargli cosa ordinare,
tipo il cavolo riccio. Da quando lui si era tirato
indietro, Honey aveva preso il comando delle operazioni.
Mica le era saltato addosso, no, quando gli aveva fatto
vedere le tette, cristo, neanche fossero un'esca da cervi,
e invece di zompare nel letto se n'erano andati a mangiare.
Non si era mostrata delusa, lei, n aveva attaccato
a fare la petulante. Anzi: lo prendeva in giro dandogli ordini.
Carl fece inversione alla prima apertura nello spartitraffico
e torn indietro verso la casa. Fermati dietro la macchina
di Walt, gli disse Honey.
Cosa stiamo facendo?
Non dovevamo capitare anche noi a quel meeting?
Carl si accost al marciapiede e si ferm.
E secondo te quelli ci fanno entrare?
Cos', non vuoi vedere Jrgen?
Quando mi diranno che posso sbatterlo dentro.
A quell'ora si sar gi volatilizzato, disse Honey. -
La sai una cosa? Posso dire che  stato il mio ex marito, a
chiedermi di fare un salto, e io sono venuta con un amico.
Che non ne avevamo mai conosciute, di spie.
Carl: Certo che te la stai proprio spassando, eh?
Altrimenti posso andarci io, e tu mi aspetti qui.
Se scendi da questa macchina te la cavi da sola, disse Carl.
Honey scese, e rimase accanto alla portiera spalancata.
Domani ti racconto ogni cosa, disse, richiudendo la portiera. Poi gli fece ciao con le dita.
...
.
...
CAPITOLO 18.
...
.
...
Jrgen era seduto con Vera sul divano, ben oltre la met
del salotto, mentre Walter se ne stava in piedi nel vano della
porta che dava in sala da pranzo, illuminato alle spalle
da una fila di candele. Sul piano del tavolo, accanto alle
candele, aveva disposto qualche pagina di giornale e di rivista,
ed era pronto per cominciare.
Tutti voi siete a conoscenza del mistero che ammanta
la nascita di Heinrich Himmler e del sottoscritto. Pausa.
Vera si fece scappare un gemito. Dio, ti prego, chiudigli il becco.
Secondo me ha imparato a memoria l'attacco e si  scordato il resto, disse Jrgen.
Data di nascita, disse Vera.
Sono venuto al mondo, riprese Walter, il settimo
giorno del mese di ottobre, nell'anno 1900.
Vera: Lo stesso giorno.
Walter: Lo stesso giorno di Heinrich Himmler, il futuro
Reichsfhrer delle SS.
Vera, chiudendo gli occhi: Nello stesso ospedale.
Walter: Ma non nello stesso luogo.
Jrgen si volt a guardare Vera, che si era messa a fissare
Walter. Ma cosa fa? disse la contessa.
Walter: Heinrich  nato in casa, al numero due di
Hildegardstrasse, in un appartamento ai piani alti. Anch'io
sono nato in casa, ma lo stesso giorno fui portato in ospedale,
assieme a mia madre, e l preso in cura. Nel darmi alla
luce, lei aveva subito delle complicazioni.
Vera si gir verso Jrgen. Non  nato in ospedale.
Non vi ho mai mentito, disse Walter. Credevo
davvero di essere nato in ospedale e, col tempo, mi sono
convinto che vi fosse nato anche Heinrich, in qualit di mio
fratello gemello. Questo perch un mucchio di gente, da ragazzino,
non faceva che dirmi: Ma chi sei, Heinrich Himmler?
Non ti eri trasferito a Landshut? Oppure: Ma se ti
ho visto stamattina a Landshut, che si trova a una cinquantina
di miglia a nord di Monaco. Ma cosa ci fai qui?
E tuo padre, non  forse il preside della scuola? Poi ci siamo
trasferiti qui, e negli anni Trenta ho iniziato a vedere
le foto di Heinrich sui giornali tedeschi, Heinrich che passa
in rivista le SS con il Fhrer: Mio Dio, siamo due gocce
d'acqua, io e Heinrich, e da allora comincio a valutare
le altre somiglianze. Entrambi nati a Monaco lo stesso giorno.
Possibile che ci assomigliamo cos tanto e non siamo gemelli,
nati dalla stessa madre? Perch ci hanno separati, allontanati?
Ho iniziato a convincermi che io e Heinrich eravamo
stati inviati sulla Terra con uno scopo ben preciso.
Tipo la Vergine Maria, disse Vera.
Nell'aprile del 1939 mi sentii chiedere da diversi amici
di Detroit se per caso mi ero visto sulla copertina di
Time. Gi da tempo leggevo di questa stella nascente
del partito nazista che doveva per forza essere il mio gemello.
Ma adesso stava acquistando notoriet internazionale.
Heinrich era una persona molto impegnata, coscienziosa.
Proprio come me.
Impegnata a far che? disse Vera. A tagliare braciole?
Soffre di problemi di stomaco, disse Walter. Certe
volte anch'io.
Meteorismo, disse Vera. Insidioso, ma rivelatore.
Walter: Un tempo  stato cattolico praticante. Pure
io. Riteneva altres che lasciarsi eccitare sessualmente dalle
donne, che per loro stessa natura non sono capaci di controllarsi,
dovesse essere evitato prima del matrimonio. Lo
stesso valeva per me.
Jrgen: Proprio non ce lo vedo, Heinrich, con una
donna.
Walter, nel frattempo: La moglie di Heinrich, di sette
anni maggiore di lui, gli ha dato una figlia. Mi risulta che
la prima volta in cui Heinrich abbia fatto caso a Marga che
parlava del Braccio Sterminatore del Fhrer come del Mio
perfido tesoruccio sia stato a causa dei suoi magnifici capelli
biondi. La donna che io ho sposato era molto pi giovane
di me e, purtroppo, molto immatura. Il mio unico rimpianto
 che non mi abbia fornito di un figlio, prima di lasciare
il tetto coniugale. Pausa. L'ho vista proprio l'altra
sera, Honig, per la prima volta dopo cinque anni e mezzo.
Era identica a come me la ricordavo. Forse aveva i capelli
ancora pi biondi. Altra pausa, per fissare il suo pubblico
sparso nella stanza: Jrgen e Vera, Bohdan e il dottor
Taylor. Joe Aubrey tutto solo in poltrona. Poi: Heinrich credeva
nell'attaccamento al lavoro, senza eccezioni. Proprio
come me. Pausa, e ripresa pensierosa: Perch mai avr
creduto cos a lungo che fossimo identici sotto ogni punto
di vista, l'uno l'impronta dell'altro?
Jrgen: Perch volevi crederlo.
Walter: Perch volevo credere che il mio destino fosse
cos importante come quello di Heinrich, che ha intrapreso
l'eliminazione di un'intera razza dalla faccia della terra
mediante un Sonderbehandlung, ovvero un trattamento
speciale: ucciderli tutti nelle camere a gas. Dapprima in
Europa, per poi rivolgersi all'America e scatenarle addosso
i suoi Einsatzgruppen, le squadre della morte. Adesso
che Heinrich  il capo delle SS e della Gestapo, il ministro
dell'Interno, il ministro della Sicurezza interna, il capo
del controspionaggio militare, il capo supremo della Polizia,
gira voce che sar lui a succedere al Fhrer alla guida
del Terzo Reich. Ma vi invito a riflettere. Nella sua
saggezza, pensate davvero che il Fhrer sceglierebbe come
successore l'uomo pi odiato del pianeta? Un uomo
cos detestato da essere respinto anche dal partito nazista?
Certo, la gente potr anche odiarci, ha detto Heinrich,
ma mica ci interessa il suo amore. L'importante  che ci
tema. E raccomanda sempre ai membri delle SS di non
parlare mai in pubblico dei loro piani di sterminio, ma di
discuterne sempre e solo in privato. Le migliaia di cadaveri
ammassati in questo o quel luogo, montagne intere,
sono solo il risultato di un lavoro ben fatto, dice lui. Voi
restate sempre delle brave persone. Heinrich  responsabile
dell'assassinio di oltre dieci milioni, a voler essere cauti,
di ebrei, zingari, sacerdoti, omosessuali, comunisti, gente
comune.
Vera e Jrgen lo fissavano senza dire una parola.
Walter: Io non posso paragonare il mio destino al suo.
Ho in mente lo sterminio di un unico essere umano.
Si gir verso il tavolo e prese a rovistare tra le pagine
delle riviste e svariati fogli di carta.
Himmler, disse Vera.
Vorr scherzare.
Walter  la copia spettrale di Himmler, il suo doppelganger,
la cui apparizione sta a significare che l'altro sta
per morire. E successo con mio marito Fadey. Il giorno
che ho saputo dell'affondamento della sua nave, con lui a
bordo, Bo si stava provando uno degli abiti di Fadey, che
peraltro gli stava grande. Si era messo anche il suo cappello,
nello stesso identico modo, e lo imitava anche nel modo
di parlare.
E Fadey  entrato nella stanza.
Non allora. Fadey non l'ha mai vista, l'imitazione di
Bo, ma sono convinta che si sia proprio trattato di un caso
di doppelganger.
Jrgen indic col capo la sala da pranzo, e Vera si gir
subito per scorgere Walter abito nero e pince-nez pronto
a continuare.
Ho qui delle fotografie e una serie di appunti, oltre a
una mappa che, se vi va, potrete esaminare pi tardi. Ci
che intendo fare  uccidere il presidente degli Stati Uniti...
Frank D. Rosenfeld, disse Joe Aubrey, scoppiando
a ridere e simulando un assassinio. Com' che fai, Walter,
ti introduci di soppiatto alla Casa Bianca?
La Piccola Casa Bianca a Warm Springs, Georgia, -
disse Walter. Ho appreso che Roosevelt si trova laggi
dal 30 marzo, per un periodo di riposo al fine di recuperare
le sue energie. Contavo sul fatto della sua permanenza
in quel luogo fino al 20 del presente mese, ovvero il compleanno
di Adolf Hitler, ma ho deciso di spostare al giorno
13 la data dell'assassinio. A cose fatte, il nome di Walter
Schoen avr un'importanza, nella storia americana, tale
da rivaleggiare con quello di John Wilkes Booth.
Jrgen: Chi  John Wilkes Booth?
Walter: E sar ricordato pi a lungo del nome di colui
che ha massacrato dieci milioni di persone. Non lo dico
per vantarmi. Pausa. Com' che si chiamava, quello?
Poi sorrise per un istante.
Chi sarebbe quello che rivaleggia con lui?
Booth, disse Vera. John Wilkes Booth. Ha sparato
ad Abraham Lincoln. Chieda a Walter com' che vuol fare.
Ma Joe Aubrey aveva gi preso la parola. Scusa, ma
come pensi di avvicinarti a lui, circondato com' dal servizio
segreto e da tutti quei marines? Lo sai che Rosenfeld
ci va da vent'anni, in quel posto? Perch quelle acque
termali sono calde,  per questo che si chiama Warm
Springs, quella zona sono sempre a trenta gradi, giorno
e notte, perch gli servono a curare la sua poliomielite. Lo sai
che se sta in piedi  solo perch ha un apparecchio alle gambe,
delle barre d'acciaio tutte dipinte di nero? Altrimenti
col cavolo che riuscirebbe a mettersi ritto in coda a quel
treno, nel vagone panoramico. C' un sacco di gente che
se ne va laggi a passare le acque, ci sono stato pure io, 
neanche a cinquanta miglia da Griffin, su per la Pine Mountain.
Poi, sempre a Walter: Gi me l'ero fatta, l'idea che
stavi dietro a Rosenfeld, e tu neanche me l'avevi detto. E
perch quando venivi dalle mie parti volevi sempre volare
l sopra. Ricognizione, eh?
Agli altri: Si rischia di mettersi nei guai, a volare sopra
la Piccola Casa Bianca. Prima ti avvertono: Fuori di qui.
E se non ti sbrighi a filartela ti prendono a mitragliate.
Joe Aubrey torn a occuparsi di Walter. Insomma,
amico, com' che vuoi fare? Nasconderti in un polmone
d'acciaio? Se non ti fermi quando ti danno l'alt, vedrai
che raffiche ti rimbalzano su quel macchinario. Forza,
Walter, spiegaci il tuo piano.
Ho intenzione di noleggiare un piccolo aereo, disse
Walter, riempirlo di dinamite, accendere la miccia,
piombare come uno Stuka sulla Piccola Casa Bianca e far
saltare tutto in aria.
Nessuno apr bocca.
Jrgen e Vera si erano tirati su, con Jrgen che le diceva:
Ha intenzione di ammazzarsi.
Vera alz la voce. Walter, perch vuoi mettere fine
alla tua vita?
 il mio regalo di compleanno al Fhrer.
Scusa, ma il Fhrer cos'ha mai fatto, per te?
Joe Aubrey: Gli ho insegnato io, a volare, sul mio Cessna,
dopo che mi ha assillato a non finire. Adesso ci dice
che vuol diventare l'unico kamikaze tedesco-americano della
seconda guerra mondiale, per farsi ricordare dalla gente.
Walter l'Assassino. Scusa, eh, ma hai mai sentito parlare
di quel kamikaze giapponese che  sopravvissuto? Quel vigliacco
di Nakamura?
Vera, a Jrgen: Cos', oggi, l'11? E, a Walter: -
Quand' che parti?
Domani. In aereo, con Joe. Conto sul mio amico per
procurarmi la dinamite e noleggiare un aereo, visto che
non ho il brevetto di volo.
Vera si alz dal divano per andare incontro a Walter,
desiderosa di toccarlo. Poi gli mise una mano sulla spalla,
con lui che la guardava da dietro il pince-nez con aria sottomessa
o, chiss, triste? Forse pi confusa. Walter, -
gli disse, se tu potessi volare fino a Mosca e usare il tuo
aereo per uccidere il Nano Malefico, ahhhh, quello si che
sarebbe un gran dono per l'umanit. Faresti esultare il
mondo intero, perfino i bolscevichi. Fidati, Walter,  proprio
cos. Ma uccidere il presidente degli Stati Uniti, con
la guerra che si avvia alle sue ultime, beh, diciamo settimane,
a che serve?
Walter: Te l'ho detto,  il mio regalo al Fhrer.
E vuoi pure che lui ti ringrazi?
Non  necessario.
Nominarti magari Cavaliere della Croce di ferro. Alla
memoria. Oppure consegnare la decorazione a un familiare,
tipo tua sorella che non parla mai?
La consapevolezza di aver servito il Fhrer mi sar
bastevole, disse Walter.
Ma sar in grado di apprezzare il tuo gesto, il Fhrer,
con l'Armata Rossa pronta a saltargli addosso? E cosa
succede alla tua attivit, al mattatoio?
Vera? disse Bohdan.
Lei lo guard, seduto accanto al dottor Taylor.
Bo: Una cosa che Walter potrebbe prendere in considerazione,
per dire,  mettere su uno spettacolino in cui
recita i monologhi di Himmler vestito da SS, con tanto di
cappello, quello con il teschio e le tibie.
Vera gli rifil la sua celebre occhiata di ghiaccio.
Bo: Dico sul serio. E roba fritta e rifritta, ma basta
metterci delle battute dove meno ci si aspetta. E Walter
 capace di spiattellare tutto senza neanche un sorriso.
E... disse Vera, che aveva gi iniziato a pensarci su.
Magari per un pubblico di americani?
E per chi altri? Dopo che hanno vinto la guerra. Potresti
rappresentarlo tu, Walter, fargli da agente.
Vera, a Walter che gi aggrottava la fronte: Dice sul
serio. Poi gli dette un buffetto sulla guancia e si rivolse
a Jrgen sul divano, Jrgen a sopracciglia levate e che le
mostrava un certo interesse. Lei gli and incontro con un
lieve sorriso, pensando: Grazie a Dio che c' Jrgen.
Din don, fece il campanello della porta.
Poi di nuovo.
Vera si blocc a pochi passi dal divano e si mise a guardare
Bo, che ricambi lo sguardo ma non si mosse dal fianco
del dottor Taylor. Vera indic la porta con un gesto, e
vide Bo che picchiettava leggermente la mano del dottore
prima di alzarsi.
Vera, aspettiamo qualcuno?
Joe Aubrey era gi in piedi.
Lasciate fare a me. Nessuno entra in questa casa senza
un mandato con tanto di firma di un giudice federale.
Vera stava pensando che se si trattava della polizia,
dell'FBI, va be', caso chiuso, lei non c'entrava pi niente.
Guard Aubrey dirigersi alla porta di casa, girare le due mandate
del chiavistello e aprire.
Walter: Mio Dio, Honig.
Joe Aubrey si volt in direzione di Vera, incerto sul da
farsi.
Honey gli pass davanti ed entr nell'atrio.
Si era gi stampata sul volto un bel sorriso, da rifilare
a tutte quelle facce che la stavano fissando, individuando
subito Vera Mezwa, il capo della cellula spionistica di cui
le aveva parlato Kevin, e il giovanotto in giacca sportiva
non quello che indossava una gonna che doveva essere
Jrgen, il prigioniero di guerra tedesco che la guardava
con espressione affabile: calmo, per essere un evaso in fuga.
Joe Aubrey aveva un'aria familiare, se lo ricordava dall'epoca
del meeting del Bund a New York, anni addietro.
Gli altri due dovevano essere il dottor Taylor e il factotum,
quello che Carl aveva chiamato Bohunk(12), che peraltro
non stava affatto male, in gonna e maglioncino grigi.
NOTA: Bohunk: Termine gergale e dispregiativo per definire gli immigrati dall'Europa dell'Est. FINE NOTA.
Strambo, s, ma a suo modo piacente. Per come la guardavano,
non sembravano certo i membri di una cellula spionistica
tedesca impegnati in un meeting. E invece s.
Cos tese il braccio destro a mo' di saluto nazista, per far vedere che aveva intenzioni pacifiche, che non era venuta a portare guai. Sieg Heil a tutti quanti, disse. Sono Honey Deal.
...
.
...
CAPITOLO 19.
...
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...
Non ho alcun motivo per ingannarvi, disse Honey.
Un marshal mi ha appena lasciato davanti alla vostra porta,
per poi andarsene, perch non voleva disturbarvi n
aveva l'autorit di fare qualsivoglia intervento. Ma ho corso
il rischio di non essere fatta entrare, perch sapevo della
presenza del mio ex marito Walter Schoen e volevo che
ascoltasse quel che ho da dire. Nel rivederlo dopo cos tanti
anni perduti, l'altra sera, mi  tornato in mente quanto
fosse stato riflessivo nei dodici mesi del nostro matrimonio
Si volt per indugiare con gli occhi su Walter.
Quel che sono venuta a fare,  a dirti che mi dispiace,
mi dispiace profondamente per il modo sgarbato e imperdonabile
in cui sono uscita dalla tua vita.
Pausa. Nessuno disse una parola.
Forza, pens Honey, e attravers la stanza in direzione
di Walter, le braccia lungo i fianchi, inguainate nel
trench, il basco sbarazzino calcato sui capelli biondi, con
aria supplichevole, che andava da Walter a chiedergli perdono,
nella speranza di non esagerare con la messinscena.
Poi allung le braccia e lui le prese le mani nelle sue, mani
callose da macellaio, il pince-nez che raccoglieva i bagliori
delle lampade mentre Walter girava la testa per guardare
i suoi amici e tornava a fissare Honey. L'indomani,
prima o poi, gliel'avrebbe proprio detto, a Carl: Ho visto
i suoi occhi riempirsi di lacrime per gli anni perduti,
lasciandogli il tempo e il modo di risponderle...
Walter tir su col naso e si decise solo allora a prendere
il suo fazzoletto bianco, tir su di nuovo, vi soffi dentro,
si ripul ben bene e ne scrut il contenuto. Mica 
cambiato, pens Honey, e si rivolse a Dio. Ti prego,
non fargliene mollare una proprio adesso, non riuscirei certo
a fingere di essere colpita.
A Walter: Perch non mi presenti ai tuoi amici?
Quello che moriva dalla voglia di conoscere era Jrgen,
il tipo degli Afrika Korps, ma fu Vera a raggiungerla, prenderla
per un braccio e trascinarla in cucina, dicendole che
dovevano parlare.
Visto che ci ha fatto il Sieg Heil, le offro un drink.
Cosa ne direbbe di un vodka martini?
Troppo gentile, rispose Honey.
Mi avrebbe fatto comodo, una con la sua faccia tosta, -
disse Vera. Mi parli dell'agente federale che l'ha
lasciata alla porta. Lo vuole secco, il drink?
Il pi possibile, grazie. E Carl Webster, dell'Oklahoma.
Uno che lo prendono tutti per un buzzurro, finch
non lo guardano negli occhi. Da metterci subito le mani
sopra. Peccato abbia gi moglie.
Ah s? E fa differenza?
Per me, non pi di tanto. Quando sono con lui gioco
a quella pronta all'imbrocco, ma in realt non voglio
certo che mandi all'aria la sua famiglia. Pensavo che magari
ce la potevamo spassare, per  uno di quelli che quando
ha dato la sua parola  come scolpita nella pietra.
Forse sta insistendo un po' troppo.
Non  che ho tutto 'sto tempo.
Vero, ma dovrebbe essere pi astuta.
Tipo non aprirgli la porta nuda come mamma m'ha
fatto, quando viene a trovarmi?
Deve fargli pensare che l'idea di finire a letto ce l'abbia
avuta lui.
Non  che ho rinunciato. Honey sorseggi il martini
che le aveva allungato Vera. Lei sa quel che sta facendo,
eh?
Voglio sperare, disse la contessa.
Bohdan ficc la testa in cucina. Non scordiamoci di
mister Au-bur-ree, disse a Vera in tono di cantilena. Poi,
a Honey: Come mi piace, il suo basco... E proprio un
classico, e spar.
Ma che carino, disse Honey, e sorrise.
Bo  il mio angelo custode, disse Vera. Voleva ricordarmi
che devo parlare con Joe Aubrey, prima che se
ne vada. Una questione d'affari.
Come fa a sopportarlo, quel tipo? Non si cheta mai.
 il miglior amico di Walter, disse Vera. Mi capita
di vederlo solo una volta ogni tanto. Pi che altro,
santi numi, davvero lei  stata sposata con Walter per un
anno intero? Se non  andata fuori di testa, dev'esserci
mancato poco. Walter, gli faccio io, perch non te ne
torni in Germania, visto che ti piacciono cos tanto i nazisti?
No, il suo destino  qui. E finalmente stasera abbiamo
scoperto di cosa si tratta. Di come Walter Schoen,
l'uomo pi noioso mai concepito da nostro Signore, si trasformer
in Walter l'Assassino.
Vuole ammazzare qualcuno?
Mandare un aereo a schiantarsi sulla casa di un tale.
E lasciarci la pelle anche lui?
S, ma in onore del Fhrer. Il giorno del compleanno
di Hitler, su per gi.
Non sapevo che avesse imparato a pilotare un aereo.
Sa soltanto decollare.
Schiantarsi in aereo sulla casa di qualcuno, in onore
del Fhrer, disse Honey. L'aereo di Joe Aubrey, quel
Cessna? Mica ci va tanto lontano, con quello.
Pensavo che ce l'avesse con Himmler, disse Vera,
da come si era messo a parlare di lui. Sa bene che per
tutta la vita Walter ha creduto in maniera quasi mistica di
essere suo fratello gemello.
La prima volta che ci siamo incontrati, disse Honey,
in piedi sul sagrato di una chiesa, m' toccato indovinare
a chi diamine assomigliava. Sto parlando del
'38. Eh, ma lo sapevo gi. Cos gli dissi che era preciso
identico a Himmler, e lui ha chinato la testa per ringraziare.
Be', invece stasera Walter se l' presa con Himmler,
chiamandolo quasi sempre Heinrich. E convinto che in America
il suo nome diventer celebre come quello di John
Wilkes Booth. Ha presente?
L'attore che ha assassinato Lincoln, disse Honey.
Questo cosa significa? Che Walter intende uccidere il
presidente Roosevelt?
Non ce lo vedo proprio, a riuscirci, disse Vera.
Guardi, comunque, io devo parlare con Joe Aubrey, prima
che se ne vada. C' qualcun altro che vuol conoscere,
a parte Jrgen?
Si aspettava che da un momento all'altro Walter entrasse
in cucina ad annunciarle che stava per dare la sua
vita per Hitler, speranzoso di poterlo fare nel giorno del
compleanno del Fhrer. Cosa gli avrebbe risposto? Non
ti basta spedirgli una cravatta?
E, soprattutto, senza farci la figura della spiritosona?
Be', Walter, se  proprio quel che vuoi... Se ormai sei
proprio sicuro... Dirgli che non aveva mai sentito una cosa
tanto coraggiosa. Senza esagerare, stuzzicando le sue
emozioni su quegli anni perduti. Pensaci, per cortesia, -
si catechizz, cerca di volare bassa. Digli che  il tuo eroe
e domani racconta a Carl cos' che intende fare.
Doveva riuscire a farsi accompagnare a casa.
No, cazzo, pens subito, Walter  capace di fermarsi
e mettersi a parlare, a tenermi per mano. Il solo pensiero
di un filonazista che attaccava con le smancerie la metteva
in imbarazzo.
No, si disse, non si fermer sotto casa, perch in
macchina ci sar anche Joe Aubrey. L'aveva per forza
portato Walter, come faceva sempre. L'unica era farlo sedere
davanti, Aubrey, e lasciarlo blaterare per un buon
quarto d'ora sul Klan, giusto il tempo di arrivare a casa.
Solo una volta, ai tempi del Bund, Joe Aubrey ci aveva
provato sul serio, con lei. Le era piombato alle spalle per
poi piazzarle le mani a coppa sui seni, quella volta che erano
soli in cucina nella casa sulla Kenilworth nei pressi della
macelleria, s, insomma, le aveva abbrancato le tette per
poi sussurrarle all'orecchio: Ti meriti qualcosa di meglio
di Walter. Lo sai?
Lo so s, aveva risposto lei.
E lui: Mai pensato di trasferirti in Georgia? Potresti
trovare un lavoro da Rich's, ad Atlanta, il miglior grande
magazzino della citt, e io verrei a trovarti in aereo.
Joe, non faccio pi la svampita davanti ai ragazzi, al
diavolo le buone maniere del Sud. Ormai ho imparato che
la pi sveglia sono quasi sempre io.
Adesso lui le accarezzava i seni, le diceva all'orecchio:
Io lo so come far impazzire una donna, ridurla tutta un
gemito.
Honey: Se non la pianta, le abbranco il pistolino e
glielo tiro cos forte che Walter la sentir strillare e correr
fin qui per ammazzarla.
Risultato? L'aveva fatto eccitare ancora di pi. Era stata
una delle tante volte che aveva parlato senza pensarci
bene. Eppure non si era mai ficcata nei guai, giusto?
Jrgen entr in cucina col bicchiere ormai vuoto e un
sorriso che metteva in mostra la bella e candida dentatura.
Da quando  entrata in questa casa, disse a Honey, -
non ho fatto che cercare un modo di restare solo con lei, e
adesso me la vedo offrire da Vera su un piatto d'argento.
Neanche sapesse che  lei il vero motivo della mia intrusione, -
disse Honey. Non so se mi spiego.
S, direi di s.
Ho bisogno di parlarle a proposito di quel che sta per
succedere.
Jrgen parve esitante. Intende alla fine della guerra?
Intendo adesso, stasera. Voglio sapere cosa pensa di
fare, disse Honey. Se ha gi deciso di piantare in asso
la compagnia, di svignarsela nel buio o cosa.
Mi ci faccia pensare, disse Jrgen. Lei ha detto a
Vera che  stato Carl Webster ad accompagnarla fin qui.
Il poliziotto che vuole sbattermi nell'hoosgow.
Non pu, disse Honey.
Conosce questa parola? Hoosgow?
 la galera, in un film di Gene Autry.
Proprio cos, un termine dei cowboy. Viene dallo spagnolo
juzgado, che indica un'aula di tribunale. Insomma,
aveva gi sentito dire hoosgow, eh?
Mi stia a sentire, disse Honey. Lei ha perfettamente
ragione, a Carl non parrebbe vero prenderla e riportarla
in Oklahoma, ma non pu. L'FBI gli ha ordinato
di fare un passo indietro, di lasciarla stare. I federali sono
convinti che lei stia aiutando questa cellula di spie e vogliono
arrivare in fondo con la loro indagine. Carl mi ha
detto che gli  gi capitato, a suo tempo, di prendere delle
scorciatoie, ma non davanti a ordini superiori. Non ha
mai trasgredito a un ordine, dice, n lo far mai.
Non era convinta che questo discorsetto fosse molto
realistico, anche se in parte era vero. Non era sicura che
Carl avesse sempre e poi sempre ubbidito agli ordini. E se
mai fosse successo, era pronta a giurare che, al termine della
sua spiegazione, le avrebbe raccontato una fantastica
storia che terminava in uno scontro a fuoco.
Jrgen:  un'idea di Carl, questa? Mandare lei a chiedermi
cosa intendo fare?
Honey:  mia. Carl mi ha lasciato qua davanti ma
non sa assolutamente quel che sto combinando. Anzi, quel
che ho pensato quando sono entrata in casa e l'ho vista. A
Carl piacerebbe un sacco mettersi seduto e fare un po' di
conversazione con lei, e se anche lei  d'accordo non ci sono
problemi. Le giuro che gli  stato ordinato di lasciarla
in pace. Pu anche andare a dargli uno spintone, magari
lui si incazza ma di certo non le metter le manette, proprio
perch gli hanno ordinato di non farlo. Occhio, stava
esagerando. Comunque la rivedrebbe volentieri, questo
lo so. Che ne dice? Sedersi in compagnia di Carl davanti
a un bel drink.
Jrgen parve gradire l'idea, anche se continuava a essere
sospettoso, come si conf a un evaso in fuga.
Honey: Immagino che Vera preferirebbe averla fuori
di qui. Ma lei non se ne vada, a meno che gi non sappia
dove nascondersi. Da un amico, intendo, non certo in
un hotel. E se non ha altri amici all'infuori di Walter, cristo,
doveva essere proprio un tipo solitario quando abitava
da queste parti, magari interessato pi alla politica che
a farsi delle conoscenze. Un attimo di pausa. Si fida
di me?
Neanche la conosco.
Non posso consigliarle altro che prestar fede alla mia
parola, che  a prova di bomba. Sono disposta ad aiutarla,
Jrgen.
A diventare complice nella fuga di un soldato tedesco?
Siamo nell'occhio del ciclone, disse Honey. Al momento,
qui tutto  calmo. L'FBI la sta lasciando stare, Carl
non pu neanche sfiorarla. E come il timeout in un incontro
di football. Lei e Carl potete incontrarvi, farvi qualche
drink e una bella chiacchierata, decidere il da farsi. Se lei
intende andarsene, Carl non pu muovere un dito.
Jrgen: Perch si sta infilando in questa storia?
Perch ho sposato Walter?
Gi, perch?
Non mi faccia domande difficili, disse Honey. Ho
un posto in cui lei e Carl potete incontrarvi e raccontarvi
storie di guerra. Si o no?
Jrgen, quasi offeso: Se ho capito bene, come soldato
tedesco in fuga non conto pi niente.
Per ora, disse Honey.
Ma potrei essere una spia. Quindi l'FBI vuole aspettare
per vedere cosa combino?
Honey: Se Carl poteva acchiapparla senza tanti problemi,
lei crede che saremmo qui a parlare, adesso? La starebbe
gi riportando in Oklahoma.
Ma se mi ha appena detto che Carl non  al corrente
della sua iniziativa.
Glielo ripeto, non ci avevo ancora pensato.
Quindi non sa come la prender lui.
Forse sto calcando un po' troppo la mano, si disse Honey.
Poi: Tocca a lei decidere. Se vuol venire con me, chiedo a Walter di darci un passaggio quando  pronto.
S, e dov' che andiamo?
A casa mia, disse Honey, nel mio appartamento.
Chiss, magari questa cosa gli metteva un po' di pepe al culo.
...
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...
CAPITOLO 20.
...
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...
Bohdan e il dottor Taylor stavano ancora parlando sul
divano. Bo gesticolava, in maniera animata. Nessuna traccia
di Vera, n di Joe Aubrey. Honey non riusciva a vederseli
a sbaciucchiarsi da qualche parte. Walter, invece,
era seduto tutto solo col suo schnapps e se lo stava portando
alle labbra, ma quando la vide si alz subito in piedi.
Una mossa studiata appositamente per lei, pens Honey.
Si diresse verso Walter, mentre Bohdan e il dottor Taylor
si avviavano alla porta di casa senza smettere di parlare.
Vide Bo che apriva, posava una mano sulla spalla del
dottore, gli augurava buonanotte e richiudeva, per poi
mettersi a guardare nella sua direzione. Cos'era, le stava
sorridendo? E gi svolazzava su per la rampa di scale che
conducevano sinuose al piano superiore, lasciandola con
Walter. Honey si volt per trovarsi faccia a faccia col suo ex marito.
Voglio dirti quel che ho intenzione di fare, esord
Walter, e in cosa mi piacerebbe che tu mi aiutassi.
A Honey torn in mente Bits, il cane di quando era
bambina, finito sotto una macchina. Me l'ha gi raccontato
Vera, Walter, disse, con voce appena esitante.
Penso alla Germania, riprese lui, quando eravamo
sposati. Un Paese che partiva alla conquista dell'Europa,
un'epoca che sembrava offrirmi la grande avventura della
mia vita, se solo avessi saputo cogliere l'occasione.
Honey, sforzandosi di mostrarsi interessata, si chiese
quanto ci sarebbe voluto. Era come tentare di reprimere
un sorriso mentre qualcuno ti raccontava una storia che
voleva essere divertente, ma che era soltanto noiosa.
Adesso la guerra sta per finire, disse Walter, mentre
io non sono riuscito a offrire niente di me n alla Germania
n al Fhrer. L'unica cosa che mi resta  sacrificare
la mia vita. Sar questo il mio regalo al Fhrer in occasione
del suo cinquantaseiesimo compleanno.
Walter... disse Honey. E poi?
Honig, disse Walter, salvandola almeno per il momento.
Mentre io organizzo il mio sacrificio, c' comunque
qualcosa che tu puoi darmi, in onore del tempo che
abbiamo passato assieme.
Davvero? disse lei, ma cap subito la mala parata e
fu quasi per rispondergli con un bel: No, grazie.
Un figlio, disse Walter, che possa portare il nome
di Walter Helmut Schoen quando io non ci sar pi.
Fu colta di sorpresa. Helmut  il tuo secondo nome? -
disse. Guarda, Walter, che non c' abbastanza tempo.
Sar concepito domani.
Mica sto ovulando, in questi giorni. Lo so, perch ci
si sente diverse, nel periodo fertile.
Possiamo tentare, Honig, e pregare, disse Walter.
Sta davvero parlando di scoparmi domani, pens
Honey, gi immaginandosi a letto con Walter di l a poche
ore. La loro prima volta durante il giorno, col sole che
batteva sulla veneziana abbassata. La prima volta che lui
poteva vederle con chiarezza il pube, scuro come le radici
dei capelli. Figuriamoci, come sentirlo. Mi hai mentito,
brutta troia di una zingara. Ma che strano. Proprio
questa, la prima cosa che le veniva in mente?
Domani mattina, disse Walter.
Ho le mie cose.
Non importa.
Impossibile rimanere incinta, durante quei giorni.
E noi ci proviamo, disse Walter. Magari Dio vorr
aiutarci. D'altronde, ci siamo conosciuti davanti alla cattedrale.
Era diverso. Anche la sua voce era diversa, pi teutonica.
Ormai aveva deciso di portarsela a letto l'indomani
mattina. Ma non era possibile. Ci sarebbe stato Jrgen, a
casa sua. E...? E, presto o tardi, sarebbe passato anche
Carl. Ci fosse stato un valido motivo, per incontrare Walter,
magari avrebbe potuto trovare il tempo. In un modo
o nell'altro. Anche se non certo per andarci a letto assieme,
col vecchio mister ChePalle, mister CinqueSecondi
Von Schoen. Walter, disse, evita di fare promesse,
quando hai bevuto.
Ci sto pensando fin dalla prima volta che ho sentito
parlare di Warm Springs, dove le vittime della polio e il
vostro presidente vanno a immergersi nelle acque minerali.
 anche il tuo presidente, Walter. Ricordi che te l'ho
gi detto davanti alla cattedrale?
Lui la guard, gli occhiali che riflettevano la luce della
lampada. Ti amo ancora, Honig.
Poi alz gli occhi, e Honey si volt quanto bastava per
scorgere Bohdan che scendeva le scale e veniva verso di
loro.
Caro amico, disse Bo a Walter, lei dovr andarsene
senza mister Aubrey, che sta parlando con Vera di
non so quali affari. Lo riaccompagner io alla fattoria,
quando avranno finito. Non mi crea problema, anche se
mister Aubrey continua sempre a prendermi in giro. Ma
 tanto per ridere. Bo fece per andarsene, ma ci ripens.
Vecchio mio,  proprio una gran cosa quella che sta
facendo in onore del Fhrer. Gli dar senz'altro la forza
per andare avanti.
Honey rimase a guardare Bo che tornava verso le scale
e scuoteva la testa per far svolazzare i capelli. Devo
chiederti un grande piacere, Walter, disse all'ex marito.
Tu mi ami?
Te l'ho appena detto, no? rispose un Walter gi accigliato.
Ho bisogno di nascondere Jrgen. Pu tornare a casa
con noi?
A casa dove?
Nel mio appartamento. Lo faccio dormire nel ripostiglio,
in mezzo ai ragni e alle cianfrusaglie, tanto c' anche
una sorta di pagliericcio. Cos evitiamo di farti arrestare
per favoreggiamento, e puoi concentrarti sul tuo piano
criminoso.
Ma se domani c' Jrgen, con te, disse Walter, come
facciamo a vederci?
Mica vuol dire che devo stargli appiccicata, rispose
Honey, rischiando forse di esagerare come al solito -
ma in quel momento curiosa di scoprire se a letto Walter
fosse ancora una palla mortale. Un pensiero le corse per la
mente, e non vide motivo di tacerlo. Tu chiamami, poi
vediamo come organizzarci.
Nella sua camera da letto, Vera se ne stava in piedi accanto
alla finestra, coperta solo da un esile nglig giallo
sotto il quale Bo riusciva a scorgere ogni cosa. La fievole
luce della stanza contribuiva alla drammaticit della situazione,
quasi come essere a teatro, pens Bo, con la lampada
sul comodino che ammantava Joe Aubrey di un morbido
bagliore, sdraiato com'era a pancia all'aria sul letto a
due piazze, nudo come un verme a parte i calzini neri e le
giarrettiere. Bohdan si accost al letto per guardare meglio
quel corpo grassoccio e bianchissimo, quella bocca
aperta da cui grondavano grugniti umidicci. Poi attravers
la stanza, puntando dritto sull'amorino in cui la sua dea
si era adagiata a fumarsi una sigaretta, un portacenere di
ceramica bianca posato sull'inguine.
 andata, eh? le disse.
Con tutto quel che ha bevuto, neanche gli serviva il
sonnifero.
Male non gli far, se non rimbecillirlo un po'. Insomma,
che ha fatto?
Mi ha dato l'assegno.
Intendevo a letto. Cos', gli piace leccarla?
Come a tutti. Basta dargli l'occasione.
Una cosa indolore, quindi.
Per la prima volta, dopo anni e anni, sento il bisogno
di andarmi a confessare.
Mi benedica, Padre, perch mi sono scopata un Gran
Dragone. Davvero, figliola? Raccontami tutto.
Guarda, non ho neanche la forza di farti una ramanzina.
No, perch  stata una cosa schifosa, questa, portarmelo
a letto per spillargli dei soldi.
Ce l'hai, l'assegno?
 gi al sicuro.
Quant' che ti ha dato?
Non  che potevo sparargli il massimo. Gli ho detto
di farlo della somma che riteneva giusta.
Vera, ti prego.
Di intestarlo al Fondo per le Vittime dei Bombardamenti,
a Berlino.
Insomma, dimmi quanto ti ha dato.
Aspetta, gli ho detto, non sono sicura che il
nome giusto sia quello. E non saprai mai cosa gli ho fatto,
mentre tirava fuori penna e carnet.
Ma se siete tutti e due nudi.
Joe ha ancora i calzini. Tu mettici la firma, gli ho
detto, che poi lo intesto io.
E l'importo, l'ha scritto?
Era cos agitato da schizzarmi l'inchiostro sulle tette.
Per l'ha firmato, s.
Il sonnifero faceva gi effetto?
Non ancora, ma c'eravamo quasi.
E non  riuscito a scrivere l'importo?
Ce lo batto io a macchina, disse Vera. Importo,
data e beneficiario.
Per quanto?
Ne parliamo domattina. Adesso devi portare mister
Aubrey fuori di qui.
 l'ora della nanna, per il nostro amichetto, disse
Bo. Solo che c' un bel pezzo di strada, per arrivare da
Walter.
Tu segui il piano, disse Vera. Quando esci dal vialetto,
accertati che la macchina dell'FBI non ti venga dietro.
La parte posteriore della mia Chrysler ce l'hanno stampata
in testa, quelli, da quante volte l'hanno pedinata. Non
credo che ti seguiranno, ma tu sta' all'erta. Metti che lo
chiedano a un'altra macchina via radio, di venirti dietro.
Nel cuore della notte?
Bo, tesoro...
Ho capito. Seguo il piano.
L'hai trovata, la pala?
Una vanga, ma andr bene lo stesso.  nel baule.
Io ho pulito la Walther, disse Vera.
Quale?
La tua preferita, la '380 PPK.
Sei un amore, disse Bo. Fosse per me, la butterei
anche via, la Tokarev, quella stronzata sovietica, per
com' pesante. Come si fa a portarsela dietro, a tenerla
nascosta?
Seratuccia, eh?
Non vedo l'ora di muovermi.
Te lo sei messo, il busto?
Che fastidio. Da quanto  stretto, non riesco neanche
a respirare.
A ciascuno la sua croce, disse Vera.
...
.
...
CAPITOLO 21.
...
.
...
All'una del mattino Bo usc dal vialetto a bordo della
Chrysler e svolt a sinistra attorno allo spartitraffico. Nell'avvicinarsi
all'auto civetta dell'FBI, cerc di individuarla
dietro la fila degli alberi. L'idea l'aveva avuta Vera: se
girava a sinistra, i federali sarebbero stati costretti a fare
inversione di marcia per andargli dietro. Se c' qualcuno
a bordo, gli aveva detto,  l come esca. Certe volte,
dopo colazione, ci portano un agente, che se ne sta seduto
con uno stecchino tra i denti.
Joe Aubrey era davvero impresentabile, con quell'abito
stazzonato e la camicia fuori dai calzoni, ma non rappresentava
certo un problema. Io non gliela infilo certo
dentro, aveva detto Bo, e a Vera non poteva fregare di
meno. Joe era ancora rincoglionito dal sonnifero, sbronzo
e in uno stato penoso, dopo il trattamento della contessa.
Quando apr gli occhi, vide soltanto lampioni e insegne al
neon.
Dovndiamo?
Da Walter.
Mancmpagna.
Certo che s, disse Bo. Lei dorma, e mi lasci guidare.
Aubrey allung una mano per posarla sulla coscia di Bo.
Ancora con la gonna? Adesso ci frugo sotto, vediamo
cosa c'.
Bo: Mister Aubrey, per cortesia, e gli dette una botta
sulla mano. Cerchi di fare il bravo. Stavano procedendo
sulla Woodward in direzione sud, a poche miglia
dal centro di Detroit.
Amico, mica mi sento tanto bene. Mi sa che sono finito
a letto con qualcuno, ma non ci giurerei.
Diciamo di s, pi o meno.
E la prima sbronza che mi becco da vent'anni. Sull'aereo
ho una bombola d'ossigeno, magari quella mi schiarisce
le idee.
Il viaggio prosegu silenzioso per qualche tempo, Joe
Aubrey adagiato contro il sedile a occhi chiusi adesso che
passavano per il centro, davanti a J. L. Hudson's, al Sam's
Cut Rate, alla grossa piazza chiamata Campus Martius di
fronte al municipio, a locali di burlesque come l'Empress
e l'Avenue, per poi girare a sinistra sulla Jefferson, diretti
al ponte che raggiungeva Belle Isle al centro del fiume,
con i suoi giardini e parchi giochi, campi da baseball, tavoli
da picnic, uno zoo, cavalli da passeggio, canoe per pagaiare
sul laghetto interno e il fiume stesso in cui nuotare
durante l'estate. Bo non vedeva la logica di farsi tutta quella
strada fino a Farmington, un'ora buona di viaggio da
casa di Vera, quando invece gli sarebbe bastato gettare mister
Aubrey nel Detroit River, che gi era stata la tomba
di chiss quanta gente negli anni del Proibizionismo, valanghe
di contrabbandieri di liquori che importavano whisky
clandestino dal Canada e che venivano fatti fuori dalla
temibile Purple Gang se non li arrestava prima la polizia.
Era una citt tosta, con una bella storia di violenza.
Due anni prima, nel 1943, un marinaio di colore che era
stato fatto volare gi nel fiume dal ponte di Belle Isle aveva
provocato una rivolta razziale che era durata giorni e
giorni, tra la distruzione di chiss quante propriet private,
il ribaltamento di automobili e l'intervento dell'esercito...
Insomma, poteva mollarlo proprio l, mister Aubrey,
fare inversione e riprendere la Woodward questa volta
in direzione nord per raggiungere la casa in stile inglese
del dottor Taylor su Wellesley Drive, a Palmer Woods,
due passi da Seven Mile Road. Non gliel'aveva detto, alla
contessa, che intendeva rivedere subito il dottor Taylor.
D'altronde, cosa gli impediva di farci un salto? Anzi,
poteva essere carino se anche il buon dottore saltava gi
dal ponte con mister Aubrey.
Torna indietro, pens subito. Porta mister Aubrey
a casa del dottor Taylor.
Fece quindi inversione a U sulla Jefferson, gi passando
mentalmente in rassegna le sue prossime mosse: suonare
il campanello, dire: Dottore, spiacente di disturbarla,
ma... c' mister Aubrey che ha un disperato bisogno della
toilette. Stavamo andando da Walter. Mi sa che  un
po' alticcio.
Soltanto un po', anche se sperava di riuscire a tenerlo
in piedi, quel dormiglione.
Il dottor Taylor indossava una giacca da camera marrone,
con risvolti in seta nera e spalle ampie. Sotto, era
ancora vestito di tutto punto, con camicia e cravatta. Alla
vista di Bo, sulla soglia, fece un passo indietro con la
mano ancora nella tasca della giacca. Bohdan attacc con
la sua storiellina e il dottore disse. Ma certo,  proprio
laggi.
Bo vi trascin dentro Joe Aubrey e chiuse la porta.
Madovecazzosiamo? borbott quello.
Lei deve pisciare, capito? gli disse Bo. Si metta
in piedi davanti al water, tiri fuori il pisello e prenda la mira.
Un attimo, mister Aubrey, un attimo! Non vede che
sta pisciando sul pavimento? E che cazzo! Ma ormai era
impossibile fermarlo; avrebbe dovuto metterlo seduto sulla
tazza. Si appoggi con le mani alla parete, cos non rischia
di battere una capocciata in terra. Poi usc dal gabinetto
e richiuse la porta.
Il dottor Taylor era l che lo aspettava, la mano ancora
in tasca. Peccato che non  venuto da solo. Ho un cognacchino
d'annata che ci potremmo anche bere assieme.
Cos possiamo finire la nostra conversazione.
Di quel tale a Bohdan non fregava un accidente, cos
come delle sue idee e delle sue tendenze, del modo in cui
sembrava esortare all'intimit per poi perdere subito coraggio.
Cos', gli disse, ha una pistola in tasca?
Il dottor Taylor sorrise e la tir fuori.
Lei ha l'occhio lungo.
Luger? disse Bo.
No, una Walther P38, disse il dottore. Negli anni
Trenta  stata adottata dall'esercito tedesco al posto della
Luger, per l'appunto. Di Luger ne ho un paio, le 08 che
ormai risalgono alla prima guerra mondiale. E anche, non
ci creder, una MP40 Maschinenpistole.
Una Schmeisser? disse Bo.
Il dottor Taylor gli sorrise di nuovo. E questa dove
l'ha letta, su qualche fumetto? Certo che gli americani sono
proprio ignoranti. La chiamano Schmeisser, ma Hugo
Schmeisser non ci ha mai avuto niente a che fare, con quell'arma,
non l'ha progettata e neanche costruita.
Posso vederla? La Walther, intendo.
Il dottore gliela porse, tenendola per la canna.
Occhio, che  carica. La sicura  alla sinistra del carrello,
ed  inserita.
Bohdan si pass la pistola nell'altra mano. Sollev il
bordo del suo cashmere grigio e tir fuori la Walther PPK
dall'elastico del busto che portava a mo' di fondina. Adesso
aveva una pistola per mano, la sua Walther completamente
diversa da quella del dottor Taylor.
Vedo che entrambi abbiamo a cuore le leggi dell'autoconservazione, -
disse il dottore. Sa quante volte la
mia vita  stata minacciata? Pensa davvero che mi azzarderei
ad aprire la porta di casa, in piena notte, senza un'arma
in pugno?
Quante volte? disse Bo.
Tramite delle lettere inviate per posta. O a mezzo di
biglietti che trovo qui e nel mio studio. Per telefono, anche.
E sto parlando di vere e proprie minacce di morte.
Alcune possono venire anche dalla stessa persona, difficile
dire. In una delle ultime lettere c'era scritto: Sono piccolo
di statura, ma ho un gran pistolone. La pianti di sparare
cazzate sugli ebrei, se non vuole pagarle con la vita.
Interessante, disse Bo. Il fatto della statura, intendo.
Gi, non  strano? disse il dottore. Ah, vedo che
 ancora in gonna. Proprio chic, senza dubbio, e allo stesso
tempo cos deliziosamente Buster Brown.
Grazie, dottore, disse Bo, con un sorriso civettuolo,
e scroll la chioma.
Aveva deciso come portare a termine il lavoro.
Fece scivolare di nuovo la PPK sull'addome, sotto l'elastico
del busto, ruotando adesso il pomello della porta
del bagno con la pistola del dottore nella mano destra. Tolse
rapido la sicura, apr la porta, spar alla nuca di Joe Aubrey, bam,
e richiuse subito, mentre la parete bianca gi
si chiazzava di rosso.
Il dottore era impalato nella sua giacca da camera di seta
marrone, gli occhi sbarrati e poi rivolti verso una voce
femminile che proveniva dall'alto.
Michael?
Bo guard verso le scale. Doveva essere la moglie del
dottore, anche se ancora non riusciva a vederla per via dell'oscurit.
Le risponda, disse. Non va forse tutto bene?
Tutto a posto, Rosemary, grid il dottor Taylor.
Poi Bo la vide, una camicia da notte chiara che spuntava
dal buio, una mano che scivolava lungo la ringhiera
arrotondata, Rosemary che si univa alla compagnia, e cap
come perfezionare il suo piano. La donna arriv in fondo
alle scale e lo vide alla luce della lampada. Bohdan si volt,
il braccio teso, e spar al dottor Taylor in pieno petto, passandolo
da parte a parte, fracassando una lampada di porcellana
alle spalle del medico, con la donna che gridava e
Bo che lo colpiva di nuovo.
Adesso si getta sul cadavere e attacca a gemere disperata,
pens, proprio come facevano le donne di Odessa
scagliandosi contro il muro sotto il quale giacevano i loro
uomini appena fucilati e quei rumeni del cazzo che le guardavano
con occhio avido prima di andarsene. Ma a quella
donna non era certo mai capitato di avere a che fare con la
vittima di un'arma da fuoco. Non sembrava capire bene se
il marito fosse vivo o morto. Davvero? Con un proiettile
nove millimetri parabellum in pieno petto? Ah, ecco che si
avvicinava all'uomo sul pavimento, che cadeva in ginocchio,
che invocava il suo nome piangente e confusa.
Bohdan si accucci al suo fianco, riuscendo in quella
posizione a sbirciarle sotto la camicia da notte, a scorgere
due tette pendule e di poco conto. Le sfior la spalla, scostandole
i capelli dal volto, dicendole a bassa voce: 
morto, Rosemary. Poi le accost la canna della pistola
alla tempia, volt la testa dall'altra parte e premette il grilletto.
Con la camicia da notte della donna ripul la Walther
e la piazz nella mano destra di Rosemary, premendole le
dita sul calcio. Si accorse solo allora del diamante che portava
alla sinistra, una pietra di notevole effetto che pens
subito di sfilarle dal dito. Gli venne anche in mente che
poteva svuotare il portafoglio del dottore, frugare in camera
da letto alla ricerca di gioielli, contanti, oggetti di
valore... Con una casa di quelle dimensioni, il dottor Taylor
non doveva passarsela poi tanto male.
Solo che non aveva progettato di farla sembrare una rapina.
L'idea gli era venuta nel vedere Rosemary che scendeva
le scale. Ecco: la donna scopre il marito e mister Aubrey
impegnati in reciproche e sconce pratiche nella stanza
da bagno. Gi sospettava del marito, e adesso lo coglie
sul fatto assieme ad Aubrey, spara a entrambi in un accesso
di cieca follia e, alla fine, rivolge l'arma contro se
stessa.
Si sofferm a pensarci abbastanza a lungo.
 divorata da un sentimento di intollerabile vergogna.
Ma l'avrebbe pensato anche la polizia?
Oppure non tollera di dover passare il resto della vita
in prigione. O  pazza. O, ancora meglio, che sia la polizia
a decidere com' andata, in base all'evidenza dei fatti.
Gi, e qual era?
Bo stava pensando che avrebbe dovuto spogliarli tutti
quanti. Togliere i vestiti a mister Aubrey dopo averglieli
appena messi a casa di Vera evitando di macchiare di
sangue la gonna della contessa. Almeno abbassare la cerniera
a entrambi gli uomini. Cos' che stava facendo Aubrey?
Gli scappava da pisciare. Gi gli pareva di sentirlo
dire a Rosemary. Ma che stupidaggine. Mi scrollo l'uccello
e me ne vado per i fatti miei.
Come aveva fatto ad arrivare l?
Be', col dottore, per forza.
Quindi? Di primo acchito, la polizia vede che Rosemary
ha ucciso il marito e mister Aubrey. Poi inizia a domandarsi
perch Rosemary, con le sue zinne cadenti, si sia trasformata
in un'assassina. Perch, perch, perch. Impossibile
considerarla una rapina, prendere minimamente in
considerazione la possibilit.
L'unica era chiamare Vera.
Casomai avesse trascurato qualcosa.
Dirle che aveva cambiato il piano. Moriva dalla voglia
di dirglielo, orgoglioso di come aveva risolto il problema,
della sua capacit di improvvisare. Chiamarla, e togliersi
il pensiero. Dirle che hai cambiato il piano. Che Aubrey
non  sepolto in un campo di grano. Che hai deciso di sistemare
anche il dottore. Vera, sai bene anche tu che non
avrebbe retto alle pressioni dei federali. Allora ho pensato,
visto che gi dovevo sistemare quell'altra faccenda...
Dirle che gli era bastata la vista di Rosemary che scendeva
le scale in quella camicia da notte trasparente, per avere
l'ispirazione.
Farla sembrare una cosa da nulla. Vera ne sarebbe stata
felice.
Vera, sotto le coperte, il telefono sul letto.
Aspetta, aspetta. Comincia da capo, Bo, che stavo
dormendo come un sasso. Sei dal dottor Taylor?
Nell'ascoltarlo, senza mai interromperlo, si tir su pian
piano contro i cuscini appoggiati alla testata. E quando
Bo, gi in fase riepilogativa, era arrivato al punto in cui tirava
fuori la faccenda dell'ispirazione, lei era ormai seduta
e si fumava una sigaretta. Prima di dire una sola parola
fu costretta a ricordarsi che aveva bisogno di lui.
Bo, mi sembra fantastico.
Come pensavo.
Potresti scrivere per il teatro.
Mi sarebbe sempre piaciuto, lo sai bene.
Ma non puoi certo lasciarlo l, Aubrey.
Lui si blocc di colpo.
Perch? Senza Aubrey tutta la messinscena non regge.
 lui l'altro.
Appena lo trovano morto, il suo assegno non vale pi
niente.
S, ma va' a sapere quand' che lo trovano.
Rosemary ha una domestica che viene ogni giorno.
Allora tu presentati subito in banca, all'apertura.
Bo, ho intenzione di scriverci cinquantamila, su quell'assegno.
E non intendo depositare l'assegno di un uomo
assassinato giusto la sera prima.
E se lo porto altrove?
Mah, disse Vera.
Ti ha dato l'assegno ed  tornato a casa, in Georgia,
per quel che sanno tutti.
Anche cos mi preoccupa.
E se finisce nel fiume, e nessuno lo rivede mai pi?
Sono perplessa. Doveva pensarci su. C' sempre
il dottor Taylor.
Posso mollare l dentro anche lui.
Dammi un minuto, disse Vera. Scese dal letto nuda
dormiva sempre cos e si diresse al carrello del t
che fungeva da mobile bar, per versarsi uno slivovitz e tracannarlo
d'un colpo. Poi se ne vers un altro e torn a letto
col bicchiere.
Se il dottore sparisce, e la moglie viene trovata morta...
Un suicidio, disse Bo.
Gi, ma la polizia sospetter che la donna sia stata
uccisa dal marito. E dov' andato a finire, lui?  scappato?
Bo, lascia il dottore dov'. Molto pi semplice se risulta
averlo ucciso lei per poi suicidarsi. Scol lo slivovitz
e si accese una sigaretta. Ci avevi mai parlato, con
Rosemary?
Una volta le ho chiesto cosa volesse bere. Lei  rimasta
sorpresa, quasi confusa, e mi ha domandato se c'era del
vino bianco.
Vera: Chi la conosceva, Rosemary, non creder neanche
per un istante che possa aver assassinato Michael. D'altronde,
questo vale anche per quasi tutte le donne che fanno
fuori i mariti. Era troppo timida. Proprio non ce la vedo
a sparare con una P38, tantomeno a saperla usare.
Il dottore aveva anche un paio di Luger, disse Bo,
e quella mitraglietta, la MP40.
Cadde il silenzio, mentre Vera fumava la sua sigaretta
e cercava di raffigurarsi la scena in casa del dottore. Bo,
stammi a sentire, disse alla fine. L dentro devono restare
solo Michael e Rosemary. Nessuno pu sapere perch
lei l'abbia ucciso. Sulla prima pagina dei giornali scriveranno
MEDICO ASSASSINATO DALLA MOGLIE, e poi tutti gli articoli
finiranno per occuparsi dell'attivit politica del dottor
Taylor. Chi sar mai? Un sovversivo nato in Canada, un
ex membro del Bund e una presunta spia tedesca. Non potremo
certo sapere se la polizia sospetta un omicidio. Parler
coi vicini, magari anche con qualche sua paziente, e
dopo un po' verr da noi a chiederci se lo conoscevamo.
Solo sul piano personale, disse Bo. Una persona
cos simpatica.
Ma se in casa c' anche il cadavere di Aubrey, disse
Vera, la faccenda prende tutt'altra piega, perch lui
era molto conosciuto, anche se tutti ne parlavano male. E
vedrai che articoli escono, sulla sua militanza nel Klan, col
fatto che era forse l'unico Gran Dragone nazista in America.
L'indagine pu trascinarsi in eterno, con tutti i giornalisti
che si mettono ad avanzare ipotesi. Poi entriamo
nell'occhio del ciclone anche noi, come cittadini di uno
Stato nemico, e il ministero della Giustizia si trova costretto
a prendere qualche iniziativa. Ci incriminano, ci accusano
di atti sovversivi se non addirittura di voler tentare
un colpo di stato. Ci fissano una cauzione che non possiamo
certo permetterci, e in attesa del processo restiamo a
marcire in galera per mesi e mesi.
Ma cos'hanno contro di noi? disse Bo. Niente.
Ecco che Bo si mostrava sicuro di s, per tranquillizzarla.
Vera lo conosceva bene, lui e i suoi atteggiamenti,
quei modi di fare che regolava quasi come un interruttore.
Ormai lei era in grado di anticipare le sue reazioni. Se
l'FBI fosse venuto a prenderlo, sarebbe scappato.
Cosa faresti, gli disse, se i federali venissero ad
arrestarti?
Taglierei la corda, rispose Bo. Ho gi progettato
la fuga. So benissimo che non mi cercherebbero mai, senza
di te.
Non desiderava altro che esserne convinta, cos si mise
a bisbigliare al telefono.  proprio in questi momenti
che ho bisogno di sentirmi addosso il mio tesoro, di sussurrargli
certe cose.
Cose sporche?
Quelle che voglio da lui.
Me lo stai facendo venire duro, come dicono gli americani, -
disse Bo. Resta a letto. Scarico mister Aubrey
e vengo.
Come avevamo detto, mi raccomando.
Seppellirlo, va bene.
Sangue, ce n' molto? Sui vestiti, intendo.
A occhio, si. Gli ho sparato e ho richiuso la porta.
Devi ancora caricarlo sulla mia macchina, no?
Posso usare una coperta.
Bo, vedi di non prendere niente, da quella casa.
Va bene.
Le Luger, magari. Ma cerca di capire che non deve
sembrare una rapina.
Lasciare la Schmeisser?
L'ha chiamata cos, il dottore?
No, io. Per passare da tonto.
Prendila, se proprio vuoi.
C' altro?
Pulisci il gabinetto, mi raccomando.
Vera aveva imparato che gridare, con Bohdan, a volte
solo alzare la voce, serviva solo a fargli mettere il muso.
Lui smetteva di rivolgerle la parola, e lei era costretta ad
aspettare che le passasse il nervoso o a lasciargli indossare
uno dei suoi abiti da cocktail. Lo amava sul serio, Bo.
Altro che. Quando se la spassavano a letto o sul pavimento
o sulle scale, e Bo era tutto concentrato a farla star bene,
lo adorava. Quel tesoruccio di Odessa capace di uccidere
come nulla fosse, dopo aver visto centinaia e centinaia
di persone sterminate col gas, fucilate contro un muro,
finite con un colpo di pistola alla testa, impiccate ai lampioni,
chiuse in una stanza e poi bruciate vive, tutte cose
che avevano fatto parte della sua adolescenza. E tu mi
amerai per sempre, Bo? gli chiedeva, con lui che la definiva
tutta la sua vita, la sua unica ragione di vita.
Le sarebbe piaciuto passare pi tempo con Jrgen, un
altro tesoruccio che dapprima aveva scambiato per un tipo
noioso o una tragica figura di reduce dal Nord Africa,
in testa nient'altro che la guerra, e che magari lei poteva
pungolare un po' dicendogli: Guardi che la guerra l'abbiamo
fatta tutti. Invece no, non era affatto noioso. Ti
lasciava capire di essere vivo e vegeto, felice di trovarsi in
America. E poi si vedeva che era curioso. Aveva capito benissimo
la situazione un po' imbarazzante di Vera, spia controvoglia,
e tempo un giorno o due avrebbero potuto innamorarsi.
Be', almeno diventare amanti.
Ma poi era arrivata Honey, con quella faccia tosta e
quel Sieg Heil, non pi Honey Schoen l'ex moglie di Walter
ma Honey Deal. Si era portata via Jrgen ed entro la
mattinata l'avrebbe mangiato vivo. Le era piaciuta subito,
Honey, dal momento in cui aveva varcato la soglia di
casa. Sembrava cos americana. Me lo sposerei anche subito,
Carl, peccato abbia gi moglie, oppure quando aveva
detto che fingeva di essere all'imbrocco ma che certo
non voleva fargli mollare la famiglia. Honey voleva spassarsela,
e basta. E Bo le era sembrato carino.
A Vera piacevano un sacco i diversi accenti e le diverse
espressioni degli americani. All'imbrocco, nel senso
di flirtare, era una delle sue preferite. E quell'altra battuta
di Honey: Uno che lo prendono tutti per un buzzurro,
finch non lo guardano negli occhi. Con una semplice
frase spiegava quasi tutto quel che c'era da sapere su
quell'agente federale, Carl, quello su cui aveva fatto un
pensierino.
Dobbiamo starla a sentire, la gente, aveva detto a
Bo appena arrivati a Detroit, capire come pronuncia le
parole e lo slang che usa. Non veniamo mica dal Sud o da
New York City, abitiamo a Detroit e dobbiamo parlare
come parlano qui.
E all'epoca Bo aveva detto: Ne so una. Dillo a tuo
marito.
Si dice: Raccontala a tuo marito. Capisci la differenza?
 una sorta di rifiuto.
Bo aveva un talento naturale. Gli piaceva imitare i personaggi
della radio, Walter Winchell, Gabriel Heatter,
Jack Benny. Sapeva fare anche Rochester. A lei veniva da
ridere, perch era cos buffo e anche perch lo amava, 'sto
ragazzo che la definiva Tutta la mia vita.
Ma se prima o poi fosse stato costretto a scegliere se
tradirla o finire lui in prigione?
L'avrebbe tradita.
In tribunale, l'avrebbe guardata con le lacrime agli occhi
sapeva fare anche questo, commuoversi a comando
e testimoniare per la pubblica accusa. Si sarebbe inventato
ardite azioni di spionaggio, tali che i giornali l'avrebbero
fatta diventare una stella, la Mata Hari della
seconda guerra mondiale, senza neanche citare una delle
tante cose che la vera Mata Hari aveva fatto per il Kaiser.
O era una spia francese? Mica lo sapeva bene, Vera.
Forse entrambe le cose; e comunque era molto pi bella
lei di quella tipa olandese, tutta cosce e niente tette, che
usava come nome d'arte una parola malese che significa
Occhio dell'Alba.
E se fosse toccato a lei scegliere, avrebbe tradito Bo?
S, purtroppo.
Anche se non sarebbe mai arrivata a tanto, per fortuna.
Cos come era impossibile che Bo finisse per testimoniare
in tribunale contro di lei. Gli avrebbe sparato prima.
In tempo di guerra, l'amore era fatto solo di momenti.
Tutti fantastici, per.
Anche Aubrey non se l'era mica cavata tanto male.
...
.
...
CAPITOLO 22.
...
.
...
Il padre di Carl telefon alle 6 del mattino, svegliandolo.
Be', ti piace De-troit?
S, tutto a posto.  grande. Sarebbe la terza citt d'America,
a sentir loro, per a me sembrava Filadelfia.
Non me ne pu fregar di meno, disse suo padre.
E l'ho-tel, com'?
Continuarono su questa falsariga finch il padre non
giunse al vero motivo di quell'interurbana.
Ha chiamato un tale, iersera, che diceva di essere tuo
amico e voleva sapere dov'eri. Ci ha parlato Narcissa.
Nome?
Vito Tessa.
Ges Cristo.
Ho detto Vito Tessa. Faceva lo spiritoso, lui.
E non vi  parso di averlo gi sentito, 'sto nome? E
il ragazzino che giocava a fare il gangster, con quel pistolone
nichelato e lo zoot suit, il jitterbug insomma, la sera
prima della mia partenza.
Il fratello di Lou Tessa?
Gi, l'ennesima storia di fratelli. Cos' che gli ha detto
Narcissa, eh, che sono a Detroit? Se no che mi chiamavi
a fare?
Mi sa proprio di s. E anche dov' che stai.
La facevo pi furba.
L'ha intortata dicendole che era nei Seabees con te.
Come faceva a saperlo, se no?
Ogni volta che parlo con un pennivendolo, quello
vuol sapere cos' che ho combinato in guerra.
Quel gangsterino s' informato ben bene, disse Virgil.
Aspetta un attimo, c' Narcissa a portata d'orecchio.
Poi torn al telefono. Le ho sempre detto che
un tempo i compagni di bordo si reggevano il sacco, e lei
ha pensato che era davvero un tuo commilitone. Un attimo
ancora. Poi: Dice Narcissa che quel tipo le ha detto
il suo nome, Vito Tessa, e che se ci capitava di sentirti
dovevamo informarti della sua prossima visita. Ma se
vuol venire l a spararti, perch lo deve annunciare?
Suo fratello aveva cercato di spararmi alla schiena.
E lui vuol provarci faccia a faccia?
Mica l'ho capito.  stato Marvin, il portiere del
Mayo, ad avvertirmi che c'era un tizio con la pistola, e io
mi sono voltato. S, in quell'istante eravamo faccia a faccia,
ma lui neanche ci ha provato. Chiss perch  saltato
fuori con 'sta faccenda del nome.
Per fare il grosso, disse Virgil.
Questo non vuol dire che rinuncer a prendermi di
sorpresa. Adesso mi tocca chiamare la polizia di Tulsa,
scoprire chi  e perch gira ancora a piede libero. L'avevano
beccato per detenzione abusiva di arma da fuoco.
Proprio non ce lo vedo, col porto d'armi. Magari sar anche
pi furbo di quel che penso io, ma non certo pi del
fratello. Va be', ho capito. Oltre a dare la caccia a quei
crucchi per riportarli in gabbia, adesso dovr anche guardarmi
alle spalle. Uno di quegli evasi dev'essersela data a
gambe, un certo Otto, quello delle SS, ma non da molto, -
disse Carl a suo padre. Insomma, ecco una nuova giornata.
Telefon a Honey verso le sette, alle sette e mezza e alle
otto meno cinque, lasciando ogni volta suonare a lungo,
casomai fosse sotto la doccia. Era come vederla, il viso rivolto
verso il getto d'acqua, gli occhi chiusi, l'acqua saponosa
che le scorreva sui seni bianchissimi, ma nessuna risposta.
Aveva deciso che la cosa migliore da fare era comportarsi
come se quelle tette non le avesse viste mai. Anche
se poteva risultare difficile parlarle a quattr'occhi, sapendo
entrambi come ci fosse mancato poco, il giorno prima,
a combinare qualcosa, se non proprio un bell'adulterio.
Avrebbe provato a non fissarle la camicetta e immaginarsi
le due sorelline, l sotto, pensando che quelle di Louly
erano una taglia sopra, ma che quelle di Honey non erano
certo da buttare. Anzi, avevano un non so che di originale,
una certa aria, come dire, baldanzosa, con quelle sporgenze
rosa dritte al vento. Pur soddisfatto di questa immagine,
non riusc comunque a farsi venire in mente qualcuno
cui raccontarla. Forse Narcissa.
Era rimasto a guardarla, Honey, sulla soglia della camera
da letto. Lei non si era mossa, e neanche l'aveva guardato
con aria provocante. Non ce n'era bisogno. Aveva
commentato gli articoli che lui si era messo a leggere, come
se fosse vestita di tutto punto, chiedendogli poi cosa
volesse fare. Anzi: Hai deciso cos' che vuoi fare?
Starai scherzando, era stato il suo primo pensiero.
Ma non aveva aperto bocca. Non voleva vederla sorridere,
convincerla di un suo incoraggiamento. Gli era toccato
restare tranquillo, impassibile proprio come lei, e aveva
proposto di andare a cena per poi fare un salto da Vera
Mezwa a dare un'occhiata ai presenti. E lei: Tutto
qui? Segnarti i numeri di targa? In piedi, con quelle
sventole che lo guardavano dritto. Aveva sorriso ed era
scoppiata a ridere, scuotendo il capo. Anche Carl si era cimentato
in un sorrisetto, non solo a lei ma anche alle due
sorelline che non avrebbe rivisto mai pi, e tutto era tornato
normale. Dopo di che, lei si era vestita.
La sera prima le aveva detto: Se scendi da questa macchina
te la cavi da sola, con tono normale ma deciso, come
per chiarire lo stato delle cose. E lei? Era scesa, dicendogli
che gli avrebbe raccontato tutto l'indomani e facendogli
ciao con le dita. Poi era scomparsa alla vista, girando attorno
alla casa per riapparire dalla parte opposta, salire i gradini
della porta principale, voltarsi e salutarlo di nuovo.
Lui, invece, che aveva fatto? Nulla. Tornato in albergo,
bevuto un drink al bar, salito in camera, acceso la radio
per sentire il notiziario. I russi a Vienna che combattevano
casa per casa. Carl che ascoltava, Carl che rifletteva
sul modo di comportarsi come nulla fosse, con Honey,
senza ficcarsi nei casini.
La sera prima Carl aveva accostato lungo il marciapiede
davanti alla casa di Vera Mezwa per far scendere Honey,
con lei che era scesa per fare a modo proprio, senza
tante storie. Quel mattino s'infil nel vialetto e spense il
motore. Nessuno avrebbe potuto filarsela, mentre era l,
n la contessa Mezwa n il suo piccolo aiutante, tanto meno
quel crucco di Jrgen Schrenk, vero artista della fuga.
Poi si diresse alla porta d'ingresso, la mano alzata per far
segno agli occupanti dell'autocivetta dell'FBI dall'altra parte
della strada non quella vuota che era l per figura e
indicare che non c'era alcun bisogno del loro intervento,
che tanto siamo tutti amici, nevvero? Invece sapeva benissimo
che i federali avrebbero subito chiamato l'ufficio
via radio. Premette il campanello, lo ud squillare all'interno,
attese e suon di nuovo. E chi si muoveva?
Si apr la porta. Bohdan Kravchenko da Odessa, sopravvissuto
all'assedio, disse Carl. Bella prova, amico.
Sono Carl Webster, al momento non in veste ufficiale, e
vorrei vedere la signora Vera Mezwa, la padrona di casa.
Bo indossava una giacca da camera verde con risvolti
neri, che lasciava scorgere il petto nudo, e i pantaloni di
un pigiama. Mi spiace, disse, ma la signora Mezwa
non intrattiene ospiti, a quest'ora.
Carl: Non sono qui per farmi intrattenere, Bohunk.
Fili di sopra e le dica che se  proprio necessario ho l'autorit
di perquisire la casa.
Bo parve diventare di pietra, tentare di parlare senza
aprire la bocca. Posso vederla?
Carl tir fuori il portadocumenti di pelle, fedele compagno
di tutta una vita, e lo apr per mostrare il tesserino
e la stella di marshal.
Bo: Qui c' solo scritto chi  lei.
Carl: Non le serve sapere altro.
Ma non  un mandato del tribunale.
 anche meglio.
Sedevano entrambi sul divano, ma alle estremit opposte,
rivolti l'una verso l'altro, Vera in una vestaglia di seta
dal vago colore verde, ampia e volontariamente aperta
sul davanti, cos da attirare il suo sguardo, Carl che pensava
che certo 'ste donne di Detroit te la sbattono proprio
sul viso. Stavano parlando di Honey Deal.
Vera: Gi, lei l'ha accompagnata fin qui e poi lei 
tornata a casa con Walter Schoen. Cio, credo che l'abbia
accompagnata lui. Non  che posso indovinare le intenzioni
di Walter. Honey non si  fatta problemi a scusarsi con
lui per come l'aveva piantato, cos d'un tratto, e io mi sono
resa conto che lui si sentiva incoraggiato a rinfocolare
il loro rapporto. A provarci, almeno. A un certo punto,
mentre discorrevano, mi sono accorta che Walter si asciugava
gli occhi.
Carl: Ma non mi dica.
Proprio non se la vedeva, Honey, lavorarsi Walter di
proposito, a meno che non stesse volontariamente giocando
con lui. O che gli facesse un po' pena. Magari proprio
per quello si era mostrata gentile. Honey era una tipa esplicita,
l'imbarazzo non sapeva neanche dove stesse di casa.
Per come l'aveva conosciuta lui, le sembrava capace di salire
sul palcoscenico di un teatro pieno di sconosciuti e arringare
la folla cos, su due piedi. Raccontare tutte le cose
buffe che le erano capitate mentre veniva l e inventarsi
tutto il resto. Sparare qualche barzelletta. Sotto questo
punto di vista, loro due erano davvero simili, per come sapevano
cavarsela a forza di chiacchiere in ogni situazione.
Lei non perdeva mai la calma, non aveva certo bisogno di
fingere. Okay,  andata via con Walter, disse a Vera.
In macchina, soltanto loro due?
Che io sappia, s.
E il dottor Taylor?
Per, conosce davvero tutti.
Cos' che faceva?
Stava parlando col mio factotum Bo.
So che Joe Aubrey  arrivato con Walter.
Gliel'ha detto Honey? Oppure c' davvero qualcuno,
in quell'autocivetta?
Per un istante, lui le sorrise.
Quindi Joe Aubrey non  tornato a casa con Walter?
In tal caso sarebbero stati in tre, sulla Ford.
Davvero, lo ignoro. Avevo gi dato la buonanotte ai
miei ospiti. Se volevano trattenersi ancora un po', liberissimi.
Magari Aubrey  tornato a casa col dottor Taylor.
Pu darsi.
Carl: E Jrgen, con chi  rientrato?
Vera stava fumando una sigaretta, a proprio agio. Povero
Jrgen, disse. Per cinque mesi e mezzo nessuno
 riuscito a trovarlo, ed ecco che spunta fuori l'Hot Kid.
Mi dica, cosa si prova a godere di questa fama?
L'importante  avere fortuna, disse Carl.
E le dodici volte che lei ha sparato a quei criminali
con la sua pistola  sempre stata fortuna?
Essere abili con un'arma non  mai questione di fortuna, -
disse Carl. Mi riferivo al fatto di avere l'opportunit
di fare bella figura in servizio, dare l'impressione di conoscere
il proprio mestiere.
Vera apprezz la risposta e gli sorrise. I giornali riportano
l'accaduto, e lei diventa un eroe.
Quando uno si  fatto un nome, disse Carl, e c'
chi scrive un libro sulle sue gesta,  ovvio che si parli di
lui. Per esempio, il commesso di un negozio che sventa
una rapina. Magari i giornali scrivono che se l' cavata
con una rapida mossa alla Carl Webster, tirando fuori un
revolver. Il mese scorso mi hanno intervistato sulla fuga
di certi prigionieri di guerra, neanche fossi un esperto del
ramo.  che mi chiamano solo perch il mio nome ha una
certa popolarit. Vediamo un po' cos'ha da dire Carl
Webster. Uscito su Newsweek, 'sto pezzo.
L'ho visto, disse Vera. la guerra dell'hot kid.
Le  piaciuto cos'hanno scritto?
Ci siamo trovati bene, io e l'autore.
E sua moglie  nei marines, se ho capito bene?
Sottufficiale addetto all'armamento. Louly insegna
come sparare con una mitragliatrice da un bombardiere.
Nella dozzina di persone che lei ha fatto fuori nella
sua carriera, c'era anche qualche donna?
No. Erano in gran parte criminali con una taglia sulla
testa, rapinatori. Ah, anche un ladro di bestiame colto
sul fatto, ma quello non conta.
E perch?
Non ero ancora un marshal. Calcolo solo quelli che ho
ucciso in servizio.
E non le  mai dispiaciuto di aver stroncato cos tante
vite?
Secondo lei, a Joe Foss dispiace di aver abbattuto ventisei
aerei giapponesi? Pilotava un Wildcat, nel Pacifico.
Vera: Be', certo, non vedo la differenza. Anche se
immagino che Joe Foss non abbia mai visto in faccia le
sue vittime. Mi voglia scusare, sto solo facendo conversazione.
Bohdan si avvicin al divano, guardando soltanto Vera,
e disse che c'era una telefonata per il vice marshal.
Nello studio, disse poi a Carl, senza staccare gli occhi
da Vera, e se ne and.
Carl: Stava cercando di capire se c'erano problemi?
Deve avergli detto qualcosa che non gli  piaciuto. -
Vera agit la mano. Vuole che lo segua.
Era Kevin Dean.
Stai parlando con Vera?
Sto cercando Honey, disse Carl, in piedi accanto
alla scrivania, alle spalle interi scaffali di libri rilegati in
pelle che gli sembravano messi li per figura e mai aperti.
Kevin: Ti sta dando una mano? Non l'ho pi vista
da quando mi hanno assegnato ad altro incarico. Ti crea
problemi, chiamarla Honey?
No, disse Carl. E a te?
All'inizio s. Anzi, ancora adesso. In questo modo ci si
rivolge alla moglie, o alla fidanzata. Comunque, ascolta, ti
ho chiamato per dirle che il dottor Michael Taylor, uno degli
insulsi membri di quella cellula spionistica,  stato ucciso
a colpi d'arma da fuoco la scorsa notte. Sembra che sia
stata sua moglie Rosemary, con una Walther P38, con la
quale si  poi fatta saltare le cervella. La donna delle pulizie
ha detto che l'arma apparteneva al medico. Quando  arrivata,
stamattina, si  stupita di trovare la macchina ancora
in garage. Evidentemente il dottore non era uscito per recarsi
in ufficio, e infatti ha trovato entrambi nel soggiorno.
Carl stava pensando che se Kevin aveva dei problemi
a chiamarla Honey, voleva dire che non c'era ancora andato
a letto. E ha avvertito la polizia? disse.
All'istante. E intervenuta la squadra omicidi. Un detective
sapeva che il dottor Taylor era un simpatizzante
nazista, un membro del Bund negli anni Trenta, gi arrestato
per un reato minore, ovvero una manifestazione non
autorizzata davanti a una sinagoga. La Omicidi ci terr aggiornati
sull'evolversi delle indagini.
Carl stava guardando Bo fermo sulla soglia, che gli dava
la schiena.
Un'altra cosa, disse Kevin. Sono assolutamente
certi che in bagno si trovasse una terza vittima, uccisa da
un colpo di pistola alla nuca. Hanno trovato tracce di sangue
che l'omicida ha cercato di asportare in maniera molto
dilettantesca, cos la scientifica ha passato al pettine
fitto l'intera stanza da bagno trovando nello scarico del
lavabo frammenti di osso e materia cerebrale.
Carl disse a Kevin di restare un attimo in linea. Tesoro, -
disse a Bo, invece di origliare le conversazioni altrui,
perch non mi porta una tazza di caff?
Bo fil via senza dire una parola.
Carl: Magari, quando gli hanno sparato, il dottore era
al gabinetto.
No, Taylor  stato colpito al torace. Si tratta di qualcun
altro.
Chi manca all'appello?
Joe Aubrey.
Il suo velivolo  all'aeroporto?
Mai stato. Stavolta era venuto in treno. Il Cessna 
in officina ad Atlanta, per una serie di lavori.
Dov' Walter?
Stamattina? Alla fattoria.
Da solo?
C' anche quella coppia tedesca. La donna mi ha risposto
al telefono, e le ho chiesto se Walter era rientrato
assieme a qualcuno. Pare di no.
Sai che Honey si  infiltrata alla festicciola delle spie?
L'ho sentito dire, si. Ci crede? E tutta la mattina che
cerco di parlarle, ma non  in casa n si  presentata al lavoro.
Come va la faccenda delle bombe nei bar?
Mi hanno assegnato a questo omicidio, adesso. Se
vuoi dare un'occhiata alla scena del delitto, ti posso accompagnare.
Carl: C' qualche motivo per ritenere che la terza vittima
possa essere una donna?
Kevin ci mise qualche istante a rispondere. Non lo
so. Credo che siano tutti orientati su un uomo. Ma chiss,
magari la moglie l'ha scoperto con un'altra donna.
Pausa. No, se fosse stata la moglie, il cadavere dell'altra
donna sarebbe ancora l. Insomma, cerco di scoprirlo e poi
te lo faccio sapere.
Oppure la terza vittima, disse Carl, era l'uomo con
cui lei ha beccato suo marito. Ma dov' andato a finire?
Kevin: Mica star pensando che si tratti di Honey.
Vera dice che Walter l'ha riaccompagnata a casa. Non
ho alcuna ragione per crederle, ma sono propenso a farlo,
mentre sono sicuro che stia mentendo su Jrgen.
Be', Walter  alla fattoria. Ci ho parlato, per qualche
minuto. Dal rapporto dell'FBI per la scorsa notte risulta
che Walter  arrivato quasi sicuramente con Joe Aubrey,
anche se non  stato possibile ottenere un'identificazione
certa. Walter lo riconoscono per via della macchina. Gli
agenti dell'autocivetta dicono che se n' andato con un uomo
e una donna.
L'hai chiamato prima o dopo aver saputo degli omicidi?
Dopo che sono arrivato sulla scena del crimine. L'ho
chiamato da l, gli ho chiesto chi aveva accompagnato a casa.
Honig Schoen, mi ha detto lui, l'ha lasciata sotto il
suo appartamento. Walter, gli ho detto io, quando
lei ha lasciato il meeting eravate in tre, nella sua macchina.
E lui: Avete una fotografia notturna di tre persone
accanto a una macchina, scattata chiss dove? A suo dire,
se qualcuno afferma di averli visti in tre dev'essersi per
forza sbagliato. Oppure sta raccontando una balla. Il suo
unico passeggero era sua moglie.
Cos l'hai chiamata?
Come, sua moglie o il suo passeggero? Gli ho chiesto
se anche lei era alla fattoria, in quel momento. Mi ha risposto
di no, ma che le aveva promesso di passare del tempo
con lui, durante la giornata.
Davvero gli hai detto cos?
Dice Walter che ci pensava lui a farle mantenere kvesta
promessa.
Cos adesso sappiamo cosa sta facendo Honey, disse
Carl. Cerca di non farsi trovare da Walter.
Vera non si era alzata dal divano. Sedendosi di nuovo
al suo fianco, Carl pens di batterle una pacca sul ginocchio
per l'unico motivo che avevano entrambi fatto la
guerra, su sponde diverse ma pi o meno con le stesse sensazioni.
Pensa che la guerra sia servita a qualcuno? le
disse.
Direi proprio di no, perch sono troppo stanca per pensare
a qualcosa di saggio o enigmatico. Oppure sciocco.
Cosa intende fare, quando sar finita?
Cercare di passare inosservata.
La preoccupa di poter essere tradita da qualcuno?
I miei amici?
La sua cellula di spie.
Carl alz gli occhi e vide Bo pronto a servire il caff per
uno. L'ucraino pos il vassoio sul tavolino da cocktail e
vers una tazza, mentre Vera gli diceva: Il signore vorrebbe
sapere se saresti capace di mentire su di me, pur di
salvarti la dupa da qualche galeotto assatanato.
Bo: Cos'hanno di male i galeotti assatanati? Serv
Carl, porgendogli una tazza di caff nero. Lui lo ringrazi,
e Bo fil via con un koorvya mat detto con voce
flautata.
Vera si mise a guardarlo.
Carl: Che diamine significa koorvya mat?
Visto che l'ha ringraziato, non le  passato per la testa
che lui le dicesse: Ma le pare?
Ma che gentile.
Vera: Non dovrei dirglielo, ma per quel che importa.
In ucraino koorvya mat significa: Va' a fottere tua madre.
Ma cos' che gli ha fatto, a Bo, prima?
Forse ho alzato la voce, disse Carl. Insomma, lei
non crede che Bohdan la possa tradire, eh?
Non me ne stupirei. A patto che l'abbiano spaventato
a sufficienza. Ma se parla, stia sicuro che li far divertire.
Bo ama sentirsi al centro dell'attenzione. E sa cosa
faranno gli altri, se vengono accusati? Niente. Joe Aubrey
rester sempre Joe Aubrey. Il dottor Taylor, l'ostetrico,
continuer a perlustrare vagine e, allo stesso tempo, inventarsi
qualche insulto razziale. E Walter... Be', Honey le
avr di sicuro riferito il suo incredibile piano.
Carl fu colto di sorpresa. Gi, Walter... Poi: Crede
che ci riuscir?
Vera abbozz un sorriso. Non ci ha ancora parlato,
con Honey, eh? Ce l'ha ancora con lei perch l'ha piantata
in asso per venire alla mia festa. Vede, con quella ragazza
bisogna essere parecchio svegli, e forse lei non lo  abbastanza.
Ho visto la foto di sua moglie, su Newsweek,
quella in divisa. Bella figliola. E dev'essere un tipo simpatico.
Ma Honey  una persona del tutto speciale, non so se
se n' accorto. Uno spirito libero dal cervello che funziona
a pieni giri. Non ha tutta questa urgenza di spassarsela, di
far nuove esperienze.
Sta dicendo che dovrei lasciare mia moglie per Honey
Deal?
Sto dicendo che Honey  unica, nel suo genere. Se
lei ha timore di passarci del tempo assieme, si faccia da
parte.
Carl: Torniamo a Walter.
Vera: Non ho intenzione di dirle proprio niente, su
Walter. Sono certa che lui abbia gi parlato con Honey.
Lo chieda a lei, cosa sta combinando il suo ex marito, al
fine come dice lo stesso Walter di andare incontro al
proprio destino.
Non le importa che Honey sappia ogni cosa?
 una faccenda troppo grossa, per Walter, disse Vera.
 la sua grande illusione, quella di far entrare il nome
di Walter Schoen nella storia dell'umanit.
Carl: Vuole assassinare qualcuno.
Non aggiungo verbo.
Pensavo che magari volesse tornarsene in Germania
per l'ultimo colpo di coda di Adolf, ma  chiaro che non ha
la minima possibilit di rientrarci. Cos si dev'essere messo
in testa di sparare a qualcuno, tipo il presidente degli Stati
Uniti. Beccarlo a bordo di quell'auto scoperta su cui gli piace
viaggiare. Sa che una volta un tizio di nome Giuseppe
Zangara, anarchico, gli ha sparato cinque colpi, a Roosevelt,
da non pi di venticinque metri di distanza? Nel 1933.
Vera: E l'ha mancato?
Una casalinga di nome Lillian Cross gli ha mollato
uno spintone, a questo Zangara, e gli ha fatto sbagliare mira.
Il presidente non  stato colpito, ma i proiettili hanno
beccato altre cinque persone che gli stavano attorno, tra
cui Anton Cermak, sindaco di Chicago.
E cosa pensava, quella donna? disse Vera. Che
cinque persone, tutte assieme, fossero meno importanti
del presidente?
Me lo sono chiesto anch'io, disse Carl. Uno di 'sti
giorni far qualche piccola ricerca, sulla signora Cross. Nel
frattempo vedr di scovare Honey... se il suo spirito libero
non le ha suggerito di tagliare la corda.
Carl aveva posato la tazza sul vassoio. La prese di nuovo,
bevve un sorso di caff e la rimise gi. Bo gliel'aveva
servito freddo, freddissimo.
Si rende conto, disse a Vera, che potrebbe essere
incriminata per reticenza, a proposito di Walter? Occultamento
volontario di reato sedizioso nei confronti del
governo degli Stati Uniti, se vuole la definizione esatta.
Anche se non vi ha preso parte attiva.
Vera: Gliel'ho gi detto,  il suo sogno. Cos', dovrei
finire in prigione per qualcosa che Walter non ha intenzione
di fare sul serio?
Il rischio c'.
E gliene importa qualcosa? Neanche mi ha chiesto se
Jrgen  qui.
Me lo dica lei.
No, non c', disse Vera, e sorrise.
E il dottor Taylor?
Lui cosa c'entra?
Ritiene che potrebbe tradirla?
Il dottor Taylor non  affatto credibile. Continua a
sostenere che Adolf Hitler sia il salvatore del mondo, e mi
dica lei se c' qualcuno che pu prenderlo sul serio. No, il
dottore non mi preoccupa affatto.
Carl: Adesso che  morto, vuol dire?
...
.
...
CAPITOLO 23.
...
.
...
Vera entr in cucina. Bo era chino sul tavolo a leggere
il giornale del mattino.
Hai sentito cos'ha detto?
Neanche lo stavo a sentire, quello. E un cafone.
Sa del dottor Taylor.
Qua sopra non c' scritto niente.
Mica ha bisogno del giornale, lui.
Il tono di Vera spinse Bo a guardarla.
Conosce poliziotti, agenti federali. Mi ha chiesto se
ero preoccupata che il dottore potesse tradirmi. Gli ho risposto
che non ci penso nemmeno. Adesso che  morto?
mi ha risposto lui.
Gi lo sa? disse Bo, con aria sorpresa.
Tu continua a chiamarlo cafone, fa' pure lo snob. Serviglielo
freddo, il caff. Intanto, quel tipo  il pi famoso
poliziotto d'America. Su di lui le riviste scrivono interi articoli.
Esiste anche un libro, con tanto di fotografie. Continua
pure a prenderlo sottogamba, e poi vediamo.
S' comportato come un buzzurro, disse Bo, facendo
spallucce nella sua nuova giacca da camera. Cos' che
gli hai detto?
Gli ho chiesto se per caso era rimasto coinvolto in
qualche incidente di macchina e ci aveva lasciato le penne.
Devo essergli sembrata proprio stupida.
Sono sicuro che sei stata convincente, invece.
Gli occhi di Bo caddero di nuovo sul giornale. Vera:
Guarda me, piuttosto, visto che ti sto parlando, e fece
volar via il quotidiano dal tavolo. La polizia sa che c'
stata un'altra vittima.
Rosemary.
Non so con che coraggio hai ucciso quella povera
donna.
Non avevo scelta, visto che mi conosceva.
Sto parlando di Aubrey, in bagno. Hanno scoperto
tracce di sangue che qualcuno ha tentato di pulire dal muro
facendo un pessimo lavoro, sangue e materia cerebrale,
ha detto Carl.
Visto dov' morto Aubrey, poteva anche definirlo
Un cesso di lavoro.
Vera: E io ho fatto la finta tonta, con Carl, sbarrando
gli occhi. E chi sar mai? gli ho detto, tutta innocente.
E lo sai cosa mi ha risposto? Che era Aubrey, senza
alcun dubbio.
Bohdan s'incup. Per pulire quel macello aveva usato
delle salviette bagnate e insaponate, ed era stato cos accorto
da farle sparire, ficcandole nei calzoni di mister Au-
brey quando glieli aveva tirati su. Poi aveva dovuto avvolgergli
la testa in un telo da bagno recuperato al piano di
sopra, quando era salito per dare un'occhiata e si era intascato
un po' di gioielli di suo gusto, arraffando pure una
giacca da camera del dottore, proprio quella verde che indossava
in quel momento. Poi aveva cercato le Luger e la
mitraglietta, trovandole chiuse a chiave in un armadio che
era stato costretto a forzare. Un lavoro ben fatto, almeno
quello. Cos gli era parso. Con una coperta sfilata dal letto
ancora caldo di Rosemary era riuscito a trascinare mister
Aubrey sul pavimento, fino alla porta di casa, dove
aveva depositato il cadavere di quel rompicoglioni mentre
tornava a pulire il bagno e pensava all'assurdit di farsi
tutta quella strada, alle quattro del mattino, per andarlo a
seppellire in un campo di grano nei paraggi della fattoria
di Walter. Che diamine, in fin dei conti era gi a Palmer
Woods, non proprio una foresta ma con dei bei tratti boscosi
qua e l.
Sono sicuri che la terza vittima sia Joe Aubrey, disse
Vera. Di tutti i presenti al meeting di ieri sera, Joe 
l'unico che manca all'appello.
Potrebbe essere chiunque, invece.'
Io lo so che  Aubrey, e lo sa anche Carl. Guarda che
gli hai sparato tu alla nuca, facendo tutto quel casino. Non
potevi pensarci prima, e scegliere un altro posto?
Me lo sono ritrovato a neanche un metro di distanza, -
disse Bo. Era l che cambiava l'acqua alle olive. Mai
sentita, questa espressione? Significa pisciare. E la stava
cambiando dritta sul pavimento.
Avrai anche toccato Rosemary.
Le ho tolto i capelli dalla fronte.
Con la Walther?
No, con la punta delle dita. Sono stato gentile, con
lei. Ma non avevo scelta.
Sei davvero in gamba, quando c' da prendere delle
decisioni, disse Vera, posandogli una mano sulla spalla.
L'aveva trattato un po' male e non voleva fargli mettere
il muso. Non era il momento di perdere tempo. Gli accarezz
i capelli. Per tirarti un po' su, ricordati che abbiamo
in mano l'assegno di Joe Aubrey. Cinquantamila dollari.
Se riesco a versarlo su un conto e a prelevare tutto
quanto entro pochi giorni, siamo coperti per la fuga.
E possiamo filarcela da De-twah, disse Bo. Posso
appoggiare la mia stanca testa sopra il tuo pancino?
Vera gli prese il volto tra le mani e lo accost a s.
Quel che non deve proprio capitare  che Aubrey salti
fuori prima della nostra fuga. T'immagini che razza d'interrogatori
ci toccherebbe sopportare? Due dei miei ipotetici
aiutanti uccisi a colpi d'arma da fuoco? Non succeder
mai, Bo, vero?
Non  questo il problema, disse Bo, e attese la risposta
di Vera.
C' sempre un problema, eh? disse lei.
Walter potrebbe dire alla polizia che dovevo accompagnarlo
io, Aubrey, alla fattoria, ma che non siamo mai
arrivati. Mai spuntati, come direbbe Kevin Dean. E mi
sembra di sentire gi quella tipa, Honey Deal, che fa: Ah,
come no, giusto, mister Aubrey. Non  andato a casa con
Bohdan? Lo sai come mi ha chiamato, quel marshal del
cazzo? Bohunk.
Ecco cosa ti aveva detto, allora. Secondo Honey, invece,
sei proprio carino.
Ah s? Be', intanto si  portata via Jrgen.
Se lo sta sbafando per colazione, disse Vera. Quella
ragazza  una mangiatrice di uomini.
Metti che l'FBI chiede a Jrgen se Aubrey era in macchina
con lui. Quello gli risponde subito: Kvando siamo
andati via? Certo ke no.
Jrgen non parla in quel modo. Comunque sono andati
via con Walter prima che tu caricassi Aubrey sulla mia
macchina. Non possono certo sapere se e dove l'hai portato.
Vuoi correre il rischio? disse Bo. Magari la polizia
scopre che ho portato Aubrey dal dottore. O forse no.
Nel frattempo, Vera si bagna le mutandine ogni volta che
suonano alla porta.
Dio santo, disse lei. Quanti morti c' capitato di
vedere.
Non mollare proprio ora, disse Bo. Qualcuno in
pi non far certo 'sta gran differenza.
Almeno tre, per il momento. Con un po' di fortuna,
quattro.
Va bene, disse Vera. Quando la polizia ti dir di
aver saputo dagli altri che dovevi accompagnare tu Aubrey
da Walter, cosa rispondi? Quando ti chieder: Se non 
andato laggi, allora dove? come pensi di cavartela?
Ma come diavolo se lo sono messo in testa? dir.
Non ho accompagnato mister Aubrey da nessuna parte,
io. Quando ha lasciato la festa, ero gi andato a letto.
Allora come ha fatto ad arrivare dal dottor Taylor?
E come faccio a saperlo?
Eri qui con tutti gli altri. Com' stata risolta la faccenda,
se Walter non l'ha portato?
Potrei esporre la mia teoria.
Basta che abbia un senso.
Be', per come la vedo io, il dottor Taylor e mister Aubrey
avevano una sorta di relazione e si erano messi d'accordo
per incontrarsi da qualche parte, a festa finita. Che
so, un bar sulla Woodward o magari davanti alla cattedrale.
Cos il dottore ha recuperato Aubrey e l'ha portato a casa
sua, per fare i loro giochetti in santa pace.  stato allora
che la moglie di Taylor, Rosemary una donna cos dolce,
quella, l'ho sempre pensato li ha sentiti ridacchiare,
 scesa dabbasso, li ha beccati a sbaciucchiarsi e gli ha sparato
con la Walther del marito. Poi, ferocemente sconvolta
dal suo gesto, si  puntata la canna alla tempia e, ka-bum!
si  tolta la vita. Ah, disse Bo, sempre guardando Vera,
non che a tette fosse messa un gran che bene.
Ferocemente sconvolta? disse lei.
Enormemente sconvolta dall'aver appreso che suo marito, un medico cos rispettato, era in realt una checca.
E dove l'ha presa, la pistola?
Sapeva che il dottore era un cacasotto e che la teneva nella tasca della giacca da camera ogni volta che restava da solo di notte al pianterreno.
E tu com' che lo sai?
Me l'aveva detto Rosemary, una volta. Oppure  scesa gi con la pistola in pugno.
Scusa, ma quella giacca da camera  la stessa che indossava lui?
No, un'altra.
Cos gli sbirri ti dicono: Se mister Aubrey non era
pi qui, stamattina, allora cosa gli  successo?
E io rispondo: Come faccio a saperlo? Mica sono un detective.
...
.
...
CAPITOLO 24.
...
.
...
A casa di Vera, Jrgen si era mostrato tranquillo e piacevole,
un giovanotto carino in giacca sportiva.
Nel soggiorno di Honey, appena la padrona di casa aveva
acceso una lampada, era tornato un prigioniero di guerra
evaso. Forse perch Jrgen sembrava pi a suo agio nel
consesso formale di Vera, e perch Honey non si era mai
immaginata un soldato tedesco a casa sua. Quelli, si vedevano
sul giornale. Jrgen si fidava di lei, era venuto di sua
volont, e adesso Honey non era sicura se la cosa avrebbe
funzionato. Mettersi d'accordo con Carl per farli incontrare
l'indomani; una chiacchierata, magari un drink, e poi
Jrgen si alza e dice aufWiedersehen e Carl lo lascia andare
via? Dopo essersi sparato mille miglia per venirselo a
riprendere? Oppure gli schiaffa le manette ai polsi e lo riporta
in Oklahoma? Vale a dire quel che da mesi muore
dalla voglia di fare.
E Jrgen penser che sei stata tu ad incastrarlo. Ad attirarlo
l per gettarlo in pasto a Carl, dicendogli che tanto
lui non potr neanche toccarlo con un dito, di prendere
per buone le sue parole, parole che valgono oro, fare la figura
di una deficiente, di una Little Miss Sunshine, come
quando era una ragazzina e il mondo era perfetto. Anzi,
sarebbe stato perfetto, non ci fosse stato suo fratello Darcy.
O dire a Jrgen che non c'era pericolo, perch in quel momento
era come stare nell'occhio di un ciclone.
Be', poteva mostrarsi gentile, con lui, non troppo gentile
ma comunque gentile, chiedergli se aveva fame o voleva
un drink, se gli andava di ascoltare la radio o qualcuno
dei suoi dischi: aveva Sinatra, Woody Herman, Buddy
Rich, la coppia Louis Prima e Keely Smith.
Niente Bing Crosby? I'll Be Home for Christmas?
Di Bing me n' sempre fregato poco. Se proprio vuole
un Crosby ho qualcosa di Bob assieme ai Bobcats, oltre
alla mia canzone preferita, Gee, Baby, Ain 't I Good to You
fatta da Billie Holiday.
Niente Bob Wills e Roy Acuff?
Honey stava gi cantando sottovoce, con aria disinvolta.
Love makes me treat you I The way that I do I Gee,
Baby, Ain'n Good to You, e disse: A lei, invece, piace
lo hillbilly, eh?
Jrgen disse che aveva cominciato ad ascoltare le trasmissioni
radio dal Grand Ole Opry nel 1934, quando ancora
era a Detroit con la famiglia.
Si sentiva a suo agio, con lei. Non aveva detto una parola
sull'eventuale visita di Carl. Neanche menzionato il
suo nome. Lui credeva a quanto le aveva detto, ovvero che
laggi poteva sentirsi al sicuro, che non doveva preoccuparsi
di essere arrestato e rispedito in Oklahoma, e a Honey
sembrava quasi di averlo tradito, perch non era affatto
sicura di cosa avrebbe fatto Carl.
Al campo ho conosciuto un altro marshal di Tulsa, -
disse Jrgen. Gary Marlon. Aveva finito per dimettersi
perch gli mancava troppo la vita del rodeo, e adesso  tornato
a gareggiare.
Cavalca broncos imbizzarriti?
No, tori assassini. Il giorno che ho lasciato il campo...
Il giorno che  evaso?
... ho ricevuto una lettera da Gary, me l'aveva scritta
ad Austin mentre stava rodeando. Cos lo chiamava lui.
Gary non  mai stato un cowboy, di quelli che conducono
le mandrie sulla pista, ma nel circuito dei rodei indossava
sempre il cappello e cavalcava i tori.
Anche lei vuol saltare sui tori, da grande?
Non ho progetti di crescere. Mi ero messo in testa di
diventare un cowboy, con tanto di cappello e stivali, ma se
sei abbastanza competitivo montare cavalli selvaggi e tori
assassini per otto secondi alla volta non hai bisogno di
fare il lavorante di ranch, il cowboy vero e proprio.
Cos pu indossare il cappello, e gli stivali proprio come
quelli di Carl, disse Honey. Di tutti i cowboy che
ho visto in vita mia, nessuno sembra pi autentico di Carl,
e lui neanche porta il cappello.
L'aveva infilato nella conversazione, Carl, senza neanche
pensarci, per come la sua immagine continuava a mulinarle
nel cervello, ma Jrgen non parve farci caso. Ha
detto suo fratello che mi dar uno dei suoi cappelli.
Spero che le vada bene, disse Honey. Darcy ha
una testa minuscola. Lanci un'occhiata all'orologio e
poi a Jrgen. Adesso si erano entrambi seduti sul divano.
 tardi. Andrei anche a letto.
Pure io, disse lui.
Non ho una stanza per gli ospiti, disse Honey, ma
il letto di camera mia  a due piazze. Posso cedergliene una
parte, se mi promette di non attaccare con le stranezze.
Ma certo, disse Jrgen. Guarda un po' che sorrisetto,
pens Honey.
Dico sul serio, niente stupidaggini, ripet poi, convincendosi
di essere stata chiara. Non sono una di quelle
ragazze che si buttano in faccende intime al primo appuntamento.
Davvero, non prima di aver capito se c'
qualcosa che pu funzionare. Per non sono passata sotto
la censura del Codice Hays, quindi non le toccher dormire
con un piede sul pavimento.
Ah, questo  il nostro primo appuntamento? disse
Jrgen.
Mi ha capito benissimo.
Quel che mise in moto la faccenda, invece, fu il sentirsi
toccare dalla spalla di lui al buio, sotto le coperte,
tanto da non resistere a voltarsi dalla sua parte e a dirgli
Abbracciami. Non intendeva altro: voleva essere abbracciata,
le piaceva sentirsi abbracciata. Ma quando fu
tra le sue braccia lasci vagare la mano per tutto il suo
corpo, per capire com'era messo, quel ragazzo cos magrolino,
tastandone le costole, il ventre piatto, lasciando
scivolare la mano un po' pi gi, e adesso entrambi facevano
strani rumori al buio, facevano l'amore con un'intensit
esplosiva che fin per lasciarli avvinti l'un l'altra
senza un briciolo di respiro e senza neanche una parola
finch non fu Honey a dire: Devo conoscerti un po' meglio,
tedescone mio.
E al mattino non avrebbe risposto al telefono nemmeno
per sbaglio, squillasse pure quanto voleva. L'idea era
di scoraggiare il povero Walter, non sapendo se Carl l'avrebbe
chiamata oppure no. E prima delle otto vi furono
ben nove diverse telefonate.
Quando Walter si rese conto che Honey non aveva alcuna
intenzione di rispondere al telefono, salt in macchina
e and a suonarle il campanello.
Io, sono, disse. Apri la porta.
Ce l'aveva sotto casa, non poteva far finta di niente.
Honey svegli Jrgen e gli disse di riaddormentarsi pure.
Se devi andare in bagno, vacci subito e alla svelta. Sta
salendo Walter. Oppure resta l dentro, fatti una doccia.
La prima cosa che disse Walter, com'era prevedibile,
fu che non aveva ancora preso il caff. Questo li sped dritti
in cucina, Walter seduto a tavola, e dette a Honey un
barlume di speranza. Non le sarebbe saltato addosso, prima
di aver bevuto il caff. Per non sembrava neanche
tanto interessato a saltarle addosso, per come parlava senza
sosta di Joe Aubrey e si chiedeva dove diamine fosse
finito.
Honey: Cosa me lo chiedi a fare?
Sono andato io a prenderlo, ieri, alla Michigan Central.
Dev'essere ancora qui.
Guarda che l'ha accompagnato Bo, alla tua fattoria.
Se  cos, non ci sono mai arrivati. Stamattina l'ho
chiamato. Mi ha detto Vera che era uscito. Le ho chiesto
se era rimasto fuori tutta la notte, e lei ha risposto che
non sapeva a che ora fosse tornato, che non  mica sua
madre.
Sicuro che non sia da te?
Honey non sapeva perch l'avesse detto. Serv solo a
riportare alla luce il Walter che aveva sposato. Tu ancora
non ascolti, disse lui. Ti ho gi detto che non sono
venuti laggi.
Be', magari ci sono arrivati proprio adesso, mentre
tu perdi tempo a urlarmi contro.
Dov' Jrgen? disse lui, con tono pi calmo.
In bagno.
Aspetto che esca.
Walter, se non lo so io, dov' finito Joe Aubrey, perch
dovrebbe saperlo Jrgen?
Devo trovarlo, disse Walter. Devo andare in
Georgia e organizzare le mie scadenze. Devo essere laggi,
pronto, non pi tardi di domani.
Ce l'ha una ragazza, Joe, da quelle parti?
Puttane.
Allora  tutto chiaro, disse Honey. Sar in un bordello
di Paradise Valley. Lo sai che gli piacciono le ragazze
di colore. Si  portato dietro Bo per vedere se riesce a
raddrizzarlo. Avranno passato una nottata con quelle pupe
e saranno ancora l a bere il caff, a far le cose con calma.
Insomma, Walter, ma  possibile che debba pensare
a tutto io? Vuoi andartene in Georgia? Prendi il pullman.
Sembrava il concentrato di un anno di matrimonio, -
disse Jrgen. Dimmi perch l'hai sposato.
Non me lo ricordo.
Walter  un tipo fortunato. Se non riesce a trovare
Joe, ha un'ottima scusa per non assassinare il vostro presidente.
Ti piace, Roosevelt?
Ho votato per lui da quando sono maggiorenne.
Le stava sorridendo di nuovo.
Ti piacerebbe andare nel West con me?
In strada, suonarono al campanello.
Il primo pensiero di Honey: ancora Walter.
Invece era suo fratello Darcy.
Non ci posso credere, disse lei. Sono passati degli
anni. Poi guard Jrgen. Gi lo conosci, vero?
S, il ladro di bestiame. Quello che deve darmi uno
dei suoi cappelli da cowboy.
Tanto vale che gli dici ciao.
Darcy le pass davanti, gli speroni che tintinnavano e
Jrgen che aveva attratto la sua attenzione, Jrgen in piedi
accanto al sof e intabarrato nel kimono arancione di
Honey. Cos si ferm a guardare la sorella e disse: Ti darei
anche un bacio, ma puzzo di carne andata a male. Come
butta, sorellina? Poi si rivolse a Jrgen.
Amico, certo che hai il pepe al culo, tu. Le ultime
notizie che avevo ti davano a casa di Vera. Ogni tanto mi
 capitato di vederla, quella tipa, quando le portavo la
carne, ma non  che mi ha mai fatto una grande impressione.
Troppo dispotica, per i miei gusti. Una che ti dice
di portarle un cosciotto e qualche bistecchina d'agnello,
invece del manzo. Avevo una gran voglia di dirle che l'avrei
vista bene a fare il secondino in galera, sai. E quel
tipo viscido che lavora per lei, Bo? Mi ricorda un tale che
era dietro le sbarre assieme a me, a Eddyville, che in cella
gli piaceva vestirsi da donna. Si chiamava Andy, quello,
ma a Bo ci somigliava un sacco. Noi, invece, lo chiamavamo
Candy Andy o Lollypop, un lecca lecca in tutti
i sensi.
E tu sei in citt dallo scorso autunno, disse Honey,
ma per venirmi a trovare aspetti di puzzare come un cassonetto?
 a ottobre che mi hanno rilasciato e sono venuto qui
per far affari con Walter. Fino a ieri sono stato pi impegnato
di quel famoso tizio con una gamba sola che conoscete
tutti eccetera eccetera.  che venivo gi da Flint nel
camion frigorifero e due vitelli sopra hanno cominciato a
puzzare come non ti dico, proprio quando il generatore ha
deciso di far festa. Cos mi sono agganciato al rimorchio
di un autotreno con una catena che aveva l'autista e mi sono
fatto portare a una stazione di servizio. Siamo rimasti
l a chiacchierare di vitelli e di razionamento della carne
finch non ho attraversato la strada per andare a mangiare
un hamburger alla bettola l di fronte. Mangio, faccio
per uscire dalla porta, e ti vedo la polizia che  l che mi
occhieggia ben bene il furgone. Cos' che vogliono fare?
Controllarmi il libretto o capire da dove viene quel tanfo
pestilenziale?
Jrgen: Ma non l'avevi comprato all'asta, quel furgone?
A dire il vero l'ho fregato in una concessionaria di
auto usate a Toledo assieme a un mio amico. Poi ho detto
a Walter che l'avevo pagato milleottocento verdoni, usato,
e me n'ero fatti rendere la met. Quindi non ci ho rimesso
un bel niente.
Honey: Perch puzzavano cos tanto, quei vitelli?
Perch quando li ho rubati erano gi morti. Se ne stavano
a gambe all'aria in un pascolo, e 'sto allevatore mi dice
che me li posso prendere a gratis, a patto che me li carico
io sul furgone. Cos non mi sono costati niente neanche
quelli. L'idea era di portarli da Walter e di farglieli
vedere ben bene, casomai ci avevano qualche malattia. Se
lui mi diceva di farli sparire era quel che intendevo fare.
Ma gi me lo vedevo a tirargli fuori il fegato e ad affettare
cipolle.
Cos hai abbandonato il furgone, disse Honey.
Per forza, dovevo filarmela. Mi sono fatto dare un
passaggio fino a Flint e ho preso un autobus e poi un altro
e sono arrivato da Walter per sentirmi dire che lui con la
carne ha chiuso, che sta andando in Georgia ad assassinare
il presidente. E io, rimango in brache di tela? gli dico.
Hai idea del culo che mi sono fatto, per te. Lui mi
risponde di fare un po' quel che mi pare. Io comincio a
strillargli sul viso, ma poi penso che non serve a un bel nulla,
che mica ci si ragiona, coi crucchi, quando hanno gi
deciso cosa fare.
Honey: Ti ha detto che vuole assassinare il presidente?
In Georgia. Ma il presidente mica sta in Georgia.
E tu gliel'hai detto?
Manco per il cazzo. Lo scoprisse da solo.
Povero Walter, disse Honey. Nessuno gli crede.
Jrgen: Ma ha mai fatto qualcosa?
Che io sappia, no, disse Honey, e guard il fratello.
 successa ieri, tutta 'sta storia, e puzzi ancora cos?
Tra un po' smette.
Se non fai pi il ladro di bestiame puoi anche toglierti
gli speroni, disse Honey, e vide che lui le rifilava un
sorrisetto. Che altro ti ronza per la testa? Qualche nuova
malefatta?
Altrimenti che fuorilegge sarei, Sunshine? Dovr pure
guadagnarmi da vivere. Basta coi manzi. Adesso sto
puntando su qualcosa che non pesa un beato cazzo. Calze
di nylon. Pi ne frego, pi ne vendo, venti dollari il paio.
Anzi, pure venticinque.
Ad avercene, disse Honey, ci riuscirei anch'io.
E tu vorresti dirmi che non hai delle calze di nylon
messe da parte per le clienti migliori, quelle che usano i
gettoni di credito di Hudson's?
Sono due anni che non entra una calza di nylon, in negozio.
La DuPont sta ancora fabbricando paracadute. E dubito
di vederne qualcuna in tempi brevi, se il Giappone non
si sbriga ad arrendersi, disse lei. Perch non ti arruoli
in Marina e cerchi di farla finire alla svelta, la guerra?
Darcy: Va bene, ma metti che ce l'hai, 'ste calze,
dov' che le nascondi?
Honey guard Jrgen, alzando gli occhi al cielo. E lui:
Davvero non hai calze di nylon?
Lo giuro.
Jrgen si rivolse a Darcy. Ci stavi dicendo che avevi
troppo da fare con la carne per venire da tua sorella. E che
eri pi impegnato di questo famoso uomo con una gamba
sola che conosciamo tutti eccetera eccetera. Ma di che uomo
con una gamba sola stai parlando?
Quello che fa la gara di calci in culo, disse Darcy.
Hai sentito che parlavo di quel gettone di Hudson's che si
usa per comprare a credito? E se uno si procura un po' di
ottone e si stampa i suoi gettoni personali, quanti ti pare e
piace, con dei nomi scritti sopra che ti inventi l per l?
Ecco, siamo passati al falsario, disse Honey.
Ti vesti tutto azzimato in giacca e cravatta, usi uno
di quei gettoni per comprare roba di lusso a credito, che
so, una pelliccia per tua moglie...
A Muriel verrebbe un accidente, disse Honey.
Mica per regalarla a lei. Per riportarla indietro e farsi
dare i contanti.
Guarda che se la compri a credito ti scalano i soldi
dal conto.
Vide Darcy che se ne stava impalato nel bel mezzo del
soggiorno a rimuginare su qualche scappatoia. Lo vide avviarsi
verso la poltroncina foderata con quel cotone beige
che aveva comprato da Sears & Roebuck a 49,95, quella
che usava sempre per leggere. Poi disse a suo fratello che
se solo si azzardava a sedersi l sopra l'avrebbe ucciso all'istante.
Mi secca dirtelo, Darcy, ma con l'arredamento
di casa mia tu non c'entri un accidente. Sei pi il tipo
da vita all'aria aperta, buono a fregare bestiame. Perch
non te ne vai nel West e diventi un cowboy?
Girano pochi soldi, in quel mestiere, disse Darcy.
Non stare a preoccuparti, che tanto me la trovo, qualche
attivit quattrinosa. Giusto stamattina ho fatto un affare
con quel tipo viscido, Bo.
Darcy spar un sorrisetto.
Una volta che consegnavo la carne, si apre la porta,
quella sul retro, ed ecco 'sto Bo con un vestito tutto nero
e lustro. Posso esserle utile? mi fa, come se non mi avesse
mai visto. Tutto profumato, orecchini, belletto, rosso
sulle labbra. Quasi da trattenersi, per non baciarlo. Ma
non stamattina, no. Stamattina era vestito da uomo, calzoni
e giacca.
Come fa, lui, a mettersi in contatto con te?
Lascia un messaggio alla zia di Walter, Madi. L'ho
chiamato appunto stamattina, e lui mi dice di andare da
loro perch ha bisogno che gli procuro qualcosa.
Qualche costata? disse Honey.
Hai tre tentativi.
Una macchina, disse Honey.
Gli ho venduto la mia su due piedi. Una Model A,
tale e quale a quella di mezzo mondo.
Quella casa  sorvegliata dagli sbirri, disse lei. Se
hai parcheggiato l avanti, ti hanno preso il numero di targa.
A scoprire che l'hai rubata, non ci mettono niente.
You Are My Sunshine, disse Darcy. My Only Suns...
No, sono andato a parcheggiare vicino alla cattedrale, come
se fossi in visita.
Cosa ci hai tirato fuori?
Ti faccio vedere, disse Darcy. Ce l'ho in macchina.
La stessa macchina?
Un'altra, ma sono tutte e due Model A. E l dentro
c' anche il cappello da cowboy per Jrgen. Me lo potevi
anche dire che c'era anche lui, quando ho suonato. Mi risparmiavi
un viaggio.
Darcy fil via.
Certo che nessuno cambia mai, disse Honey. -
Quando faceva stupidaggini, dava sempre la colpa a me.
Adesso erano in cucina, Jrgen che sorseggiava caff
seduto al tavolo e sempre col kimono di lei. Non riesco
a credere che sia tuo fratello.
Il fuorilegge, disse Honey. L'avevo gi capito
quand'era piccolo, che non sarebbe mai diventato un tipo
sveglio. Ma mi piace un sacco, starlo a sentire. Ha sempre
delle ottime storie da raccontare, mezze vere e mezze inventate.
Poi: Scommetto che quel cappello ti star piccolo.
Squill il telefono, sul bancone della cucina. Tre volte,
prima che lei alzasse la cornetta e desse le spalle a Jrgen.
Sei a casa, disse la voce di Carl.
Non mi sono mai mossa. Cercavo di scansare Walter.
Ce l'ha con me perch non riesce a trovare Aubrey e deve
andarsene in Georgia.
Aubrey  morto, disse Carl. Prendi il Detroit
News di oggi. C' scritto in prima pagina, noto medico
COINVOLTO IN OMICIDIO-SUICIDIO.
Il dottor Taylor?
Sembra che sua moglie abbia sparato prima a lui e poi
a se stessa. Qualcun altro  stato ucciso nel bagno di casa
loro, ma il cadavere  sparito.
E tu dici che  Aubrey?
Secondo Kevin  l'unico che manca all'appello. Se gli
avesse sparato la moglie del dottore, sarebbe ancora l.
Quindi la Omicidi pensa che una quarta persona li abbia
fatti fuori tutti e tre. Visto che ormai la conosci, la ghenga
di Vera, disse Carl, chi ti sembra il pi probabile?
Lei stava quasi per dire: Bo, in gonna e maglioncino
come se l'era trovato davanti, ma non aveva alcun motivo
per sospettarlo. Non saprei, rispose.
Chi stavi per nominare?
Non potrebbe essere stato un intruso?
Potrebbe, ma tu a chi stavi pensando?
A Bohdan.
Carl: 'st'idea piace a tutti quanti.
Avete un movente?
Era in un campo di sterminio, disse Carl, e per
evadere ha ucciso tre guardie, gli ha tagliato la gola nel
sonno. Te l'avevo gi detto che il Bureau ha un dossier su
di lui? Risale ai tempi di Odessa.
Silenzio sulla linea.
Carl? disse Honey.
Lui: Come si impara a tagliare la gola a qualcuno?
Poi tacque di nuovo. Infine: Ascolta, sono sulla scena
del crimine con Kevin. Ti chiamo pi tardi, voglio sapere
di stanotte.
Lei esit. Pu darsi che non sia in casa.
Cos', non vuoi pi aiutarmi?
Va bene, mi far trovare, disse Honey e chiuse la
comunicazione.
Poi si gir verso Jrgen, che le stava dicendo: Era
Carl?
 a casa del dottor Taylor, rispose lei, e gli raccont
della scena del crimine e di cosa le aveva detto Carl.
Se l'assassino dev'essere uno della cerchia di Vera, -
disse Jrgen, io punterei su Bo. Quando ha eliminato
l'intera cellula, nessuno potr pi puntare un dito contro
Vera.
Lei lo chiama il suo angelo custode, disse Honey.
Sono amanti, disse Jrgen. Con tutto il tempo che
hanno passato a guardare la morte in faccia, il loro sesso 
molto intenso proprio perch sono ancora vivi.
Ma se lui  omosessuale, disse Honey.
O finge, oppure pu cavarsela in entrambi i modi.
Stava quasi cominciando a piacermi, quel travestito cos
sobrio e amante del cashmere.
Veramente, a dar retta a Darcy,  tutt'altro che sobrio.
Immagino, ma ieri sera tutti quanti hanno detto che
sembrava proprio carino.
In effetti... disse Honey. Ce l'ho anch'io, un set
gonna e pullover come quello, solo che  nero e non certo
di cashmere.
Tu ti vesti di nero, ovvio, disse Jrgen. Non ti
serve, il colore. Ce l'hai negli occhi, nelle labbra... Perch
non hai detto a Carl che ero qui? Cos', ci stai ripensando?
Non sei pi sicura che sar solo una visita di cortesia?
Honey: Ci sto pensando adesso e no, non sono affatto
sicura di cosa intende fare. Cerco di prendere tempo,
se  questo che ti tormenta. Ma ormai ci sono dentro fino
al collo. Ho dato conforto al nemico e l'ho fatto alla grande,
e se proprio vuoi saperlo mi  piaciuto un sacco. Se
avessimo tempo, io e te, e non ci fosse la guerra...
Avremmo una storia, disse Jrgen.
Per devo confessarti, disse Honey, che sono pi
vecchia di te. Magari non sembra, ma ho ventott'anni.
Anche se tu ne avessi trentuno, non farebbe alcuna
differenza, disse Jrgen. Sono follemente innamorato
di te.
Lei se n'era resa conto benissimo, ma disse: Davvero? -
La stava conquistando, in effetti, con quel suo modo
tranquillo di fare, non cos tranquillo come quello di
Carl, ma adesso c'era di mezzo anche l'amore e come prossima
tappa sarebbero finiti di nuovo a letto. Le piaceva un
sacco fare l'amore con questo ragazzo capace di far esplodere
i carri armati inglesi ma che sapeva anche essere tenero
e stringerla tra le braccia. Ma le serviva comunque
tempo per togliersi dalla testa Carl.
Sfior il viso di Jrgen, adesso rivolto verso di lei.
Sei uno splendore, col mio kimono, ma se ti vesti 
meglio. Gli dette un bacio, mordicchiandogli la bocca,
e Jrgen fece chiaramente capire che desiderava molto di
pi.
Guarda che sta tornando Darcy, disse Honey.
E tu non farlo entrare.
Eccolo, l'amore.
Risparmiamoci per pi tardi, disse Honey, costringendolo
ad andare a vestirsi. Poi si vers un whisky, solo
un goccetto per darsi una calmata.
Se Carl usciva di scena, le cose con Jrgen potevano
prendere una bella accelerata. Gi si era messa a chiamarlo Hun, il
mio tedescone. Hun e Honey, che bella coppia.
Carl. Non disponibile, ma interessato. Le aveva detto
che non era un tipo da cazzeggio, che non gli andava di
spassarsela con una donna che non fosse sua moglie. Se
proprio posso evitarlo. Testuale. Ma era soltanto una battuta,
oppure voleva lasciarsi le porte aperte? Era per forza
costretta a credere che, da quando gli aveva fatto vedere
i seni, Carl non fosse pi riuscito a toglierseli dalla testa,
a smettere di pensare a lei, cercando di non farsi
coinvolgere ma tenendo sempre un piede nella porta in
questione. Poveretto. Doveva smettere di tormentarlo.
Jrgen era pi giovane e pi carino. Le piacevano un sacco
i segni della sua abbronzatura, a mezza coscia e attorno
ai fianchi. Era un tipo riflessivo e si era mostrato tenero.
Anche Carl poteva essere tenero, sapeva aspettare, lui.
Per quanto riguardava il sesso, Jrgen aveva sempre il colpo
in canna. Carl no, doveva essere quantomeno eccitato.
Ecco, con Jrgen poteva davvero incamminarsi verso il
tramonto. A meno che non lo arrestassero in sua presenza:
in tal caso c'era il rischio che anche lei si ritrovasse addosso
un'accusa di tradimento. La moglie di Carl era nei
marines e aveva ucciso due uomini in due diverse situazioni,
una delle quali per salvare la vita al marito.
Bisognava far cos per conquistare il suo cuore? Sparare
a qualcuno?
Darcy torn con un cappello da cowboy tra le mani, color
beige chiaro, e lo offr a uno Jrgen ancora in kimono.
Questo Stetson  uno speciale omaggio per il mio pard, -
disse.
Honey osserv Jrgen andarsene nel corridoio della camera
da letto e provarsi il cappello davanti allo specchio.
Quel cappello era nuovo, e la cosa la sorprendeva. Jrgen
se lo mise dapprima dritto, poi lo cal appena sulla fronte
e si rimir ancora una volta.
 il tipico cappello da cowboy che portano gli uomini
d'affari, disse Darcy. Il preferito dei pezzi grossi di
Dallas. Capisci bene che ti faccio iniziare con un cappello
non troppo grande. Se diventi un cowboy puoi procurartene
uno con la tesa enorme. Altrimenti, te ne ritrovi uno
che puoi usare dappertutto e che piacer alla gente.
Gli sta proprio bene, disse Honey. Com' che sapevi
la sua taglia?
C'era 'sto commesso di colore, da Henry-the-Hatter,
e gli ho detto: Quel ragazzo  un tipo tosto, ha un sacco
di capelli e molto pi cervello di me. Cos mi sono provato
questo, ho visto che mi scendeva sugli occhi e ho detto:
Me lo incarti.
Ma non c'era traccia di involucri n di cappelliere.
Mi piace un sacco, disse Jrgen. Grazie, amigo.
Puoi passare benissimo per americano, disse Darcy.
Se vedi che si allenta un po' troppo, ficcagli un po' di
carta igienica sotto la fascia.
Honey moriva dalla voglia di chiedere a Darcy dove lo
avesse rubato, ma era pi interessata a sapere come si era
conclusa la trattativa con Bo.
Hai detto che ci facevi vedere quel che ti ha dato Bo.
In cambio della mia macchina, disse Darcy. Ne
ho un'altra proprio come quella, nel parcheggio di Sears
& Roebuck.
Honey: Che hai un'altra macchina ce l'hai gi detto.
Darcy: Ecco qua. Abbass la lampo del giubbotto
e tir fuori una pistola infilata sotto la cintura dei pantaloni.
Una Luger tedesca, quella che usano in guerra gli
ufficiali.
Non pi, disse Jrgen. Adesso c' la Walther, di
ordinanza, anche se capita di vederne ancora qualcuna. Ce
l'avevo anch'io, fin dal 1939. Me l'ha confiscata la Polizia
Militare.
Darcy: E ci hai mai sparato a qualcuno?
Non con una pistola, no.
'sta bellezza  pronta a far fuoco, disse Darcy. Ho
detto a Bo di caricarla ben bene e di aggiungerci anche una
scatola di calibro nove. Poi, a Jrgen: Secondo te,
quanto vale?
Non ho proprio idea. Ne esistono centinaia di migliaia.
Hanno iniziato a fabbricarla nel 1908.
Dice Bo che pu valere senza problemi cinque centoni.
Honey: E tu quanto volevi per la macchina?
Cinquecento.
Ti avesse dato un dollaro, ci avresti sempre guadagnato.
Sono convinto che posso rivenderla a un ottimo prezzo, disse lui. Mica ho intenzione di girare armato, io.
Con i miei precedenti, basta che mi fermano per un fanalino rotto e mi sbattono subito in galera.
Sunshine, disse a Honey, che ne dici di tenermela da parte fin quando non mi sistemo?
...
.
...
CAPITOLO 25.
...
.
...
Nel pomeriggio Carl si rec sulla scena del crimine, con
le auto della polizia che riempivano il vialetto circolare.
Kevin disse che quelli della Omicidi parlavano ormai di
un triplice delitto. Gli ho detto che il tipo con cui volevano
parlare si chiama Bohdan Kravchenko. Gli piacciono
i gioielli, vero? Ne mancano un bel po', di quelli della
signora Taylor, a sentire la domestica, una certa Nadia che
viene da non so che posto dell'Europa centrale. E l'armadietto
dei farmaci, nello studio del dottore,  stato svuotato.
Poi, in salotto, disse a Carl: Ecco, era qui che giaceva
Taylor, sulla schiena, con la moglie sopra di lui a faccia
in gi e la Walther ancora in mano.
Disse a Carl che i cadaveri erano stati trasportati all'obitorio
della Wayne County, in centro, a qualche isolato
dal numero 1300 di Beaubien Street, sede della centrale
di Polizia. Per indicarlo, dicono solo 1300. Hanno un
bel daffare, laggi, continu Kevin. Omicidi, reati gravi,
artificieri, esperti di balistica. Kevin sorrise. Mai
sentito parlare dei Big Four? Quattro tipi ben piazzati,
tutti detective, a bordo di una Buick, due davanti e due
dietro. Battono le strade a caccia di guai.
Carl disse che se avesse avuto tempo non gli sarebbe
dispiaciuto conoscerli. Sembra che abbiano capito come
si fa, coi delinquenti.
Appena possibile, telefon a Honey per raccontarle
quel che aveva visto sulla scena del crimine. Parlarono un
po', e le disse che l'avrebbe richiamata pi tardi. Pu darsi
che non sia in casa, rispose lei. Seria, tutta diversa dalla
Honey sbarazzina o sempre pronta a spassarsela con un
uomo. Fu quasi per dirle: Ma stai lavorando per me o
no?, ma dal tono della ragazza non riusc a capire cosa
c'era che non andava. Inutile fare il duro, quindi. Si limit
quindi a un: Cos', non vuoi pi aiutarmi? Questo la
scosse abbastanza da farle rispondere che va be', allora si
sarebbe fatta trovare.
Poteva passare da lei anche subito, c'erano solo dieci minuti
di strada. Bastava prendere la Seven Mile fino a un isolato
su quel tratto della McNichols che tutti chiamavano
Six Mile. O tagliare per Palmer Park. Rimase a gironzolare
sulla scena del crimine senza smettere di pensare a Honey,
e inizi ben presto a rimuginare sui nomi delle strade
di Detroit. Certo, ne avevano di curiosi come appunto Beaubien
o Saint Antoine e Chene, una vecchia cittadina di origine
francese adesso piena di fabbriche belliche. Alla fine si
disse di piantarla di cazzeggiare. Forza. Dimostra che puoi
benissimo stare da solo con lei, nel suo appartamento, senza
strapparle i vestiti di dosso. Va be', tempo perso, se li sarebbe
gi tolti da sola. E se tu ci andassi a letto? pens.
No, sul serio, se tu ci andassi a letto e ci facessi l'amore,
ma solo per scoprire qualcosa di ben preciso... O se tu te la
scopassi ben bene, cos per chiudere il caso?
Segu la Wellesley per poi imboccare la Lowell e la Balmoral,
passando da Palmer Woods, con tutte quelle grosse
case in stile inglese e le beneducate donne di servizio
che avevano detto, a quelli della Omicidi che le avevano
battute porta a porta: No, signore, la padrona dice che
stanotte non abbiamo sentito niente.
Arriv sulla Seven Mile e si ferm. Poteva girare a sinistra
sulla Woodward e dirigersi a sud verso casa di Honey,
oppure a destra e prendere la Pontchartrain tagliando
dal parco. Nello specchietto vide un'altra macchina. La
prima, in tutta Palmer Woods ferma o in movimento -
che non fosse della polizia. Come se stesse aspettando una
sua decisione. Era una Ford Model A del '41.
Carl volt a sinistra sulla Seven, al momento poco trafficata,
si mantenne sulle trenta miglia all'ora e ben presto
rivide nello specchietto la Model A che lo seguiva. Gli venne
in mente che sulla sua destra c'era un distretto di polizia
e, quando lo raggiunse, si infil nel parcheggio. La Model
A si ferm su Seven Mile. Carl usc dal parcheggio e
gir a sinistra. Adesso stava andando incontro alla Ford,
sulla corsia opposta, curioso di vedere chi ci fosse a bordo,
ed era ancora a una cinquantina di metri di distanza quando
la Model A ripart e gli sfrecci davanti.
Un tizio al volante, uno solo.
Carl tent di concentrarsi su quel che era riuscito a scorgere,
sul modo in cui quel tizio se ne stava ingobbito alla
guida. Gli sarebbe piaciuto che quel tale avesse i capelli
neri e lisci come il piccolo gangster Vito Tessa, cos da poter
dire: Okay, eccolo qui, il Vendicatore col pistolone
cromato, e sapere almeno con chi aveva a che fare. Ma i
capelli del tizio sulla Model A non erano neri e lisci, bens
molto pi chiari.
Gir a sinistra su Pontchartrain Drive, la strada che
attraversava Palmer Park, a sinistra i campi da golf pubblici,
a destra i prati e gli alberi e i tavoli da picnic. Vide
la Model A ancora parecchio indietro, ma che stava recuperando
terreno. Estrasse la '38 e la pos sul sedile, accanto
alla coscia. Alz gli occhi sullo specchietto e vide
la Ford ancora pi vicina, che arrivava a tutta velocit e,
cristo, quel tale gli stava sparando. Carl fren di colpo, coprendo
il rumore degli spari con lo strepito delle gomme.
La '38 vol per terra. Non importava, tanto anche lui si
stava buttando gi, si appiattiva contro il sedile del passeggero
e con la mano cercava di recuperare la pistola
mentre la Model A lo sorpassava e l'uomo alla guida continuava
a sparare alla Pontiac, i proiettili che mandavano
in pezzi i finestrini, prima uno e poi l'altro, aprendo
sul parabrezza una serie di fori a raggiera, simili a fiocchi
di neve, con una mitragliatrice. Cazzo, era proprio una
mitragliatrice, ma non sembrava affatto una Thompson.
Gli torn in mente Louly che gli prometteva di fargli vedere
come funziona una Browning sparare qualche raffica.
Un centinaio di metri pi avanti, la Model A stava facendo
inversione a U, infilandosi dietro una Olds di passaggio,
restandole appiccicata per farsi coprire. Carl apr
la portiera, si mise in posizione eretta e appoggi la '38 sopra
lo sportello aperto, mirando al treno anteriore della
Olds che veniva verso di lui, lasciandola passare e aprendo
il fuoco sulla Model A, sparando cinque colpi in modalit
doppia azione contro il cofano e i finestrini, sicuro di
aver beccato il conducente o, quantomeno, di avergli fatto
passare la voglia.
Poi salt in macchina, fece a sua volta inversione e si
gett all'inseguimento della Ford, recuperando terreno
quando il suo assalitore fu costretto a rallentare per immettersi
sulla Seven Mile. Adesso, invece, stava gi filando
verso la Woodward. Anche Carl affront la svolta, per
poi accelerare a tavoletta e recuperare di nuovo sulla Model
A che superava il distretto di polizia e arrivava al campo
da golf, la prima buca, e fu allora che il motore della
Pontiac s'ingripp nel fragore degli ingranaggi, mentre il
vapore schizzava dalle bocchette del cofano e a Carl non
rimase che guardare da dietro il parabrezza ridotto a una
ragnatela la Model A che raggiungeva un semaforo rosso
sulla Woodward e lo bruciava a tutta velocit, che s'insinuava
tra le auto che frenavano di colpo e sterzavano brusche
per scansare quel cretino al volante della Ford che in
qualche modo riusciva a cavarsela. Poi il Vendicatore spar
nel nulla, in un tetro pomeriggio di aprile.
Ma che sorpresa, Carl, disse il tenente della polizia
di Tulsa. Mi sa che rimani sulle scatole a qualcun altro.
Vito Tessa, di Kansas City, disse Carl, al telefono
sul tavolo dietro la scala che scendeva, curvandosi, verso il
salotto di casa Taylor, ovvero la scena del crimine. 'sto
Vito ha detto a Virgil che stava venendo proprio qui da me.
Fantastico, Virgil, disse il tenente di Tulsa. La
prima cosa che gli  uscita di bocca, eravamo in quel bar
nel seminterrato del Mayo: Ha mai fatto una gara di pisciate?
No, dico io, chi  che vince? Chi piscia pi
in alto o pi lontano? Naa, fa lui, si piscia sul ghiaccio
che sta dentro gli orinatoi e si scommette su chi lo scioglie
prima. Ma quel che ha di bello tuo padre,  che mica
piscia regolare, lui. E capace di trattenerla.
Proprio per questo  uno dei grandi pisciatori di ogni
tempo, disse Carl. Riesce a reggerla quanto vuole lui,
e mica  tanto facile in quelli della sua et. Ci sono stato
proprio con lui, in quel bar, ma non posso certo dire di
avergli pisciato accanto. Quando andavamo a caccia insieme,
nei boschi, non credo di averlo mai visto pisciare. Mica
voleva lasciare una traccia.
Tipico di tuo padre, disse il tenente di Tulsa. Chi
 che dicevi, Tessa? E fuori su cauzione. Ah, no, aspetta
un attimo, ho qui le ultime notizie. E uscito versando
cinquecento dollari, ma deve presentarsi all'udienza. Anzi,
era uscito. Lui e un altro teppista suo pari hanno messo su
una partita di poker con la gente sbagliata. Si sono presi
qualche pallottola nel culo, mentre filavano dalla porta col
piatto che avevano appena rovesciato in un cappello. Quindi,
lo vedi che avevo ragione? C' qualcun altro che vuole
farti secco.
Aveva il suo pistolone nichelato, Tessa?
Gi, ma non gli  servito a niente. L'abbiamo trovato
completamente carico.
Non mi era parso quel che si dice un genio, nel suo
settore, disse Carl, ringraziando il tenente.
Adesso Kevin Dean stava attraversando il soggiorno.
Gi tornato?
Non sono neanche andato. Ho appena fatto due
chiacchiere con la polizia di Tulsa a proposito di Vito il
Vendicatore. Ti ricordi di quel ragazzotto che giocava a
fare il gangster e aveva un fratello? Te ne avevo parlato,
no? Insomma, non  stato lui a spararmi qualche raffica
di mitragliatrice a Palmer Park. No, lui  ammanettato a
un letto d'ospedale. Quindi dev'essere per forza qualcuno
del posto, qualcuno che sapeva chi ero e mi ha visto muovermi
da qui. Aveva i capelli chiari, come Bohdan.
Lunghi come i suoi?
Non sono riuscito a capirlo. Mi ha sparato con una
mitragliatrice che non era una Thompson. Il rumore della
Thompson ce l'ho qui, in testa. Questo era diverso.
Al piano di sopra, nella camera da letto del dottore,
disse Kevin,  stato forzato un armadietto. Non c' rimasto
niente, solo una scatola di calibro nove. Ma adesso
Nadia la cameriera dice con quel suo accento che sono sparite
le armi. Una Walther, due Luger e una Maschinenpistole '40,
proprio come quelle che aveva visto alla mostra
dei cimeli di guerra da Hudson's. Quella che non siamo
riusciti a visitare, ricordi?
Eravamo a pranzo con Honey Come se fosse ora,
lei che affrontava la sua insalata e faceva scarpetta nel piatto
ormai vuoto, raccogliendo col pane ogni traccia di condimento.
Lo sai com' che la chiama, Walter? Honig, la traduzione
tedesca di honey, Honig Schoen, disse Kevin. Raccontami cos' successo nel parco.
Carl gli raccont ogni cosa, fino al punto in cui il motore
della Pontiac tirava le cuoia e a lui non era rimasto altro
che guardare la Model A che bucava l'incrocio sulla Woodward.
E l'hai lasciata l, la tua?
Carl disse di essersi fermato al distretto di Palmer Park,
il Dodicesimo, per metterli sulle tracce di una Model A
tutta sforacchiata e di colore nero e dar loro l'indirizzo di
Bo. Poi hanno tolto la Pontiac dal centro della strada e
mi hanno detto che l'avrebbero fatta controllare dal loro
meccanico, disse. Mi seccherebbe, rimettercela. Non
 che per caso hai una macchina da prestarmi, eh? Oppure
ne ha una il Bureau?
Forse. Ma a Kevin interessava sapere un'altra cosa.
Se Bo si  messo a sparare alla gente che pu testimoniare
contro lui e Vera, perch vuole ammazzare anche lei?
Ma che ne so. L'ho visto per la prima volta soltanto
stamattina, disse Carl. Certo, ho alzato un po' la voce.
Magari si  offeso.
Pensi di andare da Honey, adesso?
L'idea ce l'avrei.
Visto che sei a piedi, potrei accompagnarti io, venire
con te.
Avere Kevin tra i piedi non era proprio quel che voleva.
Visto che stai indagando su questo caso, invece, gli
disse, non ti interessa acchiappare Bohdan il pi in fretta
possibile?
Ma se gli hai gi sguinzagliato dietro la polizia.
Quando il tuo superiore ti chiede cosa stavi combinando,
cos' che gli rispondi? Che eri andato a trovare
una ragazza?
Cos', non vuoi mettere le mani su Bo?
Preferisco Jrgen, disse Carl. E la Omicidi che
vuole Bo. Potresti andare da Vera con uno di quei ragazzi
e lasciare a me la tua macchina. Che te ne pare?
Quel che aveva fatto Bo, invece, era abbandonare la
Model A in una strada di edilizia popolare, percorrere a
piedi un isolato fino a Woodward Avenue e girare l'angolo
per poi arrivare al 4-Mile Bar, a un isolato e mezzo dalla
cattedrale. E, prima di chiamare Vera, spararsi un goccetto
di whisky.
Sei sobrio?
Non posso tornare a casa, rispose Bo. Credo che
la polizia mi stia cercando. Quando viene, di' che sono
partito per il Nord. Non lo fanno tutti, da queste parti,
andarsene al Nord? Due donne al mercato: Cos' che fate,
'sto weekend? Ce ne andiamo su al Nord. Michigan
settentrionale. Non ho proprio idea di cosa c', lass.
Bo... disse Vera.
Ho visto Carl che se ne andava in giro con quella Pontiac,
sembrava senza meta. Ha voltato per passare da Palmer
Park, la strada  bella ampia, in quel punto, quasi niente
traffico, e allora mi sono presi i cinque minuti e l'ho inseguito,
gli ho sparato quasi trentadue colpi, un intero
caricatore. Non so mica se l'ho beccato.
E lui ha risposto al fuoco?
Quando ho fatto inversione, certo, era gi li che mi
aspettava.
Allora non l'hai preso. Ma com' che lo vuoi far secco,
solo perch ti ha offeso? Queste cose si sistemano con
un duello, mica a raffiche di mitragliatrice. E la tua macchina?
Sembra un groviera. Per, stammi a sentire, forse poteva
pure andare da Honey.
E...? disse Vera.
E magari potevo seguirlo. Oltre a lui, beccavo Honey
e Jrgen.
Cos', vuoi ammazzare Carl perch ti ha dato di bohunk?
Di te, lui ne sa quanto loro. Potevo beccarli tutti e
tre in quell'appartamento.
Se  l che andava.
Cazzo, sono cos contento che mi ascolti. Tu ascolti
sempre, e ti ricordi ogni cosa. Vera, se riusciamo a farli andare
l tutti quanti, domani, posso riprovarci. Sistemare
Carl, Honey e Jrgen con la sua lozione.
NOTA: La Jrgen's Lotion era un preparato farmaceutico-cosmetico molto popolare all'epoca. FINE NOTA.
Zac.Bo, non voglio restare pi in questa casa. Ti prego,
portami via da qui prima che diventi un'alcolizzata.
Lo sei gi.
Guarda che tengo il conto dei miei drink. Mai pi di
venticinque al giorno.
Partiamo domani, disse Bo, se riusciamo a trovare
il modo di riunire di nuovo quei tre nell'appartamento
di Honey. Vorrai dirgli addio, immagino. O lasciargli qualcosa.
Devi proprio farlo, eh?
Altrimenti l'FBI ti strizzer ben bene, per poi lasciarti
appesa ad asciugare. Ti piace, 'sto modo di dire? Potremmo
organizzare la cosa in serata, ma non troppo tardi. Non
arriviamo per ultimi. Quelli che interessano a me ci sono
gi tutti. Si volt il telefono pubblico era appeso al muro
a lanciare un'occhiata alla clientela seduta al bancone,
qualche uomo e una sola donna, tutti gi mezzi sbronzi e
intenti a discutere ad alta voce, mentre un tizio a un tavolino
leggeva un libro sui sogni. Stanotte cerco di tornare
a casa. Non chiudere a chiave la porta sul retro.
Cosa stai bevendo?
Whisky. Non hanno vodka, qui.
Sono rimasti senza?
Non ce l'hanno proprio, Vera. Mai avuta.
Meno male che ce ne andiamo.
Una valigia a testa, mi raccomando. Prendiamo tutta
la roba di valore, basta che non sia ingombrante. E l'ombrello,
quello grosso e nero alla Neville Chamberlain.
Cosa pensi di metterti?
Ancora non ci ho pensato.
Al suono del campanello, Honey fece un salto. Rispose,
premette il pulsante che apriva il portone e disse a Jrgen:
 Carl.
Jrgen, adesso vestito, rimase in piedi ad aspettarlo in
soggiorno.
Forse  meglio se te ne vai in camera, disse Honey.
Non sa che sono qui?
Non vedo come.
Allora non ti fidi pi di lui, adesso, disse Jrgen,
sfoggiando il suo bel sorriso. Perch siamo amanti? Prova
a parlarci, vedi di scoprire cosa gli passa per la testa.
Mi chieder di te, lo so gi.
E tu raccontagli una balla, che problema c'? Oppure
digli che sono qui, cos spunto fuori e provo a parlarci
io. Decidi tu.
Si chieder perch sono nervosa.
A me non lo sembri affatto. Sta' a sentire, disse Jrgen.
Lo so cosa stai passando. Provi qualcosa per me, ma
sono pur sempre il nemico. Il fatto stesso che io sia qui 
sufficiente a farti sbattere in un carcere federale. Se vuoi
dire a Carl della mia presenza, fa' pure. Capir.
E doveva pure sorridere, nel dirle cose del genere? Certo,
non un gran sorriso, ma quasi triste; eppure, sempre
un sorriso era. Jrgen and in camera da letto e chiuse la
porta. Honey mise sul Victrola il disco di Gee, Baby, Ain't
I Good to You, lasciando che fosse la voce da bambola di
Billie Holiday a crearle uno stato d'animo, e Jrgen riapparve
in corridoio, ancora sorridendo.
Insomma, non gli dici niente, vero?
Carl entr con l'abito scuro che piaceva a Honey e rimase
a guardare lei che gli guardava la cravatta scura sulla
camicia bianca, il bianco che faceva un bel contrasto con
quell'aspetto ruvido che tanto le piaceva. Poi si ferm ad
ascoltare e disse: Billie Holiday. Dovevo immaginarmelo,
che ti piaceva il blues.
Come hai fatto a capire?
Sei hip.
Non ballo il jitterbug.
Di questo ero sicuro.
Mi piacciono i lenti, lo starsene appiccicati.
Adesso lui sorrideva, proprio come Jrgen.
Ci credo, disse Carl. L'hai visto, Jrgen, ieri sera?
Ecco che entrava subito nel discorso, l'espressione seria.
S, l'ho visto.
E gli hai parlato?
Gli ho chiesto se gli andava di vederti. Visto che non
lo puoi arrestare fin quando non ti autorizza l'FBI.
Chi te l'ha detto?
Tu.
Ah s, eh? Lui che ha risposto?
Niente.
E sai dov'?
Honey scosse il capo.
Siamo ancora amici?
Ti preparo un drink, se ti va.
Ma non mi dici dov' Jrgen.
Uh-huh.
Ti piace, Jrgen, e non vuoi diventare una spia.
Mi piaci anche tu, disse Honey. Solo che ancora
non mi va di parlarne.
Lui rimase per un istante a guardarla. E non vuoi dirmi
quel che sei venuta a sapere su un prigioniero tedesco
evaso?
Honey sorrise. Ma dici sul serio?
Fu costretto a sorridere anche lui.
Facciamoci un drink, disse Honey.
Mentre entravano in cucina, lo vide sbirciare verso il
corridoio che portava in camera da letto. Non ti piace la
birra? Non me l'hai mai chiesta.
Ne hai?
No, gi t' andata di lusso che ho del whisky.
Prepar due drink e gliene porse uno, pronta a mettersi
seduta. Invece prese le sigarette dal tavolo, dicendo:
Mettiamoci comodi, e riport Carl in soggiorno per
farlo accomodare sul divano e accendere le sigarette, tra
di loro non pi di una trentina di centimetri.
Carl: Honey, adesso ti dico una cosa. Al momento
non pu fregarmene di meno, di dov' finito Jrgen o di
cosa sta facendo. L'unica cosa che ho in testa  andare a
letto con te.
L'uomo che era dietro lo sguardo di Carl se ne stava
bello tranquillo. Lei lo vedeva sempre come un uomo, prima
di aggiungere celebre e, di solito, sposato. Ma non questa
volta.
Vuoi portarmi a letto.
Non penso quasi ad altro, disse Carl.
In camera?
Se il letto  l.
Possiamo farlo qui.
Honey si alz. Fece scivolare la camicetta fuori dalla
gonna e inizi a sbottonarla.
Vuoi farlo sul tuo divano?
Lei si sfil la camicetta.
Ci metto sopra un telo.
Ma se hai un letto vero e proprio, di l.
Honey pass entrambe le mani dietro la schiena per
sganciarsi il reggiseno.
Carl, vuoi scoparmi sul divano o vedere se in camera
c' Jrgen? Una cosa o l'altra.
Fin di sganciare il reggiseno e lo lasci cadere.
...
.
...
CAPITOLO 26.
...
.
...
Honey apr la porta di casa e raccolse la copia mattutina
del Free Press, marted 12 aprile, portandola a Jrgen
che stava prendendo il caff al tavolo di cucina.
Centoquarantaduemila dei vostri si sono arresi ai Rossi nella
Prussia orientale, disse, porgendogli il quotidiano. Poi
and ai fornelli per riempirsi una tazza. Erano le 8 e 20 ed
entrambi erano gi vestiti, Honey col maglioncino e la gonna neri che piacevano a Jrgen.
I vostri marines sono impegnati in selvaggi combattimenti
a Okinawa? Dove si trova questo posto?
Credo sia l'ultimo caposaldo prima del Giappone, rispose lei.
Kamikaze hanno attaccato la Task Force 58, provocando
gravi danni alla Enterprise, alla Essex e a sei cacciatorpediniere.
Nel frattempo, disse Jrgen, aprendo il
giornale e dando un'occhiata ai titoli, un bollettino tedesco
annuncia che il comandante della guarnigione di
Knigsberg  stato condannato a morte. E sai perch? Ha
permesso ai russi di prendere la citt. E questo, mia cara
ragazza,  il motivo della nostra sconfitta, in questa cazzo
di guerra. Non esitiamo ad ammazzare i nostri.
Quando non state ammazzando gli altri, disse Honey, sedendosi al tavolo col caff.
Dobbiamo ricordarci che io e te non siamo nemici, disse Jrgen. Anche se ieri sera, devo proprio dirtelo,
mica ne ero pi tanto sicuro.
Squill il telefono.
Ma se  andato tutto bene, disse Honey.
Squill di nuovo.
Ma tu non eri la stessa, disse Jrgen.
Honey si accost al bancone e sollev la cornetta. Era
Madi, la zia di Walter, che chiamava dalla fattoria in cerca di Jrgen.
Puoi tu dirmi dove ?
Honey rispose che non lo sapeva. Se mi capita di incrociarlo gli dico che ha chiamato. Va bene?
Non fare la furba con me, disse Madi. Io ho un
numero di telefono per Jrgen. Da parte del suo camerata
il nazista. Sei tu pronta? Recit il numero interurbano,
e Honey lo trascrisse sul taccuino di fianco al telefono.
Fatto, grazie.
E cerca di essere educata quando parli a gente, disse
Madi, e riagganci.
Honey si gir verso Jrgen. Ti sono sembrata scortese?
Chi era?
La zia di Walter. Il tuo camerata, il nazista, vuole che
tu gli telefoni. A Cleveland, il numero  l.
Jrgen era gi schizzato dal tavolo per chiamare il centralino
prima ancora che lei tornasse a sedere.
Chi  il nazista?
Otto.
Otto?
Ehi, Jrgen? Parla Aviva. Aspetta, che te lo passo.
Chopin in sottofondo, Andante spianato e Grande Polacca
Brillante, con Jrgen che si chiedeva chi fosse il pianista.
Otto venne all'apparecchio. Jrgen?
Otto, ma che ci fai a Cleveland?
Ho conosciuto una persona. Aviva.
Aviva?
Aviva Friedman.
Jrgen non rispose subito. E ti sta aiutando?
Ci siamo incontrati da Hudson's e da allora non ci
siamo pi lasciati. Abbiamo preso subito la sua barca, un
dodici metri da diporto.
Jrgen: Aviva Friedman?
La tengo in pugno. Se non fa quel che dico la consegno
alla Gestapo. Jrgen, tutto bene? Cosa stai facendo?
Aviva commercia in opere d'arte. Aspetta un attimo... Come?
S, glielo dico. Aviva vuole che tu venga a Cleveland.
Devi assolutamente essere qui per quando ci sposiamo. Dice
che sono la persona pi dolce che abbia mai conosciuto,
specialmente per essere un crucco.
Aviva?
Ha una libreria che vende tutti i volumi sbagliati, tutta
roba molto vecchia di cui si vuole disfare, e se potesse
venderebbe anche il negozio. Di libri credo di intendermi.
Pensavo di rilevarla io, questa libreria e provare con
qualcosa di nuovo. Specializzarmi in romanzi gialli. Eh? Tu
che ne dici?
Non la leggo, quella roba.
Allora non te la vendo. Dimmi cosa stai combinando.
Ha in animo di sposare una donna che si chiama Aviva Friedman.
Honey: E allora?
Otto  delle SS, e lei  ebrea.
Te ne farai una ragione, disse Honey. Sapeva che
Jrgen moriva dalla voglia di parlare della notte scorsa.
Va be', si disse, togliamoci il pensiero. Jrgen, mi
sa che ieri sera ho bevuto troppo.
Pure io...
E non avevamo mangiato quasi nulla.
Eri diversa, Honey, dammi retta. Non c'entra niente l'ubriachezza.
Ero nervosa. Starmene li con Carl, e tu in camera da
letto. Spossata dalla tensione. Proprio non avevo voglia di fare un bel niente.
Non sto parlando di farlo o non farlo, disse Jrgen.
Se non ti vanno i rapporti intimi a letto e al buio, va bene,
nessun problema, posso capire. Non andrebbe neanche
a me, doverlo fare in continuazione. Di sicuro non pi
di diverse volte al giorno, da quando ti ho conosciuta.
Attese di vederla sorridere. A parte gli scherzi, disse
poi, mi riferivo al fatto che eri diversa, quando Carl se n' andato, e mi chiedo perch.
Non lo so, disse Honey. Ma siamo stati bene assieme, vero? Io e te.
Non aveva voluto fare l'amore. E questo non significava
essere diversa? Altrimenti, non si rendeva conto della
differenza che aveva notato Jrgen la sera prima e quella
mattina, con lei che pensava a Carl, Carlos Huntington
Webster, come diamine si chiamasse, che la guardava togliersi i vestiti.
All'inizio non gli veniva in mente nessuno cui poterlo raccontare.
Non a Kevin. Non a suo padre, cristo santo, no di certo,
neanche in veranda a bere birra e bicchierini di whisky.
Stavano bevendo tequila, la volta che gli aveva raccontato
di vedersi con Crystal Davidson, ogni tanto, prima
del matrimonio con Louly. E suo padre: Crystal
Davidson, ma davvero dici sul serio? La pupa di Emmett
Long? E dov' che vi vedete? Quando lei veniva a Tulsa
per fare shopping ai grandi magazzini. E il padre: Si
comporta da signora? Questo per sapere se il figlio si faceva
scopare con un certo decoro.
Carl era nella caffetteria dell'hotel a fare colazione, uova
strapazzate e cipolla, patate fritte e salsiccia, il tutto
ben cosparso di Lea & Perrins, qualche cornetto e caff
nero. La cameriera gli disse. Vedo che le piace quella salsa Wootsa-shy, eh?
Era di colore, ma parlava come Narcissa Raincrow, la
convivente di suo padre, quella santa donna. Ecco, poteva
raccontarlo a Narcissa, quel che era successo. Lo faceva praticamente
da sempre, parlarle delle sue cose, e lei lo stava
ad ascoltare senza pregiudizi o atteggiamenti sbagliati. Gi
gli pareva di sentire la loro conversazione:
Insomma, questa  Honey, la ragazza pi bella mai
vista, o forse la seconda.
Somiglia a qualche stella del cinema?
Lauren Bacall. Tu sai fischiare, vero, Harry? Ha
anche lo stesso tono di voce, Honey.
Gli amici della Bacall la chiamano Betty.
Si toglie la camicetta.
Ce l'aveva, il reggiseno?
Bianco. Si passa le mani dietro la schiena per sganciarlo
e dice... Carl esit. Usa un'espressione volgare.
E quella donna Creek di cinquantaquattro anni che somigliava
un po' a Dolores Del Rio, solo pi grossa, che se
ne esce con un: Che espressione, scopare?
Gi.
Guarda che puoi usarla, non c' mica niente di male.
Dice: Carl, vuoi scoparmi sul divano...
Santo cielo, dice Narcissa.
O vedere se c' Jrgen in camera da letto? L'una o
l'altra. E fa cadere il reggiseno. Sul pavimento.
Ah, un tipo sveglio. Va bene, ragazzone, cosa preferisci,
un rapporto sessuale con me oppure arrestare quel
porco di un tedesco?
Non  un porco,  una brava persona. Ma diciamo
che ho scelto Honey. E lui ci sente.
Avete fatto parecchio rumore?
 nella stanza accanto. Quell'appartamento  tranquillo.
Insomma, se proprio vuoi fartela, ma non in soggiorno,
portala in albergo.
 successo ieri. Non l'ho portata da nessuna parte.
Cosa credi che abbia fatto?
Aspettavi da chiss quanto di acchiappare quel tedesco.
Ma la signorina Honey ti punta addosso le zinne. Si
 spogliata tutta?
Ha lasciato cadere anche la gonna.
Aveva una sottoveste, un busto?
Un paio di mutandine bianche. I pollici ficcati sotto
l'elastico.
Pronta a saltar fuori anche da quelle.
Era l che aspettava.
Cosa, la tua decisione?
Devi capire che l'avevo portata io, a quel punto.
Perch volevi andarci a letto.
Perch sapevo che in camera c'era Jrgen.
Non ci fosse stato, ci saresti andato tu, in camera con
Honey.
Non lo so.
Ascolta,  inutile raccontarmi questa storia se non mi
dici la verit. Hai detto che volevi andarci a letto per scopartela,
oppure per scoprire se il tedesco era l dentro?
Non lo sapevo che c'era, o quantomeno non ne sono
stato sicuro fino a quando lei non mi ha detto: O lo facciamo
sul divano, oppure niente.
Cos quando hai iniziato a parlarle della tua passione
era solo per farti scopare.
Mi sa di si, rispose Carl. Ma non ce l'ha mica fatta, eh.
Non hai infranto il tuo impegno solenne. T' andata
di lusso, eh?
Sono passato davanti alla camera e uscito dall'appartamento.
Senza dire niente, a quella bellezza tutta nuda?
Sembra che non possa funzionare, le ho detto, -
vero? Lei sorrideva appena, anche con gli occhi. Proprio
quel tipo di persona che non si vergogna a stare senza
vestiti. No, anzi, a quel punto si stava proprio divertendo.
E ti ha detto qualcosa?
Ha detto: Ti arrendi troppo in fretta.
Un attimo. Come faceva a sapere che non avresti guardato
in camera?
Mi ha messo davanti a una scelta, l'una o l'altra.
Ma tu non le sei saltato addosso.
La voglia c'era, e l'avrei fatto, non ci fosse stato Jrgen.
A Honey non l'ho detto, ma  stato lui a salvarmi dal
rompere la mia promessa, una cosa che non ho mai fatto
in tutta la vita, a meno che quando d la mia parola non
sto scherzando e tutti, o quasi tutti, se ne rendono conto.
No, ho fatto un voto il giorno del matrimonio e non l'ho
ancora infranto. Quindi mi sa che sono in debito, con Jrgen.
Se lui vuole solo scappare e nascondersi, starsene basso
fino al termine della guerra, per me va bene. Mi ha consentito
di restare una persona di parola. Quindi dir al mio
capo, W. R. Bill Hutchinson, che non sono riuscito a trovare
i due evasi e festa finita.
La voce di Narcissa: Ah,  cos? E come la mettiamo,
se ti capita di incontrarla di nuovo, Honey, e non c' un
altro Jrgen a salvare il tuo povero culetto?
Tent di ripescare Kevin per riportargli la macchina,
telefonandogli dalla sua camera d'albergo. La voce all'FBI
disse che era fuori per lavoro. Carl domand se Bohdan
Kravchenko era poi stato arrestato, e la voce rispose che
tali informazioni non erano di dominio pubblico. Carl lasci
un messaggio per Kevin, chiedendo di essere richiamato
in albergo.
Poi telefon a Louly alla base aerea dei marines in
North Carolina, orgoglioso di avere ancora la coscienza a
posto in parte e pronto a dirle: Ho avuto molto da
fare se lei gli avesse chiesto se riusciva a tenersi lontano
dai guai. Ma non era disponibile neanche lei. Cosa doveva
fare, saltare sul treno per tornarsene a Tulsa?
Squill il telefono. O Kevin o Louly, pens.
Era Honey Deal.
Vuoi vedere Jrgen?
Fammici parlare al telefono.
Carl, ha chiamato Vera. Vorrebbe passare a trovarmi
in serata.
Con Bohunk?
Non sa dov' finito. Stanotte non  tornato a casa, 
preoccupata per lui.
Gi me la vedo che si torce le mani, disse Carl. -
A che ora viene?
Verso le otto. Tu fermati a salutare Jrgen.
Dov' che va?
Non vuole dirmelo.
E tu fagli vedere le tette.
Le tengo in ghiaccio per te. Sai cosa capita, quando
il ghiaccio tocca i capezzoli?
Starnutisci? rispose lui, e aggiunse subito: Guarda
che te la stai facendo con la gente sbagliata.
Lo so, disse Honey. Ma non mi sento per niente
una sovversiva, neanche un po'. E tu? Oppure tu puoi farla
franca e io no?
Qualcosa del genere, disse Carl.
Ascolta, passa a prendere un drink, stasera. Ti giuro
che non ti far vedere le tette.
Comunque posso capirti, se proprio non puoi fare a
meno di toglierti i vestiti.
Un attimo, disse lei.
Ud la cornetta che veniva posata su qualcosa di rigido,
e subito dopo una serie di voci in lontananza. Poi Honey
torn all'apparecchio.
Carl, accendi la radio. Roosevelt  morto.
Lo disse proprio cos.  morto.
Carl: Non penserai mica che Walter...
Walter ud la notizia sugli altoparlanti del terminale
della Greyhound, in centro a Detroit. Non riusc a sentire
la prima parte dell'annuncio, con la voce che di solito
dava partenze e arrivi ma che adesso diceva: E nostro
triste dovere informarvi che alle tre e trentacinque di questo
pomeriggio... e pens, mentre aspettava di conoscere
la destinazione del pullman, Tre e trentacinque?, sapendo
che erano quasi le sei. Cos alz gli occhi sull'orologio
pubblico e vide che aveva ragione. Allora si mise ad
ascoltare e ud la voce dello speaker:
La morte ha colto quasi senza preavviso il sessantatreenne
presidente degli Stati Uniti. Verso l'una di questo
pomeriggio, nella Piccola Casa Bianca di Warm Springs,
Georgia, il presidente ha avvertito un improvviso dolore
alla nuca. In quel momento si trovava in posa per il cartone
preparatorio di un suo ritratto. All'una e quindici minuti
il presidente ha perso conoscenza, senza pi riacquistarla.
Alle tre e trentacinque del pomeriggio Franklin
Roosevelt ha cessato di vivere senza soffrire, colpito da
quella che il suo medico ha definito una grave forma di
emorragia cerebrale. Il servizio funebre avr luogo nella
East Room della Casa Bianca...
Per lui era abbastanza. Si alz e si diresse allo sportello della biglietteria, con la voce all'altoparlante che aveva
tutta l'aria di voler cominciare da capo.
Oggi, 12 aprile, a Warm Springs in Georgia, la morte
ha colpito Franklin Delano Roosevelt, presidente degli
Stati Uniti, lasciando sconvolti e stupefatti milioni di americani.
Walter chiese il rimborso del suo biglietto per Griffin,
via Atlanta, e lo ottenne. Inizi a chiedersi se qualcuno
dei partecipanti al meeting di Vera, all'udire la notizia della
morte di Roosevelt, avrebbe subito detto: Mio Dio,
ma  stato Walter? oppure: Mio Dio,  stato Walter.
Ricordandosi della sua determinazione. Ecco Vera che gli
si avvicina. No, prima Honig. Gli sfiora il volto e gli chiede,
con la sua voce morbida: Walter, ma come diamine
hai fatto?
Mia cara, avrebbe risposto lui, tu non credi all'emorragia
cerebrale?
Certo, ma cos' stato a provocarla?
Si metteranno in testa che deve aver usato chiss che
veleno, e lui dir: Credete quel che vi pare.
Deve aver usato il veleno.
Ma come gliel'ha somministrato?
Impossibile che sia stato lui. Walter  ancora a Detroit.
Walter  astuto. Gliel'ha fatto recapitare.
Cosa?
In una torta, per esempio. Consegnata alla Casa Bianca,
col nome dell'amichetta del presidente, a detta di Joe
Aubrey. Miss Lucy Mercer. Oh, se  astuto, quel Walter.
Anche se il presidente ha al suo servizio un assaggiatore
come i re dell'antichit, una torta spedita da miss Lucy
Mercer non avrebbe destato sospetti. Il presidente ne
prende un pezzo mentre  in posa per il ritratto, ne mangia
parecchi bocconi e si accascia sulla sedia, in coma. L'ora?
L'una e un quarto, mentre sta finendo di pranzare.
Era quel tipo di complotto melodrammatico che Vera
sarebbe stata benissimo capace di inventare. O qualcosa
di simile. Gi gli pareva di sentirla dire: Qualunque sia
la causa della morte del presidente, potete star sicuri che
l'ha provocata il nostro Walter. E non dobbiamo stupirci
se la Casa Bianca cerca di far passare tutto sotto silenzio
e parla di cause naturali. Dubito che Walter vorr mai rivelare
come ha portato a termine il suo piano. Per tutta la
vita quel genio del male sentir i suoi conoscenti avanzare
le pi disparate teorie, e ogni volta gli verr posta l'immancabile
domanda:  cos che hai fatto, Walter?
E la sua risposta standard: Credete quel che vi pare.
...
.
...
CAPITOLO 27.
...
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...
Un grembiule sopra le mutandine e il reggiseno, Honey
rassettava il soggiorno raccogliendo giornali, svuotando
portacenere, spolverando qua e l con un piumino, pavoneggiandosi
sotto il naso di Jrgen che se ne stava sul divano
a leggere Life, la sua rivista preferita e non poteva
credere che Honey ne avesse conservato ogni singola
copia a partire da Pearl Harbor, 163 fascicoli consecutivi
di Life nello sgabuzzino, con solo sette numeri mancanti
e consecutivi dell'inverno 1942.
Honey lo lasciava a bocca aperta. Era sempre un tipo
sui generis, un gioiello, un diamante grezzo che aveva comunque
un proprio stile, capace di ascoltare I'll Wind cantata
da Sinatra e di dire: Senti com' spontaneo, cazzo, -
come nulla fosse. Si chiese cosa le fosse successo nell'inverno
del 1942, quando lui era in Libia. L'amava. L'avrebbe
adorata per tutta la vita, Honey che spolverava in mutande
e reggiseno, che inarcava la schiena per puntargli
contro quel culetto sodo. Le aveva detto che sarebbe diventato
un cowboy nei circuiti di rodeo, specializzato in
tori. Mai sentito alla radio come li annunciano, i concorrenti?
Adesso tocca a un giovane cowboy di nome Flea
Casanova che viene da Big Spring, Texas. E tra un po'
sentirai dire: Abbiamo un giovane buttero, adesso, un
certo Jrgen Schrenk di Colonia, Germania. Jrgen prover
a salire in groppa a un toro guercio e assassino dall'appropriato
nome di Killer Diller. Forza Jrgen, in groppa!
Lo sapevi che il primo classificato al Dallas Rodeo -
c' scritto su Life ha beccato settemila e cinquecento
dollari per essere rimasto otto secondi in groppa a tre tori
diversi? Ho guidato un Tiger, nell'Africa del Nord, posso
cavalcare un toro.
Honey volt la testa per guardarsi alle spalle, col culetto
sempre puntato su di lui. Un tipo di mia conoscenza
che lavorava nel circuito dei rodei si  fatto male sul serio,
una volta, disse. Per dirmi che aveva fame gli toccava
scriverlo su un taccuino, perch aveva la mascella legata
col fil di ferro. Adesso era passata a spolverare la libreria,
passando il piumino sugli scaffali.
Ho dimenticato di dirti che Eleanor non era al suo capezzale,
quando  morto. Si trovava a Washington. Roosevelt
aveva in programma una giornata intensa, doveva recarsi
a un barbecue dove certi violinisti country avrebbero
suonato per lui. Quindi, ovvio, mica stava pensando
alla morte. Ti piacciono quei violinisti hillbilly? A me no.
Proprio per niente. Sapevi che nessuno  mai stato presidente
tanto quanto Roosevelt? Lo era dal 1933. Aveva
sessantatre anni.
Adesso Honey aveva preso un libro dallo scaffale e lo
teneva nella sua direzione per fargli vedere che si trattava
di Mein Kampf. Mai letto, e neanche pi un argomento
di conversazione, disse, e lo gett nello sportello che
aveva appena aperto sotto gli scaffali.
Jrgen: Non  l che hai messo la pistola di Darcy?
Lei si chin a tirare fuori la Luger. Eccola, e volevo
proprio chiederti una cosa. La pos su uno scaffale, rovistando
poi tra la sua collezione di dischi, dalla parte opposta
dello sportello. A uno dei servizi alla radio hanno
detto che il presidente era seduto in poltrona e sembrava
a suo agio quando, parole dello speaker: Un dolore lancinante
ha trapassato la nuca della superba testa leonina di
Roosevelt. Secondo te aveva la testa di un leone, Roosevelt?
A me, con quel bocchino e quella sigaretta, sembrava
un tipo affabile, non certo leonino. Adesso il presidente
 Truman.
Si tir su con un disco tra le mani e lo mise sul Victrola.
E un uomo politico di Kansas City che sa anche suonare
il pianoforte, dicono. Vedremo un po' cosa c' toccato,
con questo Harry S. Truman. Non credo che far
troppo casino.
Il disco attacc a suonare, e Jrgen disse: Cos' 'sta
roba?
Bob Crosby.
Intendevo quello strumento.
Bob Haggart che fischia a denti stretti mentre strimpella
il contrabbasso. Adesso cantava anche lei. Big
noise blew in from Winnetka I Big noise blew tight out again.
E come si chiama, 'sto pezzo?
Big Noise from Winnetka. Che altro, se no? Il batterista
 Ray Bauduc, con i suoi wood blocks e il campanaccio.
Tipo buffo, Ray.
Lo conosci?
Parlavo di come suona. Per, s, l'ho conosciuto di
persona, una volta che ero a New Orleans. Ci siamo fatti
un drink assieme Honey prese la Luger dallo scaffale e
la port a Jrgen sul divano. Se non sbaglio, Darcy ha
detto che  carica.
Gi, disse Jrgen, e Honey si lasci cadere accanto
a lui. Jrgen si era messo a gingillarsi con la pistola, sollevando
la chiusura dell'otturatore e facendo uscire una
cartuccia calibro nove. La aggiunse al caricatore, che fece
poi scattare all'interno del calcio e porse il tutto a Honey.
Carica, pronta a sparare, disse. C' qualcuno che vorresti
far fuori?
Stai scherzando? disse Honey, alzando l'arma e
puntandola sullo specchio nel corridoio della camera da
letto. Non ci metterei un istante a far saltare le cervella
a Hitler, se mai me lo trovassi a tiro.
Non vuoi vederlo processato per crimini di guerra?
Metti che poi se la cava.
Non dirai mica sul serio. Finir impiccato, se non si
uccide prima, la qual cosa mi sembra abbastanza probabile.
Honey abbass la pistola e la sollev di nuovo. E che
mi dici del sosia di Walter, Heinrich Himmler?
Quando lo impiccheranno, il mondo far festa per
giorni.
Potessi scegliere tra Hitler o Himmler, disse Honey,
andrei su Himmler. E prima di sparargli, gli mollerei
un calcione nelle palle, di quelli seri.
Torn ad abbassare la pistola, questa volta per ficcarla
nella fessura tra il cuscino su cui stava seduta e quello di
Jrgen.
Ragazzi, che stanchezza.
Perch non ti fai un sonnellino?
Devo andare a procurarmi qualcosa da bere. A Vera
piace rimbecillirsi ben bene, mi sa. Specialmente per come
vanno le cose.
Mi sembra che se la stia cavando mica male.
Spero di s. Mi spiacerebbe vederla andare in rovina.
Sbronzarsi, dici?
No, per come si preoccupa di Bo.
Davvero tu credi che sia scomparso?
Perch Vera dovrebbe mentire?
Com' che aveva detto Carl? Che gi la vedeva torcersi
le mani? Sbaglio, o me l'hai raccontato tu?
 un furbacchione, lui.
Ha tutta una serie di atteggiamenti diversi, disse
Jrgen. Una volta sembra un bracciante con la guancia
piena di tabacco Beechnut...
Un pezzo gigante, disse Honey.
... e la volta dopo, questa mi piace un sacco,  l che
guarda qualcosa che nessun altro pu vedere, qualcosa che
sta a chilometri di distanza, e tu quasi ci credi che possa
vederla soltanto lui. Per sono convinto che il vero Carl
salta fuori quando sei tu che gli parli. Non finge, con te.
Be',  capacissimo di lasciarti di sasso, disse Honey.
Devi avere un cervello rapido, per tenergli testa. 
pi buffo di quel che sembra.
Insomma, ti piace, disse Jrgen.
Come uomo s, ma  gi occupato. Altrimenti avresti
avuto un concorrente rognoso, sai. Quando si  sposato,
davanti all'altare, ha giurato a sua moglie Louly che sarebbe
rimasto puro come un manto di neve appena caduta,
ed  convinto di mantenere la sua parola. Ma anche a
lui capita di eccitarsi ben bene, succede a tutti, e arriva la
volta che non gli dispiacerebbe un po' di movimento, su
due piedi. Succede qualcosa. Un gran colpo di fortuna lo
salva all'ultimo momento dal commettere spergiuro, anche
se lui  l che mastica amaro. Potevo anche dirgli che
ero il suo angelo custode che cercava di mandargli a puttane
la vita.
Certo che lo conosci bene.
Mi sono bastati due minuti, per capire certe cose. Sai
cosa? E un uomo fortunato. E non c' niente di meglio al
mondo che andare con un uomo fortunato.
In parecchie di quelle sparatorie ha avuto un bel po'
di fortuna, s, disse Jrgen. Il rapinatore di banche che
scende in strada, sul marciapiede, facendosi scudo di una
donna, e dice a Carl e ai pochi poliziotti di quel buco di
citt di gettare le armi. Fu proprio Carl a dirmi che aveva
scorto parte del volto del rapinatore da sopra la spalla della
donna. Insomma, Carl  in strada, a dieci metri di distanza.
I poliziotti gettano le armi, Carl alza la sua e becca
il rapinatore in piena fronte. Hai messo a repentaglio
la vita di quella donna, gli faccio io. E lui: Ho mirato
proprio l.
Sa quel che fa, disse Honey. E ti ha detto anche
che quella donna  svenuta? Gi, per come  andata gi
ho avuto quasi paura di averla colpita, ecco pi o meno
le sue parole. Con una specie di sorrisetto.
 stato Carl a dirtelo?
No, c'era scritto in quel libro su di lui, quella storia
dell'Hot Kid. Kevin mi ha prestato la sua copia. L'ho letta,
sai? Ma Carl non lo sa. E ho fatto un sacco di paragoni
tra il Carl del libro e quello in carne e ossa.
Sono la stessa persona?
Identica. Non conosco nessun altro capace di vantarsi
di qualcosa che ha fatto, senza sembrare un contaballe.
Tu lo accusi di aver rischiato la vita di quella donna e lui
ti dice che aveva mirato proprio l. Bersaglio pieno, c'
scritto nel libro. E mica gli  andata via, questa fortuna.
Io ho passato quasi quattro anni sui carri armati, disse Jrgen, e sono ancora vivo.
Lo so bene che anche tu non scherzi, Hun. L'ho capito che era un fortunello, il mio crucco, la prima volta che gli ho messo gli occhi addosso, nella cucina di Vera. E gli batt sulla coscia.
Gi, ma se tu dovessi scegliere tra me e lui, in questo preciso istante...
Sceglierei te, disse Honey, perch mi ami. Sono tutta con te, Hun, ho il cuore che mi si strugge. E non vedo proprio perch non dobbiamo farcela. Nel frattempo, devo andare a procurarmi da bere.
Ci penso io, disse Jrgen. Tu vattene a letto, che tra un po' ti vengo a cercare.
...
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CAPITOLO 28.
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Walter arriv davanti al portone alle otto meno venti, cogliendo Honey di sorpresa. Lei premette il pulsante e apr la porta di casa. In cucina, Jrgen sorseggiava un martini, che lev in un brindisi quando vide entrare Honey con un bicchiere vuoto.
All'amore della mia vita. Chi era?
Walter.
Pensavo fosse in Georgia.
Hun, ci sta che tu mi debba proteggere da lui. A Walter vengono strane idee nei momenti pi impensati. Sparagli pure, se proprio devi.
Con la Luger? Sarebbe un autentico melodramma.
Parlaci un po', mentre taglio il formaggio, disse lei, e le scapp un sorriso. Ora che impari il nostro slang, occhio a usare 'sta frase in pubblico, tra gente perbene.
NOTA: Cut the cheese ha anche il significato gergale di scoreggiare. FINE NOTA.
Jrgen non aveva la minima idea di cosa stesse dicendo
Honey, ma esit un attimo, prima di uscire dalla stanza.
Quanti ne hai gi bevuti?
Questo  il secondo, rispose lei, versandosene uno.
Jrgen entr in soggiorno con gli occhi gi puntati sul
divano, l'ultimo posto in cui aveva visto la Luger, con Honey
che la impugnava e prendeva di mira Himmler dopo
un gran calcio nelle palle. Posso entrare? sent dire, e
si volt. Era Walter, fermo sulla soglia.
Jrgen lo invit con un gesto della mano. Ma certo.
Nel frattempo era arrivata anche Honey col suo martini.
Walter, non sei andato in Georgia.
No, questa volta non ne ho avuto bisogno. Ma lui 
morto, vero?
Honey lanci un'occhiata a Jrgen.
Il presidente degli Stati Uniti, intendo, disse Walter.
Non avete sentito?
Ah, giusto, il presidente. Che botta, disse Honey.
E tu dov'eri, quando l'hai saputo?
A casa, disse lui e, dopo un istante, in attesa di
notizie.
Prendi un martini, disse Honey, porgendogli il suo.
Poi ripart per la cucina. Cio? disse, senza fermarsi.
Aspettavi le notizie?
Walter si rivolse a Jrgen.  come una bambina, cos
impulsiva. Come ho detto, stavo aspettando la notizia della sua morte.
Jrgen attese il ritorno di Honey, con un nuovo martini.
Walter doveva avere la radio accesa, sai. Stava aspettando
il servizio sulla morte del presidente.
Honey: Cos', gi sapevi che stava per morire? Hai avuto una visione?
Non puoi capire, disse Walter.
Perch no?
Preferisco non parlarne.
Vuol farci credere, disse Jrgen, che lui c'entra
qualcosa, con la morte del presidente.
Ho detto questo?
 l'impressione che ho avuto io.
Credi quel che ti pare, disse Walter, levando il calice
e ingollando d'un fiato il suo martini.
Carl sedeva nella Chevy di Kevin di fronte al palazzo
in cui abitava Honey. L'appartamento era al quarto piano
e dava su Woodward Avenue. Una volta che si  fatta l'abitudine
ai tram, pens, non era certo male. Le otto meno
venti. La sua mente rimbalzava da Jrgen a Honey e
viceversa. Si disse che non doveva considerarlo un vecchio
amico, il crucco, ed evitare di sbronzarsi con lui raccontandosi
vecchie storie. Non era proprio il caso di ignorare il
giuramento di fedelt al suo Corpo, a meno che il grande
ordine delle cose non lasciasse capire che s, una chance a
Jrgen gliela poteva pure concedere. Poi si disse anche che
se per lui Honey era fonte di idee lussuriose, era il caso di
farle capire che sbattergli in faccia in quel modo tutta la sua
mercanzia non le sarebbe servito a niente. E pens anche
a Vera, che non vedeva l'ora di rivedere. Ormai aveva gi
capito il suo piano. Secondo Honey, la contessa doveva passare
a trovarla: sembrava quasi una faccenda di caff e pasticcini.
Ma si sarebbe azzardata a uscire di casa, con Bo
che non dava pi tracce di s? Questo, per Carl, significava
una cosa sola: che ci sarebbe stato anche il suo caro
bohunk. Gi. Lascialo arrivare e fare la sua riverenza, si disse
Carl, e poi tienilo d'occhio come un'aquila. Ricordati che
 stato lui a far secco Joe Aubrey e gli altri due, il dottore
e sua moglie, tutti e tre assieme, e sa anche come si taglia
la gola alla gente. Il gioco di Vera consisteva nell'aizzare il
suo cane contro chiunque potesse tradirla: un cagnolino,
certo, ma un autentico figlio di puttana. Giusto?
Era parcheggiato li da quasi un'ora.
Aveva visto arrivare Walter, che pareva non essersene
ancora andato.
Voleva aspettare Vera e Bo e prendere l'ascensore con
loro. Certo, magari, a quest'ora potevano anche aver cambiato
idea. A meno che non stessero volutamente ritardando,
mentre si formava la compagnia. Non aveva ancora capito
se Bo voleva farlo secco o no. Ma se ci sei anche tu,
si disse, sar costretto a inventarsi qualcosa. Quindi, bando
alle seghe mentali e datti una mossa.
Vide Jrgen in mezzo alla stanza, con la sua giacca sportiva
e un bel sorriso. Guard Honey, che gli sorrise a sua
volta. Tutti allegri, stasera. C'era Walter, con un bicchiere
da acqua che sembrava pieno di martini, a giudicare
dalle olive, cos come quelli che tenevano in mano Jrgen
e Honey, il drink assassino che ti manda a gambe all'aria.
Prendere o lasciare, insomma. Cos disse a Honey:
Scommetto un dollaro che non hai ancora una bottiglia
di bourbon.
Hai vinto, rispose lei. Va' a parlare col tuo amico,
che ti preparo un drink.
Lui si avvicin a Jrgen, che gli tese la mano. Carl la
strinse e non pot fare a meno di sorridere. L'artista della
fuga, disse. Dovresti scriverci un libro, su come hai
fatto a sgattaiolare via a tuo piacimento.
Lo sai chi sta scrivendo un libro, no? Shemane. E ci
sar dentro anch'io, assieme a tutte le puttane e i politicanti
corrotti.
Non ho intenzione di arrestarti, disse Carl. Non
adesso. Insomma, ormai  troppo tardi, e mi  passata la
voglia.
Mi fa piacere, disse Jrgen. Io invece, ho intenzione
di diventare una stella del rodeo. Cavalcare i tori.
Parla con Gary Marlon, disse Carl. Te lo ricordi,
quel marshal che era ancora un ragazzino e non vedeva l'ora
di sparare a qualcuno? Ha lasciato il Corpo, sai, e adesso
cavalca i tori.
Gi, devo proprio parlarci, farmi spiegare come si fa
a resistere otto secondi.
Carl: Ed ecco 'sto ragazzo, Tex Schrenk di Colonia,
dritto dalle campagne del Texas.
Continuo a chiedermi se torner mai a casa.
Perch no? Fa' un salto a trovare tuo padre.
 rimasto ucciso sotto un bombardamento.
Carl: Brutta notizia, mi spiace. Ti posso prestare il
mio, se proprio te ne serve uno. Gi lo conosci, Virgil, gli
hai scrollato anche tu gli alberi di pecan.
Un tipo incredibile, lui e le sue idee.
Honey porse a Carl uno highball. E anche tu gli stavi
simpatico. Me l'ha detto lui. Forza, rinfocolate l'amicizia.
Poi arriv Walter col suo martini nel bicchiere da acqua.
Non vi vedo piangere la morte del vostro Fhrer,
Franklin Roosevelt, disse con tono pi energico del solito.
Scusa, non vedi che vesto di nero? disse Honey. -
Vuoi un altro martini? Sei ancora a quattro.
Voglio solo sapere, disse Walter, cosa pensate del
vostro presidente e della sua morte cos improvvisa.
Penso che Stalin l'abbia sfiancato, disse Honey.
Avere a che fare con quello squilibrato... Dice Vera che 
un autentico pigmeo, che ha i rialzi nelle scarpe.
Potrei dire, attacc Walter, che l'improvvisa e
misteriosa morte del vostro presidente...
Dove sta il mistero? disse Carl.
Nelle circostanze. O ci credete oppure no. A me non
importa affatto.
Carl: Walter, la pianti di punzecchiarci e dica quel
che non vede l'ora di dire.
Jrgen: Diccelo, Valter, con accento tedesco. Se la
spassava, a trincare tutti quei martini. Altrimenti ti faccio
torturare.
Carl: Me l'ha detto Honey al telefono. Roosevelt 
morto, mi ha detto, e io ho pensato subito a lei, Walter.
Honey annuiva. Esatto. Mi ha detto: Non penserai
mica che sia stato Walter, eh? E io ho risposto con una
battuta, tipo: No, a meno che non possieda doti paranormali
e sia in grado di provocare emorragie cerebrali a distanza.
Carl scuoteva la testa. No, hai detto: A meno che
non se lo sia fatto passare al telefono e l'abbia annoiato a
morte.
Honey: Ah s, eh? e si gir verso Walter. Ma non
dicevo mica sul serio, sai. Quel che volevo fargli notare 
che tu con la morte del presidente non c'entri un bel niente.
E come potevi?
Credi quel che ti pare, disse Walter.
Il campanello scampanell.
...
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...
CAPITOLO 29.
...
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...
Vera entr parlando del tempo, di come al mattino la
giornata le era parsa promettere un bell'acquazzone per le
sue piante, e invece no, quella cappa deprimente era rimasta
tale e quale fino a sera, negandole anche la minima goccia
di pioggia, dio santo. Poi salut con la mano Jrgen,
Carl e Walter al capo opposto della stanza e baci Honey
su entrambe le guance, dicendole. Ma cos' che sta cercando,
qualche brivido? Lei  troppo sveglia per immischiarsi
con questa gente. Vende abbigliamento...
Roba di qualit a prezzo accessibile, disse Honey.
Ne ho uno da cocktail, nero e con le spalline, che le starebbe
a meraviglia.
Davvero? Che taglia?
Quaranta, disse Honey. Non ha notizie di Bo?
Ancora niente, disse Vera e parve rallegrarsi, come
se ripartisse da zero. Sono sicura che  con qualche amico.
Quando resta fuori tutta la notte glielo dico sempre:
Com' che neanche mi chiami per dirmi dove sei?
Proprio non riescono a capire come si sentono le madri, -
disse Honey.
Mica sono sua madre.
Ha capito benissimo, disse Honey. Forza, che le
procuro un drink. Mi dia borsetta e soprabito.
Vera si sfil l'astrakan nero e lo porse a Honey. La
borsetta la tengo con me, ci sono le sigarette. Poi si mise
a scrutare il soggiorno. Cos' che prendono, i signori?
 un martini, quello di Jrgen? E magari ghiacciato?
Che meraviglia. Per me molto secco, grazie. Soltanto una
spruzzata di vermut.
Honey si gir verso l'armadio guardaroba e Vera alz
la mano per salutare Jrgen e Carl accanto alla libreria. Poi
Walter, seduto tutto solo, ingrugnato. Walter, su con la
testa, gli disse. Tutti quanti ricorderemo i tuoi propositi.
Prendila come la mano di Dio, che ti si  parato davanti
e ci ha pensato Lui, al presidente. Si rivolse a Honey,
che la stava aspettando. Penserete tutti che sono
matta, a parlare in questo modo. Soprattutto Carl.
Lui sa gi come vanno le cose, disse Honey. Anzi,
sembrano saperlo tutti, ma nessuno si decide a muovere
un dito.
La fine  vicina, disse Vera, stringendo la borsa di
astrakan che faceva pendant con la pelliccia. E segu Honey
in cucina. Mai sentita, questa espressione?
Honey si mise davanti al bar che aveva allestito sul bancone,
e guard Vera che apriva la grossa borsetta a busta,
sul tavolo, per prendere le sigarette.
Oliva?
Pi di una, grazie. Non ci vedo pi dalla fame.
Posso prepararle un sandwich alla mortadella, disse
Honey. O un uovo, sempre con la bologna e magari
una fettina di cipolla?
Mangia di queste cose, lei? Ho visto formaggio e
cracker, nell'altra stanza. Mi ingozzer di quello.
Honey le porse un martini, con parecchie olive farcite
all'acciuga che riempivano il fondo del calice. Vera si fece
in avanti e le prese il bicchiere, fissandolo e, allo stesso
tempo, borbottando qualcosa a se stessa Honey si accorse
del movimento di quelle labbra dipinte per poi scolarselo
in un sol colpo. Dopo un istante si rovesci le olive
in bocca, addentandole via via, e gi si stava accendendo
una sigaretta.
Un altro? disse Honey.
Grazie, disse Vera. Questo, per, voglio proprio
gustarmelo. Mi racconti come si comporta Walter.
Li beve doppi, disse Honey. Non l'avevo mai
visto cos sfacciato e circospetto. Solo che non riesce a
gestirsi. Vuol farci credere che abbia avuto una qualche
parte nella morte del presidente.
Vera annu. Perch moriva dalla voglia di essere lui
il suo assassino. Povero Walter. L'unica cosa che sa fare 
tagliare carni.
Honey vers a Vera un secondo martini e la guard
prendere il bicchiere e vuotarlo in due sorsate.
Niente olive, stavolta.
Va bene cos. Tanto me ne far un altro, disse Vera.
Perch non mi racconta come le vanno le cose con il
nostro Hot Kid?
Ci siamo andati molto vicino, ma adesso la situazione
si  raffreddata.
Non gli interessa pi? Per come la vedo io, mettere
le mani su Carl  un vero trionfo, ammesso che riesca a
domarlo.
Be', credo proprio che potrei farlo innamorare di me, -
disse Honey, se non lo  gi. Ma non voglio mandare
in frantumi il suo matrimonio, diventare l'altra donna che
sta sulle scatole a tutti.  una parte sgradevole.
Non le manca certo la fiducia, disse Vera.
E ci tengo, alla pelle, disse Honey. Sua moglie
ha gi fatto secchi due tizi che cercavano di incasinarle la
vita.
E cosa mi dice di Jrgen? Potrebbe interessarle, lui?
Lui  in cima alla lista, disse Honey. Mai incontrato,
un uomo cos piacente. In pi  gentile e premuroso,
per essere un crucco. Quando si toglie i vestiti... be',
ecco un'immagine da ricordare.
 come averlo davanti agli occhi, capisco perfettamente, -
disse Vera. Certo che lei se la sarebbe cavata
alla grande, in un lavoro come il mio. Gi me li vedo, tutti
quanti, a spifferarle tutto quel che le serve sapere.
Avrei una domanda, disse Honey. Ma la polizia
lo sta cercando, Bo?
Poi guard la contessa che soppesava una possibile risposta.
Troppo truccata, in volto, ma era pur sempre Vera
e quindi andava bene cos. La vide iniziare a sorridere.
Chi gliel'ha detto?
Mi ha raccontato Carl che Bo l'ha inseguito con una
mitragliatrice.
Bo? No, doveva essere qualcun altro che ce l'ha su
con lui.
E Bo, perch ce l'ha con Carl?
Non intendevo questo. Bo l'ha visto una sola volta,
almeno credo.
Carl gli ha messo sulle tracce la polizia.
Ah, ecco chi  stato, disse Vera. E venuta a casa,
la polizia, e io gli ho detto che Bohdan era andato al Nord
con certi amici. Di solito, nel periodo dell'equinozio, si infilano
in qualche foresta per non so che danze... Una Sagra
della Primavera, la chiama Bo.
Lei mi sta prendendo in giro, disse Honey.
Sul serio. L'ha chiesto anche a me, di andare con loro,
ma io ho risposto che non me la dico tanto, coi riti pagani.
Guardi che sta cambiando la sua storia, disse Honey.
Ah, s?
Ha appena detto che non ha alcuna notizia di Bo e
che gradirebbe una sua telefonata.
Solo per fare le cose semplici, disse Vera. Altrimenti
lei mi avrebbe chiesto se la polizia mi aveva creduto,
e cosa mi aveva detto. Vuol proprio saperlo, con cosa
 saltato fuori uno di quelli? Ah, quindi vanno nei boschi
a far le danze delle fate?
Ed  proprio vero? disse Honey.
Qualche ora prima Bo si era quasi convinto a prendere
una delle pillole del dottor Taylor, ma non aveva saputo
decidersi se era meglio un eccitante o un tranquillante, se
restarsene sveglio con gli occhi sbarrati o rilassato al massimo
grado. Prima di uscire di casa si era fatto qualche
bicchierozzo di vodka ghiacciata. Ma non potevi aspettare
? gli aveva detto Vera in macchina.
Cosa?
Che fossimo arrivati.
Ah, prima vuoi fare un po' di salotto? Spararti un
paio di drink e dire: Perch non vi allineate tutti quanti
contro il muro, per cortesia? Tesoro, guarda che ho intenzione
di entrare in quella casa del cazzo e fare una strage,
poi andarmene con un bell'inchino e lasciarli in un lago
di sangue.
Lascia in pace Jrgen, per cortesia, disse Vera.
Gi, Jrgen. Eravamo d'accordo che toccava a tutti
quelli che sapevano dei tuoi affari. A meno che non ti vada
bene passare vent'anni a pulire i cessi della prigione.
Devi renderti conto, Vera, che Jrgen non  indispensabile
per il nostro futuro. Potrebbe mandare a puttane la
nostra abilit di tenerci alla larga dalla galera. Cos ho detto
ai federali dove trovarlo.
Vera: Non avrai...
Pensando che sarebbero andati a prenderlo e a toglierlo
di mezzo. Ma non  successo niente, e adesso  anche
lui da Honey. Che ci posso fare? Ho invocato la Madonna
Nera, chiedendole che fossero presenti soltanto certe
persone. In particolare quel tizio dal grilletto facile.
Walter, non sappiamo dov' andato a finire. Magari cercher
di rimettersi in pari, visto che non  riuscito ad assassinare
Roosevelt, e far fuori Harry Truman.
La macchina era pronta per la fuga: le valigie nel baule,
gli oggetti personali e le scarpe di Vera in scatole di cartone
sul sedile posteriore. Lei aveva versato su un nuovo
conto l'assegno di cinquantamila dollari compilato da Joe
Aubrey; pi avanti avrebbero studiato il modo di prelevare
la somma.
Bohdan si ferm in sosta vietata davanti al palazzo di
Honey. Se non hai lo stomaco per reggere 'sta cosa, -
disse a Vera, non guardare. Ma quando sono tutti morti
gli portiamo via ogni cosa, basta che sia di valore, e ce
la filiamo verso il caro, vecchio Messico canterellando La
Cucaracha. Certo, se conosci le parole possiamo anche cantarla
ben bene. Ah, quando ti apre il portone, trova il modo
di lasciarmelo socchiuso.
E come? Tu che suggerisci?
Con quel che capita. Tipo una scatola di fiammiferi.
Il punto essenziale, Vera,  che io riesca a entrare. Tu sali
con l'ascensore. Honey sar ad attenderti sulla porta. La
saluti, le dai un bacio. E premi il pulsante per aprire la porta
di casa. Pensi di farcela?
Non ti resta che bussare. Cosa credi, che non verr
ad aprire? Sar curiosa di vedere chi  arrivato.
Vera, per cortesia, aprimi quella cazzo di porta. Il mio
ingresso dev'essere una sorpresa assoluta. Buon Dio, ma
da dove  saltato fuori? Rimase in silenzio per un po',
pensieroso. Hai portato l'ombrello, disse alla fine.
 nel baule.
C'infilo dentro la Schmeisser...
Ti piace chiamarla in quel modo, eh? Mi chiedo perch.
Senza il calcio, disse Bo, e vengo su dalle scale, cos
evito di incontrare qualcuno. Entro nell'appartamento...
Con la mitraglietta nell'ombrello?
E cosa ti ho detto, io? Bo stava diventando impaziente,
i nervi a fior di pelle. Inserisco il caricatore nel
corridoio, prima di fare il mio ingresso.
Ed entri sparando.
Gi, e il caso si chiude.
Guarda che ho sempre sentito dire Il caso  chiuso.
Io invece no, disse Bo, anche se non riesco proprio
a vederci tutta 'sta differenza. Comunque lo sai che
penso? Entrando, forse  meglio se dico qualcosa.
Vera: Gi gli stai puntando contro la Schmeisser. Che
altro c' da dire?
Voglio che mi guardino tutti.
Vera: Che ne dici di Achtung?
Oppure: Lo sapete a che serve, questa?
E magari gli chiedi anche di indovinare.
Questa volta Bo sorrise. S, una possibilit a testa.
Andiamo, trovami qualcosa di interessante da dire, cos
mi guardano tutti.
 stato bello conoscervi?
Va be', mi verr in mente qualcosa.
Vera apr la portiera. Ti chiedo solo un piacere, disse.
Cerca almeno di non spararmi addosso.
Ce l'hai la Luger, per ogni evenienza?
Nella borsetta.
...
.
...
CAPITOLO 30.
...
.
...
Vera non riusciva a togliersi dalla testa di essersi dimenticata
qualcosa, un passaggio specifico delle istruzioni
di Bo.
Aveva la borsetta sottobraccio e il martini nell'altra mano.
Era uscita dalla cucina per andare a piazzarsi accanto
al tavolo da pranzo all'estremit del soggiorno, con Honey
che era rimasta a preparare altri drink.
La ragazza aveva messo su un disco, musica di negri
americani, una voce da ragazzina che domandava a un tale
se si era comportata bene con lui.
Gi si vedeva cantarla a Bo. Baby, ain't I good to you?
Gli aveva permesso di mettere su tutta 'sta faccenda,
con lui che diceva: Ma cosa saranno mai altri tre morti,
dopo Odessa? Intanto erano gi quattro.
Al suo arrivo aveva visto subito Carl e pensato a come
ne sarebbe stato felice Bo; anche se la vista del marshal, in
maniera del tutto imprevista, le aveva messo lo stomaco in
subbuglio, oltre a farle venire una spiacevole sensazione.
Sperava solo che Bo facesse fuori Carl per prima cosa, senza
neanche dire una parola. Toglierselo subito dai piedi,
l'Hot Kid, altrimenti sarebbe stato lui ad aggiungere una
tacca alla pistola... Carl a bordo di uno Spitfire con le croci
tedesche sulla fusoliera, Bo che pilotava un ME-109 o
un Focke-Wulf, e se non gli sparava prima lui, a Carl, le
sarebbe toccato ascoltare la frase che il marshal ripeteva
ogni volta: Quando estraggo... Poi, dopo che Bo gli ha
sparato, Carl pu dire tutto quel che crede, basta che faccia
alla svelta. Infine  il turno degli altri tre, fatti allineare
davanti alla libreria. La notizia sarebbe andata subito
sui giornali dell'indomani, nelle edizioni del pomeriggio,
nei giornali di tutto il mondo e dell'intera America, perch
uno dei quattro assassinati in appartamento di detroit
era un prigioniero di guerra tedesco. Cosa ci faceva,
l? Si trattava di spie? Chi li aveva uccisi? Oppure era
una sorta di esecuzione? Per allora, lei e Bo potevano gi
essere in Texas. Faceva conto sugli eventuali buoni benzina
di Carl, e sul suo fondo spese. Spiacente, Carl, ma
siamo in guerra. Questa cazzo di guerra. Magari ce l'aveva
anche Honey, qualche buono benzina. Non restava
che frugarle nella scrivania, laggi contro la parete di fronte
al divano e alla libreria. Ecco, proprio in quel punto doveva
sistemarsi Bo. Entrare, prendere posizione.
Un attimo. Cos' che le aveva detto? Qual era il punto
essenziale?
E le venne in mente ci che si era scordata di fare, perch
non se l'era scritto per poi guardare le parole.
Aprimi la porta.
Carl e Jrgen stavano parlando di rodei.
Carl pensava che Jrgen fosse della corporatura giusta
per cavalcare i tori, anche se era proprio al limite, visto
che quasi tutti quelli che montavano sui tori tendevano a
essere di piccola statura, tipo un metro e sessantacinque,
e leggeri, sui cinquantacinque chili. Sulla carta, un cowboy
con le gambe lunghe poteva avere una presa migliore.
Carl disse di non esserci mai riuscito, lui, a resistere
quei famosi otto secondi, ogni volta che aveva provato
nei fine settimana, a cimentarsi nei rodei da dilettanti.
Aveva diciott'anni, all'epoca. Quindi era passato ai saddle
broncs, con quella sella tutta speciale, e non era riuscito a
resistere neanche li. Per questo se n'era andato per due
anni e mezzo al college e aveva finito per entrare negli
U. S. Marshals.
Jrgen disse di essere sicuro di potercela fare, coi tori.
E lo sai perch? Perch quando la sua famiglia era tornata
in Germania, nel 1935, si era fermata in Spagna e aveva
visto tutta una serie di corride, roba di pregio a Madrid
e in diverse altre citt. Era stato l che si era convinto a
diventare un matador de toros, dicendo che avrebbe sventolato
la muleta davanti ai tori con stile allo stesso tempo
freddo e sereno, i piedi ben saldi nella sabbia dell'arena,
affrontando la carica dell'animale per poi finirlo alla maniera
di un grande come Joselito, forse un po' vanitoso ma
pur sempre uno dei pi importanti matador della Spagna.
L'avresti venerato, disse Jrgen a Carl.
Ma Jrgen non era diventato un matador, n aveva mai
ucciso dei tori. Adesso gli monter sopra a cavalcioni, -
disse, e i tori lo capiranno, per come possono capire i tori
queste manifestazioni d'affetto, capiranno che non ho
mai tormentato nessuno di loro con la muleta n tantomeno
l'ho ucciso. Disse che quelli che avrebbe cavalcato si
sarebbero mostrati riconoscenti, senza approfittarsi troppo
di lui.
Carl disse che tutta questa faccenda gli sembrava un
cumulo di stronzate, e che se i tori non cercavano di farlo
volare per aria, il cowboy non aveva la minima possibilit
di vincere.
Honey port a entrambi un martini e rimase con loro.
Anche Carl si era convinto a prenderne uno, perch quello
di Jrgen aveva un'aria cos attraente, in quel bicchiere
delicato. Jrgen era passato a raccontare di come avesse
divorato il libro di Hemingway parlava di quello che
era laggi, sullo scaffale perch gli piaceva l'idea della
Spagna in quell'epoca, non certo perch la Germania appoggiava
Franco. Jrgen teneva per i Lealisti proprio come
Robert Jordan, il cui incarico nel libro era quello di
far saltare un ponte. Carl disse di averlo letto quasi tutto
a casa di suo padre, Per chi suona la campana, e che gli
era parso un western, con tutta quella gente che se ne stava
a cavallo su per le montagne. Potevano anche essere in
Messico, in fin dei conti. Jrgen disse che nel campo di
prigionia, a proposito di western, si era messo a leggere quelli di Zane Grey.
Quando mi chiami cos, sorridi. E questo? Non me n' mai fregato molto, di Zane Grey.
NOTA: Difatti la citazione proviene da The Virginian (1902), celeberrimo romanzo di Owen Wister. FINE NOTA.
Walter si un al gruppetto. Non pensate che la morte
di Roosevelt, sia, be', singolare, per come  avvenuta?
Carl: Cristo, Walter, vada a sedersi, per cortesia.
Honey: La tua ipotesi non ci interessa, Walter, qualunque
essa sia, e torn all'argomento precedente. Una
volta ci ho provato, con Zane Grey, ma mi  parso uno
scrittore cos antiquato.
Carl: A leggere quei libri sembra che non si divertisse
neanche lui, a scriverli. Per gli fanno un sacco di pubblicit,
li puoi comprare dovunque e riempirci un intero
scaffale. Del resto, per chi non sa distinguere...
Honey: Ma che sta facendo Vera?
Carl e Jrgen si girarono e la videro aprire la porta di
casa, guardare sul pianerottolo e richiuderla.
Honey la chiam. Vera...
Lei arriv subito, armata di borsetta, e mostr il suo martini
a Honey. Vede? Questo lo sto sorseggiando. Ormai
ho placato la sete.
Honey: Cos' che stava facendo, un istante fa?
Vera: Mi sa che soffro di allucinazioni. Avrei giurato
che c'era qualcuno alla porta.
Carl: Stiamo aspettando qualcun altro?
Honey: Non che io sappia.
Vera: No, no, mi sbagliavo io. Non c'era nessuno.
Ma per come continua a lanciare occhiate verso la porta,
inquieta, un piccolo sorso dietro l'altro, Carl era pronto
a scommettere tutto il fondo spese nel suo portafoglio,
ovvero 124 dollari, che Bohunk era l l per fare la sua entrata.
Vera guardava verso la porta.
E anche Carl, da dietro la spalla.
Honey: Perch dobbiamo starcene in piedi, quando
possiamo metterci a sedere? Vado a cambiare il disco. Che
ne dite di Sinatra?
Vera fin il suo martini, pos il bicchiere su uno scaffale
e lanci l'ennesima occhiata alla porta.
Lo stesso fece Carl, voltando la testa.
Fu allora che vide aprirsi lentamente la porta, fin quando
non apparve Bo in gonna e maglioncino grigi e con la
mitraglietta in mano, proprio quando si stava girando a rispondere
a Vera che gli chiedeva: Le piace, Frank Sinatra?
Mi piace questo brano. Cos'?
Oh, Look at Me Noto, disse Vera. Cosa crede che
stia per succedere?
Che diamine indossa, Bo? Una gonna?
Gliel'avevo detto. Non questa sera, ti prego.
Del trucco, poteva farne a meno. Ma mi chiedo se 
venuto a mostrarci un cimelio di guerra, disse Carl. Altrimenti,
le spiace dirgli di posarlo sul pavimento?
Honey: Guarda che non  sua madre.
Grazie, disse Vera. Sono solo un'ospite, qui. Glielo
dica lei, se crede.
Bo, avanzando lungo la parete in direzione del soggiorno,
si ferm nel corridoio per guardare nella camera da
letto.
Sono tutti qui, gli disse Vera.
Adesso li fronteggiava tutti, mitraglietta in mano, una
mano sul grilletto e l'altra sul caricatore da trentadue colpi.
Jrgen: Bo, ma cosa stai facendo?
Honey: Bo, le andrebbe un drink?
Walter, nella sua poltrona preferita, non apr bocca.
Bo invece s. Ti avevo detto di aprirmi la porta e te
ne sei dimenticata.
Vera: Allora come hai fatto a entrare, tesoro?
Te l'avevo detto. Appena arrivi in casa, premi l'apriporta.
Ti avevo anche detto di scrivere ogni cosa. Invece
te ne sei scordata, e io mi sono ritrovato sul pianerottolo
con una cazzo di mitraglietta tra le mani.
Jrgen: Hai una Schmeisser, eh? Mi piace, quel nome,
anche se  poco preciso. Ma una cosa devo dirtela.
Mai tenere una Maschinenpistole per il caricatore. Rischi
di farla inceppare.
Carl apprezz l'intervento. Ricordare a quel tizio che
non sapeva quel che stava facendo, ovvero mettersi a discutere
con Vera impugnando un'arma carica. E adesso li
fronteggiava tutti.
Voi tre, Jrgen, Honey e Carl, andate a sedervi sul
divano. Walter, tu stai bene dove sei, vecchio mio, ma avvicina
la poltrona a dove andranno a sedersi i tuoi compari.
Vediamo di sistemare la faccenda. Forza, voi tre, mettetevi
a sedere. Laggi, disse, alzando la mitraglietta per
lasciar partire una breve raffica, violenta e fragorosa, che
and a sforacchiare la spalliera del divano.
Honey continu a fissare Bo, senza dire una parola.
Magari sapeva cosa stava facendo, quello, con Carl che
osservava il suo modo di impugnare l'arma, un oggetto a
lui familiare, e che lo sentiva dire a Jrgen: Ne ho usate
un sacco, di mitragliette, e mai una volta che ho avuto
un problema. Quando ho cercato di far fuori l'Hot Kid ero
fuori allenamento. Sapevi che ero io? disse poi a Carl.
Per forza, rispose lui.
L'unica testa di cazzo che poteva provarci, disse
Honey, lanciando a Bo uno sguardo di fuoco.
Questo parve coglierlo per un attimo di sorpresa, gli occhi
fissi su Honey, ma decise di lasciar correre e disse:
Adesso spogliatevi, tutti e quattro. Completamente. Anche
tu, Walter, in piedi. E l'Hotdog Kid deve togliersi il
revolver dalla tasca e posarlo sul tavolino da cocktail.
Se cerca di usarla, disse Vera, Bo non esiter un
attimo a spararle.
Poi fece saltar fuori la Luger dalla borsetta di astrakan
e la spian sul volto di Carl. Altrimenti lo faccio io.
Carl: Devo infilare la mano sotto la giacca?
Vera: Deve togliersela proprio, quella giacca, e si
allontan dal gruppetto.
Honey vide la Luger nella mano di Vera e allung una
gomitata a Jrgen, una Luger identica a quella che Darcy
aveva ricevuto da Bo in cambio della Model A e che le aveva
dato in custodia. Quella che Jrgen aveva controllato
per accertarsi che fosse carica e che lei aveva ficcato tra i
cuscini del divano. Proprio dove Bo voleva farli sedere.
Guard Carl che si sfilava la giacca e metteva in bella
vista la '38 nella fondina.
Bo: Per cortesia, signori, cercate di svestirvi alla svelta.
Non abbiamo tutta la notte, qui.
Honey si tolse il pullover dalla testa, lasci cadere la
gonna e si avvicin al divano.
Bel corpicino, disse Bo.
Anche il reggiseno? disse lei.
Certo che s, e pure le mutandine, ogni cosa. Voglio
essere sicuro che non state nascondendo qualche arma. Io
me l'ero ficcato tra le chiappe, un coltello da burro affilato
come un rasoio, e l'ho usato per tagliare la gola di tre
guardie delle SS, le squadre della morte, una per volta, dopo
che si erano sbronzate di horilka, la vodka ucraina. Gli
ho messo la mano sulla bocca, a quelli, gli ho piantato il
coltello in gola e poi ho iniziato a tagliare. Ero nudo, perch
sapevo che ci sarebbe stato un torrente di sangue. Ci
ho fatto il bagno. E stata un'esperienza molto stimolante.
Potete capire perch lo considero l'avvenimento pi importante
della mia vita. Anche se sparare a mister Aubrey
e al dottor Taylor non  stato affatto male. Un colpo per
uno. Con Rosemary  stato diverso. S, ho sparato anche
a lei, ma  stato pi come annegare un gattino. Ho fatto
anche questo, mi ci costrinse mia madre, da ragazzino, a
tenerlo sott'acqua. Ogni volta che mi tornava in mente
quel musetto che mi guardava, scoppiavo a piangere.
Poi: Mister Hotsy-Totsy, ha intenzione di mettere gi
quella pistola oppure no?
Honey vide Carl accostarsi al divano prima di estrarre
la pistola Bo con la mitraglietta alzata e puntata su di
lui e posarla sul tavolino da cocktail, il calcio rivolto verso
il divano. Poi inizi a togliersi la cravatta e a sbottonarsi
la camicia.
Bo: Con estrema cautela, Carl, le dispiacerebbe far
uscire tutte le pallottole da quella pistola? Mi rende nervoso
vederla li, con quel mirino limato. Lei  proprio un
uomo spietato, dico bene, mister Hotsy-Totsy?
Honey guard Vera, adesso con la Luger lungo il fianco,
dirigersi da Bo e sussurrargli qualcosa.
Stai parlando troppo.
Cara, tutto questo lo faccio per te.
Stai recitando. Com' possibile che un ragazzo cos
carino sia un tagliagole? Cerchi di essere buffo e macabro
allo stesso tempo.
Insomma, vuoi che vada fino in fondo oppure devo andarmene?
Al momento opportuno li faccio fuori tutti quanti,
da sinistra a destra, partendo da quel timido nazista di
Walter, e via via via via tutto il resto. Avevo ventotto colpi,
nel caricatore, e me ne sono rimasti ventiquattro. Se ho
fatto una cazzata,  a mostrargli dove si dovevano sedere,
e ho sparato un colpo di troppo. Pu darsi che tu debba ricorrere
a un colpo di grazia o due. Un istante dopo, stava
gi sorridendo. Vera, guarda. Una sfilata di nudisti.
Quel che la lasci di sasso... Be', intanto la sorpresa fu
nel vedere come se ne stavano tutti quanti nudi e senza
farci troppo caso, per niente a disagio, i due uomini abbronzati
in maniera diversa: Jrgen, un autentico adone,
era riuscito a conservare il suo colorito per tutto l'inverno
ed era bianco solo attorno ai fianchi: volto e braccia di
Carl, invece, erano abbrustoliti dal sole mentre il colore
del suo corpo non poteva certo definirsi bianco: una pelle
che recava tracce di sangue cubano e cheyenne del Nord.
No, quel che la lasci di sasso fu come avevano piegato
e disposto i loro abiti sul tavolino da caff in tre pile,
mentre Walter teneva i suoi in grembo.
Bo: Va' a prendere i vestiti di Walter. Se rifiuta di
darteli, sparagli un colpo in testa, disse a Vera. Poi: Ah,
guarda, non  che hanno chiss cosa, tra le gambe, quei
due. Gi, ma sono dritti come fusi, loro. Educati a essere
uomini che usano le donne, che amano le donne, che addirittura
le adorano e non sognano altro che la passera. Lo
capisco benissimo, da come ti guardano. Vera, tu puoi farti
Carl come e quando vuoi, ma quando io sculetto in giro
come per sembrare arrapato, loro mica ci fanno caso,
anzi gli scappa quasi da ridere. Quelli che non faccio ridere
sono quelli che interessano a me. E tu mi trovi buffo,
non  vero?
S, disse Vera. Mica sempre, per. Questa faccenda
sta andando troppo per le lunghe, hai capito? Bo,
guardami. Forza, datti da fare, ma aspetta che mi sia tolta
di mezzo.
Cazzo, si mette da una parte, disse Honey, lasciando
cadere lo sguardo sui seni nudi e, pi in basso sulle cosce
altrettanto nude che teneva in forma andando a nuotare
una volta la settimana alla Webster Hall, un hotel del
centro.
Che situazione fantastica, trovarsi tra due ragazzi nudi,
entrambi ben equipaggiati e dal fisico snello e pieno di
cicatrici: quelle di Carl erano ferite di arma da fuoco, cos
pensava lei, mentre la pelle di Jrgen era tesa e lustra
nei punti in cui aveva subito ustioni. Dei veri maschi, ecco.
Jrgen volt il capo e le sorrise, e lei fece altrettanto.
Poi sorrise anche a Carl, ma lui disse: Cosa?
Mentre Vera era impegnata a parlare con Bo, Honey
era riuscita a prendere la mano di Carl, accanto alla sua
sul divano, e a guidarla sul calcio della Luger ficcata tra i
cuscini. Quando Honey aveva infilato la pistola l dentro,
era seduta nella posizione adesso occupata da Carl, cos fu
la mano destra di lui ad avvolgersi attorno al calcio. Honey
gli disse che la pistola era pronta per sparare, ma con
la sicura inserita. Carl rispose di essersene accorto, e la tolse
all'istante.
Sei sicuro? disse Honey.
Sono sicuro? disse Carl. E perch non dovrei?
Era sicuro s, ma di non aver mai sparato con una Luger.
Con una Walther P38 s, certo, ma non con una Luger. Gi
si immaginava di tirarla fuori dal divano e puntarla su
Bohunk e sparare l dove stava adesso guardando, premere
il grilletto e aggiustare la mira, se del caso, e buttarlo
gi. Aveva un bell'aspetto, quella pistola, ed era gradevole
da impugnare, ma sapeva gi che non avrebbe mai lasciato
la sua Colt.
Va bene. Quando?
Quando sei certo che ha intenzione di sparare.
Ma stai scherzando? Quel tipo si infila il suo abito migliore,
si trucca e si porta dietro una mitraglietta, e tu non
hai ancora deciso se vuole davvero farti fuori?
Magari, se Honey la smettesse di strusciarsi in questo
modo. Dacci un taglio, eh? Gliel'aveva gi detto. E
forse stava facendo la stessa cosa con Jrgen.
Lei abbass la testa. Non  che vi sta diventando duro,
a voi ragazzi, eh?
Come diamine faceva a mostrarsi cos naturale, col rischio
di ritrovarsi morta entro pochi minuti? Sempre cos
sicura di s. Appena aveva sistemato Bo doveva ricordarsi
di chiederle come facesse a mantenere la calma.
Per cortesia, non prendetela sul piano personale, -
disse Bo. Non ce l'ho con voi pi che se dovessi affrontarvi
in battaglia, faccia a faccia, proprio com'era a Odessa
quando combattevo i rumeni casa per casa. Anzi, una
piccola correzione. Con quei rumeni del cazzo ce l'avevo
eccome. Quelli morivano dalla voglia di massacrare ebrei
e zingari e i ragazzi come me. Le SS ci facevano indossare
dei distintivi rosa e ci gettavano nei campi di sterminio
per ucciderci a loro piacimento.  stato in questa circostanza
che ho deciso di diventare una belva anch'io e sgozzare
un po' di Einsatzgruppen.
Adesso, pens Carl.
Chiamalo. Digli di posare la mitraglietta sul pavimento
e fare qualche passo indietro. Guadagnerai qualche
istante. Digli che se estrai la pistola eccolo, il momento
giusto, quando  l che pensa  per uccidere.
Forza.
Carl strinse il calcio della Luger per tirarla fuori dal divano
nello stesso istante in cui nella stanza esplose con violenza
un colpo di pistola, che gli fece sbattere gli occhi e
girarsi per scorgere Vera con la sua Luger tesa davanti a
s. Bam, eccola che sparava una seconda volta a Bo, che
faceva un passo verso di lui e che gli sparava una terza. E
poi che lo fissava, riverso a terra accanto alla scrivania e
gli sparava in piena testa, tanto per essere sicura.
Carl la guard infilare la pistola nella borsetta di
astrakan che era rimasta aperta e la guard posare la borsetta
sul tavolino di fianco, proprio accanto a dove sedeva
un impietrito Walter. E adesso si stava gi accendendo
una sigaretta, per poi tirare una boccata e soffiare via
una nuvoletta di fumo, senza staccare gli occhi da Carl.
Credi che le metteranno le grinfie addosso?
Se proprio vogliono.
Narcissa: E Honey e Jrgen? Hai detto che si piacciono.
Pensi che si metteranno assieme?
Pu darsi, rispose Carl. Penso che la fortuna di
Jrgen si sia esaurita. Alla fine della guerra lo acchiapperanno,
per poi espellerlo. Poi toccher a lui trovare il modo
per rientrare, e magari Honey sar l ad aspettarlo contando
le ore. Io la vedo cos. Ma quando c' di mezzo Honey
non si pu mai sapere. E capacissima di andare in
Germania con lui. Tipico, disse Carl, anche se a far questo
proprio non ce la vedeva.
Virgil: Ti faceva rimescolare tutto, eh?
Perch me lo chiedi?
Perch  un gran ficcanaso, disse Narcissa. Vero?
Virgil: Ma poi, se le  rimesse, le mutande?
Carl l'aveva guardata, certo, infilarsi la gonna e tirarsela
sui fianchi, per poi alzarla in vita e far scivolare le mutandine
su per le gambe; e proprio in quell'istante gli era
apparsa alla mente una foto a colori di Crystal Davidson
che faceva altrettanto. Poi la testa di Honey era spuntata
dal pullover, le sopracciglia che andavano su e gi rivolte
proprio verso di lui, il reggiseno rimasto sul tavolo.
S, Honey si  rivestita, Jrgen si  rivestito e Walter
 andato in bagno a rivestirsi.
Virgil: E a lui cosa succede?
Carl: Ah, non lo so. Secondo me non riesce pi a uscire
da questo dilemma, Walter il macellaio che  anche il
sosia di Himmler, l'uomo pi odiato sulla faccia della Terra.
Il suo unico amico era quel farabutto di Joe Aubrey,
che tra parentesi non  stato ancora trovato. Anzi, avrei
dovuto chiederglielo, a Bo, cosa ne aveva fatto. E sono sicuro
che ce l'avrebbe anche detto, sapete. Non faceva che
vantarsi di aver sparato a questo e a quello, di aver tagliato
gole.
Insomma, Vera se l' cavata, fece suo padre. E tu
le hai detto qualcosa?
Honey la stava gi abbracciando. Sono andato a dirle
che mi piaceva il suo modo di fare, che era una donna di
classe. Lei mi ha ringraziato e mi ha baciato sulla bocca.
Ti ha baciato, nudo com'eri?
Mi ero tirato su i calzoni.
Tra poco tutta 'sta storia la racconterai a Louly, no?
Quand' che arriva?
Sabato.
Domani, allora.
Gi, arriva in aereo a Tulsa. Ha tre giorni di licenza.
Riesce a farsi portare in aereo quasi dappertutto, a patto
che ci sia uno scalo militare.
Vediamo un po', disse Narcissa. Che fai, le racconti
del bacio di Vera?
Louly non deve certo preoccuparsi di Vera.
Allora le racconti di Honey che se ne va in giro tutta nuda e coi tacchi?
...
.
...
FINE.